La stazione di Ventimiglia adatta la sua rete elettrica, ma persiste l’incompatibilità ferroviaria tra Italia e Francia

Di Redazione Francia24
25 Feb 2025

Articolo di Nizza Marittima

Uno dei principali ostacoli per i viaggiatori che attraversano il confine tra Francia e Italia è il cambio di treno alla stazione di Ventimiglia. La causa risiede nei due diversi sistemi elettrici utilizzati dai due paesi: la Francia adotta una tensione di 25 kV in corrente alternata, mentre l’Italia utilizza 3 kV in corrente continua. A Ventimiglia, la tensione è ridotta a 1,5 kV, un compromesso tecnico che permette l’interoperabilità tra i treni francesi e italiani, ma che limita il funzionamento dei servizi di bordo e costringe all’uso di materiale rotabile obsoleto.

I limiti del sistema attuale

I treni della SNCF sono progettati per funzionare sia a 25 kV che a 1,5 kV, mentre quelli di Trenitalia supportano 3 kV e 1,5 kV. Tuttavia, i nuovi treni italiani, come le unità Rock e Pop, non sono compatibili con la bassa tensione di 1,5 kV, costringendo Trenitalia a mantenere in servizio materiale rotabile invecchiato. Questo compromesso tecnico, sebbene necessario, si rivela insufficiente per garantire un servizio moderno ed efficiente, penalizzando il comfort dei viaggiatori e l’efficienza del trasporto.

I lavori in corso a Ventimiglia

Per risolvere questa situazione, sono in corso lavori di modernizzazione della stazione di Ventimiglia, con un investimento totale di 9,5 milioni di euro. L’obiettivo è portare la tensione a 3 kV entro dicembre 2027, permettendo l’arrivo di treni moderni come le unità Rock, Pop e Jazz. Il progetto prevede la creazione di una zona a tensione commutabile (1,5 kV – 3 kV) e l’allestimento di una nuova zona elettrica alimentata a 3 kV, che porterà a 8 il numero di binari compatibili con il sistema italiano.

Marco Scajola, consigliere regionale ai Trasporti, ha sottolineato l’importanza di questi lavori: «L’obiettivo è superare i limiti che, a oggi, ha ancora la stazione di Ventimiglia. Una situazione che si protrae da troppi anni e che deve essere risolta al più presto». Tuttavia, fino al completamento dei lavori nel 2027, i viaggiatori dovranno ancora fare i conti con un sistema obsoleto e con i disagi che ne derivano.

Oltre la tensione: armamento e formazione

Sebbene la modernizzazione del sistema elettrico sia un passo fondamentale, non è sufficiente per garantire un servizio ferroviario continuo e integrato tra Nizza e Genova. È necessario rivedere anche l’armamento delle linee, ovvero l’infrastruttura ferroviaria, per permettere ai materiali rotabili francesi e italiani di circolare senza problemi su entrambi i territori. Inoltre, è essenziale formare il personale di ciascun paese per operare nell’altro, superando le barriere tecniche e amministrative che oggi limitano l’interoperabilità.

Verso un servizio transfrontaliero integrato

Oggi, solo pochi treni, come i TGV di SNCF Italia e i Frecciarossa di Trenitalia France, sono in grado di viaggiare “all’europea”, supportando diverse tensioni (1,5 kV, 3 kV e 25 kV). Per garantire un servizio continuo tra Nizza e Genova, è necessario estendere questa versatilità anche ai treni regionali (TER) e alle locomotive internazionali. Inoltre, è fondamentale adattare le locomotive italiane dei treni internazionali Nizza-Milano alla tensione francese, evitando la sosta sistematica a Ventimiglia per il cambio di locomotiva.

Conclusioni: un’opportunità da cogliere

La modernizzazione del corridoio Marsiglia-Genova rappresenta un’opportunità per trasformare il treno in un vero legame tra i popoli, superando le divisioni ereditate dal passato. Oltre alla questione della tensione elettrica, è essenziale lavorare sull’armamento delle linee, sui sistemi di sicurezza e sulla formazione del personale. Solo un approccio globale potrà garantire un servizio transfrontaliero efficiente, riducendo la dipendenza dall’automobile e rispondendo alle esigenze turistiche e professionali della popolazione. La palla è ora nel campo dei decisori politici, chiamati a fare scelte coraggiose per il futuro del trasporto ferroviario.