La grotta di Saint-Cézaire – Côte à côte

Di Antonella Fava
20 Jun 2025

Se volete vivere un’esperienza unica nelle viscere della terra poco lontano da Grasse, vi invitiamo a visitare la grotta di Saint-Cézaire. Questa meraviglia della natura si immerge nel sottosuolo fino a circa 40 metri di profondità per una distanza di circa 200 metri, offrendo uno spettacolo favoloso delle ricchezze sotterranee che racchiude. Di stanza in stanza una visita guidata in francese e in inglese permette di scoprire maestosi drappeggi, grandiose stalattiti, concrezioni stellate, meduse luminose e persino uno spettacolo sonoro su stalattiti musicali.
In questo luogo, nel corso di migliaia di anni, l’acqua ha scavato, eroso, levigato e lavorato il calcare, dando origine a un gran numero di concrezioni, la cui caratteristica principale è la presenza di ossido di ferro che le rende rossastre. All’interno della grotta la temperatura è di 15º, stabile tutto l’anno.

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grotta Saint-Cézaire

La struttura della grotta

Nella grotta si possono distinguere due sezioni orizzontali, che terminano con un pozzo verticale.
Nel percorso superiore si trova una successione di piccole camere collegate da ripidi passaggi. Qui si trova una stalattite di 150 cm chiamata “Madame”, la cui formazione ha richiesto 150.000 anni.
L’accesso alla parte inferiore della grotta avviene attraverso un breve tunnel. Da qui inizia un percorso meno accidentato con una serie di grandi camere in cui confluiscono diversi fiumi sotterranei. Vi si possono ammirare le suggestive stalattiti sonore, una concrezione calcarea ferrosa che può essere letteralmente suonata come se fosse uno xilofono. Qui si può incontrare  anche “Jules”, un insieme di depositi calcarei che ha assunto la bizzarra forma di uno scheletro e si può ammirare l’alcova, una magica grotta ricca di elementi traslucidi.
La fine di questo percorso si trova a 40 m di profondità davanti a una voragine di 15 m che conduce il fiume sotterraneo a un sifone. Grazie all’utilizzo di una sostanza fluorescente si è scoperta una risorgenza a 5 km di distanza, nella Grotte de la Foux.

grotta Saint-Cézaire

Geologia della regione e formazione della grotta

La grotta di Saint-Cézaire-sur-Siagne si trova in una formazione geologica risalente a circa 140 milioni di anni fa. All’epoca il territorio era coperto dall’acqua e ha ricevuto i sedimenti alluvionali che si sono depositati nei letti geologici. Fu verso la fine dell’era terziaria, circa 6-10 milioni di anni fa, che l’intera area si sollevò ed emerse dal mare. L’acqua in superficie si ritirò nelle valli, formando veri e propri mari interni. A questo punto inizia l’opera di erosione. Il clima e le forti precipitazioni modellano il rilievo della regione e si formano camere, gallerie e voragini interne.
È in questo periodo (6 milioni di anni fa) che si è formata la grotta di Saint-Cézaire. Il colore delle composizioni, stalattiti e stalagmiti, deriva dai minerali, dagli acidi e dai calcari trasportati dalle acque che si sono depositate durante la creazione delle grotte. Questo lavoro è stato compiuto nel corso di milioni di anni.

grotta di Saint-Cézaire

La scoperta e la storia della grotta

Ma se la storia della formazione della grotta è affascinante, quella della sua scoperta è altrettanto curiosa e degna di nota, simboleggiando la tenacia e la determinazione della famiglia Dozol, proprietaria dei terreni in cui essa si trova.
Correva l’anno 1888, quando Léon Dozol, di professione agricoltore, dissodando il suo campo per piantarvi le viti, scoprì una buca. Inizialmente se ne servì per gettarvi detriti e massi che trovava nel campo finché, incuriosito, un giorno non si mise a scavare e trovò una voragine.
Nel giugno del 1890 iniziò l’esplorazione della grotta, alla luce di una sola candela. Léon, consapevole delle ricchezze naturali racchiuse sotto il suo terreno, trascorse anni a rendere accessibile la voragine, con l’aiuto della famiglia e degli amici. Dal 1900, la grotta fu aperta ai visitatori con la costruzione di scale illuminate da candele e divenne presto una grande attrazione turistica. Dopo la Grande Guerra, la famiglia Dozol abbandonò quindi l’agricoltura per dedicarsi esclusivamente a questa attività.

Fiat lux

Nel 1920, il film Phroso di Charles Vanel fu in parte girato nella grotta, contribuendo alla sua fama. Ma soprattutto i potenti riflettori del film rivelarono la trasparenza delle cristallizzazioni. Per i fratelli Dozol fu una rivelazione. Nel 1921, le lampade ad acetilene sostituirono le candele e nel 1923, un generatore cominciò ad alimentare le grotte con l’elettricità. Nel 1925 furono costruiti l’edificio esterno e un ristorante.
Durante la seconda guerra mondiale la grotta fu nuovamente chiusa e alla riapertura nel 1946 si dovette rifare tutto l’impianto elettrico e anche la strada per accedere alla tenuta.
Oggi la grotta, che è ancora proprietà privata della famiglia Dozol, è meta di turisti di tutte le nazionalità che vi fanno tappa per immergersi in milioni di anni di storia.

 

 

(Foto di Antonella Fava©)