Francia24: Sanzioni, filiera dello champagne in ginocchio – Nord Stream, i sabotatori erano gli ucraini – Transdev, disastrosa alternativa a SNCF sulla Marsiglia-Nizza

Di Redazione Francia24
22 Aug 2025

Benvenuti all’appuntamento di Francia Oggi e Francia per venerdi 22 agosto 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com e in formato podcast.

Filiera Champagne in ginocchio

Apriamo oggi con la notizia in prima pagina su FranceInfo e su alcuni quotidiani francesi, la filiera, come si usa dire da qualche anno dello champagne e in generale dei vini francesi in grave crisi.

Motivo? Dopo aver detto tre settimane e mesi che il 15% di sanzione statunitense era ancora da negoziare ed era una forma di tattica di Trump, la realtà è arrivata puntuale a smentire i bla-bla vuoti.
L’accordo di Von der Leyen è ora in vigore. Lo champagne è tassata al 15% e la appunto filiera è tra virgolette in ginocchio o almeno così han detto numerose intervistati.

C’è un corollario interessante alla notizia: perfino i francesi lo ammettono, questo pessimo accordo è stato negoziato da un’entità che non deve rispondere a nessuna elettore e dunque non sarà punita in futuro elezioni per il pessimo risultato.

Con il bel risultato di dare ulteriore forza ai messaggi anti europeisti di partiti quali quello di Bardella.

Avevano ragione i russi  aveva torto la stampa italiana, avevano torto i media internazionali.

E questo non vuol certo dire che siamo d’accordo con l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e con l’annessione con la forza di territori che vengono considerati europei.

Il punto riguarda invece la stampa e le balle che ci propina. È il caso, quindi, di ricordare la vicenda : quando fu reso inoperativo il Nord Stream, la pipeline che permetteva di portare gas dalla Russia direttamente alla Germania, sabotaggio che mise, e tuttora mette, se non in ginocchio, in grave difficoltà l’economia tedesca, s era posto il dubbio: chi era l’autore del sabotaggio?

Ebbene, infischiandosene della logica, l’opinione prevalente e pressante dei media era che fossero stati i russi.

Per quale motivo i russi avrebbero dovuto privarsi di una fonte di valuta pregiata in un momento di guerra? Nessuno ce lo spiegava: erano stati i russi e basta, perché erano i cattivi.

Ebbene, la notizia di oggi conferma quanto ci diceva la logica: erano stati gli ucraini.

È il caso di dirlo, e questo è il motivo per cui lo mettiamo nell’editoriale, perché la notizia, come viene data oggi, è totalmente slegata dalla vicenda che vi abbiamo appena raccontato, sembra un normale arresto. Ecco come lo racconta RaiNews 24:

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Bild: “L’ucraino arrestato per il Nord Stream era stato agente segreto”

Era stato anche un agente segreto Serhii K., l’ucraino arrestato in Italia per le operazioni di sabotaggio che portarono all’esplosione dei due gasdotti di Nord Stream. È quello che scrive stasera la Bild.
Stando all’articolo l’uomo, ritenuto fra i  coordinatori della missione, sarebbe stato una figura eminente dell’esercito ucraino e avrebbe lavorato precedentemente per i servizi segreti del SBU. Inoltre aveva guidato le unità della difesa aerea di Kiev nei primi mesi della guerra nel 2022. L’azione contro Nord Stream gli fu affidata nel maggio 2022, assieme a due soldati e un sommozzatore civile. Il tabloid sottolinea anche che il presidente Volodimir  Zelensky abbia appreso solo più tardi del piano (“operazione Diameter”) e che ordinò che fosse stoppato, ma il commando andò avanti comunque, eseguendo il clamoroso attacco alle condotte del gasdotto il 26 settembre. 

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Come possiamo leggere la notizia è apparentemente secondaria: è stato arrestato un ucraino.

Si conta sulla memoria (anzi, sulla non memoria di chi legge o ascolta per evitare di ammettere quanto a nostro avviso va ammesso:

Noi giornalisti ci siamo sbagliati abbiamo bevuto le veline ucraine senza ragionare o senza porre il dubbio ai nostri lettori e ascoltatori

Questa notizia e’ nell’ editoriale di notizie che riguarda la Francia perché in Francia, come ricorderete la stampa aveva la stessa opinione di quella italiana: la colpa era del cattivo.

Se poi qualcuno vuol credere alla velina che dice che il presidente dell’Ucraina non lo sapesse e che avesse addirittura bloccato il sabotaggio, contento lui….

Transdev sempre peggio

Abbiamo dato nei giorni scorsi la notizia dell’esasperazione dei viaggiatori sulla linea ferroviaria Nizza-Marsiglia: la privatizzazione, che ha debuttato quest’estate e che doveva portare finalmente un’alternativa ai treni SNCF fatiscenti e cronicamente in ritardo, ha dato risultati pessimi: cancellazioni, ritardi e guasti. Ma ora BFM Business ci dice una cosa che non sapevamo: le tariffe sono anche aumentate. Il prezzo medio del biglietto, che si attestava a 38 euro con SNCF, tocca i 40 euro con Transdev.

Ottimo risultato, niente da dire. E su questa notizia il commento inevitabile della nostra Rachel.

rachel

 

Il Tormento dei Treni Regionali: La Privatizzazione, l’Aumento e il Sapore Amaro del Disprezzo

Il pendolarismo sulla Costa Azzurra è da tempo un tormento, una costante prova di pazienza per chiunque dipenda dai treni regionali. Ma la recente debacle della linea Nizza-Marsiglia, ora gestita privatamente da Transdev, non è solo una frustrazione aggiuntiva, è un vero e proprio schiaffo in faccia. Ci avevano promesso un’alternativa, una ventata di aria fresca per i fatiscenti treni SNCF, cronicamente in ritardo. Il risultato? Cancellazioni a raffica, guasti inspiegabili e ritardi talmente endemici da sembrare ormai una norma.

E il colmo, l’amara beffa, è che a tutto questo si aggiunge un aumento delle tariffe. Il prezzo medio del biglietto è passato da 38 euro con SNCF a 40 euro con Transdev. In pratica, i viaggiatori pagano di più per un servizio peggiore. Come può testimoniare chiunque osi prendere un treno che non sia un TGV, nelle nostre regioni l’incapacità francese di garantire un servizio ferroviario dignitoso è diventata una costante umiliazione. Non si tratta più di semplici inconvenienti, ma di una palese mancanza di rispetto verso i viaggiatori che ogni giorno si affidano a questi mezzi per lavoro, studio o necessità. La privatizzazione, lungi dal risolvere i problemi, sembra averli solo acuiti, dimostrando che il vero “Far West” non è solo il digitale, ma anche, purtroppo, il sistema ferroviario regionale francese. È inaccettabile e merita una risposta decisa. A questo punto, la tentazione è forte: tornare alla tanto vituperata vettura privata.

Medio Oriente: Netanyahu Incalza per Negoziati Sugli Ostaggi, Raid su Gaza City

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato “negoziati immediati” per la liberazione di “tutti gli ostaggi” detenuti nella Striscia di Gaza. La decisione giunge mentre il gabinetto di guerra ha approvato un’operazione su larga scala per assumere il controllo di Gaza City. Intanto, sale la tensione in Cisgiordania, dove circa venti comunità beduine sono minacciate dal progetto di una nuova colonia israeliana, suscitando timori tra la popolazione locale.

 

Ucraina: Garanzie di Sicurezza per Kiev, Offerte Diplomatiche e il Nuovo Missile Flamingo

Mentre il conflitto in Ucraina prosegue, Volodymyr Zelensky chiede impegni vincolanti dai suoi alleati per garantirgli protezione in caso di future aggressioni russe. Mosca, dal canto suo, si oppone a molte di queste proposte, con Zelensky che accusa il Cremlino di volersi sottrarre a seri colloqui di pace. Nel frattempo, Ungheria, Svizzera e Austria si sono offerte come potenziali sedi per un incontro tra Putin e Zelensky. Sul fronte militare, l’esercito ucraino ha annunciato lo sviluppo del nuovo missile “Flamingo”, capace di colpire obiettivi fino a 3.000 chilometri di distanza, un potenziale cambio di passo nella strategia difensiva di Kiev.

 

Terremoto di magnitudo 3.0 vicino Avignone

Un sisma di magnitudo 3.0 ha scosso la zona vicino Avignone martedì mattina alle 5:30, svegliando molti residenti con boati e vibrazioni. Il terremoto, percepito in diversi comuni del Vaucluse, non ha causato danni. Numerose chiamate ai servizi di emergenza, ma solo spavento senza conseguenze.

 

Economia e Costume: Gaffe Adidas in Messico sui Sandali Tradizionali

Adidas è stata costretta a porgere pubbliche scuse al Messico dopo essere stata accusata di aver copiato un modello di sandali tradizionali “huaraches”, tipici della cultura artigianale messicana. La casa di moda sportiva ha riconosciuto l’errore dopo le vibranti proteste di artigiani e istituzioni locali, riaccendendo il dibattito sull’appropriazione culturale nel mondo della moda.

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