FranciaOggi: lunedì 7 luglio 2025
Buongiorno agli ascoltatori di Radio Nizza e Centrale Milano 1575. Eccoci all’appuntamento con le principali notizie dalla Francia
SNCF in deficit, colpa di Trenitalia? – Il Rovescio della Medaglia della Concorrenza Ferroviaria
SNCF in allarme: “Un terzo delle mie linee in perdita”, l’accusa contro chi punta solo ai profitti.
Christophe Fanichet, amministratore delegato di SNCF Voyageurs, non usa mezzi termini. Intervenuto alle Rencontres Économiques di Aix-en-Provence, ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme contro la deriva dell’apertura del mercato ferroviario. “Un terzo delle mie linee sono in perdita”, ha dichiarato Fanichet, accusando apertamente i concorrenti – quali Trenitalia – di “arrivare unicamente sulle linee più redditizie”, lasciando a SNCF il fardello del servizio universale.
Nonostante riconosca che la concorrenza abbia spinto a “cambiare l’offerta”, Fanichet smentisce le cifre di calo prezzi fino al 33% (avanzate da portali di prenotazione come Trainline e Kombo), affermando che il regolatore ha registrato un calo del 10%, grazie soprattutto all’espansione dell’offerta a basso costo Ouigo.
Il dirigente di SNCF ha poi rincarato la dose: “Sui treni ad alta velocità, la concorrenza non deve andare a scapito dei territori. I concorrenti servono 3, 4 grandi città. Tra Parigi e Lione, non li ho visti servire Mâcon o Le Creusot. Le loro ultime annunci sull’Atlantico? Non ho sentito parlare di Angoulême, Poitiers o Tours.” Fanichet sottolinea che il “modello alla francese” prevede che SNCF serva oltre 200 città. “L’apertura alla concorrenza dovrebbe permettere a tutte le città e metropoli di avere un TGV, ma non è quello che sento dai miei concorrenti”, ha concluso. Nonostante le sfide, SNCF si prepara a un nuovo record estivo di passeggeri, con 1,3 milioni di viaggiatori previsti solo per il primo weekend di vacanze, segno di un “vero appetito per il treno e una vera coscienza ecologica” tra i francesi. Entro l’anno prossimo è atteso il nuovo TGV M, ma Fanichet invoca investimenti urgenti per un miliardo di euro per mantenere la qualità della rete ferroviaria.
Marseille: L’incubo dei roghi torna a bruciare la Provenza
Un vastissimo incendio ha divampato nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 luglio alle porte di Marsiglia, nelle Bouches-du-Rhône, devastando cento ettari di macchia mediterranea e boschi. Circa 150 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni a causa dell’avanzare delle fiamme. Il rogo, di origine ancora sconosciuta, è scoppiato intorno alle 4 del mattino nella zona di Le Rove, in un massiccio collinare particolarmente impervio e difficile da raggiungere.
Per domare l’inferno di fuoco sono stati mobilitati due elicotteri bombardieri d’acqua, due Canadair e oltre 300 vigili del fuoco, impegnati senza sosta per contenere la minaccia. L’emergenza ha portato all’evacuazione preventiva di 150 residenti, che hanno trovato rifugio in una sala delle feste di un vicino villaggio. Marcello Lotta, un abitante del luogo, ha raccontato lo spavento: “Sono uscito e ho visto la collina in fiamme, con fiamme alte 10 metri. Era davvero l’inferno”. Questo è il primo incendio di tale portata nella regione quest’anno, un segnale preoccupante dato dalla siccità e dal caldo che già attanagliano la Provenza.

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Parigi: Boulevard Saint-Michel perde la sua anima
Il Boulevard Saint-Michel, asse storico e cuore pulsante del Quartiere Latino di Parigi, sta lentamente perdendo la sua identità. “Ha perso la sua anima”, afferma con disillusione Jean-Robert Pitte, ex presidente della Sorbona, che ha vissuto e lavorato in questo simbolo della cultura parigina. Una recente indagine dell’Apur (Atelier parisien d’urbanisme) ha evidenziato un allarmante tasso di negozi sfitti, oscillante tra il 15 e il 20% su questo boulevard tra i quai de Seine e Rue Soufflot, a fronte di una media del 10% nel resto della capitale.
Un tempo vivacissimo, frequentato da studenti che affollavano bistrot, librerie e negozi di abbigliamento, il boulevard oggi presenta un paesaggio desolante. Molte delle sue storiche attività, in particolare librerie e caffè letterari, sono scomparse, lasciando spazio a saracinesche abbassate. Solo poche eccezioni, come le librerie Boulinier e Gibert Joseph, resistono come “ultimi vestigia” di un passato glorioso, a pochi passi dalla celebre università e dalle sue biblioteche. “Ho dato la maturità nel 1966. All’epoca era straordinariamente vivo”, ricorda il professor Pitte, testimoniando un degrado che, sebbene non sia recente, sembra aver subito un’accelerazione negli ultimi anni, in particolare nel tratto tra Port-Royal e il Jardin du Luxembourg.
L’editoriale di Rachel
Il Boulevard Saint-Michel che “perde la sua anima” è più di una semplice notizia di cronaca cittadina. È il sintomo eloquente di una malattia ben più profonda che sta colpendo il cuore delle nostre città, non solo a Parigi, ma ovunque. Quando un luogo che è stato simbolo di cultura, di scambio intellettuale, di vita studentesca, come ricorda con disillusione l’ex presidente della Sorbona, si trasforma in una sequela di saracinesche abbassate o di anonime catene, si perde molto più che un esercizio commerciale.
Si perde un pezzo di storia, di identità, di quella “anima” che rende un quartiere unico e non interscambiabile. È la spietata logica del mercato immobiliare, la pressione degli affitti insostenibili, la concorrenza del commercio online che svuota le vetrine fisiche, ma è anche, forse, una certa indifferenza collettiva verso il valore intrinseco di questi luoghi, che non sono solo punti vendita, ma punti di incontro, di cultura, di vita sociale. Un boulevard senza le sue librerie storiche, senza i suoi bistrot dove si discuteva di politica e filosofia, è un corpo senza respiro. Cosa diventeranno le nostre città se perdiamo questi spazi? Solo dormitori o centri commerciali a cielo aperto? La sfida è grande: capire come difendere l’identità e la vivacità dei nostri centri urbani, prima che l’epidemia di commerci vacanti contagi ogni angolo, lasciandoci solo la nostalgia di un passato “straordinariamente vivo”.
Cultura: Pioggia di milioni per lo spettacolo dal vivo
Un’iniezione di fiducia e risorse per il settore dello spettacolo dal vivo e delle arti visive in Francia. Lo Stato verserà ulteriori 6 milioni di euro nel 2025 per aiutare il comparto ad affrontare “le sfide sociali, economiche e ambientali”, come annunciato dal Ministero della Cultura. Questi finanziamenti aggiuntivi vanno a rafforzare l’attuazione del piano “Mieux produire, mieux diffuser”, lanciato a settembre 2024 con una dotazione iniziale di oltre 22 milioni di euro, e che mira a gettare le basi per un sistema più “virtuoso” di creazione e diffusione degli spettacoli.
Nel dettaglio, una prima tranche di 3 milioni di euro sarà destinata a investimenti per l’equipaggiamento delle strutture sul territorio, con un occhio di riguardo alla “sobrietà ecologica”. La seconda tranche, anch’essa di 3 milioni, servirà a sostenere in modo duraturo il funzionamento di 130 strutture “etichettate e convenzionate” o reti di cooperazione che si sono impegnate a promuovere iniziative in linea con gli obiettivi del piano. Questi nuovi fondi beneficeranno l’intero territorio francese, comprese le regioni d’oltremare, con un terzo destinato alle aree rurali. L’impegno statale si accompagna a un cofinanziamento complementare di oltre 7 milioni di euro da parte delle collettività territoriali nel 2025. La Ministra della Cultura, Rachida Dati, ha commentato: “Lo Stato riafferma il suo impegno, con le collettività. Si tratta, in totale, di oltre 35 milioni di euro stanziati tra il 2024 e il 2025 per lo sviluppo di logiche cooperative e virtuose”. L’annuncio arriva in un momento delicato, con l’apertura del 79° Festival di Avignone e le mobilitazioni sindacali contro i tagli al bilancio per la cultura.
Costa Azzurra: Sequestro lampo e tortura per un banchiere uzbeko
Una vicenda che sembra uscita da un romanzo noir è stata rivelata da Le Monde: un facoltoso uomo d’affari uzbeko, Kakhramonjon Olimov, è stato sequestrato e torturato in una villa di Roquefort-les-Pins, sulle alture di Antibes, in un’incredibile storia di estorsione che mescola circoli di potere e la temibile mafia dell’Est. Tutto ha inizio il 23 giugno nei quartieri chic di Parigi, dove Olimov, unico azionista di Anorbank (con oltre un miliardo di asset), era atterrato per affari. Il banchiere non poteva certo immaginare che avrebbe attraversato l’Esagono legato nel retro di un van Mercedes, per ritrovarsi due giorni dopo in Costa Azzurra. Libero, sì, ma alleggerito di 200.000 dollari, versati dal suo autista a un misterioso intermediario a Tashkent. Non solo: i suoi rapitori avrebbero simulato la sua esecuzione e gli avrebbero estorto la firma di un riconoscimento di debito di 5 milioni di dollari.
L’agguato è scattato il giorno stesso dell’arrivo a Parigi: Olimov è stato avvicinato al bar del suo hotel da una giovane donna, Anastacia, che si è presentata come lavoratrice in un salone di bellezza in Turchia, ma il cui lusso non combaciava con la professione. Dopo alcuni messaggi, il banchiere ha accettato di pranzare con lei il giorno seguente. All’arrivo al ristorante, è caduto in un vero e proprio “guet-apens”: tre uomini che parlavano russo lo hanno afferrato e gettato nel van. Dopo una prima sosta, la vittima è stata rinchiusa nella cantina di una villa azzurra. Tra i suoi aguzzini, ha riconosciuto un “vory v zakone” (letteralmente “ladro in legge”), membro della potente mafia dell’Est, che sarebbe stato l’uomo di fiducia dei suoi ex soci. “Mi devi 10 milioni di dollari!”, gli avrebbe intimato. E per costringerlo a pagare, un altro dei suoi carcerieri, turco, avrebbe finto di sgozzarlo con un grande coltello, gridando “Allahou Akbar”. Alla fine, il banchiere ha ceduto, firmando il riconoscimento di debito e ordinando al suo autista di pagare i 200.000 euro come acconto.
La conclusione della storia è altrettanto rocambolesca: liberato dopo aver ottenuto il denaro, la vittima è ripartita dalla villa di Roquefort in VTC, facendosi accompagnare ad Aix-en-Provence, da dove ha preso un TGV per Parigi e poi un volo per Tashkent. Non prima di aver raccontato tutto alla polizia francese. La brigata di repressione del banditismo di Parigi e la Polizia Giudiziaria di Nizza hanno immediatamente avviato le indagini, che hanno portato all’identificazione della villa e all’arresto di uno dei rapitori, un 32enne turco, ancora sul posto. I suoi complici sono attualmente ricercati nell’ambito di una commissione rogatoria, mentre è stata aperta un’informazione giudiziaria dalla Procura di Parigi per fare piena luce su questa vicenda degna di un film
