Fiasco yacht: la tassa sui grandi yacht fallisce, con soli tre battelli rimasti sotto bandiera francese Preparazione alla guerra: il capo di stato maggiore francese afferma che bisogna accettare di perdere i propri figli TVA abolita: i deputati approvano la cancellazione dell’imposta sui beni di prima necessità Piano di pace USA: Trump propone un accordo controverso per l’Ucraina Vietnam: almeno 41 morti per piogge torrenziali e inondazioni Australia: vietati i social media ai minori di 16 anni Brasile: incendio alla COP30 costringe all’evacuazione del sito della conferenza sul clima
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Acccettare di perdere i propri figli
Dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo. Il generale Fabien Mandon, capo di stato maggiore delle forze armate francesi (chef d’état-major) ha pronunciato mercoledì 19 novembre parole che hanno suscitato accese polemiche.
Parlando al congresso dei sindaci di Francia, il generale ha affermato: “Se il nostro paese flanche perché non è pronto ad accettare di perdere i propri figli, di soffrire economicamente perché le priorità andranno alla produzione della difesa, allora siamo a rischio”.
Secondo Mandon, la Francia deve prepararsi a un “possibile conflitto con la Russia entro il 2030”, e che il paese deve ritrovare la “forza d’animo per accettare di farsi male per proteggere ciò che siamo”.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La France Insoumise ha chiesto al presidente Macron di “richiamare pubblicamente all’ordine” il generale, mentre Fabien Roussel del Partito Comunista ha parlato di “discorso bellicista insopportabile”. Catherine Vautrin, ministra delle Forze Armate, ha invece difeso Mandon, dichiarando che è “pienamente legittimo ad esprimersi” sulle minacce.

Tassa sugli Yacht, un disastro totale
È un fallimento senza precedenti. La tassa speciale sui grandi yacht, introdotta in Francia nel 2018 con l’obiettivo di far contribuire i più ricchi, si è rivelata un clamoroso boomerang.
La TAEMUP (taxe annuelle sur les engins maritimes à usage personnel) prevedeva un’aliquota che andava da 30.000 a 200.000 euro all’anno per i navires di lusso oltre i 30 metri. L’idea era semplice: tassare i grandi proprietari di yacht per finanziare le casse dello Stato.
Doveva, secondo i virtuosi politici francesi, portare nelle casse dello stato circa 60 milioni di euro: ne ha portati, come riporta Nice-Matin, solo 60 mila. Sessantamila euro.
Un disastro totale. Nel 2025, il numero di yacht con bandiera francese è crollato a soli 3 natanti, contro le diverse centinaia prima dell’introduzione della tassa. I proprietari hanno semplicemente spostato i loro port d’attacco verso le marine italiane, spagnole e monegasche, dove non esistono tassazioni così onerose.
Le entrate fiscali si sono rivelate ridicole rispetto alle aspettative, mentre il settore nautico francese ha subito un duro colpo. Un perfetto esempio di come una politica fiscale troppo aggressiva possa rivelarsi controproducente.
Editoriale
Torniamo alla notizia sui figli in guerra. Siamo costernati. Con un sorriso tutto da vedere – e a nostro avviso piuttosto odioso – questo elegante militare ha praticamente detto che dobbiamo andare in guerra per l’Ucraina. No, non ha detto per l’Ucraina: ha detto contro la Russia.
E che le madri di francia devono rassegnarsi a vedere i propri figli morire per la causa. Non che siamo d’accordo con l’idea di tutto accettare: ma per l’Ucraina ? E tutto questo arriva proprio il giorno in cui il Presidente Trump propone un piano di pace doloroso ma forse realista. Succede sempre cosi’: se e quando c’e’ qualche azione a favore di un cessate il fuoco, qualcuno in Francia soffia sul fuoco. Incomprensibile e non aggiungiamo altro (M.H.B. per Francia24)
Ma sentiamo cosa a ha da raccontarci in merito Rachel

Editoriale di Rachel – Yacht in fuga e generali in trincea: quando la Francia gioca a nascondino con la realtà?
Ah, la Francia, terra di rivoluzioni e di… evasioni fiscali creative! Prendete la tassa sugli yacht, quel gioiellino introdotto nel 2018 per spremere un po’ di quattrini dai nababbi del mare. Un’idea nobile, no? Tassiamo i superyacht oltre i 30 metri, da 30.000 a 200.000 euro l’anno, e voilà, le casse dello Stato si riempiono come un calice di champagne. Peccato che la realtà sia un po’ meno frizzante: nel 2025, gli yacht con bandiera francese si contano sulle dita di una mano – tre, per l’esattezza. Gli altri? Hanno issato vela verso Italia, Spagna e Monaco, dove il fisco è più clemente e le marine più accoglienti. Risultato: entrate fiscali da ridere, settore nautico in ginocchio e una lezione lampante su come una tassa aggressiva finisca per far scappare i pesci grossi invece di catturarli. È come invitare i ricchi a una festa e poi presentare il conto all’ingresso: ovvio che se ne vadano altrove!
Ma non fermiamoci qui, perché il circo continua con il generale Fabien Mandon, che al congresso dei sindaci ha deciso di regalarci una perla di saggezza bellica. “Accettare di perdere i propri figli”, dice, per prepararci a un possibile scontro con la Russia entro il 2030. E aggiunge che dobbiamo “farsi male” economicamente per la difesa. Parole che suonano come un invito a un picnic in trincea, con polemiche a non finire: la sinistra insorge, accusandolo di bellicismo, mentre il ministro lo difende come un profeta delle minacce reali. Dalla nostra finestra, però, ci chiediamo: ma è davvero questo il modo di motivare un paese? Parlare di madri rassegnate e di sacrifici inevitabili, proprio mentre dall’altra parte dell’oceano spuntano piani di pace, anche se dolorosi? Sembra quasi che ogni volta che si accenna a un cessate il fuoco, qualcuno qui decida di accendere un falò. Forse è la nostra specialità: complicare le cose semplici, come tassare yacht che preferiscono navigare altrove o preparare guerre che nessuno vuole. Alla fine, chi paga davvero? Non i ricchi in fuga, né i generali al sicuro nei loro uffici. Ah, la douce France: sempre un passo avanti nel trasformarsi in un enigma!

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se imponiamo una tassa sugli yacht per il bene dello Stato, perché i proprietari li spostano in altri porti?”
“Perché gli yacht hanno la natura dell’acqua,” rispose Zhaozhou.
“Allora come possiamo far sì che restino e contribuiscano?” chiese il monaco.
Zhaozhou sorrise: “Non inseguirli con catene. Offri un mare calmo, e torneranno da soli.”
Un altro monaco chiese: “Ma se fuggono, non perdiamo ciò che avremmo guadagnato?”
“Perdi solo ciò che non hai mai tenuto,” rispose Zhaozhou.
E il monaco: “E come accettarlo senza rimpianto?”
“Accettalo come la marea accetta la luna: ciò che va, ritorna in forme nuove.” concluse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notizie di oggi.
Il “Digital Omnibus” spacca l’Europa: Semplificazione o Ritorno al Passato sui Diritti Digitali?
*L’iniziativa per tagliare la burocrazia digitale solleva un vespaio di polemiche, temendo un’erosione delle tutele per cittadini e imprese.*
L’Unione Europea ha presentato il controverso “Digital Omnibus”, un pacchetto legislativo progettato per tagliare il nodo di Gordio della *burocrazia asfissiante* nel settore digitale e normare con maggiore chiarezza l’era dell’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo dichiarato è una “semplificazione massiccia” delle norme per facilitare le imprese e l’innovazione. Tuttavia, l’iniziativa ha immediatamente innescato una vivace polemica, con critici che denunciano un potenziale “arretramento dei diritti” e un indebolimento delle tutele per i consumatori e i lavoratori nel settore. Sullo sfondo, la Corte dei Conti francese ha rincarato la dose, invitando lo Stato a passare finalmente “dalle parole ai fatti” per quanto riguarda la cruciale questione della sovranità digitale europea, che, a loro avviso, rimane solo un concetto teorico.
Ucraina: Il Piano di Pace Segreto USA-Russia che Chiede Cessioni Dolorose a Kiev
*Zelensky pronto a discutere la proposta americana che includerebbe la cessione di Donetsk e Lugansk a Mosca.*
La diplomazia internazionale è in fermento dopo la rivelazione di un progetto di piano di pace negoziato segretamente tra Stati Uniti e Russia per porre fine al conflitto in Ucraina. Secondo quanto riportato dall’AFP, il piano richiederebbe concessioni significative da parte di Kiev, tra cui la potenziale cessione a Mosca delle regioni di Donetsk e Lugansk. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alla notizia dichiarando di essere favorevole a un “lavoro onesto” con gli Stati Uniti, ma ha insistito sulla necessità di raggiungere una “pace degna” per l’Ucraina, chiarendo che qualsiasi accordo non potrà avvenire a scapito della dignità nazionale. Le dinamiche di questi negoziati vedono coinvolto Kirill Dmitriev, l’uomo ombra di Mosca, che sta gestendo i colloqui delicatissimi tra le due superpotenze.
Clima, Caos alla COP30: Incendio Sospende i Lavori, 30 Paesi Guidati dalla Francia Minacciano il Veto sull’Accordo Debole
*A Belem, in Brasile, le trattative cruciali sono in stallo mentre si cerca un consenso sull’abbandono dei combustibili fossili.*
Ultimo giorno di lavori burrascoso alla COP30 di Belem, in Brasile. La conferenza è ripresa solo dopo una sospensione di sette ore causata da un incendio che ha danneggiato diversi stand, rallentando ulteriormente un processo negoziale già in affanno. La vera crisi, tuttavia, è diplomatica: oltre trenta Paesi, inclusa la Francia, hanno minacciato di bloccare il progetto di accordo finale, giudicato troppo debole sulla questione cruciale dell’abbandono dei combustibili fossili. Questi Paesi chiedono un inserimento più vincolante di una “tabella di marcia” per accelerare l’uscita dalle fonti energetiche più inquinanti. Cina, Russia e India, al contrario, spingono per l’approvazione del testo nella sua formulazione attuale, creando uno stallo drammatico mentre il tempo stringe per raggiungere un consenso tra le 194 delegazioni.
TVA (IVA) Cancellata?
I deputati dell’Assemblea nazionale hanno votato giovedì 20 novembre per sopprimere la TVA sui prodotti di prima necessità e bloccare i prezzi nella grande distribuzione. La misura, sostenuta dalla gauche, è passata con un voto serrato.
Il pacchetto prevede la TVA a 0% (invece del 5,5% attuale) su circa 100 prodotti alimentari di prima necessità, tra cui latte, uova, frutta e verdura fresca, farina, acqua e alimenti per l’infanzia.
Ma… questo non significa che la misura diventerà legge. Il testo deve ancora superare altre tappe della navette parlamentaire, e il governo ha già espresso forti riserve, temendo sanzioni europee e problemi di compatibilità con le regole UE.
Carrefour Sotto Accusa: “27.000 Dipendenti Penalizzati da Subappalti Mascherati”
*La giustizia si esprime sulla contestata politica di locazione-gestione dei supermercati, considerata dalla CFDT un “piano sociale mascherato”.*
Nuove nubi sulla politica sociale del colosso della grande distribuzione Carrefour. Il sindacato CFDT accusa il gruppo di aver leso i diritti di 27.000 dipendenti attraverso la conversione di 344 supermercati in contratti di “locazione-gestione” (una forma di franchising). Secondo i sindacati, questa manovra non è altro che un “piano sociale mascherato”, destinato a ridurre i costi e peggiorare le condizioni lavorative. La giustizia si pronuncerà oggi sulla validità della politica aziendale di Carrefour in merito a queste transizioni.
Tensione Caraibi: Il Venezuela Osserva con Timore il Dispiegamento di Oltre 10.000 Soldati USA
*La mobilitazione aerea e navale americana nelle Antille, ufficialmente per la lotta al narcotraffico, alimenta le preoccupazioni di Caracas.*
Il Venezuela osserva con crescente inquietudine l’imponente mobilitazione militare statunitense nei Caraibi. Oltre 10.000 soldati sono stati dispiegati, con portaerei e unità navali pronte all’azione. Ufficialmente, l’intervento è giustificato dagli Stati Uniti come una misura necessaria per combattere il contrabbando di droga. Tuttavia, il massiccio *schieramento di forze* è percepito da Caracas come una minaccia diretta alla propria sovranità, aggravando la tensione geopolitica nella regione.
Trasparenza Involontaria: Il Presidente Colombiano Rende Pubbliche le Spese al Club di Strip-Tease
*Un tentativo di mostrare trasparenza finanziaria si trasforma in imbarazzo per il leader sudamericano.*
Un episodio di involontaria trasparenza ha messo in imbarazzo il Presidente colombiano. Nel tentativo di dimostrare la correttezza delle proprie finanze, il capo di Stato ha pubblicato le sue spese bancarie, rivelando per errore un pagamento effettuato in un club di strip-tease. L’incidente ha scatenato ironia e discussioni nel Paese, offrendo un bizzarro contrappunto alla sua campagna per la trasparenza.
Giappone: Pacchetto di Stimolo da 117 Miliardi di Euro Contro l’Inflazione
*Tokyo risponde all’accelerazione dei prezzi con sussidi energetici e tagli fiscali.*
Il governo giapponese ha approvato questa mattina un imponente piano di stimolo economico del valore di 21.300 miliardi di yen (circa 117 miliardi di euro). La mossa è finalizzata a contrastare gli effetti persistenti dell’inflazione, che a ottobre ha toccato il 3%. Il pacchetto include sussidi per le bollette energetiche e significative riduzioni fiscali per famiglie e imprese. Sanae Takaichi, ministro responsabile delle politiche economiche, ha difeso la scelta, affermando che il Giappone deve “rafforzare il proprio potere nazionale attraverso politiche di bilancio proattive” anziché indulgere in “eccessive misure di austerità”.
Crollo dei Mercati Asiatici: SoftBank Affonda Oltre il 10% nel Rout dei Chip Ispirato da Nvidia
I mercati asiatici dei semiconduttori hanno subito un duro colpo venerdì, con un ritiro generalizzato guidato da un crollo superiore al 10% di SoftBank, in scia al forte calo di Nvidia negli Stati Uniti, nonostante i risultati trimestrali superiori alle attese e una guidance ottimistica per il futuro.
SoftBank, il conglomerato tecnologico giapponese, ha perso oltre il 10% a Tokyo. La società ha recentemente venduto le sue azioni Nvidia, ma controlla ancora la britannica Arm, che fornisce architetture e design di chip a Nvidia. SoftBank è inoltre coinvolta in diversi progetti di intelligenza artificiale che utilizzano la tecnologia Nvidia, tra cui il progetto Stargate da 500 miliardi di dollari per data center negli USA.
Dati di mercato SoftBank Group Corp Ultimo aggiornamento: 17.090,00 JPY – -2.090,00 (-10,90%) | Ore 15:30 JST
In Corea del Sud, SK Hynix è scesa di quasi il 10%. Il produttore di chip di memoria è il principale fornitore di Nvidia per la memoria ad alta banda larga utilizzata nelle applicazioni di IA. Samsung Electronics, rivale e anch’essa fornitrice di Nvidia, ha registrato un calo superiore al 5%.
A Taiwan, Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il più grande produttore di chip su contratto al mondo e realizzatore dei design di Nvidia, è calata di oltre il 4% a Taipei. Hon Hai Precision Industry, nota come Foxconn, che produce rack per server dedicati ai carichi di lavoro di IA, ha perso il 4,86%.
Questo arretramento dei giganti asiatici dei semiconduttori arriva dopo che Nvidia ha chiuso in ribasso di oltre il 3% negli USA giovedì, nonostante abbia superato le aspettative di Wall Street nei risultati del terzo trimestre e fornito una guidance per il quarto trimestre più forte del previsto, che secondo gli analisti potrebbe alzare le aspettative di utili per l’intero settore.
Billy Toh, capo regionale della ricerca retail presso CGS International Securities Singapore, ha spiegato a CNBC che Nvidia è vittima di una combinazione di fattori: il selloff di Bitcoin, la possibilità di un ritardo nei tagli dei tassi della Fed e condizioni finanziarie generalmente più rigide. “Aggiungete il discorso persistente su una bolla dell’IA, che innesca una rotazione risk-off più ampia, e naturalmente Nvidia diventa uno dei primi punti di pressione”, ha dichiarato.
Nemmeno i giocatori più piccoli del settore chip in Asia sono stati risparmiati. A Tokyo, Renesas Electronics, un fornitore chiave di Nvidia, è scesa del 3%. Tokyo Electron, che fornisce attrezzature essenziali per la produzione di chip alle fonderie che realizzano i semiconduttori di Nvidia, ha perso il 6,6%. Un altro produttore giapponese di attrezzature per chip, Lasertec, è calato del 5,2%.
Gelo Artico su Parigi: Massime Glaciali a 4 Gradi e Rischio Neve Mattutino
La capitale francese si risveglia sotto una vera e propria morsa di gelo, in una giornata di venerdì 21 novembre che vedrà le temperature massime faticare a superare i 4 gradi, collocandosi ben 5 gradi al di sotto della media stagionale. Secondo il bollettino dettagliato fornito dall’esperto Cyril Wuest e aggiornato alle 03:45, l’affidabilità della previsione è classificata come ottima, preannunciando una netta svolta verso condizioni invernali.
La mattinata parigina è caratterizzata da un cielo molto nuvoloso o coperto, con il rischio di assistere a qualche debole precipitazione (probabilità del 20%) che, data la rigidità del clima, potrebbe manifestarsi come neve bagnata o qualche goccia isolata. La temperatura percepita (windchill) si mantiene prossima allo zero (0 gradi), con venti deboli occidentali a 10 km/h e raffiche fino a 25 km/h. L’indice UV è nullo. Nel pomeriggio, le nuvole rimarranno estese ma si apriranno a brevi schiarite, pur mantenendo le temperature al massimo di 4 gradi, con una percepita di 3. I venti rinforzeranno leggermente, soffiando da Nord a 15 km/h con raffiche fino a 30 km/h. La fase serale porterà un netto miglioramento: il cielo tenderà a schiarirsi completamente, ma il termometro tornerà velocemente sui 2 gradi, con una sensazione di freddo glaciale. La notte sarà serena inizialmente per poi coprirsi progressivamente, con la minima che toccherà un rigidissimo -1 grado.
Il Clima Parigino Sotto la Lente: L’Anomalia del Gelo Improvviso e la Siccità Persistente
Questo crollo termico, che porta le temperature minime e massime a valori tipici del pieno inverno e ben al di sotto della norma, è l’aspetto saliente del quadro meteorologico odierno. L’analisi climatica conferma che, nonostante l’ondata di freddo, la situazione pluviometrica della regione rimane deficitaria: la piovosità è inferiore del 20% rispetto alla media, e il suolo è classificato come più secco del normale (indice di siccità 1/5).
I prossimi giorni vedranno la persistenza di questo clima freddo. Sebbene il bollettino non fornisca dettagli per i prossimi quindici giorni, è atteso un lento e graduale rialzo termico dopo questo picco glaciale, con un fine settimana che manterrà un’atmosfera asciutta e tersa, tipica di un clima rigido ma stabile.
Milano Prospettive a 15 giorni: Aria secca e gelo
Il quadro per i prossimi quindici giorni sulla Lombardia è caratterizzato dalla persistenza di temperature glaciali. L’impulso artico di oggi, pur breve, aprirà una fase di clima secco ma estremamente rigido.
Il weekend vedrà un netto miglioramento sul fronte delle precipitazioni: sabato 22 e domenica 23 saranno giornate asciutte, con qualche timida schiarita. Attenzione, però, alle minime notturne, che precipiteranno sotto lo zero (fino a -1 grado domenica 23), causando rischio di brinate in periferia. Le massime resteranno contenute, non superando i 5-8 gradi.
L’inizio della prossima settimana (lunedì 24) appare incerto: i modelli indicano una “previsione complicata” con possibili nuove piogge miste a neve e massime ferme a 4 gradi. A seguire, si alterneranno giornate velate e periodi di sereno, ma il freddo non mollerà la presa, con minime che toccheranno i -6 gradi l’ultimo fine settimana di novembre, confermando una tendenza nettamente più rigida rispetto alla media storica. Milano si prepara a un lungo periodo dominato dal *Burian padano*, con un freddo che si farà sentire in modo implacabile.
Editoriale di Rachel – Previsione complicata? O solo un modo elegante per dire “non ne abbiamo idea”?
Oh, Milano, mia cara Milano, avvolgita nel tuo velo di nebbia e ora pure di gelo artico! Ecco che i meteorologi, con la loro solita aria da profeti dell’apocalisse climatica, ci regalano un bollettino che sembra uscito da un romanzo distopico: aria secca, temperature glaciali, e un “impulso artico” che suona come l’attacco di un mostro mitologico. Ma il vero gioiello, il pezzo forte che mi ha fatto sorridere (o rabbrividire, dipende dal termometro), è quell’espressione magica: “previsione complicata” per lunedì 24. Complicata? Davvero? È questo il nuovo eufemismo per “tiriamo a indovinare e speriamo bene”?
Pensateci: il weekend promette asciutto, con schiarite timide come un corteggiatore impacciato, ma minime sotto zero che trasformano le periferie in piste da pattinaggio gratuite. Massime a 5-8 gradi? Roba da far rimpiangere l’estate afosa. A seguire, giornate velate alternate a sereno, ma il freddo resta lì, implacabile, con minime a -6 gradi verso fine novembre. Il “Burian padano”, lo chiamano – suona epico, no? Come se un vento siberiano avesse deciso di trasferirsi in Lombardia per una vacanza prolungata.
Dalla mia postazione, con una tazza di tè bollente in mano, mi chiedo: ma non potevano dirlo chiaro e tondo? “Lunedì? Boh, potrebbe piovere, nevicare o splendere il sole – stay tuned!” Invece no, “previsione complicata”, come se stessero discutendo di fisica quantistica invece che di nuvole. È il meteo, signori, non un intrigo internazionale! Forse è per renderlo più affascinante, per farci sentire parte di un dramma cosmico. O forse, semplicemente, ammettere l’incertezza rovina il mestiere. Intanto, Milano si prepara: sciarpe, guanti e un sacco di ironia per sopravvivere a questo gelo che “non mollerà la presa”. Perché se le previsioni sono complicate, figuriamoci vivere qui!
Chiusura.
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