Coronavirus Costa Azzurra bien expliqué #42

Di Redazione Nizza24
29 Apr 2020

La situazione sanitaria

Martedì sera, 28 aprile, in Francia i casi confermati di persone positive al Covid-19 sono 129.859; di costoro, 27.484 sono ospedalizzati (571 in meno del giorno precedente) e, tra questi, 4.387 (221 in meno delle 24h prima) sono in rianimazione; 30.817 (590 in più), invece, si trovano negli Ehpad, cioè nelle case di cura e nelle case di riposo (in tali strutture vi sono almeno altre 39.076 persone probabilmente contagiate; si è in attesa di conferma).

Dall’inizio dell’epidemia, i pazienti dimessi sono 46.886 (+1.373), mentre i decessi sono 23.660 (14.810 negli ospedali e 8.850 negli Ehpad).

Nella regione Provence-Alpes-Cote-d’Azur, ieri le persone positive al patogeno erano 14.514, di cui 1640 sono ricoverate in ospedale e 290 si trovano in rianimazione. Le persone decedute sono 670, mentre quelle rientrate a casa sono 3573.

Più nello specifico dei dipartimenti delle Alpes-Maritimes e del Var, il numero delle vittime è 391, 190 in Costa Azzurra e 201 nel dipartimento vicino. La tendenza segue quella nazionale: l’epidemia rallenta grazie ai sacrifici di settimane di contenimento.

Le misure preventive

La notizia principale di martedì 28 aprile è l’approvazione da parte del Parlamento francese della strategia di deconfinamento preparata dal governo e che verrà attuata a partire dall’11 maggio, a patto che si realizzino le proiezioni attese. Ne abbiamo riferito già ieri nel nostro giornale radio speciale, che potete riascoltare su radionizza.it.

Più nel dettaglio, il piano è stato presentato davanti all’Assemblée nationale dal Primo Ministro Edouard Philippe, in un discorso di un’ora cominciato sottolineando la straordinarietà dell’evento che stiamo affrontando, mai accaduto prima, “né durante la guerra, né durante l’occupazione, né durante altre epidemie”. Per quanto faticoso e difficile, il confinamento cominciato il 17 marzo scorso, però, ha funzionato: secondo uno studio scientifico, infatti, la quarantena ha evitato, in un mese, la morte di 62.000 persone e il ricovero di 500.000 pazienti in Francia. Pertanto, ha dichiarato il primo ministro, “il confinamento è stato uno strumento efficace per lottare contro il virus, per contenere la progressione dell’epidemia, per evitare la saturazione delle nostre capacità ospedaliere e, così facendo, per proteggere i francesi più fragili”.

Ora, però, dinanzi alla flessione dei numeri – lenta, ma costante – è opportuno programmare un ritorno alle nostre vite, procedendo progressivamente, con prudenza, ma con risolutezza.

La strategia presentata da Philippe è divisa in due fasi di tre settimane: la prima dall’11 maggio al 2 giugno, la seconda dal 2 giugno all’estate.

SANITA’

Al primo punto del discorso, la sanità pubblica: “purtroppo non abbiamo ancora una cura che dia dei risultati efficaci, per cui finchè non saremmo immunizzati il virus continuerà a circolare e, pertanto, dobbiamo imparare a conviverci”. Tuttavia, non possiamo organizzare la nostra vita in base a delle ipotesi, sapendo che il rischio di una seconda ondata di contagi è reale, pertanto potrebbe essere necessario un secondo confinamento.

Dall’11 maggio saranno effettuati 700.000 test virologici a settimana e coloro che risulteranno positivi al Covid-19 dovranno isolarsi, o a casa, o in un luogo messo a disposizione dalle autorità (ad esempio alberghi).

Tutto ciò sarà definito in maniera più compiuta il 7 maggio, quando ciascun dipartimento francese sarà indicato come “verde” (dove le misure restrittive saranno meno severe) e “rosso” (dove, invece, rimarranno quelle odierne).

TRASPORTI PUBBLICI

Nelle città, il trasporto pubblico potrà riprendere l’11 maggio, ma dovrà garantire il rispetto dei “gesti barriera”, limitando il numero di persone che lo utilizzano e obbligandole a indossare una mascherina.

SCUOLE

Le scuole elementari e materne potranno riaprire su base volontaria a partire dall’11 maggio, mentre le scuole medie dal 18 maggio. Per i licei, invece, la decisione sulla loro riapertura verrà presa alla fine di maggio, in ogni caso quegli studenti non torneranno sui banchi prima della metà di giugno. Gli asili nido, infine, riapriranno l’11 maggio, ma in piccoli gruppi di dieci bambini.

PARCHI, GIARDINI, SPORT E SPIAGGE

I parchi e i giardini saranno aperti solo nei dipartimenti “verdi”; gli sport indoor e di squadra rimarranno proibiti. Le spiagge resteranno inaccessibili al pubblico almeno fino al 1° giugno.

MEDIATECHE, BIBLIOTECHE E MUSEI

Le mediateche, le biblioteche e i piccoli musei potranno riaprire l’11 maggio, ma i grandi musei, i cinema, i teatri e le sale da concerto resteranno chiusi. Riapriranno anche i negozi, ma non i grandi centri commerciali.

CONCERTI E RADUNI

Non potranno esserci grandi raduni, dunque anche concerti e festival, almeno fino a settembre. Gli assembramenti per strada o in luoghi privati saranno limitati a 10 persone.

RELIGIONE

Non ci saranno cerimonie religiose prima del 2 giugno, ma riapriranno i cimiteri e sarà possibile celebrare i funerali, se entro il limite di 20 persone.

BAR E RISTORANTI

L’eventuale riapertura di bar e ristoranti sarà decisa alla fine di maggio.

STATO DI EMERGENZA SANITARIA

Lo stato di emergenza sanitaria sarà esteso oltre il 23 maggio, probabilmente fino al 23 luglio; la decisione verrà presa la prossima settimana con una votazione in Parlamento.

PRINCIPATO DI MONACO

Anche il Principato di Monaco ha annunciato una strategia di deconfinamento, che inizierà lentamente lunedì prossimo, 4 maggio: le mascherine saranno obbligatorie nei trasporti e nei negozi e saranno vietate le riunioni di oltre cinque persone.

La strategia monegasca prevede tre fasi fino a giugno. Nella prima (lunedì 4 maggio) è prevista la riapertura di amministrazioni, negozi, luoghi di culto, saloni di parrucchiere, luoghi di cura, vendite d’asporto e di tutti i cantieri. Dall’11 maggio, invece, ci sarà un graduale rientro a scuola, ma a condizioni speciali. Se queste due prime fasi avranno successo, all’inizio di giugno potrebbero riaprire ristoranti, caffè, sale giochi, spazi espositivi, cinema, spiagge e piscine.

Nel Principato, dunque, c’è ottimismo, ma con cautela: la vigilanza resta alta e, dunque, si manterrà il distanziamento tra le persone di 1,50 metri nei luoghi pubblici e ovunque, anche a scuola, tutti dovranno indossare le mascherine.

Consigli personali

Ieri a Nizza i genitori di bambini in età scolare hanno dovuto rispondere ad un sondaggio del comune in merito al rientro scolastico dei loro figli. Siccome sarà una scelta volontaria, è necessario farsi un’idea di quanti alunni potrebbero esserci, così da organizzare le aule e gli altri servizi necessari alla didattica. Naturalmente, tutti hanno incertezze e molte sono le legittime domande che, però, sono ancora senza risposta.

In una lettera a tutti i genitori nizzardi, il sindaco Christian Estrosi ha specificato che “è solo quando tutte le condizioni che considero essenziali saranno soddisfatte, senza rinunciare alla sicurezza del personale e degli studenti, che ll’anno scolastico potrà proseguire nelle scuole pubbliche di Nizza”. Il riferimento è a quattro specifiche condizione: che tutti gli adulti impiegati nelle scuole indossino una mascherina; che tutto il personale scolastico abbia la possibilità di effettuare un test prima del rientro a scuola; che venga rispettato e garantito il distanziamento fisico all’ingresso delle scuole da parte dei genitori; che le autorità comunichino tutti i dettagli del protocollo sanitario nazionale.

In attesa delle risposte, il sindaco di Nizza ha istituito un sistema gratuito di tutoraggio e aiuto a casa disponibile a questo link: Profenpoche.

Si tratta di una app intitolata «Prof en poche» pensata per tutti gli studenti, dal CP alla classe Terminale. Naturalmente, non sostituisce la didattica a distanza degli insegnanti, ma potrebbe essere un supplemento.