Guerra in Medio Oriente: Macron organizza conferenza per creare una missione – Primo maggio, niente lavoro: il governo agli ordini delle sinistre -Ancora su Maria Carolina di Bourbon – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
14 Apr 2026

Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per martedì 14 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.

Guerra in Medio Oriente: Macron organizza conferenza per creare una missione – Primo maggio, niente lavoro: il governo agli ordini delle sinistre -Ex-CEO di Lafarge condannato a 6 anni di carcere – Meteo Parigi e Milano

Francia e Regno Unito organizzeranno una conferenza per creare una missione di liberazione dello Stretto di Hormuz

La Francia e il Regno Unito stanno cercando di offrire una soluzione alla crisi dello Stretto di Hormuz. Emmanuel Macron ha annunciato, lunedì 13 aprile, la tenuta “nei prossimi giorni” di una conferenza franco‑britannica per creare “una missione multinazionale pacifica destinata a ripristinare la libertà di navigazione nello stretto”. La missione, descritta come strettamente difensiva e distinta dai belligeranti, dovrebbe essere dispiegata non appena la situazione lo consentirà, ha precisato il presidente francese sul suo account X.

Macron, che domenica ha parlato con il Primo Ministro britannico Keir Starmer, non ha commentato la decisione americana di imporre un “blocco” navale nello stretto, annunciata da Donald Trump dopo il fallimento dei negoziati con Teheran e destinata ad entrare in vigore lunedì. Nel suo messaggio, il presidente francese ha chiesto di non risparmiare “alcuno sforzo” per “giungere rapidamente a una soluzione solida e duratura del conflitto mediorientale attraverso la diplomazia”, che possa fornire alla regione un quadro robusto per vivere in pace e sicurezza.

Questo comunicato è tratto da FranceInfo, pubblicato il 13 aprile 2026.

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Maria Carolina of Bourbon during the Haute Couture Spring/Summer 2024 as part of Paris Fashion Week on January 23, 2024 in Paris, France. Photo by Gigi Iorio/Splash News/ABACAPRESS.COM

Ancora su Maria Carolina di Bourbon

Mentre in Francia il governo di Emmanuel Macron continua a dare prova della sua proverbiale mancanza di spina dorsale – l’ennesimo esempio è la recente rinuncia alla legge che avrebbe permesso a panettieri, pasticceri e fioristi di aprire il 1° Maggio, piegandosi ancora una volta alle pressioni sindacali – i salotti parigini, i media e i social non parlano d’altro che di Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie.

La giovane principessa, 22 anni, erede della casata dei Borbone-Due Sicilie (Duchessa di Calabria e di Palermo), è finita in prima pagina su Paris Match insieme a Jordan Bardella, il presidente del Rassemblement National, con tanto di foto romantiche in Corsica. La relazione, circolata da mesi e ormai praticamente ufficializzata, ha fatto impazzire la Francia: l’erede di una delle più antiche dinastie europee al fianco del giovane leader della destra, figlio di immigrati di origini italiane e algerine.

Ma chi è davvero Maria Carolina? Ne parliamo in giornata qui, su Francia24.com e sulle one medie di Centrale Milano.

Il governo rinuncia alla legge sul lavoro del 1° maggio, i LR denunciano un “regresso” di fronte ai sindacati

Il ministro del Lavoro, Jean‑Pierre Farandou, ha comunicato che il Primo Ministro ha deciso di non chiedere la convocazione della Commissione Mista Paritaria (CMP), prevista per deliberare sulla proposta di legge che avrebbe consentito di lavorare il 1° maggio in determinati settori. «Il 1° maggio è la festa dei lavoratori, l’unico giorno festivo, non lavorato e retribuito; questo principio deve rimanere prevalente, anche se sono possibili alcune deroghe», ha affermato Farandou, rimandando la questione al 1° maggio 2027.

La proposta, presentata dai senatori dei Les Républicains (LR) e approvata in Senato, estendeva la possibilità di aprire il 1° maggio a panetterie, pasticcerie, fruttivendoli, macellerie, fioristi, cinema e teatri. Non è riuscita a passare all’Assemblea nazionale, dove una mozione di rigetto promossa da Renaissance è stata maggioritaria. I sindacati, tramite una lettera inviata a Sébastien Lecornu, hanno chiesto di non convocare la CMP.

Gabriel Attal, leader del gruppo Renaissance all’Assemblea, ha definito la decisione «una scelta che penalizza tutti gli artigiani panettieri e i fioristi» e ha sollecitato il governo a dare istruzioni alle amministrazioni affinché non sanzionino i commercianti che decideranno di aprire il 1° maggio.

Il senatore Bruno Retailleau ha denunciato il provvedimento come un nuovo «regresso» di fronte alle pressioni sindacali e di sinistra, accusando l’esecutivo di mancanza di coraggio politico. Dall’altra parte, la presidente del gruppo LFI, Mathilde Panot, ha celebrato la decisione come una vittoria.

Il Primo Ministro, Sébastien Lecornu, ha annunciato che il governo presenterà proposte a breve e medio termine per i commercianti di prossimità che intendono assumere personale il 1° maggio e che le parti interessate saranno recepite a Matignon già nella settimana corrente. Lecornu ha sottolineato la necessità di un dialogo sociale approfondito a livello di ramo, ritenendo che «le riforme sono possibili, nel rispetto e con metodo».

Articolo basato su comunicati stampa e dichiarazioni politiche del 13 aprile 2026.

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rachel

 

Buongiorno da Parigi. Sono Rachel Costa, vi leggo ora il mio editoriale

Editoriale di Rachel – Smidollati al governo, con Macron in testa

Eccoci al solito copione francese: una proposta ragionevole per permettere a panettieri, pasticceri, fioristi e macellai di aprire il 1° Maggio viene affossata senza batter ciglio. Il ministro Farandou ha annunciato che il Primo Ministro ha deciso di non convocare la Commissione Mista Paritaria. Motivazione ufficiale: «Il 1° Maggio è la festa dei lavoratori, l’unico giorno festivo non lavorato e retribuito; questo principio deve rimanere prevalente».

Peccato che lo stesso principio non valga per pompieri, elettricisti della rete, infermieri e poliziotti, che lavorano lo stesso. Solo il povero artigiano deve restare a casa a contemplare la sacralità della data.

Gabriel Attal ha provato a difendere gli artigiani, Bruno Retailleau ha denunciato il “regresso” davanti alle pressioni sindacali, Mathilde Panot ha esultato come per una grande vittoria. E il governo? Si è chinato docilmente.

Smidollato Lecornu, e soprattutto smidollato Macron che guida tutta questa banda di invertebrati: perché i pompieri possono rischiare la vita mentre il panettiere no? Dov’è finita la giustizia sociale sbandierata dal macronismo?

Promettono già «dialogo sociale» e proposte future. Traduzione: altre riunioni inutili, altri rinvii, stessa codardia.

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: «Maestro, perché il 1° Maggio il pasticcere deve restare chiuso mentre il pompiere deve accorrere?»

Rispose Zhaozhou: «Perché il pasticcere ha la bandiera rossa nel cuore, e il pompiere solo il fuoco da spegnere.»

Il monaco insistette: «Allora dov’è la giustizia sociale di cui parlano tutti?»

Zhaozhou sorrise e disse: «La giustizia sociale è come il 1° Maggio: sacra solo quando serve a non lavorare. Quando serve a lavorare, improvvisamente diventa flessibilità capitalista.»

Un altro monaco domandò: «Ma il governo non aveva promesso coraggio e riforme?»

Rispose Zhaozhou: «Il governo ha promesso molte cose. Poi ha ricevuto una lettera dai sindacati. E ha scoperto che la vera festa dei lavoratori è quella in cui si lavora di meno.»

Ma torniamo alle notizie.

 


Ex-CEO di Lafarge condannato a 6 anni di carcere con incarcerazione immediata: il cementista riconosciuto colpevole di finanziamento del terrorismo per aver pagato tangenti allo Stato Islamico

Il gruppo aveva cercato di mantenere le proprie attività in Siria per lunghi mesi, nonostante il territorio fosse sotto il controllo di gruppi jihadisti, pagando loro per garantire la continuità operativa dell’impianto.

Il cementista francese Lafarge e otto ex dirigenti sono stati ritenuti colpevoli, lunedì 13 aprile, dal tribunale di Parigi di finanziamento del terrorismo per gli anni 2013‑2014, per aver corrotto gruppi jihadisti affinché consentissero il funzionamento di una fabbrica situata nel mezzo della guerra siriana. In qualità di persona giuridica, l’azienda è stata multata con la sanzione massima di 1,125 milioni di euro.

Nel dettaglio, l’ex amministratore delegato Bruno Lafont è stato condannato a sei anni di prigione con esecuzione immediata. Il suo avvocato ha annunciato l’intenzione di appellare la sentenza e di richiedere il rilascio, definendo il mandato di cattura “ingiustificato”. I responsabili della sicurezza Jacob Waerness e Ahmad Al Jaloudi hanno ricevuto rispettivamente 18 mesi e due anni di reclusione con mandato di arresto.

Tra i dirigenti di Lafarge, l’ex direttore dell’impianto Bruno Pescheux è stato condannato a cinque anni di prigione, senza misure di sicurezza per motivi di salute. L’ex direttore operativo della zona, Christian Herrault, e Frédéric Jolibois hanno ricevuto rispettivamente cinque anni con mandato di arresto e tre anni, di cui due con sospensione.

Oltre alle sanzioni personali, i imputati devono versare un’ammenda doganale di 4,5 milioni di euro, da pagare in solido a seconda del loro grado di coinvolgimento.

Un “vero partenariato commerciale con l’EI”

Il caso dimostra la compromissione di una grande azienda del CAC 40 nel tentativo di preservare i propri interessi economici in una Siria devastata dalla guerra, quando altre multinazionali si erano ritirate. Dopo l’acquisizione da parte della svizzera Holcim, Lafarge ha versato circa 5,6 milioni di euro a tre organizzazioni jihadiste, tra cui lo Stato Islamico (EI). Il tribunale ha rilevato che tali pagamenti hanno contribuito a “preparare attentati terroristici”, inclusi gli attacchi di gennaio 2015 in Francia.

La giudice Isabelle Prévost‑Desprez ha definito il rapporto con l’EI “un vero partenariato commerciale”, sottolineando la gravità dei fatti.

I imputati sostengono di essere stati vittime di un “racket”

Durante il processo, la difesa ha cercato di dimostrare che la permanenza dell’impianto di Jalabiya, un investimento da 680 milioni di euro, fosse motivata esclusivamente da ragioni finanziarie, non dalla volontà di sostenere le attività jihadiste. Il direttore generale adjoint Christian Herrault ha chiesto: “Potremmo allontanarci e lasciare i dipendenti senza lavoro?”.

Le indagini hanno approfondito pagamenti tramite l’intermediario siriano Firas Tlass, che hanno totalizzato circa 4,7 milioni di euro destinati a EI e a Jabhat al‑Nosra, per finanziare materie prime, pagamenti di sicurezza e garantire il transito di merci e personale.

Direttive chiare da parte di Bruno Lafont

Le procure hanno evidenziato che i dirigenti non condividevano l’ideologia jihadista, ma hanno deliberatamente ignorato le conseguenze delle loro azioni. Per Lafarge è stata richiesta l’imposta massima di 1,125 milioni di euro e il sequestro di beni per 30 milioni di euro. Il pubblico ministero ha sostenuto che Bruno Lafont fosse pienamente consapevole dei pagamenti e avesse dato “direttive chiare” per mantenere l’attività dell’impianto, un “choix purement économique, ahurissant de cynisme”.

Il 18 settembre 2014, l’impianto di Jalabiya fu evacuato in fretta a causa dell’avanzata dell’EI e il giorno successivo cadde sotto il controllo dei jihadisti. Diverse vittime dell’attentato del 13‑novembre si sono costituite parte civile, vedendo nel caso Lafarge una delle “ingranaggi” degli attentati che hanno colpito la Francia negli anni successivi.

Contesto: la sentenza segna la prima volta in Francia in cui una multinazionale è stata condannata per aver finanziato gruppi terroristici allo scopo di proteggere interessi commerciali all’estero.

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Rassegna Stampa francese

Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.

BFM Business: Il nuovo primo ministro ungherese, Péter Magyar, promette una rotta europea più libera dal petrolio russo

BFM Business riporta l’elezione di Péter Magyar, che ha sbaragliato Viktor Orbán e ha giurato di riallineare l’Ungheria verso l’Unione europea. Il nuovo capo del governo ha promesso di ridurre la dipendenza dal petrolio russo, chiedendo più aiuti dell’UE per sostenere la transizione energetica. Inoltre ha annunciato una dura lotta alla corruzione, con la creazione di una commissione anti‑corruzione indipendente. Gli analisti prevedono un’impennata dei flussi di investimento verso l’energia pulita. Il mercato azionario ungherese ha reagito positivamente, con un rialzo del 5 % del benchmark BUX. Tuttavia l’Unione europea resta cauta, chiedendo al nuovo governo di rispettare le norme di stato di diritto.

FranceInfo – Revisione al ribasso delle previsioni di crescita per la Francia a causa della guerra in Medio‑Oriente

FranceInfo riporta che il ministro dei Conti pubblici ha abbassato la previsione di crescita del PIL per il 2026 dal 1 % al 0,8 % a causa dell’impennata dei costi energetici legati al conflitto in Medio‑Oriente. L’Istituto nazionale di statistica (Insee) ha rivalutato al rialzo il terzo trimestre, ma il peso dell’inflazione energetica ha annullato i guadagni. Il governo ha annunciato un pacchetto di sostegno per le imprese più colpite, inclusi sgravi fiscali temporanei. I sindacati hanno però criticato la misura, chiedendo interventi più incisivi sui prezzi del carburante. Le previsioni dei mercati finanziari prevedono una leggera flessione dell’indice CAC 40 nei prossimi mesi.

Rachel – Ah, l’ennesima “blocco” che promette di salvare il mondo ma finisce per gonfiare il tabellone dei prezzi del diesel! Gli USA si comportano da bambini in bagno, lanciando “bloccateci” come se fossero i protagonisti di una commedia. E l’Iran, con i suoi “terrorismi economici”, sembra solo un preludio di un’altra guerra di parole. Diciamo che la diplomazia su YouTube non è proprio la nuova frontiera della pace.

FranceInfo – Aumento dei prezzi dei carburanti: il governo tenta di ridurre il peso sui consumatori

FranceInfo segnala l’intervento del ministro dell’Energia, David Amiel, che ha dichiarato che se l’inflazione persiste per mesi, lo Stato aumenterà gli aiuti al carburante per contenere l’onere sui cittadini. Il prezzo della benzina ha superato i 1,80 € al litro in diverse regioni, spinto dal blocco di Hormuz e dalla riduzione delle forniture di gas. Il governo ha previsto un credito d’imposta temporaneo per le famiglie a basso reddito. Le auto elettriche, sostenute da incentivi, stanno guadagnando popolarità, ma la rete di ricarica rimane insufficiente. Le stazioni di servizio nelle zone rurali lamentano carenze di scorte.

FranceInfo – Il Papa Léon XIV risponde alle critiche di Donald Trump

FranceInfo riporta la risposta del Papa Léon XIV a un attacco pubblico di Donald Trump, avvenuto durante una conferenza stampa a Washington. Il Santo Padre ha dichiarato di non temere alcun “presidente scomodo” e ha invitato alla pace e al dialogo, sottolineando che la religione non giustifica la violenza. Trump, in risposta, ha definito il papa “un debole” e ha rimosso una foto provocatoria dalla sua pagina social. Le reazioni della comunità cattolica sono state di sostegno al papa, mentre i critici sottolineano la necessità di separazione tra politica e religione.

BFM Business: Il condannato ex‑CEO di Lafarge riceve 6 anni di carcere per finanziamento del terrorismo

BFM Business spiega che il precedente amministratore delegato di Lafarge è stato condannato a sei anni di reclusione per aver finanziato gruppi terroristici in Siria, tra cui lo Stato Islamico. La sentenza, emessa dal tribunale di Parigi, evidenzia il ruolo dell’azienda nella fornitura di denaro a gruppi armati per mantenere le operazioni nelle zone di conflitto. Il caso ha scosso gli investitori, facendo scendere il titolo LAFARGE di 4 % nella giornata seguente. Il governo francese ha promesso un rafforzamento della normativa anti‑terrorismo per le imprese del settore.

BBC – Il blocco navale degli USA su Hormuz spiegato in due minuti

BBC offre un video esplicativo in cui il corrispondente Frank Gardner illustra come gli Stati Uniti intendono attuare il blocco navale nello Stretto di Hormuz. Viene mostrata la logistica delle forze di pattuglia, i criteri di interdizione delle navi e le possibili reazioni dell’Iran. Il reportage sottolinea le implicazioni per il commercio globale di petrolio, con un potenziale impatto sulla stabilità dei prezzi internazionali. Gli esperti di geopolitica avvertono che una escalation potrebbe innescare una crisi energetica più ampia.

FranceInfo – L’Insee rialza la crescita del terzo trimestre a +18,7 %

FranceInfo comunica che l’Istituto nazionale di statistica ha rivisto al rialzo il tasso di crescita del PIL per il terzo trimestre, segnando +18,7 % rispetto alle previsioni precedenti di +18,2 %. Questo risultato è trainato dalla ripresa della produzione industriale e dal consumo interno, nonostante l’inflazione energetica. Il ministero delle Finanze ha accolto i dati con cautela, ricordando che le pressioni sui prezzi potrebbero frenare la crescita nei mesi successivi. Gli analisti di mercato prevedono una stabilizzazione del tasso di crescita entro il 2 % per il prossimo semestre.

BFM Business: Il “prêt flash carburant” per le TPE nei settori agricoli e di trasporto

BFM Business spiega il nuovo finanziamento a tasso agevolato, “prêt flash carburant”, destinato alle piccole e medie imprese del settore agricolo, del trasporto e della pesca. Il credito, gestito da Bpifrance, può coprire fino a 50 000 € con rimborso in tre anni, mirato a sostenere i costi del carburante, che rappresentano più del 5 % dei costi operativi. Il programma è stato lanciato per mitigare l’effetto dell’aumento dei prezzi del diesel, aggravato dal blocco di Hormuz. Le imprese interessate dovranno presentare un piano d’investimento dettagliato per accedere al finanziamento.

BBC – Harry e Meghan in visita d’onore in Australia

BBC riporta l’arrivo di Harry e Meghan a Sydney per un tour di quattro giorni, il primo viaggio reale in Australia dal 2018. La coppia parteciperà a eventi di beneficenza e incontrerà leader locali, promuovendo iniziative legate alla salute mentale e all’ambiente. I media australiani hanno subito una massiccia copertura, con opinioni contrastanti sulla loro influenza sulla monarchia. La visita punta a rafforzare i legami culturali tra Regno Unito e Australia, ma è anche al centro di discussioni politiche sulla retribuzione della famiglia reale.

FranceInfo – Il Piano d’elettrificazione: 15 misure per una grande trasformazione

FranceInfo descrive il nuovo Piano d’elettrificazione dell’Unione Francese dell’Energia, che propone quindici misure per accelerare l’adozione di veicoli elettrici e la modernizzazione della rete. Tra le iniziative vi sono incentivi fiscali per l’acquisto di auto elettriche, ampliamento delle colonnine di ricarica e sovvenzioni per la conversione di flotte aziendali. Il progetto mira a coprire 50 % del consumo energetico nazionale entro il 2035, riducendo le emissioni di CO₂ di 40 %. Il ministro della Transizione ecologica ha sottolineato l’importanza di una “rivoluzione verde” per l’autonomia energetica della Francia.

 


Meteo Parigi e Milano per martedì 14 aprile 2026

Parigi – Giornata di sole a intermittenza

le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet indicano (aggiornate alle 03:45, affidabilità molto buona).
Al mattino il cielo si presenta a metà nuvoloso, con temperature intorno a 7 gradi e raffiche di vento leggere, circa 15 km/h, provenienti da direzione variabile.
Nella buona parte del pomeriggio il sole farà capolino tra le nuvole, facendo salire le temperature fino a 17 gradi con una percezione di 20, mentre il vento si rinforza moderatamente a 20 km/h senza particolari variazioni di direzione.
Il crepuscolo sarà caratterizzato da un cielo poco nuvoloso, temperature intorno a 15 gradi e venti più intensi, circa 20 km/h provati dal sud e leggera brezza da sud-est.
Durante la notte il cielo tornerà a metà nuvoloso, le temperature scenderanno a 10 gradi e il vento si calmerà a 15 km/h proveniente da sud-est.
Non sono previste precipitazioni per l’intera giornata, quindi il rischio di pioggia è praticamente nullo.

Milano – Tempo nuvoloso con piogge deboli

Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo (aggiornato alle 06:58, affidabilità medio‑alta).
Al mattino Milano si sveglia sotto un cielo molto nuvoloso, con leggere piogge sparse, temperatura di 13 gradi e venti deboli provenienti da sud‑ovest.
Nel pomeriggio le nuvole rimangono dense, le piogge si attenuano ma persistono deboli, la temperatura massima raggiunge i 18 gradi mentre il vento aumenta a 8–10 km/h da sud‑est.
Nel tardo pomeriggio appare una fascia di schiarite, le precipitazioni si riducono ulteriormente, la temperatura si mantiene intorno a 17 gradi e il vento rimane moderato, sopra i 9 km/h.
La sera cala ancora la nuvolosità, con leggere piogge occasionali, temperature intorno a 15 gradi e venti che declinano verso 6 km/h, direzione variabile.
Durante la notte il cielo sarà prevalentemente nuvoloso, la temperatura minima scenderà a 12 gradi e il vento rimarrà debole, intorno a 5 km/h, senza ulteriori precipitazioni.

Editoriale Meteo di Rachel – Il clima si prende gioco di noi

Che meraviglia, ancora una volta la stampa ci ricorda che ogni goccia di pioggia è la prova incontrovertibile del cambiamento climatico, come se il fatto che Milano abbia una pioviggine di centocinquanta millimetri fosse un nuovo segno di fine del mondo. Ma davvero dobbiamo puntare il dito verso la scienza per ogni nuvola che si addensa, come se fossero tutti un gran complotto di riscaldamento globale organizzato da qualche assembramento di alberi indisciplinati?

E per Parigi, dove il sole gioca a nascondino con le nuvole, è quasi comico vedere come la gente faccia di tutto per trovare la prima scusa per parlare di CO₂, senza nemmeno accennare al fatto che la temperatura è rimasta dentro gli ordini della norma. Forse la prossima volta sarebbe più utile contare i cicli del traffico piuttosto che cercare un nemico invisibile nelle nuvole.

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Maestro, dov’è il vero meteo di oggi?”
Zhaozhou rispose: “Quando la goccia cade, il cielo ha già parlato.”
E questo il meteo di oggi.


Chiusura.

On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Nizza24 con Centrale Milano 1575 chilocicli.