Il Presidente della République, Emmanuel Macron, ha nominato nella serata del 16 maggio un nuovo Primo ministro, anzi una Prima ministra: si tratta di Élisabeth Borne, la seconda donna a ricoprire questo ruolo nella storia della Francia.
Chère @Elisabeth_Borne,
Madame la Première ministre,
Écologie, santé, éducation, plein-emploi, renaissance démocratique, Europe et sécurité : ensemble, avec le nouveau gouvernement, nous continuerons d’agir sans relâche pour les Françaises et les Français.— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) May 16, 2022
Nata a Parigi il 18 aprile 1961, Élisabeth Borne è stata ministra nei due governi della presidenza Macron: dei trasporti e poi della transizione ecologica e solidale sotto il governo di Édouard Philippe e del lavoro nel governo di Jean Castex.
Precedentemente, era stata prefetta della regione Poitou-Charentes dal 2013 al 2014 e presidente della Régie autonome des transports parisiens (RATP) dal 2015 al 2017.
Si tratta della seconda donna a rivestire il ruolo di Première Ministre dopo Edith Cresson, che lo ricoprì 30 anni prima.
Come nella tradizione del vivace dibattito politico francese, le reazioni dei vari partiti alla nomina a premier di Borne sono state molte, spesso parecchio estreme: c’è chi la ritiene “troppo di sinistra” e chi “troppo di destra“, chi la definisce “Mrs. Thatcher” e chi “una buona scelta“.
Merci à @EmmanuelMacron de sa confiance et de l’honneur qu’il me fait en me nommant Première ministre.
Merci aussi à @JeanCASTEX pour son action ces deux dernières années.
Les défis devant nous sont grands. Je mesure pleinement cette responsabilité. pic.twitter.com/fZ9zxu5S5f
— Élisabeth BORNE (@Elisabeth_Borne) May 16, 2022
Secondo Marine Le Pen, “Nominando Élisabeth Borne Primo Ministro, Emmanuel Macron dimostra la sua incapacità di unire [anzi denuncia anche] la sua volontà di continuare la sua politica di disprezzo, decostruzione dello Stato, distruzione sociale, racket fiscale e lassismo“.
Per Jean-Luc Mélenchon, “Inizia una nuova stagione di abusi sociali ed ecologici“, perché Élisabeth Borne “incarna la continuità della politica del Presidente della Repubblica“.
Sebbene partano da posizioni radicalmente diverse, anche Zémmour e Roussel hanno fortemente criticato la nuova Prima ministra, mentre leggermente più aperti risultano gli ecologisti, come Julien Bayou, che da un lato dice che Borne “Condivide la responsabilità di questi cinque anni persi per il clima“, ma dall’altro afferma che “non può che essere felice di vedere, per la seconda volta nella storia della Quinta Repubblica, una donna accedere a Matignon“.
Congratulazioni a Élisabeth Borne, invece, sono giunte da Valérie Pécresse, la ex candidata alla Presidenza per il centro-destra e Presidente della regione dell’Ile-de-France, e da Renaud Muselier, presidente della regione PACA, secondo cui “Emmanuel Macron ha fatto una buona scelta“.
Intanto, nel pomeriggio di ieri si è già tenuto il passaggio di consegne da Castex a Borne, durante il quale la nuova Prima ministra si è detta “molto emozionata” e ha dedicato la sua nomina “a tutte le bambine di Francia: andate in fondo ai vostri sogni, niente deve frenare la battaglia per il posto delle donne nelle nostre società“:
EN DIRECT | Cérémonie de passation de pouvoir à Matignon entre @JeanCastex et @Elisabeth_Borne. https://t.co/IIQExFhT7u
— Gouvernement (@gouvernementFR) May 16, 2022
Senza dubbio Élisabeth Borne è una figura di alto profilo, ferma e competente, sebbene qualcuno la giudichi anche una “tecnocrate asettica“. Vedremo se riuscirà a ricucire alcuni strappi nel corpo sociale francese, in questo periodo delicato, tra l’uscita dalla pandemia e una guerra nel continente europeo che preoccupa e indebolisce. L’attesa per scoprire i nomi del suo governo, dunque, è molta, ma in pochi giorni i nomi dovrebbero essere tutti svelati.
