La situazione sanitaria
Il primo fine settimana di maggio 2020, in Francia, si è chiuso con il seguente bilancio dell’epidemia di Covid-19: i casi confermati di persone positive sono 131.287; di costoro, 25.815 sono ospedalizzati (12 in meno di sabato) e, tra questi, 3.819 (8 in meno delle 24h prima) sono in rianimazione; 33.361 (90 in più), invece, si trovano negli Ehpad, cioè nelle case di cura e nelle case di riposo (in tali strutture vi sono almeno altre 37.406 persone probabilmente contagiate; si è in attesa di conferma).
Dall’inizio dell’epidemia, i pazienti dimessi sono 50.784 (+222), mentre i decessi sono 24.895 (15.583 negli ospedali e 9.312 negli Ehpad).
Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, ieri le persone positive al patogeno erano 15.066, di cui 1.513 sono ricoverate in ospedale e 237 si trovano in rianimazione. Le persone decedute sono 713, mentre quelle rientrate a casa sono 3.904.
Più nello specifico dei dipartimenti delle Alpes-Maritimes e del Var, anche domenica non si sono avuti morti, per cui il numero delle vittime è fermo a 402, 197 in Costa Azzurra e 205 nel dipartimento vicino. Nel dipartimento di Nizza, 200 persone contagiate sono ancora ricoverate in ospedale, di cui 33 in rianimazione; nel Var invece i pazienti sono 245 e quelli in terapia intensiva sono 30.
Le misure preventive
Com’è ormai noto, il déconfinement in Francia comincia l’11 maggio, ma non nello stesso modo dappertutto. Il Paese è diviso in 96 dipartimenti (province), classificati con due colori:
– rosso: la situazione sanitaria è grave, per cui non vi sarà alcuna apertura, anzi la quarantena potrebbe essere rafforzata;
– verde: la situazione è sotto controllo, i posti in terapia intensiva ci sono e, soprattutto, c’è un programma di test che può essere messo in atto, per cui in questi dipartimenti si riapriranno scuole, attività lavorative, passeggiate.
Ad oggi, esistono anche dei dipartimenti arancioni; sono quelli in cui la situazione è ancora incerta e si deciderà il 7 maggio se farli passare tra i rossi o tra i verdi.
Il dipartimento delle Alpes-Maritimes, dopo un’iniziale classificazione arancione, per l’intero fine settimana è stato indicato come verde, per cui ci sono buone speranze che la prossima settimana resti tra quelli che riapriranno.

Forse preoccupato per un calo di cautela da parte dei francesi, il ministo della Sanità, Olivier Véran, sabato ha affermato che «la data dell’apertura potrebbbe essere rinviata». Comunque sia, la logica del deconfinamento è stata illustrata in maniera efficace da questi schemi realizzati dello stesso governo:
Nei dipartimenti “verdi”, dunque, sarà possibile accedere a biblioteche e mediateche e a boschi e cimiteri; ci si potrà spostare liberamente in un raggio di 100km, a patto di mantenere le distanze; potranno riaprire le attività commerciali di superficie inferiore ai 40.000 m2, così come i mercati a cielo aperto; potranno esercitare anche i parrucchieri e i centri estetici ma rispettando alcune regole sanitarie; gli asili nido potranno accogliere fino a 10 bambini mentre alle materne e alle elementari il limite sarà di 15 per classe. Ovunque, però, sarà obbligatorio indossare la mascherina.
Una notizia che può interessare molto i nostri lettori e ascoltatori italiani è che l’Eliseo ha tolto l’obbligo di quarantena di 14 giorni per coloro che entrano in Francia provenendo dall’Unione Europea, dallo spazio Schengen o dal Regno Unito.
Ciò che in questo momento comincia a preoccupare molto è la crisi economica aperta dalla pandemia, che secondo il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, sarà “brutale”: negli ultimi giorni le file di persone per ricevere gli aiuti alimentari sono aumentate molto, anche a Parigi, dove le disuguaglianze economiche e sociali si sono accentuate molto durante la quarantena e rischiano di allargarsi ancora di più nei prossimi mesi di recessione.
Per questa ragione, anche a Nizza ci si sta adoperando per venire incontro ai bisogni dei più vulnerabili. Nel fine settimana, ad esempio, in place Garibaldi è apparsa una struttura in legno con lo slogan «Chi può doni, chi ha bisogna prenda», dove si possono depositare o prendere pacchi di pasta, conserve, frutta, latte in polvere, prodotti sanitari, saponi…
A Cannes, invece, prosegue la “grande disinfestazione” avviata dal comune per gli spazi pubblici e privati in vista del déconfinement, in particolare gli edifici pubblici (scuole e asili nido) e lo spazio pubblico (suolo, arredo urbano, parchi gioco…). Nella città della Croisette, inoltre, è prevista per il 7 maggio la distribuzione di visiere protettive ai commercianti e ai professionisti in contatto prolungato con il pubblico. Invece da oggi, 4 maggio, è obblicatorio indossare la mascherina all’interno dei trasporti pubblici e nei luoghi collettivi
Consigli personali
Tra gli aspetti più difficili da affrontare durante la quarantena c’è senza dubbio l’isolamento, che spesso vuol dire anche solitudine. Per questa ragione il comune di Nizza ha invogliato i cittadini ad applaudire ai balconi alle 20 (e a inviarne i video ai canali social istituzionali) o a partecipare alla Fete des Mai attraverso foto e cantando alle finestre. Ora aggiunge un’ulteriore iniziativa: il «CinéBalcon», ossia la proiezione di un film in un quartiere cittadino, per ciascun giorno di questa settimana. L’appuntamento è alle 20h05, dopo l’applauso rituale, per guardare, senza scendere in strada, ma affacciandosi alla finestra, i seguenti film:
– Lunedì e venerdì: “Forte”, una commedia di Katia Lewcowicz, con Melha Bedia e Valérie Lemercier.
– Martedì e giovedì: “My Story”, spettacolo di Ary Abittan.
– Mercoledì: “Tout en douceur”, spettacolo di Jérôme Commandeur.
(L’immagine di copertina di oggi è a firma del signor Piero Pierucci di Torino che ringraziamo per la gentilissima concessione)






