In Francia il 2020 come in altri paesi del mondo, è già entrato nella Storia. Il nostro Giovanni Gugg, professore di antropologia a Napoli e ricercatore a Parigi, affronta i dodici mesi che ci stiamo lasciando alle spalle attraverso i vari aspetti che hanno caratterizzato l’anno della pandemia di Covid-19.
Come in tutti i Paesi europei, anche la Francia è piombata in una crisi economica molto grave.
Solo nella regione PACA i lavoratori disoccupati o in cassa integrazione sono 200.000. Qui il settore più colpito è quello turistico, ma anche tutto l’indotto, come ad esempio il traffico aereo: l’aeroporto di Nizza è il secondo di Francia, dopo gli aeroporti di Parigi, e le ultime proiezioni dicono che si tornerà alla situazione pre-pandemia nel 2024.
Altrove ci sono casi estremamente gravi, come ad esempio la grande industria aeronautica Airbus, che il 2 luglio ha annunciato il taglio di 5.000 posti di lavoro in Francia, di cui circa tre quarti, ossia 3.500, nella sola sede di Toulouse. In quella città, Airbus e le sue filiali danno lavoro ad almeno 25.000 persone, per cui un taglio così grande rischia di avere contraccolpi sullo stesso sistema urbano.
Le misure economico-finanziarie approvate in Francia sono molte e molto imponenti. Tra le tante, segnaliamo il pacchetto di misure economiche del valore complessivo di 45 miliardi di euro, pari a circa il 2% del PIL, per sostenere persone, famiglie e imprese. Quindi la spesa pubblica, già molto alta, è stata rivista al rialzo a causa dell’aumento delle spese legate alle misure di sostegno al reddito e di quelle legate agli interventi d’urgenza adottati per fronteggiare la crisi epidemica. Si tratta di misure una tantum e non incideranno, quindi, sul calcolo del saldo di bilancio strutturale, tuttavia il livello di indebitamento netto per il 2020 è stimato intorno al 3,9% del PIL.
Le principali misure riguardano l’accelerazione e l’incremento dell’assicurazione sanitaria per i malati e i familiari che li assistono; l’aumento della spesa per dispositivi sanitari; il supporto in termini di liquidità attraverso la proroga dei versamenti erariali e contributivi per le imprese; il supporto dei salari dei lavoratori occupati ad orario ridotto; il supporto finanziario diretto per le piccole e medie imprese (PMI) e i lavoratori autonomi; la proroga del versamento di canoni di locazione e utenze per le PMI coinvolte.
In materia di formazione e ricerca, la Francia ha stabilito garanzie all’accesso alla formazione superiore e semplificazioni e accelerazioni per la ricerca di base e medica.
