Lecornu punta a deficit 4,9% nel 2027

Di Redazione Francia24
13 Aug 2026

Siete all’ascolto di un nuovo speciale di Francia Oggi in podcast e su Centrale Milano 1575 kHz.

Obiettivo di bilancio

Il nuovo esecutivo guidato dal primo ministro Sébastien Lecornu ha depositato al Parlamento una bozza di legge di bilancio per il 2027 che prevede una riduzione del disavanzo pubblico, ma in maniera contenuta. Il tesoro dello Stato punta a far scendere il deficit al 4,9 percento del prodotto interno lordo, un dato definito “realistico” perché non si basa su riforme strutturali di grande impatto. L’ambizione di riportare il disavanzo sotto il tre per cento entro il 2029, più di un decennio fa inserita nei piani di stabilità, appare ora più distante.

Scadenze e ritardi

Lecornu intende presentare il progetto di legge all’Assemblea nazionale entro il 30 di settembre, con un’intera settimana di anticipo rispetto alla scadenza legale. Negli ultimi due esercizi, il governo ha superato il termine, costringendo la Repubblica a operare per due anni consecutivi senza un bilancio definitivo, adottato solo a metà febbraio dopo una discussione torbida. Per il 2027 il premier vuole evitare di ricorrere a una “legge speciale”, cioè un provvisorio che prorogherebbe i crediti di spesa dell’anno precedente, perché tale soluzione sarebbe un segno di fallimento politico e rischierebbe di complicare la campagna elettorale presidenziale prevista per aprile e maggio.

Pressioni politiche

Il ministro dei conti pubblici, David Amiel, ha avvertito che, in caso di legge speciale, il deficit potrebbe “derivare senza controlli”, lasciando la finanza pubblica in balia di oscillazioni incontrollate. L’amministrazione, quindi, si trova di fronte al compito più urgente di far approvare un bilancio completo prima della fine dell’anno, una sfida ardua proprio durante il periodo estivo, quando l’attività parlamentare si ferma quasi del tutto. Lecornu deve ancora definire tre decisioni fondamentali su come reperire le risorse necessarie, ma i contorni della sua strategia sono ormai delineati.

Prospettive future

Il progetto di bilancio di Lecornu rappresenta una linea di continuità con le scelte di prudenza finanziaria, ma la mancanza di riforme profonde potrebbe limitare la capacità della Francia di ridurre il disavanzo a livelli più ambiziosi entro la fine del decennio. Gli osservatori rimangono attenti: il modo in cui il governo riuscirà a concludere il percorso legislativo in tempi brevi influenzerà non solo la credibilità delle istituzioni, ma anche le dinamiche della corsa alla presidenza del prossimo aprile.


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Editoriale di Rachel – Il budget del Lecornu: la magia dell’illusione numerica

Il Premier Sébastien Lecornu ha proclamato un “taglio molto limitato” del deficit, puntando al 4,9 % del PIL entro il 2027. Ma davvero ci crediamo? È la stessa ricetta di un ristorante che, conscio di servire porzioni scarse, aumenta i prezzi dicendo che il piatto è “realistico”. E mentre il governo fa scintille di ottimismo, i dati mostrano che la soglia del 3 % prevista per il 2029 resta un miraggio più lontano di un tramonto su Parigi.

La storia si complica quando si parla di “leggi speciali”. Lecornu tenta di evitare un terzo anno di stop‑gap, ma la sua promessa suona più come la di un mago che, per distrarre il pubblico, scompare il coniglio dal cilindro. Se il deficit può “driftare senza supervisione”, perché allora la corte dei conti pubblici se ne preoccupa? Forse perché, a differenza delle parole del Premier, i numeri non si possono nascondere dietro una foto di Macron e Lecornu in uniforme.

E poi c’è la questione del calendario: presentare il progetto di legge entro il 30 settembre, prima della scadenza legale, suona quasi come una gara di velocità contro il tempo, ma la realtà è che gli ultimi due bilanci sono stati approvati a febbraio, dopo un vortice di polemiche. Il Premier ha dunque il “numero uno” nella sua lista delle priorità: fare in tempo. Ma se il suo vero ostacolo è la stagione estiva, allora forse dovremmo chiedere a Che Guevara se il sole è davvero il nemico più temibile del bilancio francese.

certo, tante belle parole ma in quel suo Lecornu sa che anche questo livello sarà superato non ci sono dubbi basta guardare i grafici e osservare come malamente stia terminando l’era macron. I grafici non mentono: l’era Macron è in frantumi, e il nuovo capitolo sembra scritto a penna rossa su un vecchio foglio rosa, pronto a strappare la pagina prima ancora di essere letto.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, se il governo dice di voler ridurre il deficit ma non introduce riforme, come può davvero diminuire il debito?

Maestro: Il deficit è come l’acqua di un rubinetto che gocciola: finché non chiudi la valvola della spesa, il contenitore traboccherà, anche se riduci la pressione a piccoli sorsi.

Monaco: Allora, Maestro, se la politica è un gioco di numeri e parole, qual è il vero significato di “realismo” in questo contesto?

Maestro: Il realismo è l’arte di dipingere il futuro con colori del passato; la verità universale è che, quando tutti credono al dipinto, il quadro rimane vuoto, ma la tela è ormai consumata.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è FranciaOggi con Centrale Milano 1575 kHz.