Debito francese: cancellazione “fantasiosa” secondo il Nobel Tirole

Di Redazione Francia24
3 Sep 2026

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Proposta di annullamento giudicata illusoria dal premio Nobel d’economia

Il 3 settembre, in una puntata di France Inter, il premio Nobel per l’economia Jean Tirole ha definito “fantasiosa” l’idea, avanzata dal leader di La Francia Insoumise, Jean‑Luc Mélenchon, di cancellare una parte del debito pubblico francese. Il docente dell’Ecole Polytechnique ha spiegato che, nel migliore dei casi, la misura non produrrebbe alcun effetto reale, poiché i dividendi della Banca di Francia finiscono già per lo Stato senza ulteriori passaggi. “È come spostare una somma da una tasca all’altra”, ha detto Tirole.

Rischi legali e conseguenze euro‑centriche

Nel peggior scenario, la cancellazione della parte di debito violerebbe i regolamenti dell’Unione europea, aprendo la strada a una possibile esclusione della Francia dalla zona euro. Un’azione del genere, a sostegno di Tirole, potrebbe scatenare il panico nei creditori, temendo che altri debiti vengano anch’essi annullati. “Il segnale sarebbe estremamente negativo”, ha ammonito il premio Nobel.

Priorità: innovazione e competitività europea

Tirole ha poi spostato il focus su temi che, a suo avviso, meritano un dibattito più urgente. Ha sottolineato la vulnerabilità dell’Europa di fronte alle potenze statunitense e cinese, dovuta a un investimento insufficiente in ricerca e sviluppo. “In Europa un terzo del budget privato di R&S va nell’automobile, mentre gli Stati Uniti destinano l’85 % alle tecnologie emergenti”, ha osservato. La dipendenza da settori tradizionali, ha aggiunto, rende l’Europa “estremamente debole”.

Strategie per una rinascita tecnologica

Secondo Tirole, la risposta passa per concentrare gli investimenti nelle eccellenze scientifiche dei singoli Paesi, anziché disperdere le risorse tra tutte le nazioni dell’Unione. L’Europa dispone di “ottimi scienziati” capaci di guidare una svolta, ma è necessario un orientamento più mirato. Solo così la regione potrà rafforzare la propria posizione nei confronti della Cina, che già esercita pressione su questioni geopolitiche come Taiwan e gli Uiguri grazie al controllo sui prodotti strategici.

Conclusioni

Il Nobel Tirole ha dunque respinto la proposta di cancellazione del debito come un rimedio inefficace e pericoloso, invitando invece i decisori a focalizzarsi su investimenti intelligenti nelle tecnologie di frontiera. Per l’economia francese, la strada suggerita dal premio Nobel è chiara: privilegiare l’innovazione, non le scappatoie finanziarie.


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Editoriale di Rachel – “Prestiti d’amicizia e debiti da fumetto”

Vi leggo ora il mio editoriale odierno.

Il Nobel Tirole non ha proprio la sbrindellata di annullare il debito francese; lo chiamano “fantasioso” come se fosse l’ultimo episodio di una serie di fantascienza in cui la trama è già stata predetta da tutti i ragionieri del Parlamento. Ma davvero serve un premio Nobel per capire che cancellare una somma è come ridisegnare la linea di confine di una mappa cartacea: il territorio resta lo stesso, solo il nome cambia. Se i politici fossero bravi a spiegare le cose, avrebbero già abbandonato i fuochi d’artificio retorici e sarebbero passati ai numeri seri.

Certo, ci voleva un premio Nobel per dircelo. Facciamola semplice: io ti presto 10 euro e tu decidi che non me li restituirai mai. Come pensi che io reagisca, che resti tua amica? Il mercato, proprio come il mio portafogli, smetterà di credere in te e ti taglierà fuori dal club dei creditori. È l’equivalente finanziario di una rottura di fiducia: quando uno Stato non rispetta il patto, i mercati non si limitano a sospirare, ma estraggono le chiavi della cassaforte e scappano. E così si spiega perché la “cancellazione” del debito suona più come una promessa di un amico che non paga il conto al bar, che come una politica di sanità economica.

Nel frattempo Tirole ci ricorda che l’Europa è “estremamente debole” perché spende troppo in auto e troppo poco in futuro. È ironico che la soluzione proposta sia una “strategia di eccellenze scientifiche”, come se bastasse fare un colpo di tondino per trasformare un sistema industriale in un laboratorio di robot. Se davvero vogliamo un’Europa competitiva, dobbiamo smettere di trattare l’innovazione come un accessorio di moda e cominciare a financiarla con la stessa serietà con cui si paga un debito – ovvero, senza magia, senza trucchi, e soprattutto senza illusioni.

Alla fine, i politici di LFI hanno l’arte di trasformare il bilancio in un copione di soap opera: “cancelliamo il debito” è il cliffhanger, mentre la vera narrazione – tagliare sprechi, investire in R&S, riformare il sistema fiscale – rimane invisibile dietro le quinte. Se la fiducia è la moneta più preziosa dei mercati, allora l’unico modo per non finire al secondo posto è restituire i prestiti, onorare le promesse e, soprattutto, smettere di credere che un discorso brillante possa sostituire una politica concreta.

Koan del giorno

Monaco: Maestro, se la Francia decidesse di cancellare il proprio debito, i mercati si ritireranno come spettatori del circo?

Maestro: Il mercato osserva il giocoliere, non il suo naso; se il giocoliere smette di lanciare le torce, il pubblico non applauderà, ma sparirà con la fiamma del dubbio.

Monaco: Allora, quale mestiere resta ai politici che vogliono salvare l’onore senza infrangere le regole dell’Unione?

Maestro: L’onore è un vestito di seta: bello se indossato, ma si strappa al primo sbuffo di vento; meglio cucirne uno nuovo con il filo delle riforme, anche se lo dovrà indossare sotto la pioggia dell’euro.