Carla Bruni sotto inchiesta?
L’ex First Lady francese e artista italiana Carla Bruni si trova al centro di un’indagine giudiziaria legata al caso Takieddine. La moglie dell’ex Presidente Nicolas Sarkozy è stata convocata davanti a un giudice con l’accusa di “occultamento e manomissione di testimoni” e “associazione a delinquere finalizzata alla preparazione di reati di frode”. Secondo gli inquirenti, Bruni avrebbe partecipato a un’operazione denominata “Salva Sarko”, volta a convincere Ziad Takieddine a ritrattare le sue accuse contro l’ex Presidente.
Editoriale:
Ma chi è questo Zaid Takieddine? Si tratta di un uomo d’affari franco-libanese. Questo aveva assicurato nel 2016 che l’ex presidente aveva ricevuto denaro libico durante la sua campagna, prima di cambiare completamente versione quattro anni più tardi. Secondo gli inquirenti, l’uomo potrebbe aver subito pressioni e si sarebbe visto promettere denaro per innocenziare pubblicamente Nicolas Sarkozy. Ai comandi secondo l’accusa, dei prossimi dell’ex presidente e in particolare Mimi Marchand, una figura della stampa people che ha mantenuto le sue entrate all’Eliseo sotto Emmanuel Macron. In totale, le persone coinvolte avrebbero speso 600 000 euro per questa operazione, che chiamavano tra loro “Salvare Sarko”
Il principio di presunzione di innocenza
E a questo punto non possiamo non ricordare l’articolo 9 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 (a cui fa riferimento il preambolo della costituzione francese attuale e che quindi ha valore costituzionale):“Ogni uomo essendo presumibilmente innocente finché non sia stato dichiarato colpevole.” Insomma, fino a prova contraria (sentenza definitiva) Carla e Nicolas sono innocenti.

RN votato dalla maggioranza dei francesi
Contrordina compagni! RN ha vinto, anzi avrebbe vinto se il sistema elettorale fosse stato proporzionale. Ha fatto scalpore martedì in Francia una notizia che era stata totalmente non diffusa la sera delle eleizoni: con oltre 10 milioni di voti RN e’ il primo partito di Francia.
Jean-Philippe Tanguy, uno dei deputati più mediatici della RN, nota infatti su X che “il Rassemblement national ha ampiamente vinto il suffragio popolare” domenica, superando la soglia dei 10 milioni di voti. E presenta come un “hold-up democratico” il fatto che questo numero di voti superiore non si traduca in una maggioranza, almeno relativa, all’Assemblea Nazionale. Come si spiega?
La RN da sola ha raccolto più di 8,7 milioni di voti domenica, a cui si aggiungono quasi 1,4 milioni di voti per i candidati investiti da Eric Ciotti, etichettati Unione dell’estrema destra (UXD) dal Ministero dell’Interno. Ovvero un totale di 10,1 milioni di voti, molto davanti all’Unione della Sinistra (7 milioni) e alla maggioranza presidenziale (circa 6,6 milioni, compresi i voti ottenuti dai candidati Horizons). Il che sembra confermare la dinamica del primo turno, dove la RN e i suoi alleati avevano ottenuto 10,6 milioni di voti, contro quasi 9 milioni per la coalizione di sinistra e 6,6 milioni per il campo presidenziale.
Un modo di voto che consente la diga
Ma il punteggio della RN “è in trompe-l’œil”, avverte Frédéric Dabi, direttore generale opinione dell’istituto di sondaggi Ifop, interrogato lunedì su TF1. In causa, in particolare, la modalità di voto delle elezioni legislative in Francia, a due turni. Se alcuni deputati vengono eletti al primo turno, la maggior parte delle circoscrizioni vede almeno due candidati accedere al secondo turno, a volte tre o quattro. Gli elettori vengono quindi chiamati una seconda volta alle urne, con una scelta più ridotta, e sono in grado di adattare la loro scelta di conseguenza, ad esempio per bloccare un candidato o un partito che disapprovano. Il Rassemblement national critica da tempo questo metodo di voto e sostiene l’istituzione della proporzionale, che aveva avuto successo nelle europee e che ritiene più rappresentativa del voto dell’elettorato.
Ondata di calore in arrivo: la Francia meridionale si prepara a temperature record
Météo France lancia l’allarme per un’imminente ondata di calore che colpirà la Francia meridionale questa settimana. Le previsioni indicano un brusco aumento delle temperature, con picchi che potrebbero raggiungere i 40°C nelle regioni del Var e delle Alpi Marittime. Gli esperti consigliano di evitare di uscire nelle ore più calde della giornata e di bere molta acqua. Il picco del caldo è atteso per mercoledì e giovedì, con temperature che potrebbero toccare i 39°C a Brignoles. Fortunatamente, a partire da venerdì è previsto un lieve calo termico, con le massime che non dovrebbero superare i 32°C nel fine settimana. Le autorità locali stanno predisponendo misure di emergenza per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.

Meteo
Per mercoledì prevista soleggiata in Costa Azzurra, con temperature comprese tra i 23 e i 33 gradi, temperatura percepita addirittura superiore (37C). Per chi opta per la spiaggia, attenzione ai raggi UV che supereranno quota 9 dalle ore 12 fino alle ore 15 circa.
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