Nizza24: Attacco terroristico a Mulhouse, i commenti di Lisnard – Tassi, Cosa farà la BCE? – Ucraina tre anni dopo, intervista a un rifugiato – Nuovo yacht in fiamme

Di Redazione Francia24
24 Feb 2025

Nizza24 lunedì 24 febbraio 2025

Attacco terroristico a Mulhouse, i commenti di Lisnard

Un grave attentato di marca terroristica ha avuto luogo sabato, in questo caso a Mulhouse cittadina situata a est dell’esagono, vicina alla Svizzera.

Purtroppo dire chiaramente che si tratta di terrorismo islamico è ormai politically incorrect, almeno a leggere  l’agenzia di stampa: vi riportaimo comunque il lancio pari pari, e successivamente il ben più chiaro commento su X da parte del sindaco di Cannes e forse futuro presidente della Repubblica Lisnard. Iniziamo dall’agenzia:

Ondata di Violenza a Mulhouse: Attacco con Coltello, un Morto e Poliziotti Feriti

Un grave episodio ha scosso la città di Mulhouse, dove un attacco con arma bianca ha causato la morte di una persona e il ferimento di diversi agenti della polizia municipale. L’aggressione, avvenuta in circostanze ancora da chiarire, ha portato all’arresto di un sospetto, noto alle autorità per essere schedato nell’ambito della prevenzione del terrorismo. Insieme a lui, altre tre persone sono state fermate e poste in custodia cautelare.

 

Questo invece il post di David Lisnard:

Il tweet di Lisnard: cosa ci faceva in Francia?

Sempre le stesse domande: cosa ci faceva ancora in Francia, cosa ci faceva in libertà? Una famiglia è in lutto.
Nel frattempo, la giustizia dello Stato, che dovrebbe agire in nome del popolo francese, persegue i sindaci che si rifiutano di sposare le OQTF note per la loro delinquenza, e alcuni politici e commentatori cavillano o si impantanano nelle modalità legali, dimenticando ogni (buon) senso dello scopo.

Perché scrive questo Lisnard? Semplice: l’assassino era stato espulso e re inviato in Algeria. Ma l‘Algeria, che da tempo ha alzato la voce con la Francia, lo ha rimandato indietro e qui è rimasto, pronto a commettere il suo attentato.

Bce al Bivio: Quali Scelte sui Tassi di Interesse nei Prossimi Mesi?

Editoriale del nostro redattore Matt Manenti:

Il dilemma economico del momento ruota attorno alle mosse future della Banca Centrale Europea (Bce). Dopo aver già ridotto i tassi d’interesse dal 4,25% al 2,75%, l’istituzione guidata da Christine Lagarde si trova ora di fronte a una decisione cruciale, che potrebbe emergere con chiarezza nelle prime settimane di marzo. Proseguirà sulla strada di un ulteriore ribasso o opterà per una pausa? Le opinioni all’interno della Bce divergono: i “falchi” invitano alla cautela, temendo un’inflazione più persistente del previsto, mentre le “colombe” spingono per un taglio più deciso, vista la debolezza dell’economia europea, definita con un eufemismo “un po’ fiacca”.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la FED americana ha invece scelto di non abbassare ulteriormente i tassi, creando una significativa distanza tra il dollaro e l’euro. A complicare il quadro si aggiungono incertezze politiche, come le elezioni tedesche dall’esito imprevedibile e le trattative sulla guerra tra Russia e Ucraina. In questo contesto, le possibilità restano aperte. Tuttavia, un punto sembra assodato: i tassi hanno probabilmente raggiunto il loro picco e l’inflazione non è più quella galoppante di due anni fa. Se la Bce deciderà di agire a marzo, un ribasso significativo non è scontato; ma con un’inflazione stabilizzata intorno al 2%, molti analisti prevedono che i tassi si dirigeranno verso il “tasso neutrale”, stimato al 2%, ossia 75 punti base sotto l’attuale livello. Le prossime mosse di Christine Lagarde saranno decisive per capire la direzione futura.

 

Anniversario invasione dell’Ucraina, interviste sulla Prom

Triste anniversario oggi 24 febbraio: sono già tre anni che la Russia di Putin ha invaso l’Ucraina. E la guerra, che si pensava rapida e limitata, si è rivelata decisamente lunga, tanti mesi nei quali nonostante gli ampi aiuti dell’occidente e il boicottaggio ai danni dei beni russi l’ Ucraina non è sembrata proprio in grado di prevalere.

In questo anniversario, anziché parlare di grandi sistemi, Radio Nizza e Centrale Milano hanno deciso di intervistare una famiglia qualunque, di quelle che hanno perso tutto e sono costrette da due anni e mezzo a vivere all meglio proprio qui a Nizza.

Una famiglia che non può rientrare a casa, perché questa non esiste più e anche per un altro motivo, che definiremmo quasi ironico e che comprenderete ascoltando la nostra conversazione.

Ecco dunque  l’intervista con Serjey da Nova Kakova: Niente voice-over, abbiamo deciso di lasciarla in originale – che potremmo definire franglais – perché pensiamo sia il solo modo di trasmettere il vero sentire di queste persone. Provate ad ascoltare, anche se non comprendete tutto, ne vale la pena. Per chi desideri la traduzione, questa è disponibile su www.radionizza.it. L’intervista ha avuto luogo domenica 23 febbraio 2025 di fronte all’hotel Negresco di Nizza.

Intervista

Radio Nizza: Ci racconta qualcosa di lei?
Serjey: Sì, vivo a Nizza da quasi due anni e mezzo, da poco dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

Radio Nizza: Quindi è arrivato dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022?
Serjey: Esatto. Ho passato i primi sei mesi dell’invasione in Ucraina con la mia famiglia. Eravamo nel sud del Paese, non proprio al confine con la Russia, ma non ha fatto differenza. Tutto è stato distrutto. La nostra casa è stata rasa al suolo: porte, finestre, tutto sparito. Dopo, non abbiamo avuto altra scelta se non andarcene.

Radio Nizza: Oggi è qui con una bandiera ucraina. C’è un evento speciale in programma?
Serjey: No, l’evento è domani (oggi N.d.R.) . Segnerà i tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, il 24 febbraio. Ricordo quel giorno come fosse ieri. Io e mia moglie dormivamo, mia nonna era con noi, e all’improvviso ci sono state esplosioni: carri armati, elicotteri, aerei. È stato il caos.

Radio Nizza: Da quale zona dell’Ucraina proviene?
Serjey: Dal sud. Non proprio al confine con la Russia, ma abbastanza vicino da subire la guerra.

Radio Nizza: Ha detto che la sua casa è stata distrutta. Perché proprio la vostra?
Serjey: Perché la Russia è arrivata con tutto: carri armati, aerei, elicotteri. In tre anni hanno portato migliaia di carri armati, attrezzature a non finire, e hanno distrutto ogni cosa sul loro cammino.

Radio Nizza: Come vede la situazione ora? Cosa pensa che accadrà?
Serjey: Onestamente, non lo so. Dopo un anno qui, ho saputo che hanno fatto esplodere la diga di Kakhovka vicino casa mia. Il fiume ha inondato tutto, sia sulla sponda sinistra che destra: è tutto perduto. Non posso tornare. Non ci sono più ponti per attraversare. Ci sono voluti sette giorni per arrivare qui, viaggiando in autobus per qualsiasi strada possibile. Tornare in Ucraina è impossibile adesso

Radio Nizza: Non ci sono voli?
Serjey: Voli ? Per rientrare con le nostre cose occorre andare in auto, in autobus on in treno. Ma, come dicevo, le strade sono interrotte, i ponti tutti distrutti.

Radio Nizza: Potrebbe teoricamente rientrare passando per la Russia?
Serjey: In teoria sì, ma dovrei passare per Mosca, un viaggio di sette giorni.

Radio Nizza: Per la Russia! E potrebbe farlo?
Serjey: No, non posso, perché non ho un passaporto russo. Quindi no, non c’è modo di tornare.

Radio Nizza: Dev’essere durissimo. Lavora qui a Nizza?
Serjey: Sì, lavoro nel settore edile. È difficile perché non parlo bene il francese—uso soprattutto inglese, ucraino o russo. Ma sono riuscito a trovare un lavoro e un posto dove vivere.

Radio Nizza: La Francia, lo stato francese ha aiutato Lei e sua moglie? 
Serjey: Sì, la Francia è stata fantastica, molto più di quanto mi aspettassi. Non ti danno una casa o cose del genere, ma trovare lavoro qui è più semplice che in Ucraina. Se cerchi un impiego, lo trovi. I francesi, e anche il governo, hanno fatto tanto per gli ucraini. Macron sostiene fortemente l’Ucraina, e persino il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ha mostrato solidarietà, ad esempio con le bandiere ucraine esposte qualche anno fa. (N.d.R.: a noi pare di ricordare fossero quelle di Israele, ma forse sono state esposte anche quelle ucraine: non sapremmo dire).

Radio Nizza: È bello sapere che ha trovato una certa stabilità. Perché ha portato la bandiera della sua nazione, qui sulla Promenade oggi?
Serjey: Non siamo qui per chiedere aiuto. Sono qui perché amo l’Ucraina. Voglio che la gente, soprattutto i francesi, non dimentichi cosa sta succedendo là. Ho costruito una vita con mia moglie —trovato un lavoro, ho comprato un’auto—ma in un solo giorno la Russia mi ha tolto tutto a casa. La mia casa, la mia macchina, la mia vita là: è tutto sparito. Sono grato alla Francia, ma voglio che il mondo continui a preoccuparsi dell’Ucraina e della sua gente

Radio Nizza: Grazie mille per aver condiviso la sua storia. L’intervista andrà in onda stasera e domani su 1575 Khz e Milano e su Radio Nizza qui in Francia.. Speriamo che possa aiutarvi, In bocca al lupo!
Serjey: Grazie. Ma ripeto, non sono qui per me stesso—voglio solo che l’Ucraina non venga dimenticata.

In settecento

E successivamente alla nostra intervista oltre 700 persone si sono radunate a Nizza per sostenere l’Ucraina nell’anniversario della guerra – La marcia, organizzata dall’Associazione franco-ucraina Costa Azzurra, ha evidenziato la continua necessità di sostegno all’Ucraina. Tra i partecipanti c’erano anche dei rifugiati. Il presidente dell’associazione ha sottolineato che la guerra riguarda tutta l’Europa e ha chiesto un sostegno continuo.

Altri incendi di yacht

Due incendi di barche  nel porto di Agay, Saint-Raphaël – II vigili del fuoco stanno rispondendo a due distinti incendi di barche sulla banchina del porto di Agay a Saint-Raphaël nel Var domenica sera. Gli incendi, situati a 50 metri di distanza l’uno dall’altro, hanno coinvolto un peschereccio professionale di 7 metri e una barca da diporto di 7 metri. I servizi di emergenza sono sul posto dalle 21.30 di domenica sera e fortunatamente non sono state segnalate vittime. L’autorità portuale ha dispiegato una barriera galleggiante per prevenire l’inquinamento delle acque, con la presenza anche della polizia nazionale e locale.

 

Prima del meteo e dell’almanacco vorrei ricordarvi che potete sintonizzarvi su Radio Nizza e Centrale Milano in ogni momento della giornata tramite un semplice comando vocale ad Alexa. Per Centrale Milano potete chiedere “Alexa, suona centrale Milano da TuneIn”. Nel nostro caso è sufficiente dire “Alexa, suona Radio Nizza” e sarete subito in contatto con le notizie e con la musica della Costa Azzurra. Ma passiamo alle rubriche:

 

Meteo

Lunedì 24 febbraio giornata parzialmente nuvolosa in Costa Azzurra, tendenzialmente asciutta con bassa probabilità di pioggia. Temperature minime attorno ai 10 gradi lungo la costa. Le massime: da Monaco a Saint-Tropez 16 gradi.

Giornata nuvolosa nel Nord Ovest italiano. Torino e Milano 5 gradi la minima 13 la massima, Genova pioggia 12 gradi la minima 15 la massima.

Almanacco

Steve Jobs

 

Personaggi illustri nati il 24 febbraio:

1500: Carlo V d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero.

1934: Bettino Craxi, politico italiano.

1955: Steve Jobs, informatico statunitense e cofondatore di Apple Inc.

1965: Alessandro Gassmann, attore italiano.

 

Un fatto storico accaduto il 24 ottobre

La rivoluzione del tempo: l’introduzione del calendario gregoriano (1582)

Il 24 febbraio 1582, Papa Gregorio XIII annunciò con la bolla Inter gravissimas una riforma epocale: il calendario giuliano, in vigore da più di 1600 anni, aveva accumulato un errore di 10 giorni rispetto al ciclo solare, facendo slittare la data della Pasqua. L’astronomo Luigi Lilio propose una soluzione: eliminare 10 giorni e modificare il sistema degli anni bisestili. Così, dal 4 ottobre 1582 si passò direttamente al 15 ottobre! La riforma non fu subito accettata ovunque: i paesi protestanti la rifiutarono per decenni e la Russia la adottò solo nel 1918. Una curiosità affascinante è che Santa Teresa d’Avila morì nella notte tra il 4 e il 15 ottobre, “saltando” il giorno della sua morte! Ancora oggi, il calendario gregoriano è il sistema di riferimento per gran parte del mondo.

Podcast

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Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Milano Marco casa vi augurano una buona giornata.

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