L’oro vola a 5.000 dollari in un contesto di caos geopolitico. Negli USA, la tempesta di gelo paralizza il paese e a Minneapolis cresce l’indignazione per le violenze dell’ICE. Intanto, Madrid è il nuovo polo del lusso immobiliare, mentre la Francia fa i conti col proprio debito e i tagli al welfare.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 26 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti.
Latte in polvere per neonati contaminato: i lotti da non dare mai al proprio bambino
Diverse marche leader di latte artificiale per neonati e lattanti sono state oggetto di un richiamo precauzionale in Francia a causa di una possibile contaminazione batterica.
Il problema riguarda un ingrediente specifico: un olio arricchito con acido arachidonico (ARA), fornito da un produttore cinese, nel quale è stato rilevato un batterio. Le autorità sanitarie hanno attivato immediatamente il ritiro dal mercato dei prodotti potenzialmente interessati.
Le marche coinvolte sono:
- Nestlé (Guigoz, Gallia)
- Lactalis (Picot, Blédilait)
- Danone (Nidal)
- Vitagermine (Babybio)
I prodotti e i lotti interessati
Ecco i principali riferimenti da controllare con attenzione sull’etichetta:
Picot (Lactalis)
- Picot Standard 1er âge 850 g
- Picot Standard 2ème âge 850 g
- Picot Nutrition Quotidienne 1er âge (400 g e 800 g)
- Picot Nutrition Quotidienne 2ème âge 800 g
- Picot AR 2ème âge 800 g
Guigoz (Nestlé) Diversi riferimenti tra cui:
- Guigoz Digest+, Expert AR, Expert AR1, Expert AR2, GuigozGest 1, Optipro 1, Pelargon 1, PTPR 1, ecc. Formati: 780 g, 800 g, 830 g, 2×600 g e liquidi 6×230 ml
Nidal (Danone)
- Nidal 1 Dès la naissance
- Nidal 1
- Nidal Nidalgest 1
Gallia (Nestlé)
- Gallia Calisma Relais 1er âge 830 g (data minima di conservazione 13/10/2026)
Blédilait (Lactalis)
- Blédilait 1er âge 400 g (data minima di conservazione 29/10/2026)
Babybio Optima 1 (Vitagermine)
- Lotto 894408 – 800 g → scadenza 09/07/2027
- Lotto 900035 – 800 g → scadenza 12/08/2027
- Lotto 900932 – 400 g → scadenza 18/08/2027
Questi prodotti sono stati distribuiti in supermercati (Carrefour, Leclerc, Intermarché, Auchan, Système U, Lidl, ecc.), farmacie, parafarmacie e piattaforme online come Amazon, oltre che nei territori d’oltremare (Martinica, Guadalupa, Riunione, ecc.).
Cosa fare se avete uno di questi prodotti in casa
❌ Non somministrate assolutamente il latte al vostro bambino. ✅ Controllate il codice EAN e il numero di lotto sulla confezione. ✅ Restituite il prodotto al punto vendita per il rimborso o lo scambio. ✅ Per maggiori informazioni e procedure ufficiali, consultate il sito Rappel Conso: https://rappel.conso.gouv.fr
Le autorità francesi sottolineano che al momento non è stato stabilito alcun legame tra il consumo di questi latti e sintomi nei neonati, ma il richiamo è stato disposto per precauzione. I servizi dello Stato restano in massima allerta.
I genitori sono invitati a verificare con attenzione le scorte di latte in polvere e a contattare il pediatra in caso di dubbi.
Fact check by GPT-OSS:20b e la redazione di Francia24
“Abbiamo girato le quattro farmacie della città”: preoccupati per la contaminazione del latte artificiale, i genitori cercano alternative
Riportiamo, vista la grande importanza dell’argomento, l’articolo di aggiornamento della situazione pubblicato oggi da FranceInfo.
Diversi lotti di latte artificiale commercializzati in Francia e all’estero, in particolare da Nestlé, Lactalis e Danone, sono stati recentemente ritirati dal mercato a causa della potenziale presenza di cereulide, una tossina prodotta da alcuni batteri.
L’ultimo in ordine di tempo è stato Danone, che venerdì 23 gennaio ha annunciato il richiamo dei lotti Gallia Calisma Relais 1er âge e Blédilait 1er âge. Questa procedura di richiamo è stata adottata a seguito dell’evoluzione delle raccomandazioni delle autorità europee, ha spiegato il gruppo.
Le autorità francesi assicurano che tutti i lotti interessati da una possibile contaminazione batterica sono stati ritirati. Tuttavia, queste precauzioni non sono sufficienti a placare l’ansia dei genitori di neonati che temono di acquistare per sbaglio latte contaminato.
“Andremo sul sicuro”
Di fronte allo scaffale del latte artificiale di una farmacia di Issy-les-Moulineaux (Hauts-de-Seine), Sacha si informa su una nuova marca. “È ben tollerato?”, chiede la madre alla farmacista. Dopo aver somministrato due scatole di latte Guigoz potenzialmente contaminato al suo bambino di 5 mesi, è preoccupata.
“Mia figlia ha avuto molta diarrea”, riferisce, il che l’ha spinta a cambiare completamente marca, anche se tutti i lotti a rischio sono stati ritirati dal mercato. “Questo mi rassicura. Credo ci fosse stato un richiamo anche qualche mese fa, quindi faremo la scelta più sicura per un bambino”, conclude Sacha.
Anche Julie, 30 anni, ha dato del latte proveniente da un lotto richiamato a suo figlio di un mese. Sebbene non si siano manifestati sintomi, ha perso fiducia nei marchi. “Ci sono tutte le marche, continuano ad aumentare il numero di prodotti interessati, aggiungono lotti ogni giorno, ma non comunicano molto,” elenca. “Questo ti fa porre delle domande. Cosa gli daremo da mangiare? Magari latte vaccino?”
Difficoltà di approvvigionamento
Per questa madre, non si tratta solo di sfiducia, ma anche di reperibilità. Nella sua zona, nel Val-de-Marne, ha faticato a trovare delle scatole di latte alternative. “Abbiamo girato le quattro farmacie della città, non ce n’era. Abbiamo visitato quattro negozi. Abbiamo trovato due scatole che non erano contaminate,” lamenta Julie.
> “Erano le ultime due scatole e da allora non ne troviamo più da nessuna parte.”
>
> Julie, madre di un bambino di un mese, a franceinfo
L’inquietudine dei genitori è ulteriormente alimentata dalle due inchieste penali aperte a Bordeaux e Angers, a seguito della morte recente di due neonati. I bambini avevano consumato un latte artificiale richiamato da Nestlé per possibile contaminazione con una sostanza tossica legata al batterio Bacillus Cereus. Per il momento, le autorità ritengono che non vi sia un “nesso di causalità” diretto con i decessi.
Il richiamo di diversi lotti di latte artificiale da parte di grandi produttori internazionali come Nestlé, Lactalis e Danone a causa di una possibile contaminazione batterica sta generando panico e difficoltà di approvvigionamento tra i genitori francesi.
Fact Check by Gemini

Editoriale di Rachel – Latte in polvere: scaffali vuoti e fiducia avvelenata
Ebbene sì, eccoci di nuovo qui, nel regno della polvere sospetta. Le grandi marche – Nestlé, Lactalis, Danone – ritirano lotti su lotti perché un olio arricchito potrebbe contenere cereulide, la tossina prodotta dal Bacillus cereus che resiste al calore e promette diarrea e vomito. Le autorità ripetono che “tutti i lotti a rischio sono stati ritirati”, ma le mamme e i papà continuano a girare le quattro (o cinque, o sei) farmacie della città come pellegrini in cerca di un miracolo.
Una madre a Issy-les-Moulineaux ha dato due scatole di Guigoz al suo bambino di cinque mesi e ora vede diarrea ovunque. Un’altra, nel Val-de-Marne, ha trovato solo due ultime scatole “sicure” dopo aver setacciato negozi e parafarmacie, e da allora più nulla. “Andiamo sul sicuro”, dicono. E intanto si chiedono se passare al latte vaccino, anche se il bambino ha appena un mese. La comunicazione delle multinazionali è scarsa, i richiami aumentano giorno dopo giorno, e due inchieste penali per la morte di due neonati aleggiano sullo sfondo, anche se per ora non c’è nesso di causalità dimostrato.
Mentre gli esperti rassicurano che il rischio è basso, i genitori vivono un’ansia concreta: gli scaffali si svuotano, le alternative scarseggiano, e la fiducia in chi produce latte in scala industriale per i più vulnerabili si sgretola più velocemente della polvere nell’acqua tiepida. Perché quando si tratta dei propri figli, “precauzione” e “nessun legame diretto” suonano come parole vuote di fronte a una confezione vuota e a un pianto notturno.
La vera contaminazione, forse, non è solo nella tossina: è nella perdita di fiducia che si diffonde più rapidamente di qualsiasi batterio.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: «Il latte artificiale è puro o contaminato?»
E Zhaozhou: «È entrambe le cose.»
Ma il monaco rispose: «Come può essere entrambe le cose?»
«Puro per chi non lo teme, contaminato per chi lo vede già veleno.» rispose Zhaozhou,
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: «Le farmacie sono vuote e i genitori hanno paura. Cosa dare al neonato?»
E Zhaozhou: «Quando non c’è più latte in polvere, il bambino impara che la vera fame è nella mente del genitore.»
Ma torniamo alle notizie di oggi.
I Cosmetici Francesi in Calo Storico Nelle Esportazioni del 2025: La Concorrenza Coreana e i Dazi USA Sono i Principali Fattori
Dopo oltre vent’anni di crescita quasi ininterrotta, le esportazioni francesi di prodotti cosmetici hanno segnato il passo nel 2025. Secondo la Federazione delle Imprese di Bellezza (Febea), questo calo, inedito al di fuori del periodo della crisi sanitaria legata al Covid-19, è dovuto principalmente all’aumento dei dazi doganali americani, un fattore che penalizza un settore tradizionalmente chiave per l’eccedente commerciale francese.
Nei primi dieci mesi del 2025, le vendite di cosmetici francesi all’estero si sono attestate a 18,75 miliardi di euro, registrando una diminuzione dell’1,16% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa flessione rappresenta una netta rottura con la tendenza osservata finora, caratterizzata da una crescita media annua di circa il 6%, come ha ricordato Emmanuel Guichard, delegato generale della Febea. “È la prima volta da almeno vent’anni che non registriamo un aumento,” ha sottolineato Guichard. I dati definitivi per l’intero anno 2025 saranno noti solo all’inizio di febbraio, ma la federazione non si mostra ottimista su un possibile recupero negli ultimi due mesi.
Gli Stati Uniti, il punto di maggiore fragilità
Per la federazione professionale, la spiegazione di questo declino si concentra su un unico mercato: gli Stati Uniti. Il mercato americano, che è la prima destinazione dei cosmetici francesi, ha visto le esportazioni transalpine crollare del 18% nel periodo analizzato. La Febea imputa il crollo all’aumento dei dazi doganali imposti ai prodotti europei.
Questo netto calo negli USA contrasta con l’andamento osservato nel resto del mondo, dove le esportazioni sono in generale crescita. Le vendite verso l’Unione Europea hanno registrato un aumento del 4%, mentre il mercato cinese, pur se considerato incerto negli ultimi anni, ha segnato una crescita del 2%.
Parallelamente al declino dell’export, le importazioni di cosmetici in Francia continuano ad aumentare. Nei primi dieci mesi del 2025, sono progredite del 6%, raggiungendo i 4,46 miliardi di euro. Questo incremento è alimentato in particolare dalle importazioni provenienti dalla Cina, spesso tramite piattaforme di e-commerce, ma soprattutto dalla Corea del Sud. L’ascesa della “K-Beauty”, spinta da forti tendenze sui social network e da un rapido rinnovamento dei prodotti, intensifica la pressione concorrenziale sugli attori francesi. “Dobbiamo anche migliorare la competitività e l’innovazione di fronte alla Corea,” ha riconosciuto Emmanuel Guichard.
Nonostante il contesto meno favorevole, il settore cosmetico rimane un pilastro della bilancia commerciale francese. Il saldo commerciale del settore si è attestato a 14,29 miliardi di euro nei primi dieci mesi del 2025. Rimane ampiamente in attivo, ma subisce un calo di 473 milioni di euro rispetto al 2024, con un deterioramento del 3,2%. La Febea ha tuttavia ricordato che il settore resta “il secondo maggior contributore all’eccedente commerciale.”
Una “tregua” attesa grazie all’India
Per il 2026, la federazione intravede tuttavia motivi di speranza e parla di una “tregua”. La firma dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India potrebbe aprire nuove prospettive per le aziende francesi del settore, considerando che il mercato indiano rappresenta un potenziale stimato di 70 milioni di consumatori, un’opportunità significativa dato che le esportazioni francesi verso questo paese ammontano oggi a soli 58 milioni di euro.
La capacità del settore di ritornare a una crescita duratura dipenderà comunque da fattori strutturali: innovazione, adattamento ai nuovi trend di consumo e il posizionamento nei confronti dei concorrenti asiatici sempre più aggressivi.
Questo articolo analizza la flessione delle esportazioni francesi di prodotti di bellezza nel 2025, attribuendola primariamente all’aumento dei dazi doganali negli Stati Uniti e all’intensificarsi della concorrenza sudcoreana, sebbene il settore rimanga cruciale per il saldo commerciale della Francia.
Fact Check by Gemini
Rassegna stampa francese
L’oro sfonda la soglia dei 5.000 dollari: la corsa al bene rifugio accelera
Il metallo giallo ha toccato un nuovo massimo storico, superando per la prima volta la barriera psicologica dei 5.000 dollari l’oncia (circa 4.220 euro). La progressione, costante ormai da due anni, è alimentata dalle crescenti incertezze geopolitiche globali e dalla percezione di una continua svalutazione del dollaro. Gli analisti vedono l’oro come il rifugio d’elezione in un clima di tensioni internazionali, con gli investitori che cercano di proteggere i propri patrimoni dalla volatilità dei mercati e dalla retorica aggressiva di leader come Donald Trump.
Tempesta di gelo polare paralizza gli Stati Uniti: sette morti e oltre 10.000 voli cancellati
Una massiccia tempesta invernale continua a seminare il caos negli Stati Uniti, colpendo circa venti Stati e lasciando oltre 800.000 famiglie senza energia elettrica. Le condizioni meteorologiche estreme, con temperature definite “pericolose per la vita” dalle autorità, hanno provocato finora la morte di almeno sette persone e costretto alla cancellazione di circa 10.000 voli aerei nel solo weekend. Le interruzioni di corrente hanno colpito duramente stati come Texas, Tennessee e Louisiana, con le squadre di emergenza impegnate in una corsa contro il tempo per ripristinare i servizi essenziali.
Minneapolis, escalation di violenza: il governatore chiede a Trump di ritirare gli agenti federali
La città di Minneapolis è nuovamente teatro di proteste e forte tensione dopo la seconda sparatoria fatale in poche settimane da parte di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). L’ultima vittima è Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, la cui morte ha scatenato marce di protesta e l’indignazione della comunità. Il governatore Tim Walz ha definito l’incidente un “punto di svolta” e ha formalmente chiesto al Presidente Donald Trump di rimuovere gli agenti federali dal suo Stato, accusandoli di operare al di fuori della giurisdizione locale. In risposta, Trump ha ribadito su Truth Social che la morte dei cittadini è legata al “caos provocato dai Democratici”, che a suo dire “privilegiano i criminali stranieri rispetto ai contribuenti rispettosi della legge”. L’ex Presidente Barack Obama, insieme a Bill Clinton, ha lanciato un appello per un “risveglio” nazionale contro gli attacchi ai valori fondamentali degli Stati Uniti.
Accordi Commerciali UE: Bruxelles non si ferma al Mercosur e guarda all’Asia
Nonostante le polemiche che hanno accompagnato la ratifica del trattato con il Mercosur, l’Unione Europea prosegue la sua strategia di espansione commerciale negoziando nuovi accordi con partner chiave come India, Australia e Malesia. L’obiettivo è diversificare la rete di approvvigionamento e rafforzare la posizione economica globale del blocco. In un primo passo significativo verso un potenziale accordo di libero scambio con New Delhi, l’India ha annunciato una drastica riduzione dei dazi sulle auto importate dall’UE, un segnale distensivo cruciale per l’industria automobilistica europea.
Catturato in Mediterraneo il petroliero “ombra” russo: il “Grinch” fermato dalle forze navali
Un petroliero sospettato di far parte della cosiddetta “flotta ombra” russa è stato intercettato e sequestrato dalle forze navali francesi nel Mar Mediterraneo. L’imbarcazione, identificata come il Grinch, è stata fermata con l’accusa di operare sotto falsa bandiera, violando le sanzioni internazionali. L’episodio segna un’escalation nella strategia europea di contrasto ai traffici marittimi che tentano di eludere i divieti imposti dalla comunità internazionale.
Madrid surclassa Parigi e Londra: nuova capitale mondiale del lusso immobiliare
Madrid si è affermata come la roccaforte globale dell’immobiliare di lusso, superando piazze tradizionalmente dominanti come Parigi, Londra e Miami. Con prezzi che toccano i 25.000 euro al metro quadro nelle aree più esclusive e un aumento del 40% delle transazioni nell’ultimo anno, la capitale spagnola attrae un numero crescente di ultra-ricchi internazionali. Fattori chiave di questo successo includono prezzi ancora considerati competitivi rispetto ad altre metropoli, un’alta qualità della vita, stabilità normativa e un approccio accogliente verso i capitali stranieri.
Il timore di Trump piega l’industria farmaceutica europea
L’industria farmaceutica europea è in agitazione, costretta a riconsiderare le proprie strategie di lancio a causa delle persistenti minacce di dazi da parte dell’amministrazione Trump e della regolamentazione sui prezzi dei farmaci nell’UE. Le pressioni del Presidente americano costringono le aziende a un bivio: “O pagate, o i nuovi prodotti non verranno lanciati nel vostro Paese”, si sente dire oltreoceano, mettendo a rischio l’accesso a farmaci innovativi per i pazienti europei e generando preoccupazioni sull’autonomia sanitaria del continente.
Leggiamo ora il secondo editoriale di Rachel
La Favola Bella del Debito Francese
Ecco una notizia che non farà dormire sonni tranquilli a chi guarda ai conti pubblici transalpini: la Francia, nel giro di 25 anni, è passata dall’avere il terzo debito più “sicuro” d’Europa a vantare il terzo debito “meno sicuro”. Un bel salto nel buio, non c’è che dire. La BFM Business ci offre oggi un’infografica da brivido, svelando come il costo del prestito per Parigi sia schizzato alle stelle, superando quello di molti vicini. La colpa? Un deficit pubblico cronicamente fuori controllo e una spesa allegra che non conosce tregua. Quello che meraviglia non è il dato in sé—chiunque segua le finanze francesi sa bene che è da anni che si naviga a vista—quanto lo stupore improvviso con cui la stampa d’Oltralpe sembra essersene accorta. Hanno ballato sulla linea del 3% per decenni, ignorando ogni richiamo alla prudenza, e ora si scoprono la mano sul portafoglio. Questo declino è la prova lampante che le promesse elettorali costose e le politiche sociali dispendiose, se non sostenute da una crescita robusta, trasformano una stabilità apparente in una voragine. La realtà, amici miei, è che la Francia sta imparando a sue spese che i numeri, alla fine, presentano sempre il conto. E quando si tratta di debito, non esistono pasti gratis, solo la disillusione di una generazione costretta a pagare il salasso.
Ed ora spazio al Koan.
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se la Francia è così ricca di storia e cultura, perché il suo debito pubblico assomiglia a un fantasma che cresce?”
“Perché continua a innaffiare i fiori con le promesse vuote, e si aspetta che i conti si mettano a posto da soli,” rispose Zhaozhou.
“E cosa accade quando la realtà bussa alla porta di Bercy?” chiese il monaco.
“La porta non si apre,” disse Zhaozhou, “ma si sente un debole sussurro: ‘Non è colpa nostra, sono gli elettori che vogliono i fiori’.”
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Se la Francia ha un debito instabile, perché l’oro sale in cielo?”
E Zhaozhou: “Perché quando i re falliscono, l’unica moneta che resta è la paura del domani.”
La stretta sul Conto Formazione: stop al finanziamento per la patente, esclusi i disoccupati
Il governo francese ha varato una misura shock nel nuovo Bilancio 2026: il finanziamento della patente di guida tramite il Conto Personale di Formazione (CPF), lo strumento equivalente al nostro Fondo Formazione, sarà limitato ai soli disoccupati. Questa mossa mira a contenere la spesa pubblica ma ha scatenato la reazione indignata delle autoscuole, che denunciano una misura che “colpisce in pieno la Francia che lavora”. Secondo le associazioni di categoria, la restrizione priverà migliaia di lavoratori attivi di un’opportunità di mobilità e sviluppo professionale essenziale.
BlackRock entra nella corsa alla presidenza della Fed: in lizza Rick Rieder
Si intensifica la competizione per la presidenza della Federal Reserve statunitense. Tra i candidati emergenti c’è Rick Rieder, uno dei massimi dirigenti di BlackRock, il colosso della finanza globale. Rieder, ex Lehman Brothers, gestisce miliardi di dollari in obbligazioni e viene descritto come una figura “molto impressionante” negli ambienti finanziari. La sua eventuale nomina, favorita dalle pressioni della Casa Bianca, solleva interrogativi sulla futura autonomia della politica monetaria americana, dato che la Fed è già sotto il fuoco di Donald Trump per aver mantenuto i tassi d’interesse invariati.
La guerra dell’impiego: tornano i colloqui annuali con valutazione a 360 gradi
Dopo anni di approcci più fluidi, in Francia assistiamo al ritorno in grande stile dei colloqui di valutazione annuali. La novità, mutuata da alcune pratiche americane, è la proposta di estendere l’analisi oltre la semplice performance individuale del dipendente: si valuta anche il feedback dei colleghi. L’obiettivo è ottenere una misurazione della performance più “olistica” e collaborativa, anche se il timore diffuso tra i lavoratori è che la “corvée” annuale diventi un’occasione per micro-gestione e frizioni interne.
Diritti e Immobili: Sos Racisme denuncia la discriminazione nelle agenzie
Un’inchiesta condotta dall’associazione SOS Racisme ha rivelato un dato sconcertante sul mercato immobiliare francese: quasi un’agenzia immobiliare su due accetta o facilita la discriminazione razziale su richiesta dei proprietari. Il fenomeno, emerso da un’operazione di “testing” condotta nel 2025, ha portato il presidente dell’associazione, Dominique Sopo, a richiedere un intervento urgente e “parole chiare ai massimi livelli dello Stato” per contrastare questa pratica illecita nell’accesso agli alloggi.
Omicidio Paty: nuovo processo per la famiglia del professore, cinque anni dopo l’assassinio
A cinque anni dall’assassinio del professore Samuel Paty, decapitato dopo una campagna d’odio online, la sua famiglia è costretta ad affrontare una “nuova prova” giudiziaria. I dettagli del nuovo processo, che coinvolge figure legate alla diffusione delle minacce e dell’identità del docente, riaprono ferite mai sanate e riportano in primo piano il dibattito sulla lotta al terrorismo e alla radicalizzazione in Francia.

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Lecornu pensa al rimpasto dopo il Bilancio
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu sta valutando un “aggiustamento” del suo governo, una mossa che potrebbe arrivare subito dopo l’approvazione definitiva del Bilancio 2026. Nonostante la fiducia ottenuta, l’esecutivo sembra voler ricalibrare le forze in campo in vista delle sfide economiche e politiche del prossimo anno. I media parlano di un mini-rimpasto per rafforzare alcuni ministeri chiave.
Processo Guerriau: l’ex senatore accusato di “sottomissione chimica”
L’ex senatore Joël Guerriau è comparso oggi e domani davanti al tribunale correzionale di Parigi, con l’accusa di aver drogato la deputata Sandrine Josso nel novembre 2023 con l’intento di commettere un’aggressione sessuale. La deputata Josso, in un’intervista, ha confessato di provare ancora “paura e grande dolore” per l’incidente. Guerriau rischia fino a cinque anni di reclusione e 75.000 euro di multa.
La minaccia del Groenland: la Francia perde terreno in Africa
Un rapporto del Senato francese lancia l’allarme sul drammatico declino della quota di mercato francese in Africa, scesa dal 15% al 7,5%. Questo ritiro strategico ed economico avviene mentre Cina, Turchia, India e Russia aumentano la loro influenza a passi da gigante. Il rapporto esorta l’Unione Europea a “risvegliarsi” e a rimboccarsi le maniche per non perdere ulteriore peso economico e geopolitico in un continente fondamentale per il futuro globale.
Meteo
Benvenuti al Meteo di Francia24 e Centrale Milano per lunedì 26 gennaio 2026, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Parigi sotto un cielo di piombo: temperature rigide e rischio pioviggine notturna
Parigi si risveglia in un lunedì 26 gennaio all’insegna del freddo e di una copertura nuvolosa quasi totale. Secondo il bollettino aggiornato alle 03:30 dall’esperto Cyril Wuest, l’attendibilità della previsione è considerata molto alta. Le temperature minime si fermeranno a 5 gradi, con massime che non supereranno gli 8 gradi, valori che, nonostante la percezione di freddo pungente (temperatura percepita 4 gradi al mattino), sono classificati come prossimi alla media stagionale.
La mattinata sulla capitale francese è caratterizzata da un cielo grigio e denso, con una copertura nuvolosa quasi ininterrotta e l’indice UV pari a zero. I venti si manterranno leggeri, con raffiche intorno ai 20 km/h. Nel pomeriggio, la situazione non accenna a migliorare: il cielo resterà molto nuvoloso o coperto, con massime stabili a 8 gradi e venti da Sud a 10 km/h, ma con raffiche fino a 25 km/h. L’assenza di precipitazioni caratterizzerà la giornata, ma la situazione cambia drasticamente in serata. Durante la notte, infatti, il rischio di bruina (pioviggine debole) sale al 75%, accompagnato da un rinforzo della ventilazione che toccherà raffiche fino a 40 km/h, rendendo la sensazione termica notturna particolarmente sgradevole. Nessuna allerta meteo attiva.
Milano, tra foschia e sole: l’aria fredda spazza le nubi, massime a 8 gradi
Situazione diametralmente opposta sul capoluogo lombardo. Milano affronta questo lunedì con una netta tendenza al miglioramento, che vedrà il cielo liberarsi rapidamente dalle nubi grigie della prima mattina. L’attendibilità è data come molto alta (90-95%). Le temperature oscilleranno tra i 4 gradi di minima e gli 8 gradi di massima, in linea con gli estremi storici di questo periodo.
La mattina è iniziata con cieli molto nuvolosi e una forte umidità (fino al 94% alle 08:00), con minime di 5 gradi, ma senza piogge. Già a partire dalle ore centrali, la pressione in aumento favorirà un progressivo diradamento della nuvolosità. Dal primo pomeriggio si assisterà a nubi sparse e poi a cieli parzialmente nuvolosi, con il sole che farà capolino e massime che raggiungeranno gli 8 gradi. I venti rimarranno deboli, prima da Nord-Nordovest e poi da Ovest-Sudovest. La serata si preannuncia serena o poco nuvolosa, con un calo termico che riporterà la colonnina a 4 gradi. Lo zero termico, indicativo per le vette, è stimato a 1111 metri.
La tendenza a due settimane: instabilità milanese e il gelo che non molla Parigi
Il quadro meteorologico per l’Île-de-France e la Lombardia per i prossimi giorni mostra profili distinti.
Su Milano, dopo questa parentesi di lunedì relativamente soleggiata, la settimana si preannuncia instabile. Tra martedì e mercoledì è atteso il ritorno di una perturbazione che porterà piogge e rovesci, con un abbassamento ulteriore delle massime che non andranno oltre i 6-7 gradi. Successivamente, tra giovedì e venerdì, il tempo si manterrà variabile con deboli piogge, ma il fine settimana (sabato 31 e domenica 1 febbraio) dovrebbe regalare un ritorno al sereno e a temperature più gestibili (Min 0-4, Max 8-9).
A Parigi, invece, l’atmosfera rimarrà costantemente fredda e umida. Il resto della settimana sarà dominato dalla nuvolosità e da temperature che faticheranno a superare i 9 gradi. Nonostante il freddo, gli esperti sottolineano che, a livello climatico, la situazione termica è conforme alla norma, ma le precipitazioni sono in deficit (-15% rispetto alla norma, e il suolo è dato come più secco del normale).
leggiamo ora ;’editoriale meteo di Rachel
Reality Check: quando il freddo normale diventa notizia di crisi
Allora, riassumiamo il quadro meteo di questo lunedì 26 gennaio: Parigi è fredda, nuvolosa e a rischio pioviggine notturna, con massime di 8 gradi, ma in linea con la media stagionale. Milano è fredda, ma oggi c’è il sole e massime a 8 gradi. Eppure, ogni bollettino sembra gridare al miracolo o alla catastrofe. Il meteo parigino ci avvisa di avere un indice di siccità “più secco del normale” e una temperatura “conforme alla norma”. Tradotto: è un normalissimo gennaio, solo un po’ secco. A Milano, l’attendibilità è data al 95%, e la notizia del giorno è che dopo un po’ di nuvole esce il sole e non piove.
Si vede che siamo a corto di eventi atmosferici degni di nota. Ogni piccola deviazione dalla temperatura perfetta viene elevata a segnale di una crisi imminente. E se non è la temperatura, è la siccità che ci condanna, anche quando il freddo è quello che dovrebbe esserci. Manca poco che ci dicano che il sole di Milano è un ‘evento estremo’ causato dalla variazione climatica. La prevedibilità e la normalità non fanno notizia, si sa, ma forse potremmo evitare di attribuire il coperto parigino o il sereno milanese a un’apocalisse climatica imminente. Ripetiamo tutti insieme: è inverno.
Chiusura.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sulle onde medie, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
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