Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 13 aprile 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza Marco Hugo Barsotti, da Parigi Rachel Costa.
Nonostante i proclami, i prezzi alla pompa non scendono – Le Finanze si scusano con l’ostaggio – Nuovo piano “eletttrificazione” – Meteo Parigi e Milano
Ci arrangiamo, non abbiamo molta scelta”: indagine sui prezzi alla pompa che non scendono
Il Primo ministro, Sébastien Lecornu, ha lanciato venerdì 10 aprile un appello affinché i prezzi scendano con la stessa rapidità degli aumenti precedenti. Qual è la situazione attuale dei prezzi alla pompa? Esistono differenze geografiche? Ecco le risposte.
Il governo ha sottolineato tutta la settimana che i prezzi alle stazioni dovrebbero diminuire. “È evidente che gli effetti si vedranno alla pompa a partire dalla fine del fine‑settimana, all’inizio della prossima settimana”, ha dichiarato Sébastien Lecornu. I giornalisti di France Télévisions sono andati a verificare. Nella maggior parte dei casi i carburanti sono leggermente più economici, ma di poco.
Come in questa stazione in periferia parigina, la benzina è scesa di 1 centesimo e il diesel di 3 centesimi. “Al momento non c’è nulla che scenda. Qui è un centesimo, quindi non credo sia davvero una diminuzione”, ha commentato una cliente. Secondo i nostri dati, solo in rari casi la riduzione è significativa. Ad esempio, in una stazione di Vichy (Allier) il gasolio è stato ridotto di 12 centesimi, comunque ancora insufficiente. “È un po’ meglio, ma sarebbe bello se scendesse un po’ di più”, ha osservato un automobilista.
Quando la diminuzione è assente, i prezzi rimangono stabili. Come qui, vicino a Lione, dove le tariffe non sono cambiate da venerdì. “Sembra che non scenda. Quindi ci arrangiamo, non abbiamo molta scelta. A lungo termine il prezzo della benzina farà solo aumentare”, ha osservato un cliente. Complessivamente, in tutta la Francia il 63 % delle stazioni ha abbassato il prezzo, il 27 % non lo ha modificato e nel 10 % i prezzi sono addirittura aumentati.
Un esempio a Marsiglia: il prezzo della benzina 95 è rimasto stabile, mentre il diesel è salito di 5 centesimi. “Aspetto, semplicemente. 10 litri per 25 euro. Non faccio il pieno”, si lamenta un’automobilista. “Ho visto che la situazione attuale non è buona, quindi temo che risalga ancora di più. Per questo ho deciso di fare il pieno stasera”, ha aggiunto un’altra.
Come si spiegano queste riduzioni timide? “Tutti si sono un po’ infiammati, anche il governo, mercoledì scorso, quando il prezzo del diesel è effettivamente sceso. Sfortunatamente, il giorno dopo è risalito, influenzando i nuovi prezzi”, analizza Francis Pousse, presidente nazionale dei distributori di carburanti e nuove energie presso Mobilians. I prezzi del petrolio potrebbero aumentare nei prossimi giorni, a causa della crescente tensione tra Stati Uniti e Iran previsto per domenica sera.
Contesto: reportage televisivo incentrato sull’andamento dei prezzi dei carburanti in Francia a seguito dell’appello del governo.
Fact Check by GPT-OSS:20b
La Direzione generale delle Finanze pubbliche si scusa per la gestione del caso di Benjamin Brière, ex ostaggio francese detenuto in Iran
Benjamin Brière, ex ostaggio francese tenuto prigioniero per tre anni in una prigione iraniana, ha raccontato di aver ricevuto dal servizio delle imposte francesi una contestazione per non aver dichiarato i suoi redditi durante la detenzione. Al ritorno in Francia, l’uomo è stato “radiato da ovunque”: non esisteva più né ai fini della sicurezza sociale né a quelli di France Travail. Ha dovuto lottare per riattivare tutti i propri diritti, a cominciare dalle tasse.
Nel corso di un’intervista rilasciata a Journal du Net, Brière ha spiegato che gli era stato chiesto perché non avesse presentato alcuna dichiarazione fiscale negli ultimi quattro anni, nonostante fosse in carcere. L’agente delle imposte gli ha risposto che “anche in prigione bisogna fare la dichiarazione”. Brière ha ribattuto: “In una prigione iraniana? In tal caso la mia famiglia avrebbe potuto farla”, aggiungendo che il contatto con l’amministrazione fiscale era stato “totalmente anormale” e che gli era stata negata la comprensione della gravità della sua situazione.
In risposta, la Direzione generale delle Finanze pubbliche (DGFip) ha pubblicato su X (ex‑Twitter) un messaggio di scuse, definendo la risposta al caso “inaccettabile” e riconoscendo di non aver percepito la gravità della condizione dell’utente. La DGFip ha affermato di “rimpiangere vivamente che l’utente non abbia potuto beneficiare fin da subito dell’attenzione dovuta” e ha dichiarato che “tutto è stato messo in atto per evitare che si ripeta una situazione simile”. Dopo il primo contatto, Brière è stato accolto da un responsabile di un altro dipartimento, dove la sua posizione è stata rapidamente regolarizzata.
Brière ha inoltre segnalato difficoltà con altri enti statali, in particolare con France Travail, dove la sua scheda non compariva nei sistemi informatici, impedendogli di rivendicare diritti o assistenza. Il deputato delle Côtes‑d’Armor, Eric Bothorel, ha intervenuto per sbloccare la situazione, ma ha dovuto constatare che “la casella ‘ostaggio’ non esiste” nei sistemi, sottolineando la necessità di creare uno status giuridico specifico per gli ex ostaggi, una misura che faciliterebbe il reinserimento di persone come Brière, Cécile Kohler e Jacques Paris.
Questo articolo riporta le scuse dell’amministrazione fiscale francese nei confronti di un ex ostaggio tornato dal carcere iraniano, evidenziando le criticità incontrate nella sua ri‑integrazione amministrativa.
Fact Check by GPT‑OSS:20b

Editoriale di Rachel – Prigione iraniana o burocrazia francese: chi è il vero carceriere?
Buon giorno da Parigi, sono Rachel Costa. Vi leggo il mio editoriale odierno.
Eccoci di nuovo di fronte al capolavoro dell’amministrazione francese: un uomo esce da tre anni di detenzione in Iran, ostaggio vero, con catene vere, e al ritorno scopre che il vero problema è… non aver compilato il modulo 2042 mentre era in cella a Teheran. «Anche in prigione si fa la dichiarazione», gli ha spiegato l’agente delle imposte, con la serenità di chi vive in un mondo parallelo dove le prigioni iraniane hanno il wi-fi, il caffè macchiato e un ufficio postale interno. Quando Benjamin Brière ha precisato «sì, ma era una prigione iraniana», la risposta è stata sublime: «Allora poteva pensarci la famiglia».
Geniale. Semplicemente geniale. Perché in fondo, cosa vuoi che sia un regime teocratico che ti accusa di spionaggio rispetto alla sacra routine fiscale? La DGFiP si è poi affrettata a pubblicare su X un mea culpa di circostanza: «risposta inaccettabile», «non abbiamo percepito la gravità», «rimpiangiamo vivamente», «abbiamo messo tutto in atto per evitare che si ripeta». Belle parole, come sempre. Ma sul funzionario che ha trattato un ex ostaggio come un evasore da multare? Silenzio. Nessun nome, nessuna sanzione visibile, nessuna traccia di provvedimenti concreti. Solo quel vago “tutto è stato messo in atto” che sa tanto di pratica archiviata e problema risolto con un post su Twitter.
Nel frattempo, Brière era “radiato da ovunque”: niente sicurezza sociale, niente France Travail, nessuna casella “ostaggio” nei sistemi informatici. Ci è voluto l’intervento di un deputato per sbloccare la situazione, e ancora oggi si scopre che per l’amministrazione francese un cittadino sequestrato all’estero non esiste come categoria. È un fantasma burocratico. Un’anomalia da gestire caso per caso, con pazienza e un po’ di fortuna.
Questa storia non è solo grottesca: è rivelatrice. Rivela un apparato che ha perso ogni contatto con la realtà umana, un mostro di procedure che considera ogni cittadino un potenziale colpevole finché non dimostra il contrario – anche se il contrario è essere stato chiuso in una prigione di un regime ostile per mille giorni. E mentre l’Iran usava Brière come pedina geopolitica, la Francia lo trattava come un contribuente negligente. Due prigioni diverse, stesso risultato: l’uomo sparisce, inghiottito dal sistema.
Forse è arrivato il momento di chiedersi se la vera burocrazia kafkiana non sia quella iraniana, ma la nostra. Quella che, di fronte a un dramma eccezionale, risponde con la frase più banale e crudele del repertorio: «le regole sono regole». Anche quando le regole diventano ridicole.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Joshu: «Un uomo esce da tre anni di prigionia in terra nemica e l’amministrazione del suo paese gli rimprovera di non aver pagato le tasse mentre era incatenato. Ha la natura di cittadino o no?»
«Ce l’ha,» rispose Joshu.
«Allora perché l’agente gli dice “anche in prigione si fa la dichiarazione”?»
Joshu disse: «Perché l’amministrazione vede solo moduli, non uomini.»
Un altro monaco chiese a Joshu: «Ma dopo le scuse pubbliche, tutto è risolto?»
«No,» rispose Joshu.
«Perché? La Direzione ha detto che rimpiange e che metterà tutto in atto.»
Joshu replicò: «Perché le scuse sono aria, e l’aria non crea nessuna casella “ex ostaggio” nei computer.»
Ma torniamo alle notizie.
Rassegna Stampa francese.
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
FranceInfo – Guerre au Moyen‑Orient : l’Iran « ne cédera à aucune menace »
Il presidente del Parlamento iraniano ha dichiarato che il paese non farà alcun passo indietro di fronte alle pressioni degli Stati Uniti.
Il ministro degli Esteri statunitense ha annunciato un possibile blocco navale nello stretto di Hormuz.
Le autorità iraniane hanno risposto con una retorica di resistenza, definendo le minacce un “test di volontà”.
Il conflitto commerciale tra le due potenze rischia di intensificarsi, aumentando la volatilità dei mercati energetici.
Gli analisti avvertono che una guerra aperta sarebbe disastrosa per l’economia globale.
Nel frattempo, le Nazioni Unite stanno valutando una risoluzione di emergenza per de‑escalare le tensioni.
BFM Business – Il blocco navale di Trump fa schizzare il prezzo del petrolio sopra i 100 $
Gli Stati Uniti hanno annunciato che, a partire da lunedì, bloccheranno le rotte di navigazione nello stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non curarsi se l’Iran tornerà ai negoziati, scatenando un’ondata di timori.
Il prezzo del Brent è salito a 102,5 $ al barile, mentre il WTI ha superato i 104 $.
Le compagnie di trasporto marittimo stanno rivalutando le rotte, mentre le compagnie aeree prevedono un rincaro dei carburanti.
Gli esperti di mercato temono un effetto domino sui prezzi dell’energia, con impatti su inflazione e costi di produzione.
Le amministrazioni europee stanno valutando misure di emergenza per tutelare i consumatori.
BBC News – Orbán era swept away by Péter Magyar’s Hungary election landslide
The long‑standing leader of Hungary, Viktor Orbán, has been decisively defeated in a surprise election.
45‑year‑old Peter Magyar, a former insider of Orbán’s own party, promised a new direction and won a super‑majority.
The victory signals a dramatic shift in Hungarian politics and could reshape its relationship with the EU and the US.
Analysts note that the result reflects widespread fatigue with Orbán’s 16‑year rule and a desire for reform.
The new government has pledged to tackle corruption, media freedom and judicial independence.
International observers are closely watching how this transition will affect regional stability.
Rachel – Un “colpo di scena” che promette rivoluzioni ma rischia di essere solo una sceneggiatura da reality‑show. Un ex‑insider che improvvisamente “salva” un paese intero su un palco mediatico? Se la caduta di Orbán fosse stata davvero così epica, dove erano le proteste di strada, le indagini sui finanziamenti illeciti, i dibattiti sulla libertà di stampa? Invece troviamo tweet, clip video e commentatori che cantano al nuovo eroe come se fosse l’ultimo salvatore del mondo. Un dramma da poco più che un post virale, senza prove né piani concreti, solo un nuovo nome su tutti i giornali per vendere titoli. L’attesa è la stessa di quando un artista annuncia un “rivoluzionario” album: tanto hype, poco contenuto. Eppure, i lettori credono di assistere a una svolta storica. In realtà, è solo un cambiamento di guardia paesano, non una rivoluzione di sostanza.
FranceInfo – Piano d’elettrificazione: 10 miliardi di euro di finanziamenti
Il governo francese ha annunciato il raddoppio dei fondi per l’elettrificazione degli usi domestici entro il 2030.
Il ministro Sebastien Lecornu ha illustrato il nuovo piano, che prevede incentivi per elettrodomestici, riscaldamento e pompe di calore.
L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO₂ del 30 % entro il 2035.
Le industrie energetiche stanno già adeguando le loro offerte per rispondere alla domanda prevista.
Le associazioni ambientali hanno accolto con favore la misura, pur chiedendo ulteriori azioni di giustizia climatica.
Il finanziamento sarà suddiviso in tranche annuali, con monitoraggi costanti dei risultati.
BFM Business – Dassault punta al 18 aprile per sbloccare il progetto SCAF da 100 miliardi
Il gigante dell’aerospazio francese Dassault ha fissato il 18 aprile come data chiave per il futuro del progetto SCAF.
Il programma prevede la realizzazione di un caccia “di sesto genere” con tecnologie stealth avanzate.
Il costo totale è stimato intorno ai 100 miliardi di euro, con una partnership strategica con Airbus.
Le autorità difensive hanno rubricato il progetto come essenziale per la sovranità europea.
Le proteste dei gruppi per la pace chiedono una revisione dei costi militari in tempo di crisi energetica.
Dassault ha assicurato che il nuovo aereo garantirà capacità di difesa e interoperabilità NATO.
BBC News – US to blockade Iran’s ports, Trump says he doesn’t “care”
President Donald Trump announced a naval blockade of Iranian ports in the Strait of Hormuz, emphasizing a hard‑line stance.
U.S. Vice‑President JD Vance echoed the policy, stating the US will not negotiate under pressure.
Iran’s foreign ministry responded with threats of retaliation, increasing regional tensions.
International trade analysts predict a spike in oil prices and shipping insurance premiums.
European capitals are convening emergency meetings to coordinate diplomatic responses.
The move raises concerns about global supply chain stability and the risk of wider conflict.
FranceInfo – Inflazione negli Stati Uniti al 3,3 %
Gli Stati Uniti hanno registrato un’inflazione annuale del 3,3 %, la più alta dal 2005.
Il rialzo è stato trainato da un aumento dei prezzi dell’energia e dei beni di consumo.
La Federal Reserve sta valutando un possibile aumento dei tassi d’interesse per contenere la pressione.
I consumatori lamentano l’aumento dei costi alimentari e di trasporto.
Le imprese stanno posticipando gli investimenti programmati in attesa di maggiore stabilità.
Gli analisti prevedono una moderazione dell’inflazione entro la fine dell’anno, ma con incertezze legate al conflitto in Medio Oriente.
BFM Business – Adidas sale, Nike cade: classifica globale delle aziende più reputate
Il ranking globale delle aziende più reputate ha visto Adidas scalare al secondo posto, mentre Nike è sceso al cinquantesimo.
Il gruppo danese LEGO ha conquistato la vetta, superando le tradizionali marche sportive.
Le ragioni includono l’impegno di Adidas nella sostenibilità e le difficoltà di Nike legate a scandali di lavoro.
Le agenzie di rating hanno elogiato i programmi ambientali di LEGO e Adidas.
Gli investitori stanno riconsiderando i portafogli, favorendo aziende con una forte responsabilità sociale.
Le analisi di mercato suggeriscono che la reputazione sarà un fattore chiave nei prossimi anni.
BBC News – Asha Bhosle, la voce del Bollywood, deceduta a 92 anni
La leggendaria cantante indiana Asha Bhosle è morta all’età di 92 anni, lasciando un’immensa eredità musicale.
Conosciuta per la sua versatilità, ha collaborato con i più grandi compositori di Bollywood.
Il suo stile ha influenzato generazioni di artisti sia in India che a livello internazionale.
Il governo indiano ha dichiarato un periodo di lutto nazionale di tre giorni.
Celebrità e fan hanno condiviso tributi sui social network, celebrando la sua carriera di oltre sette decenni.
Le case discografiche stanno programmando edizioni speciali dei suoi album più iconici.
FranceInfo – Lavoro 1° Maggio: i sindacati chiedono interventi urgenti
Il primo maggio in Francia è stato marcato da proteste e richieste di riforma del diritto al lavoro.
Otto sindacati hanno chiesto al governo di attuare misure per contrastare l’assenteismo forzato.
Il ministro del Lavoro ha promesso di discutere nuove normative entro la fine dell’estate.
Le associazioni dei dipendenti hanno denunciato la mancanza di azioni concrete.
Il dibattito pubblico si è intensificato, con opinioni contrastanti sulla flessibilità contrattuale.
Le proteste hanno attirato migliaia di lavoratori nelle maggiori città francesi.
BFM Business – Madrid: la prima città al mondo per le grandi fortune
Secondo un nuovo studio, Madrid è diventata la capitale globale delle grandi fortune per il secondo anno consecutivo.
Gli investitori americani hanno aumentato gli acquisti immobiliari, attratti da prezzi competitivi e qualità della vita.
Il mercato immobiliare di lusso è cresciuto del 15 % nel 2025, spinto da una crescente domanda di seconde case.
Le autorità spagnole hanno promosso incentivi fiscali per gli acquirenti stranieri.
Gli esperti avvertono però di un possibile surriscaldamento del mercato se i tassi di interesse aumenteranno.
Il fenomeno è visto come un indicatore della fiducia degli investitori nell’eurozona.
BBC News – Jeffrey Epstein: inchiesta radio France su imprenditrice francese
Un’indagine di Radio France ha rivelato i legami tra Jeffrey Epstein e un’imprenditrice francese di alto profilo.
I documenti mostrano scambi di email e incontri privati tra le due parti.
L’inchiesta suggerisce che l’imprenditrice abbia potuto beneficiare di contatti con il magnate statunitense.
Le autorità francesi hanno avviato un’inchiesta sul possibile coinvolgimento in attività illecite.
Le reazioni dell’opinione pubblica hanno acceso un dibattito sulla moralità delle elite economiche.
Il caso ha riacceso l’interesse internazionale sulle reti di potere dietro gli scandali finanziari.
FranceInfo – Riforma del Codice del lavoro: il dibattito continua
Il governo italiano sta valutando una riforma del Codice del lavoro, suscitando accesi dibattiti politici.
Il Partito Democratico chiede tutele più forti per i dipendenti, mentre la Lega vuole maggiore flessibilità per le imprese.
Le associazioni sindacali hanno organizzato manifestazioni a Roma e Milano.
Il ministro del Lavoro ha promesso una revisione entro il prossimo trimestre.
Gli esperti economisti temono che una riforma inadeguata possa rallentare la ripresa post‑pandemia.
Il futuro della legge resta incerto, con negoziati in corso tra le parti sociali.
Meteo Parigi e Milano per lunedì 13 aprile 2026
Parigi – una giornata variabile tra nuvole e qualche sprazzo di sole
Le previsioni aggiornate dall’esperto Régis Crêpet alle 03:30 con affidabilità buona descrivono una mattina fresca con temperature intorno a 8, cielo coperto e piogge leggere con una probabilità del 60 %. Il vento è calmo, intorno a 10 km/h proveniente da est. Nel pomeriggio, le temperature salgono a 13, il cielo si apre su qualche chiarizia e le avverse si attenuano, con una probabilità del 50 %. I venti si intensificano fino a 30 km/h, orientati prevalentemente da ovest. La sera, le temperature scendono a 11 e il cielo diventa nuvoloso, con un rischio del 40 % di piogge residue e venti moderati a 35 km/h da nord. Durante la notte, il termometro raggiunge i 7, il cielo si schiarisce e le precipitazioni scompaiono, con venti leggeri di 10 km/h da est. In sintesi, minima 7, massima 13, vento variabile e piogge sporadiche.
Milano – piogge continue e temperature miti
Secondo il bollettino aggiornato dall’esperto Daniele Berlusconi di 3BMeteo alle 07:10 con affidabilità molto alta, Milano affronterà una giornata molto nuvolosa con piogge deboli ma persistenti. La mattina, intorno alle 07:00, la temperatura è di 14.3, cielo coperto da pioviggini e venti moderati da est a 9 km/h. Il rischio di precipitazioni è alto, con circa 7 mm previsti nella prima metà della giornata. A metà mattina, le piogge diventano più intense, con raffiche est‑estuali di 10 km/h e temperature che salgono a 15.8. Il pomeriggio porta temperature di picco intorno a 19, venti moderati da est (circa 20 km/h) e piogge più marcate, con un accumulo di quasi 1 mm alle 14:00. La sera, le temperature scendono a 17, il cielo rimane coperto e le piogge si attenuano, con venti leggeri da est‑nord‑est. Durante la notte, la minima è 13, il cielo si schiarisce gradualmente e le precipitazioni cessano, con venti deboli di 5 km/h. In sintesi, minima 13, massima 19, venti moderati da est e piogge distribuite nell’arco della giornata.
Editoriale Meteo di Rachel – Il tempo che non è colpa del cambiamento climatico
Che ne dite, ascoltatori, di svegliarvi al suono di una pioggerellina e di sentirvi subito accusare il riscaldamento globale? È quasi comico vedere i giornalisti metereologi trasformare una semplice perturbazione in un cataclisma climatico, come se ogni goccia di pioggia fosse un segnale di allarme per l’intero pianeta. Forse il vero problema è il nostro desiderio di trovare colpe ovunque, anche quando il termometro dice semplicemente “è fresco”.
E allora, mentre Parigi si rassegna a qualche schiarita e Milano contempla le sue piogge, vi invito a chiedervi: dove finisce il dramma e inizia la semplice osservazione dei fatti? Non è forse più saggio accettare il clima come una variabile naturale, piuttosto che trasformare ogni schizzo di nuvolo in una prova definitiva del cambiamento climatico?
Koan del giorno
Un monaco si avvicina a Zhaozhou e chiede: “Maestro, perché oggi a Parigi piove e a Milano piove anche?” Zhaozhou risponde: “Il cielo non si preoccupa delle distanze; è l’uomo che misura la pioggia con la propria inquietudine.” E questo il meteo di oggi.
Chiusura.
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