I Miserabili: la denuncia di Victor Hugo – Koly tra le righe

Di Marco Hugo Barsotti
6 Nov 2024

A continuare questo secondo capitolo di Koly tra le righe, nella quale abbiamo già introdotto nella prima puntata la figura di Victor Hugo e la sua incredibile personalità poliedrica, c’è la sua opera I Miserabili.

La denuncia del poeta

Il titolo miserabile fa riferimento ai personaggi umili di questo volume, che appartengono agli strati più bassi della società francese dell’Ottocento.
Hugo dedicherà diciassette anni alla sua stesura e lo definirà il suo capolavoro. La sua è una denuncia feroce contro le strutture sociali, le ingiustizie penali e gli abusi di potere.
Lo scrittore vuole così attraverso i suoi personaggi, portare il lettore a riflettere sul significato della miseria e in particolare sulla morale. Baudelaire lo definirà: “più che un romanzo, un poema, un libro di carità”.

Trama 

La storia fa perno attorno alla figura di Jean Valjean, un povero contadino il quale per aver rubato un pezzo di pane per sfamarsi, verrà  condannato a cinque anni di lavori forzati, che diventeranno poi diciannove a seguito dei suoi ripetuti tentativi di fuga.

Una volta libero, si confronterà con una società spietata e il solo aiuto del vescovo Myriel, lo salverà e lo porterà a cambiare vita. Sotto il nome di signor Madeleine, Valjean diventerà un cittadino rispettato ed il sindaco generoso di Montreuil-sur-Mer, dove si dedicherà ai più bisognosi. Tra le persone di cui si prenderà cura c’è Fantine, una donna costretta a prostituirsi, e la figlia Cosette.

Di lì a poco attirerà su di sé l’attenzione dell’inflessibile ispettore Javert, sospettoso della sua vera identità. Quando poi un innocente verrà scambiato per il suo vero lui, Valjean, non potrà che in preda ai sensi di colpa, autodenunciarsi, riuscendo però  a fuggire di nuovo. Adotterà poi Cosette e, durante l’insurrezione parigina del 1832, salverà Marius, suo futuro genero, e perfino Javert, il suo implacabile persecutore.

La vicenda si conclude con il matrimonio tra Cosette e Marius e la morte serena di Valjean, che ha infine trovato pace e redenzione.

I miserabili

Emile-Antoine Bayard (1837-1891). “Cosette”. Illustration pour “Les Misérables” de Victor Hugo. Fusain. Paris, Maison de Victor Hugo.

Temi

Il sacrificio di Fantine, costretta a sopportare l’ignominia per via dell’indifferenza di chi la sfrutta; le vicende di Cosette, vittima inconsapevole della crudeltà altrui; la ribellione di Marius contro le costrizioni familiari e sociali e la vita stessa di Jean Valjean, punito semplicemente perché rubando del pane aveva cercato di sopravvivere, fanno di questo libro uno straordinario capolavoro che presenta dilemmi e questioni di grande complessità sociale.
Le riflessioni sull’apparato giudiziario, che spesso preferisce punire piuttosto che educare, le critiche rivolte al carcere, che trasforma persone comuni in criminali, e il tema dell’emarginazione che condanna all’isolamento chi è già in difficoltà, denunciano l’apatia delle classi dominanti dell’epoca nell’assicurare diritti e dignità a tutti.

Morale

L’incredibile destino di Jean Valjean, la cui esistenza sembra intrecciarsi con la storia della Francia stessa di quell’epoca, denotano una società che era segnata nel corpo e nell’animo. Un barlume di speranza c’è, ed è rappresentato dal personaggio virtuoso Myriel e da tutte quelle persone che come lui, credono nel perdono e nella bontà d’animo.

Myriel

L’évêque Myriel représenté par Gustave Brion, 1862. Wikipedia

On Air

Koly tra le righe, in onda su Radio Nizza durante il week end alle ore 10.30, 17.30 e 21.30.
Su Centrale Milano, in onde medie sui 1575 kHz tutti i mercoledì alle 12:15 e i giovedì alle 0:30 e alle 17:30