Davanti al monumento ai Caduti a Nizza Saint'Isidore

Giorno della Memoria a Nizza

Di Redazione Nizza24
25 Jan 2023

Giorno della Memoria due eventi per non dimenticare

Il Giorno della Memoria è un appuntamento con la Storia che ogni anno sempre più diventa necessario: scompaiono per motivi anagrafici i testimoni della Shoah, l’antisemitismo dilaga e sul nostro pianeta sono ancora numerosi i conflitti in corso.

Questo giovedì 26 gennaio, come ogni anno, Le Potager de la Fantaisie un’intera giornata dedicata della Memoria.
Si inizierà al mattino alle 8:45 davanti al Monumento ai Caduti di Sant’Isidore di Nizza, una cerimonia con la presenza degli studenti della scuola accompagnati dal loro Direttore Sig. Hervé Saccheri che leggeranno poesie e rappresentanti delle associazioni: Yad Vashem, Amis du Musée de la Résistance Azuréenne, des Enfants et Amis Abadi, ANPI, Comites di Nizza.
Il Sindaco sarà rappresentato dalla Sig.ra Marie-Christine Fix, Vice Delegata per i Combattenti Mondiali, ci sarà la partecipazione di altri Rappresentanti della Città di Nizza, Sig.ra Monique Bailet, il nostro Deputato del Territorio Occidentale, il Sig. Gaël Nofri Deputato ai Trasporti, rappresentanti del quartiere e e la Console d’Italia Sig.ra Caterina Gioiella.
Ci sarà il deposito di fiori e l’esecuzione di alcuni brani da parte della banda della Garde Municipale de la Ville de Nice
Prenderanno la parola due testimoni sopravvissuti: signora Andrée Poch-Karsenti del “Réseau Marcel” e il signor Daniel Wancier del “Rafle de Vel d’Hiv”.
Un Giorno della Memoria a Nizza con testimonianze molto significative con un importante scambio intergenerazionale a Saint’Isidore.

L’indomani, venerdì 27 gennaio, l’appuntamento con la memoria sarà on line.

Lo speciale che l’Associazione Kiwanis dedica anche quest’anno al Giorno della Memoria si intitola “Giusti in divisa” perché rievoca una pagina di storia, poco conosciuta, i cui protagonisti sono i militari italiani della Quarta Armata che, nel novembre del 1942, occupò una area consistente della Francia del sud.
In quella fase di guerra, era ancora ferrea l’alleanza tra Italia e Germania pertanto suscita grande ammirazione quello che accadde nella zona sotto controllo italiano : lì non ci furono violenze e persecuzioni nei confronti degli ebrei, le autorità italiane si limitarono ad assegnar loro delle residenze “ protette ” con il solo obbligo di presentarsi alla sera per firmare un registro delle presenze.
La notizia di questo comportamento umano si diffuse rapidamente in tutta Europa e in molti cercarono di raggiungere con ogni mezzo nei territori occupati dagli italiani.
Il solo villaggio di Saint Martin Vésubie , sulle alture di Nizza ospitò dai mille ai milleduecento ebrei che lì vissero, come dice il titolo del bellissimo film del regista André Waksman, il tempo di una tregua. Erano liberi di frequentare la scuola, di osservare i precetti religiosi, di ballare e cantare alla sera sui prati di Saint Martin. In quei villaggi ci furono anche matrimoni misti tra ebrei e francesi e alcune nascite. Si sentivano protetti dai militari italiani e anche dagli abitanti dei vari villaggi che li avevano accolti senza nessun pregiudizio.
Fu un colpo terribile l’armistizio dell’otto settembre ‘43. Nel caos che si creò tra militari, tra civili, tra ebrei rifugiati, ci fu un giovane ufficiale Federico Strobino che comprese subito i pericoli che incombevano sui suoi uomini e sugli ebrei. Strobino si prodigò per convincere tutti a fuggire,risalendo le Alpi, nella speranza di trovare la salvezza in Italia.
Da Saint Martin partirono in ottocento vecchi, malati, bambini, donne, li scortavano i militari di Strobino, percorsero ripidi sentieri già innevati con scarpette, vestiti leggeri : una marcia infernale che, ogni anno, viene commemorata dai pochissimi superstiti,dai loro figli e nipoti che arrivano da tutto il mondo e che si inerpicano per quegli stessi sentieri.
Purtroppo quegli sventurati e neppure i militari sapevano che le truppe tedesche erano già saldamente posizionate nel fondovalle del versante italiano delle Alpi.
Molti vennero catturati e messi sui treni per i campi di sterminio, altri furono nascosti da gente coraggiosa che vinse la paura di tremende rappresaglie , un gruppo consistente di militari raggiunse le formazioni della resistenza che agivano nelle valli del cuneese.
Nelle stesse ore di quella drammatica fuga, nella piccola guarnigione di Nizza, il Capitano Carlo Breviglieri e il Sottotenente Salvatore Bono dovettero scegliere se arrendersi con i loro compagni ai tedeschi e consegnare le armi o resistere senza speranze. Presero questa decisione, Breviglieri fu subito colpito a morte, Bono riuscì ad avere la meglio su alcuni soldati tedeschi fino a quando gli scoppiò in faccia una granata che gli provocò ferite gravissime.
Alla fine della guerra fu decorato con la Medaglia al Valor Militare e a Nizza una lapide lo ricorda e ricorda quello che è considerato il primo atto di resistenza sul suolo francese.
Nello speciale Kiwanis, curato da Emmanuele Saccà chair per il Giorno della Memoria, sono racchiuse testimonianze di storici, esponenti religiosi, e, tratte dal film “ Le temp d’un repit “, le voci di chi visse quella straordinaria esperienza. Tra le persone intervistate anche Patrizia Gallo, presidente dell’associazione Le Potager de la Fantaisie e nipote di Isotta Gaeta (giornalista e partigiana tra le protagoniste del film)
Lo speciale si può vedere dal 27 gennaio on line su Youtube.