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Francia24: Meloni a PizzAut, carburante e rave sul poligono – Sabato 02 maggio 2026

Di Redazione Francia24
2 May 2026

Meloni festeggia il Primo Maggio tra i ragazzi autistici di PizzAut; il governo francese pubblica le modalità dell’indennità carburante da 50 euro per i lavoratori modesti; ventimila partecipanti a una rave party illegale su un poligono militare nel Cher; Iran, trattative in stallo e greggio in rialzo; Zelensky chiede a Washington i dettagli sulla proposta di tregua di Putin; Harvard abbandona ChatGPT in favore di Claude di Anthropic.

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per sabato 02 maggio 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Francia24: sabato 02 maggio 2026

Le Figaro –

Meloni a PizzAut per il Primo Maggio: «I lavoratori più straordinari»

Per il Primo Maggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di non sfilare con i sindacati né di tenere un discorso istituzionale. Ha preso il treno per Monza e si è seduta a tavola con i ragazzi di PizzAut, la pizzeria celebre in tutto il mondo che impiega esclusivamente lavoratori con disturbo dello spettro autistico. «Oggi ho deciso di passare il primo maggio con i lavoratori più straordinari di tutti», ha scritto su X prima di partire, postando una foto sorridente con il grembiule rosso di PizzAut.

Fondata da Nico Acampora, PizzAut è diventata negli anni un simbolo dell’inclusione lavorativa — e un caso di studio replicato in diversi paesi europei. Meloni ha pranzato con il personale prima dell’apertura al pubblico, ha assaggiato la pizza («Buonissima», ha dichiarato), e ha controfirmato personalmente le lettere di promozione che Acampora aveva preparato per i suoi dipendenti. «L’Italia è orgogliosa di voi, siete un’eccellenza», ha aggiunto la premier.

La visita non ha mancato di scatenare polemiche politiche. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha risposto a distanza: «Basta propaganda, i veri problemi del lavoro si affrontano con politiche strutturali, non con le visite in pizzeria.» La premier ha ignorato le critiche, lasciando PizzAut con il grembiule rosso in dono e il Tricolore a ricambiare.

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BFM Business –

Cinquanta euro alla pompa per tre milioni di francesi: ecco chi può chiederli

Il governo francese ha pubblicato venerdì scorso al Journal officiel le modalità operative dell’indennità carburante per i «lavoratori modesti grandi guidatori», il meccanismo di sostegno da 50 euro che era stato annunciato nei mesi scorsi e che entrerà concretamente in funzione a giugno. Tre milioni di salariati e autonomi sono potenzialmente interessati, ma le condizioni di accesso sono piuttosto stringenti: occorre un reddito fiscale di riferimento 2024 inferiore a 16.880 euro per parte, una distanza domicilio-lavoro superiore ai 15 chilometri — o in alternativa almeno 8.000 chilometri l’anno per i professionisti itineranti — e un’attività lavorativa dichiarata in Francia nel corso dell’anno fiscale 2024.

Il dispositivo esclude espressamente i pensionati e i disoccupati. Il pagamento, rétroactif sui mesi di aprile, maggio e giugno 2026, verrà erogato in un’unica soluzione. La domanda dovrà essere presentata online su impots.gouv.fr attraverso un formulario che sarà disponibile a partire da inizio giugno, per una finestra di due mesi. Il ministero dell’Economia ha precisato che non è necessario allegare alcuna prova dei chilometri percorsi: il sistema si baserà sulle dichiarazioni dei contribuenti.

La misura cade in un momento di particolare pressione sui prezzi del carburante, con il Brent che questa settimana ha toccato i 112 dollari al barile a causa delle tensioni nel Golfo Persico legate alla guerra in Iran e al blocco dello Stretto di Ormuz. Cinquanta euro, in questo contesto, difficilmente coprono più di un pieno.

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Buongiorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo ora il mio editoriale.

Il grande pieno: ovvero, come lo Stato vi regala cinquanta euro in un momento da cento dollari al barile

Ebbene sì. Dopo mesi di riflessioni, commissioni interministeriali, calcoli attuariali e probabilmente qualche notte insonne al ministero, il governo francese ha partorito la sua risposta alla crisi del potere d’acquisto per i pendolari: cinquanta euro. Cinquanta. Cinq-ante. Il prezzo di un pieno e mezzo a Nantes, di un pieno scarso a Parigi, di un terzo di pieno sul raccordo anulare di Nizza nelle ore di punta. Una somma che, giova ricordarlo, sarà erogata in una sola rata a giugno per coprire tre mesi.

Ma guarda un po’: per accedere a questi munifici cinquanta euro bisogna guadagnare meno di 16.880 euro l’anno — che, tradotto, significa che stai già quasi certamente lavorando con un sorriso stampato sul volto e un’angoscia profonda nell’anima. Poi bisogna vivere ad almeno 15 chilometri dal posto di lavoro, il che presuppone che tu viva in periferia o in campagna, dove naturalmente i trasporti pubblici sono così sviluppati da rendere persino superflua questa indennità. E poi, al momento opportuno, dovrai compilare un formulario su internet — perché ovviamente chi guadagna meno di 16.880 euro l’anno ha tutto il tempo del mondo e una connessione internet perfettamente stabile.

Sento già qualcuno dirmi: «Ma Rachel, meglio di niente.» Certo, certo. Meglio di niente, come il dottore che ti prescrive un cerotto su una gamba rotta. Nel frattempo, il barile di Brent veleggia intorno ai 112 dollari grazie al conflitto in Iran — un conflitto che ha bloccato lo Stretto di Ormuz attraverso cui prima del conflitto transitava un quinto degli idrocarburi mondiali — e Air France-KLM ha già messo in conto di spendere 9,3 miliardi in carburante quest’anno, vale a dire il 35 per cento in più del previsto. Questi, beninteso, sono i problemi strutturali. Quelli che cinquanta euro non risolvono, né avrebbero mai potuto.

C’è però una cosa che questo dispositivo rivela con grande chiarezza: la differenza tra una politica energetica e una misura di comunicazione politica. La prima si occupa di infrastrutture, trasporti pubblici regionali, transizione verso veicoli a basso consumo, incentivi agli accordi di carpooling. La seconda si occupa di far sentire ai cittadini che qualcuno a Parigi li ha notati, almeno abbastanza da mandar loro un assegno. Piccolo. Molto piccolo. Esattamente piccolo quanto basta per comparire in un comunicato stampa ma non abbastanza da risolvere la questione di come arrivare al lavoro il mese prossimo.

Cinquanta euro, dunque. Il costo approssimativo di una cena al ristorante per una persona sola — senza dessert — in un bistrot parigino di media categoria. La Francia vi invita a cena, in sostanza, ma dovrete pagare il taxi per tornare a casa.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Yunmen: «Maestro, il governo mi ha dato cinquanta euro per il carburante. Mi chiedo: vale il viaggio?»
«Va’ e torna,» rispose Yunmen.
E il monaco: «Ma il prezzo della benzina supera già il mio rimborso.»
«Allora cammina più piano,» disse Yunmen.
Un altro monaco tornò alla carica: «Qual è il valore vero di un percorso?»
Yunmen lo fissò a lungo, poi disse: «Non è nella distanza, non è nel prezzo. È in chi ti aspetta all’arrivo.»
Ma torniamo alle notizie di oggi.

FranceInfo –

Ventimila fêtard su un poligono militare: la rave del Cher sfida granate inesplose e prefettura

Ci sono volute ambulanze, elicotteri, 350 gendarmi mobili e comunicati prefettizi con toni da allarme rosso per non dissuadere nemmeno uno dei ventimila partecipanti alla rave party che questo fine settimana occupa illegalmente un ex sito militare nei pressi di Cornusse, a est di Bourges, nel dipartimento del Cher. Il terreno, utilizzato per 150 anni come poligono di artiglieria, è classificato come area «potenzialmente contaminata da residui di munizioni militari» con rischio di esplosione. La prefettura lo aveva ricordato con un decreto del 27 aprile scorso, vietando espressamente ogni manifestazione di questo tipo nella zona.

I partecipanti, provenienti da Francia, Inghilterra, Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Italia, Spagna e perfino dall’Ucraina, hanno ignorato gli appelli. «È un modo per dissuaderci dal fare festa», ha dichiarato al microfono di France Info un giovane presente sul posto. «Non è esplosa ancora nessuna mina.» Gli organizzatori, che si oppongono alla proposta di legge recentemente approvata dall’Assemblée nationale per inasprire le sanzioni contro le free party, hanno rivendicato la scelta del luogo come gesto politico: una zona che «neanche gli abitanti del posto possono frequentare» diventa, nel loro racconto, un simbolo di resistenza.

Le autorità locali e i sindaci dei comuni limitrofi hanno espresso preoccupazione. «È un pericolo reale, non un pretesto amministrativo», ha insistito un eletto del territorio. Con 30.000 presenze attese per il culmine della manifestazione e i soccorsi già allertati, la rave del Cher si preannuncia come il caso politico e di sicurezza pubblica del weekend francese.

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Le Monde –

L’Assemblée nationale approva la legge anti-free-party: sei mesi di carcere per gli organizzatori, 1.500 euro di multa per i partecipanti

Il contesto della rave del Cher non è comprensibile senza tenere a mente ciò che è successo il 9 aprile scorso all’Assemblée nationale: 78 voti contro 67 hanno approvato la proposta di legge che rafforza drasticamente le sanzioni contro le free party non dichiarate. Per la prima volta nella storia legislativa francese, non solo gli organizzatori ma anche i semplici partecipanti rischiano sanzioni penali: 1.500 euro di multa al primo episodio, 3.000 euro in caso di recidiva. Per chi contribuisce — direttamente o indirettamente — all’organizzazione di un evento non autorizzato, le pene possono arrivare a sei mesi di reclusione e 30.000 euro di ammenda.

La legge distingue ormai esplicitamente tra «rave-party», eventi dichiarati e provvisti di biglietteria, e «free party» o «fêtes libres», le manifestazioni illegali della scena techno autonoma che rifiutano per principio il modello commerciale. La scena underground ha risposto con indignazione: «Ci stanno criminalizzando per una scelta di vita e di cultura», ha detto un portavoce del collettivo Tekno2000. La proposta dovrà ancora passare al Senato, dove il dibattito si preannuncia acceso.

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FranceInfo –

Gare de Lyon chiusa fino a domenica sera: questo weekend i TGV prendono strade alternative

Chi ha pianificato un viaggio in treno tra Parigi e il sud della Francia o verso la Svizzera rischia di trovare il suo piano molto più complicato del previsto. La Gare de Lyon è chiusa per lavori di modernizzazione da giovedì 1° maggio e riaprirà soltanto domenica 3 maggio alle 14:00. Il risultato è che il 40 per cento dei TGV normalmente in partenza dalla stazione viene soppresso, e i convogli rimanenti sono dirottati verso stazioni alternative: Roissy-Charles-de-Gaulle, Marne-la-Vallée-Chessy, Orly e Versailles-Chantiers.

SNCF precisa che i passeggeri con biglietti già acquistati verranno contattati e proposti su percorsi alternativi, con possibilità di rimborso integrale. I lavori rientrano nel piano pluriennale di ammodernamento infrastrutturale avviato da SNCF Réseau, che punta a ridurre i ritardi cronici sul nodo parigino. La tempistica — un weekend del Primo Maggio — non ha mancato di suscitare commenti poco benevoli sui social.

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Le Monde –

Iran, trattative bloccate: Teheran avanza nuova proposta, il Brent torna a 112 dollari

La guerra d’Iran — iniziata il 28 febbraio con le prime operazioni militari americano-israeliane e sospesa formalmente con il cessate il fuoco dell’8 aprile — continua a incidere pesantemente sui mercati mondiali dell’energia. Il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani come ritorsione per la chiusura dello Stretto di Ormuz — attraverso cui prima del conflitto transitava un quinto degli idrocarburi mondiali — non è ancora levato, e le negoziazioni procedono a rilento. Teheran ha presentato venerdì una nuova proposta per sbloccare i colloqui, ma Washington ha risposto con una dichiarazione vaga che non scioglie l’impasse.

Il Brent, che nei giorni scorsi era sceso intorno ai 105 dollari, ha ripreso quota toccando i 112 dollari venerdì sera. Il FMI ha nel frattempo abbassato la previsione di crescita mondiale per il 2026 a 3,1 per cento, con la zona euro scesa da 1,4 a 1,1 per cento. In Iran, dove l’inflazione ha raggiunto il 53,7 per cento, si stimano già due milioni di posti di lavoro persi direttamente o indirettamente a causa del conflitto.

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BFM –

Zelensky vuole sapere se il cessate il fuoco di Putin è «per la parata o per la pace»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato venerdì di aver chiesto ai suoi rappresentanti di contattare il team del presidente americano Donald Trump per ottenere dettagli sulla proposta di tregua breve avanzata da Vladimir Putin in occasione del Giorno della Vittoria del 9 maggio. «Vogliamo capire esattamente di cosa si tratta», ha detto Zelensky. «Se si tratta di poche ore di sicurezza per una parata a Mosca, o di qualcosa di più serio.» Il Cremlino, per voce del portavoce Dmitri Peskov, ha confermato che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa.

Nel frattempo la guerra continua: un attacco di droni ha colpito la città di Dnipro, uccidendo una persona e ferendone cinque, mentre le forze ucraine hanno colpito per la seconda giornata consecutiva la raffineria Lukoil nella regione russa di Perm. L’Ucraina propone una tregua di durata ben superiore a quella avanzata da Mosca e attende che Washington chiarisca la propria posizione nei prossimi giorni.

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BFM Business –

Harvard sceglie Claude di Anthropic e abbandona ChatGPT: l’intelligenza artificiale cambia ateneo

La Faculty of Arts and Sciences dell’Università di Harvard — la divisione più antica e prestigiosa del primo ateneo americano — ha annunciato che sostituirà ChatGPT Edu di OpenAI con Claude di Anthropic come piattaforma di intelligenza artificiale messa a disposizione dei propri affiliati. L’accesso a ChatGPT Edu sarà progressivamente eliminato entro giugno 2026, mentre Claude sarà integrato nei sistemi istituzionali sin dai prossimi mesi. Harvard mantiene già un accordo separato con Google per l’accesso a Gemini.

Il cambiamento riflette la crescente competizione tra i principali modelli di linguaggio in ambito accademico. Claude, sviluppato da Anthropic — la startup californiana fondata da ex dirigenti di OpenAI — ha guadagnato terreno nei settori della ricerca, dell’analisi di testi e della scrittura accademica, dove la prudenza e l’accuratezza del modello si rivelano particolarmente apprezzate. La decisione di Harvard, con i suoi 23.000 affiliati tra studenti e docenti, è destinata a fare scuola in altri atenei.

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Le Figaro –

Berkshire Hathaway senza Buffett: Greg Abel apre l’assemblea dell’era post-leggenda

Per la prima volta in sessant’anni, l’assemblea annuale di Berkshire Hathaway si è aperta senza Warren Buffett al centro della scena. Greg Abel, succeduto all’Oracolo di Omaha alla guida del conglomerato agli inizi del 2026, ha presieduto la riunione degli azionisti di Omaha in un clima di curiosità e qualche perplessità. Berkshire ha sottoperformato l’S&P 500 di oltre 30 punti percentuali dall’annuncio del ritiro di Buffett, e gli investitori attendono segnali chiari sulla direzione strategica del gruppo, in particolare riguardo alla tecnologia e all’intelligenza artificiale.

Abel ha confermato l’intenzione di mantenere la filosofia di investimento tradizionale del gruppo — solidità, disciplina, orizzonti lunghi — pur ammettendo che Berkshire ha iniziato a costruire una posizione in Alphabet come segnale di maggiore apertura verso il settore tech. Circa il 23 per cento del portafoglio azionario è già indirettamente esposto all’intelligenza artificiale attraverso Apple, Amazon e ora Alphabet. I risultati trimestrali, attesi in giornata, saranno il vero banco di prova del nuovo capitolo.

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FranceInfo –

Dal primo maggio i titoli di soggiorno costano fino a 300 euro: la Francia alza le tariffe per gli stranieri

Da ieri, primo maggio 2026, chi chiede un titolo di soggiorno in Francia dovrà pagare di più — a volte molto di più. In applicazione della legge finanziaria 2026, le tariffe per i permessi di residenza, i visti e le procedure di naturalizzazione sono state riviste al rialzo. La tassa standard per il primo rilascio di una carta di soggiorno temporanea o pluriennale passa da 200 a 300 euro, mentre per la naturalizzazione il bollo fiscale sale da 55 a 255 euro — quasi cinque volte tanto. Una nuova tassa di 100 euro è introdotta ex novo per le autorizzazioni provvisorie di soggiorno, finora gratuite.

La misura, inserita nel quadro di un giro di vite più ampio sulle politiche migratorie, ha suscitato proteste da parte di associazioni di difesa dei diritti dei migranti. I sostenitori del provvedimento ne sottolineano invece l’effetto di responsabilizzazione rispetto ai costi amministrativi sostenuti dallo Stato. Il nuovo regime vale anche per il rilascio di patenti di guida in sostituzione di titoli esteri non comunitari, con una nuova tassa di 40 euro per la spedizione del documento.

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Le Monde –

Macron promette di «restare al lavoro fino all’ultimo secondo»: la Francia guarda già alle presidenziali 2027

Con le elezioni municipali di marzo appena concluse e le sénatoriales di settembre all’orizzonte, la Francia politica ha già la testa al 2027 — anno delle presidenziali. Emmanuel Macron, il cui mandato scade nella primavera del prossimo anno, ha ricevuto la settimana scorsa 500 sindaci eletti all’Élysée, in quello che è sembrato un gesto volto a consolidare reti e alleanze per la fase finale del settennato. Il presidente ha promesso di essere operativo «fino all’ultimo secondo», con tre priorità dichiarate per i mesi restanti: servizio militare volontario, regolamentazione dei social network per i minori e una legge sul fine vita.

Il governo Lecornu II, nominato nell’ottobre 2025, lavora in condizioni di relativa stabilità parlamentare dopo anni di turbolenze. La campagna presidenziale del 2027 è già nell’aria, con i principali partiti — dalla gauche all’estrema destra — che iniziano a posizionare i propri candidati. L’uscita di Macron dalla scena politica attiva aprirà una delle fasi di ridefinizione più importanti del panorama politico francese degli ultimi decenni.

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