Francia, furto al museo Renoir: le telecamere hanno seguito i ladri in azione, valore stimato delle opere 9 milioni

Di Redazione Francia24
8 Sep 2026

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Il furto di martedì mattina

Nella mattina di martedì una rapina ha colpito il museo Renoir di Cagnes‑sur‑Mer, sottraendo quattro opere di valore inestimabile. L’intervento delle telecamere di videosorveglianza comunale ha permesso di identificare due individui, i quali sono fuggiti in preda al panico, lasciando a terra due opere. Il sindaco del RN (il partito di Jordan Bardella), Bryan Masson, ha confermato che la fuga è avvenuta subito dopo il furto, e che le autorità hanno avviato le indagini.

Al museo Radio Nizza aveva dedicato una scheda che potete trovare a questo link: https://www.radionizza.it/il-museo-renoir-a-cagnes-sur-mer-cote-a-cote/

Le opere trafugate

Secondo quanto riferito da Caroline d’Amat, adjunta delegata agli affari culturali, al patrimonio e al mecenatismo, le telecamere hanno seguito il movimento dei ladri mentre impugnavano quattro capolavori rinomati a livello internazionale, la cui perdita è stata quantificata in circa nove milioni di euro. Il primo dipinto è “Madame Pichon”, ritratto di una donna con maniche imponenti tipiche dello stile di Renoir, considerato di grande valore storico e artistico. Il secondo è “Madame Colonna Romano”, grande olio su tela di 94 per 74 centimetri, ritratto della compagna di Pierre Renoir, descritto come una delle opere più amate per la sua profondità emotiva e la sua impeccabile provenienza.

Il terzo quadro, “Coco Lisant”, raffigura il figlio di Renoir con lunghi capelli biondi e ha viaggiato per il mondo diventando un’icona della pittura impressionista. Infine, “Giovane donna al pozzo” è un soggetto classico, incompiuto, ma carico di quella tensione emotiva che Renoir ha catturato nei suoi studi di vita quotidiana durante gli ultimi anni di permanenza a Cagnes.

Reazioni e indagini in corso

Caroline d’Amat ha sottolineato l’importanza di questi dipinti non solo per il loro valore di mercato, ma per il loro significato culturale, ricordando come ciascuna opera racconti un frammento della vita personale di Renoir e della sua famiglia. Il valore stimato di nove milioni di euro rende il caso uno dei più gravi nella storia del museo. La Brigata di Repressione del Banditismo di Nizza ha assunto il comando delle indagini, concentrandosi sul recupero delle opere e sull’identificazione dei responsabili. Le autorità invitano chiunque disponga di informazioni a collaborare attivamente per far tornare a casa questi tesori artistici.

 


koan rachel

 

Koan del giorno

Monaco: Se le telecamere non riescono a catturare il ladro, cosa serve davvero a proteggere un’opera d’arte?

Maestro: Un occhio vigile è inutile se non ha il coraggio di parlare; la vera difesa è la consapevolezza di chi, osservando, decide di custodire il valore e non solo l’immagine.

Monaco: Ma allora, perché i governi continuano a installare telecamere se sanno che non funzionano?

Maestro: Perché è più facile comprare una luce che non brilli invece di accendere le menti che potrebbero spegnerla. In fin dei conti, la sicurezza più grande è sapere che il furto più grande è l’indifferenza.

Questo è tutto per il momento. Dalla redazione di Parigi sono Rachel Costa: questa è am1575news, Francia24 e Radio Centrale Milano.