Francia24: Ore 9, Macron accetta dimissioni Lecornu; ore 16, Macron le respinge – In caso di fallimento il presidente “prendera’ le sue responsabilita” – Economia francese sotto stress

Di Redazione Francia24
7 Oct 2025

Ore 9, Macron accetta dimissioni Lecornu; ore 16, Macron le respinge

Non ci sono parole per raccontare quanto avvenuto ieri in Francia. Neppure in quello che prima dei governi Draghi e Meloni veniva chiamato il “teatrino della politica” avevamo mai assistito a simili messe in scena. Emmanuel Macron, che due anni fa ha causato la destabilizzazione delle Francia proclamando non necessarie elezioni anticipate, dopo aver visto tre governi di area “macronista” cadere non ha accettato che l’ultimo suo candidato, Sebastian Lecornu, potesse fallire. Pertanto, dopo un governo durato solo 12 ore (e non 30 giorni, come racconta “fake news CNN”) ha prima accettato le dimissioni di quest’ultimo, per poi respingerle alle ore 16.

E il bello e’ che ha affermato che in caso di ulteriore fallimento prenderà le sue responsabilità. Cosa significa questa frase? Molti sperano le di lui dimissioni, ma noi crediamo intenda dire un’altra “dissoluzione”, modo francese di dire “elezioni anticipate”.

 

Francia24

Benvenuti all’appuntamento di Francia 24 per martedi 7 ottobre 2025, notiziario in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli e disponibile in formato podcast e tramite l’interfaccia IA.

Crisi di governo: la Francia nel caos, i partiti si preparano al dopo Lecornu

Le dimissioni del governo di Sébastien Lecornu, appena insediato, hanno gettato la Francia in un profondo stato di incertezza politica. Mentre l’Eliseo tenta di ricucire lo strappo, le forze politiche si preparano già a scenari futuri, tra riposizionamenti strategici e accuse reciproche. Dal Rassemblement National, che si vanta di avere già il 95% dei candidati pronti in caso di nuove elezioni, alla sinistra divisa, il clima è di fibrillazione.

Marine Tondelier, leader degli Ecologisti, ha proposto un incontro a tutte le formazioni di sinistra per definire una strategia comune, ma il Partito Socialista ha subito messo i bastoni tra le ruote, rifiutando di sedersi allo stesso tavolo con La France Insoumise. Il PS chiede a Macron di nominare un Primo Ministro “di sinistra”, mentre LFI punta alla destituzione del Presidente. Un quadro frammentato che rende ancora più complessa la ricerca di una via d’uscita alla crisi, con Emmanuel Macron che, pur escludendo le proprie dimissioni, ha chiesto a Lecornu di condurre “ultime negoziazioni” per una piattaforma di stabilità (non voleva dire un governo “Lecornu II” in quanto sarebbe ridicolo dopo uno durato 12 ore.

Il Premier più effimero della Quinta Repubblica, con soli ventisette giorni a Matignon, si trova ora a gestire una patata bollente che potrebbe avere ripercussioni ben oltre i confini del Palais Bourbon. Anche Gabriel Attal, l’ex Primo Ministro, non nasconde il suo disappunto, criticando Macron per quella che definisce “una forma di accanimento a mantenere il controllo”.

E su questa notizia il commento di Rachel

 

Editoriale di Rachel – Il valzer dei fantasmi ministeriali, o l’arte francese di far durare un governo quanto un caffè espresso?

Oh, cari amici, eccoci immersi in un altro capitolo del grande romanzo francese, dove la politica non è mai un dramma shakespeariano, ma un vaudeville surreale alla Feydeau, con porte che sbattono e personaggi che entrano e escono di scena più confusi di noi spettatori. Ieri, in un colpo di teatro che farebbe invidia a un illusionista di Las Vegas, il governo Lecornu ha avuto una vita più breve di un sospiro: nominato, dimissionario in 12 ore (non 27 giorni, come quelle perfide “fake news” che girano), e poi… resuscitato alle 16 precise dall’Eliseo. Macron, con quel suo fare da demiurgo un po’ stanco, accetta le dimissioni per poi rispedirle al mittente, come un pacco indesiderato restituito al corriere. E la ciliegina? “Prenderò le mie responsabilità”, dice il Presidente, lasciando tutti a sbattere le ciglia. Dimissioni? Un altro rimpasto? O, come sospettiamo noi qui a Nizza, con il nostro cinismo affinato dal sole del Mediterraneo, una “dissoluzione” camuffata – quel gentile eufemismo francese per “torniamo a votare, tanto per passare il tempo”?

 

Da questa mia postazione affacciata sul mare, con il profumo di socca che aleggia nell’aria, osservo la scena con un misto di divertimento e tenerezza. Immaginate: partiti che si affannano come api in un alveare capovolto. Il Rassemblement National, con la sua efficienza teutonica, ha già il 95% dei candidati in fila, pronti a marciare su Parigi come in una parata del 14 luglio. A sinistra, invece, è il caos primordiale: Marine Tondelier degli Ecologisti tende la mano per un’alleanza, ma il Partito Socialista fa lo schizzinoso, rifiutando di sfiorare La France Insoumise – “No, grazie, preferiamo un Primo Ministro di sinistra puro, non quel ribollire insurrezionale”. E LFI? Punta dritto alla testa, sognando la destituzione di Macron, mentre Gabriel Attal, l’ex enfant prodige, borbotta dal suo angolo: “Questo è accanimento, Emmanuel, smettila di giocare al re sole”. Fibrillazione pura, accuse che volano come coriandoli, e nel mezzo Sébastien Lecornu, il Premier-fantasma, incaricato di “ultime negoziazioni” per una piattaforma di stabilità che sembra più un castello di carte in un uragano.

`

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese al saggio: “Se un governo nasce all’alba e muore al tramonto, respinto come un’ombra dal suo stesso creatore, dove dimora la vera essenza del potere?”

Il saggio rispose: “Il potere non è il trono che occupa per un istante, ma il filo invisibile che lega le mani dei tessitori e dissolve le alleanze nel vento. La sua essenza è nel vuoto tra un giuramento e un congedo, non nel nome che lo pronuncia.”

Il monaco, turbato, insistette: “Ma se il creatore respinge la sua ombra e promette responsabilità che fluttuano come nuvole, mentre i partiti danzano in cerchi spezzati – l’uno pronto a conquistare, l’altro a dividere, un terzo a negare il tavolo comune – quale eco, allora, rivela la forma autentica del comando?”

Il saggio rispose: “Il comando non ha eco se non nel silenzio che segue il clamore, come il fiume che scava la roccia senza clamore. I governi sono foglie strappate dal ramo dal primo soffio; è la radice sepolta a nutrire le stagioni, e il suolo che le assorbe, non le foglie che volteggiano nel caos del cielo.”

 

In marcia verso la stabilita’

 

 Economia francese sotto stress: la caduta del governo Lecornu preoccupa i mercati

PARIGI – La brevissima vita del governo Lecornu ha già lasciato il segno sull’economia francese, alimentando un clima di incertezza che, dalla dissoluzione dell’Assemblea di giugno 2024, pesava già sui mercati. Gli investitori guardano con apprensione alla stabilità politica della Francia, con ricadute immediate sui tassi di interesse e sull’indebitamento pubblico.

L’indice CAC 40, seppur intontito, ha limitato i danni chiudendo a -1,36%, ma lo “spread”, il differenziale tra i tassi di prestito francesi e tedeschi, ha raggiunto gli 89 punti, il livello più alto da gennaio, ben al di sopra dei 50 punti registrati prima della crisi. Gli esperti temono che il debito francese possa essere “esposto ad attacchi massicci” in assenza di una guida chiara. La caduta del governo rende inoltre quasi impossibile l’approvazione di una legge finanziaria entro la fine dell’anno, costringendo il paese a ricorrere nuovamente a una legge speciale, come già accaduto nel 2025. Una situazione che il mondo economico e finanziario osserva con crescente inquietudine.

I docenti francesi si sentono svalutati: solo il 4% si sente apprezzato dalla società

PARIGI – Un’indagine dell’OCSE dipinge un quadro allarmante della condizione degli insegnanti francesi: appena il 4% di loro si sente valorizzato dalla società. Un dato che mette in luce un profondo malessere, legato a salari giudicati insufficienti, opportunità di formazione limitate e condizioni di lavoro spesso precarie. La situazione, definita “preoccupante” dall’OCSE, suggerisce una crisi vocazionale che rischia di avere pesanti ripercussioni sul futuro del sistema educativo.

Il disincanto non riguarda solo la retribuzione, ma anche la percezione del proprio ruolo e l’impatto sul processo formativo. La mancanza di riconoscimento sociale e professionale si traduce in una demotivazione diffusa, che può compromettere la qualità dell’insegnamento e la capacità del sistema di attrarre nuovi talenti. Un campanello d’allarme che le istituzioni non possono permettersi di ignorare.

 

Traffico aereo europeo oltre i livelli pre-Covid, ma la Francia sotto accusa

BRUXELLES – Il cielo d’Europa torna a riempirsi: il traffico aereo ha superato quest’estate i livelli registrati nel 2019, prima della pandemia di Covid-19, con una media di 35.127 voli al giorno, un aumento dell’1%. Un segnale di ripresa robusto per il settore, che tuttavia vede la Francia finire sotto i riflettori per le sue inefficienze.

Secondo Eurocontrol, l’organismo europeo per la sicurezza della navigazione aerea, la Francia “continua a soffrire di difficoltà operative a causa della capacità di controllo del traffico aereo, della carenza di personale e degli scioperi”. Queste problematiche causano ritardi e disagi, pesando sulla fluidità del traffico e sulla reputazione del paese nel panorama aeroportuale europeo.

Processo Mazan: riaperto il caso degli stupri, l’unico accusato nega

NÎMES – Si è riaperto in appello a Nîmes il controverso caso degli stupri di Mazan, un dossier che ha scosso la Francia. Husamettin Dogan, ex operaio di 44 anni e unico degli accusati ad aver mantenuto l’appello, ha ribadito la sua innocenza. “Non ho mai voluto violentare quella signora”, ha dichiarato in aula, sostenendo di non aver mai saputo che la donna fosse drogata.

Il processo è tornato sotto i riflettori, con la difesa che punta il dito contro gli inquirenti, accusandoli di aver falsificato la procedura. Gisèle Pelicot, la vittima, si trova ancora una volta di fronte al suo aggressore, in un caso che, da “fuori norma”, è diventato quasi una “vicenda normale” per la sua lunga e travagliata storia giudiziaria.

Allarme OMS: nuove dipendenze da sigarette elettroniche, i bambini nel mirino

GINEVRA – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia un grave allarme sulle nuove forme di dipendenza causate dalle sigarette elettroniche, con un focus particolare sui bambini. Secondo l’OMS, l’industria sta attivamente mirando ai giovani con prodotti attraenti e sapori invitanti, creando una nuova generazione di dipendenti dalla nicotina.

Questa tendenza preoccupante richiede interventi urgenti da parte dei governi per regolamentare la vendita e la promozione di questi dispositivi, proteggendo la salute pubblica e, in particolare, quella dei minori.

Chiusura

On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli.