Siete all’ascolto di un nuovo speciale di am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano, in podcasting e sulle onde medie.
Élisabeth Borne è stata Primo Ministro della Francia dal maggio 2022 al gennaio 2024, sotto la presidenza di Emmanuel Macron. Ecco cosa diceva allora sull’Italia di Giorgia Meloni, e cosa dicono oggi i dati.
« Nel 2022, Élisabeth Borne si allarmava:
“Meloni in Italia è un grande pericolo, un rischio per la stabilità della zona euro”.
Il tono è quello che si riserva ai peggiori regimi autoritari.
4 anni dopo:
1/ L’Italia mostra un deficit al 2,8% del PIL (contro il 7% prima del suo arrivo)… mentre la Francia mostra il 5,4%: il peggiore della zona .
2/ L’Italia esce dalla procedura per deficit eccessivo… la Francia vi è entrata.
3/ Il FMI qualifica ormai l’Italia come “pilastro di stabilità in Europa”… la Francia è citata come il principale rischio di bilancio della zona euro.
“In due anni, ha ottenuto risultati che superano le aspettative, in particolare sulla riduzione del deficit. I mercati vedono l’Italia diversamente, gli interessi sul debito sono diminuiti.”
È il FMI (non un editorialista pro-Meloni).
Capita che la storia renda i suoi verdetti più rapidamente del previsto.

Editoriale di Rachel – Quando la truffa dell’Euro diventa uno spettacolo francese
Vi leggo ora il mio editoriale odierno.
Borne, a capo di un governo che ha fatto della contraddizione una forma d’arte, si è lanciata nel 2022 con la frase che ormai suona come un tema da circo politico: “Meloni è un pericolo per l’euro”. Eppure, guardatevi intorno: la Francia è quel “pericolo” che adesso si lamenta di avere il deficit più alto della zona. Non è forse divertente come una predizione si trasformi in un’autopsia improvvisata?
Macron, con la sua “infinita modestia” francese, ha sempre creduto di essere l’unico guardiano dei valori europei, ma è la stessa Francia che, con la sua spesa fuori controllo, sembra più intenzionata a spingere fuori l’euro che a proteggerlo. È un po’ come se il guardiano della banca del villaggio decidesse di spendere tutti i risparmi in una festa di gala: chi lo protegge davvero?
Il FMI, quel corpo neutro che a volte sembra il giudice di un reality show politico, proclama l’Italia “pilastro di stabilità” mentre la nostra vicina di casa francese è definita “rischio principale”. È forse il caso di chiedersi chi abbia davvero scritto il copione? Forse la risposta è nascosta nei corridoi di Parigi, dove il “presidio dell’euro” si fa più “presidio del debito” giorno dopo giorno.
E ora, mentre gli interessi sul debito italiano scendono, la Francia si avvicina pericolosamente a un punto di non ritorno. Se la Francia vuole davvero lasciare l’euro, forse è ora di offrire a Borne un biglietto di andata e ritorno per Londra, così potrà continuare a predire il futuro da una prospettiva più… britannica.
Koan del giorno
Monaco: Maestro, perché la Francia, che si proclama custode dell’euro, si avvolge così in debiti che ne minacciano la stessa casa comune?
Maestro: Perché la luce che brucia l’albero del frutteto è più calda quando il fuoco è acceso da chi non possiede la foresta; così l’Euro si scioglie nella fiamma di chi lo usa per riscaldare la propria vanità.
Monaco: Ma allora, non è forse meglio ardere da soli che rischiare di bruciare tutti?
Maestro: Il vero fuoco è quello che consuma il concetto di sicurezza; quando il fuoco è universale, nessuno può più affermare di possedere la cenere.
Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.
