FranciaOggi: Nizza ricorda l’attentato del 2016 – Brigitte Macron: cassazione, no, non è un transgender – Emergenza Incendi

Di Redazione Francia24
14 Jul 2025

Nizza non dimentica: Nove anni dopo, la Promenade degli Angeli onora le Vittime dell’Attentato

Nizza ha ricordato oggi, lunedì 14 luglio 2025, il nono anniversario del tragico attentato che la sera della Festa Nazionale, nel 2016, trasformò la gioia in incubo. Un camion impazzito si lanciò sulla folla radunata sulla Promenade des Anglais, falciando 86 vite e lasciando centinaia di feriti. La città si stringe nel ricordo e nella commozione.

La giornata commemorativa ha avuto inizio alle 8:30 con una sentita cerimonia civile presso la scultura “L’Ange de la baie” di Jean-Marie Fondacaro, divenuta simbolo e luogo di memoria. I nomi delle 86 vittime – tra cui Linda, Léa, Joseph e la piccola Laura di soli 13 anni e mezzo – sono stati scanditi uno ad uno, rievocando il dolore di quella notte. Jacques Borla, padre della giovane Laura, ha espresso con commozione il suo legame indissolubile con quel luogo: “Ancora una volta ho pianto, ogni volta che vengo qui è più forte di me. Ma le ho promesso che sarei venuto”. Ai piedi della scultura, 86 candele sono state accese, un simbolo luminoso di memoria e speranza.

Alla cerimonia hanno partecipato attivamente quattro associazioni di vittime: “Promenade des Anges”, “Mémorial des Anges”, “Life for Nice” e “Une voie des enfants”, testimoniando la resilienza e la volontà di non dimenticare. La mattinata è proseguita con la tradizionale parata repubblicana, che ha percorso la Promenade des Anglais, confermando l’impegno della città.

Il municipio di Nizza ha ribadito in un comunicato: “Nizza non dimenticherà mai e intende essere sempre al fianco di coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”, un messaggio forte di solidarietà e vicinanza che risuona in tutta la Francia.

Brigitte Macron in Cassazion: non sono un transgender

La Première Dame francese, Brigitte Macron, ha presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione di due donne che avevano diffuso in rete una calunniosa fake news a carattere transofobo sul suo conto. La decisione, emessa dalla Corte d’Appello di Parigi, è stata impugnata anche dal fratello di Brigitte Macron, Jean-Michel Trogneux, e dalla Procura generale, a testimonianza della gravità e della risonanza di questa vicenda.

Al centro della contesa, la persistente e infondata illazione secondo cui Brigitte Macron, nata Trogneux, non sarebbe mai esistita e che la sua identità sarebbe stata assunta dal fratello dopo un cambio di sesso. Una narrazione surreale, nata nel 2017 e periodicamente riemersa sui social media, che ha travalicato i confini nazionali, diventando virale persino negli Stati Uniti, in particolare negli ambienti dell’estrema destra durante la campagna presidenziale. Estrema destra dove c’è perfino chi avanza dubbi sul fatto che la Brigitte appartenga al genere Homo Sapiens.

In primo grado, lo scorso settembre, le due imputate, Natacha Rey e Amandine Roy – definite rispettivamente “giornalista indipendente autodidatta” e “medium” – erano state condannate a 500 euro di multa con sospensione della pena e al risarcimento danni, pari a 8.000 euro per Brigitte Macron e 5.000 per il fratello. La Corte d’Appello, tuttavia, ha ribaltato il verdetto, assolvendole per la maggior parte degli articoli contestati e anche per un passaggio relativo a un presunto caso di violenza su minore, invocando il beneficio della buona fede.

Il ricorso in Cassazione riapre ora il dibattito sulla responsabilità e i limiti della libertà di espressione nell’era digitale, dove le false informazioni possono diffondersi a macchia d’olio, causando danni irreparabili alla reputazione e alla vita delle persone. Questa vicenda non è isolata: molte altre donne politiche di spicco, da Michelle Obama a Kamala Harris, hanno subito attacchi simili, dimostrando come la disinformazione a sfondo transofobo sia diventata un’arma ricorrente contro le figure pubbliche femminili. La battaglia legale della famiglia Macron è, in questo senso, anche una lotta per la dignità e contro la macchina del fango che opera impunita nel web.

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Rachel

Linea a Rachel per il suo editoriale

Cari lettori, permettetemi un sospiro di profonda, abissale stanchezza. Dopo aver navigato per anni tra le nebbie della disinformazione, tra bufale economiche, complotti alieni e improbabili reincarnazioni politiche, pensavo di aver visto tutto. E invece, eccoci qui. Il dibattito pubblico, o meglio, la cloaca digitale, ha raggiunto una nuova, vertiginosa profondità. Pare che, oltre a dover difendersi da illazioni infondate sulla sua identità di genere, la Première Dame di Francia, Brigitte Macron, debba ora smentire chi insinua che… beh, che sia una scimmia.

Sì, avete letto bene. Non un errore di battitura, non un lapsus freudiano del mio correttore automatico. Ci sono, pare, delle menti brillanti e acute che, con la serietà di un entomologo che studia un insetto raro, avanzano dubbi sulla specie d’appartenenza della moglie del Presidente. E il loro argomento inconfutabile? “Basta guardarla in faccia.”

Ah, l’argomento inconfutabile: “basta guardarla in faccia”. Quale prodigiosa capacità diagnostica si nasconde dietro un’occhiata fugace al viso di una persona pubblica? Ignoriamo decenni di antropologia, biologia, e persino il semplice buon senso. A quanto pare, per distinguere un *Homo sapiens* da un primate non umano, non servono analisi genetiche, studi comportamentali o un minimo di intelligenza. Basta un’occhiata, e il gioco è fatto. Un’occhiata, suppongo, che rivelerebbe peli superflui, una dieta a base di banane non sbucciate e un’irresistibile voglia di oscillare tra i lampadari dell’Eliseo.

Capisco. Forse il problema non è la sanità mentale di chi diffonde tali “teorie”, ma la nostra incapacità di apprezzare la sottile profondità di un’analisi visiva così perspicace. Se “basta guardarla in faccia” per dedurre che la Première Dame sia un primate, allora, con la stessa logica impeccabile, potremmo dedurre che il presidente sia un ornitorinco (date un’occhiata alle sue espressioni!), che la ministra dell’Interno sia un armadillo, o che l’intero parlamento sia un colorato stormo di pappagalli. E non dimentichiamoci dei giornalisti: a giudicare da certe reazioni, molti di noi devono essere una rara specie di roditori ipocondriaci.

Il punto non è la ridicolaggine intrinseca di questa “rivelazione”. La satira, persino quella più spinta, si nutre di paradossi e assurdità. Ma quando l’assurdo non è più uno strumento per far riflettere, bensì la sostanza stessa della “notizia” diffusa, allora c’è un problema. C’è chi dirà: “Ma è ovvio che non è vero! Tutti lo sanno che è una persona! È solo una provocazione!”. E a queste voci rispondo: il “per tutti è ovvio” non è una clausola di salvaguardia quando si getta fango. Quando si abitua il pubblico all’idea che qualsiasi follia possa essere spacciata per dubbio legittimo, si erode la fiducia nel discorso pubblico.

Erosione che, inevitabilmente, porta a chiedere: se oggi è una scimmia, domani cosa sarà? Un insetto? Una forma di vita monocellulare? La vera giungla, temo, non è quella da cui la Première Dame non proviene, ma quella che stiamo costruendo online, un tweet, un post, un commento assurdo dopo l’altro.

Quindi, per favore, riponiamo i binocoli e le tabelle zoologiche. Torniamo alla realtà, quella dove le persone sono persone, le scimmie sono scimmie e le fake news, per quanto grottesche, rimangono dannose. La dignità, anche quella di chi ci è antipatico, merita un rispetto che trascende i confini della specie. Anche se, a volte, a giudicare da certi commenti, si farebbe fatica a non pensare che la discesa dall’albero per alcuni sia stata un processo meno riuscito di quanto si creda. 

 

Emergenza Incendi in Francia: Allerta Rossa nel Sud-Est, Misure Drastiche per Contenere i Rischi

La Francia si prepara ad affrontare una giornata critica per il rischio incendi boschivi, con Météo-France che ha innalzato il livello di allerta in diverse regioni, in particolare nel Sud-Est del paese. Dopo la giornata di martedì, che ha visto dieci dipartimenti del centro-ovest e del Sud-Est in “vigilanza arancione” per rischio “elevato”, la situazione si aggrava ulteriormente per mercoledì.

Tre dipartimenti del Sud-Est – il Var, le Bouches-du-Rhône e il Vaucluse – sono stati posti in “vigilanza rossa”, indicando un rischio “molto elevato” di incendi. Questa intensificazione è dovuta in gran parte all’aumento previsto del vento, un fattore che può rapidamente trasformare piccole fiamme in vasti roghi incontrollabili. Altri sei dipartimenti della stessa area – le Alpes-de-Haute-Provence, la Drôme, l’Ardèche, il Gard, l’Hérault e l’Aude – rimarranno in “vigilanza arancione”.

Per prevenire disastri, sono state adottate misure drastiche di accesso ai massicci forestali. Solo per la giornata di martedì, l’accesso a 14 dei 25 massicci boschivi delle Bouches-du-Rhône e a tre degli otto del Var è stato interdetto, come riportato da ICI Provence. Nelle Bouches-du-Rhône, tra le aree chiuse al pubblico figurano Arbois, Castillon, Chaîne des Côtes, Collines de Gardanne, Côte Bleue, Étoile, Lançon, Les Roques, Montaiguet, Pont de Rhaud, Quatre Termes, Regagnas, Sainte-Victoire e Sulauze. Nel Var, invece, sono off-limits Sainte-Baume, Maures e Centre Var, mentre per altre aree come Monts Toulonnais, Haut Var, Corniche des Maures, Plateau de Canjuers ed Esterel, l’accesso è fortemente sconsigliato. Le autorità esortano alla massima prudenza e al rispetto delle normative per scongiurare nuove tragedie ambientali.