Francia24: In arrivo giovedì nero, ancora Francia bloccata il 18 settembre – Lecornu disarmato? – Francia in deficit, l’editoriale di Matt Manenti

Di Redazione Francia24
15 Sep 2025

Benvenuti all’appuntamento di Francia 24 per lunedì 15 settembre 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla IA all’indirizzo https://www.radionizza.it/ai/

Francia in Bilico: Giovedì di Sciopero Nazionale, Attesi Disagi Diffusi

Mobilitazione generale in trasporti, scuole e farmacie. La CGT chiama alla piazza contro le politiche del governo.

Si preannuncia un giovedì “nero” per la Francia, con un vasto sciopero nazionale che minaccia di paralizzare diversi settori chiave. La Confederazione Generale del Lavoro (CGT), guidata dalla segretaria Sophie Binet, ha lanciato un accorato appello alla mobilitazione per il 18 settembre, definendolo “un appuntamento da non mancare”. Disagi significativi sono attesi nei trasporti pubblici, nelle scuole e persino nelle farmacie, in quella che si configura come una netta contestazione alle politiche governative. L’agitazione promette di testare la capacità del nuovo esecutivo di Sébastien Lecornu di gestire le tensioni sociali, mentre l’ombra della “Francia bloccata” torna a farsi sentire sul Paese.

Nota di Redazione: Uno sciopero deciso durante il Governo Bayrou, ora caduto, e che viene comunque mantenuto pur non essendoci di fatto un governo insediato.

 

Francia Politica: La Sfida del Compromesso di Lecornu

Mentre il nuovo Premier cerca dialoghi, l’opposizione si mostra intransigente.

Nel tentativo di tessere la tela delle alleanze parlamentari, il neo Primo Ministro Sébastien Lecornu sta cercando sponde tra le diverse forze politiche, con l’obiettivo di costruire una maggioranza solida. Una missione che si annuncia ardua: mentre da Berlino, Bruxelles e Lisbona giungono suggerimenti sulla “cultura del compromesso” tipica dei governi di coalizione europei, in patria il cammino è tutto in salita. La deputata de La France Insoumise, Clémence Guetté, ha già messo in chiaro le cose: “Non andremo a un incontro con Sébastien Lecornu”, segnando una distanza che rende i negoziati complessi e il futuro politico incerto per l’esecutivo. Parallelamente, il governo sta delineando i dettagli del suo ambizioso programma “France Santé”, volto a rafforzare la rete sanitaria nazionale.

L’editoriale di Rachel

 

Lecornu e l’Arte della Retromarcia: Il Compromesso si Trasforma in Capitolazione?

Ah, la “cultura del compromesso”! Un mantra che risuona spesso quando si parla di politica francese, soprattutto quando i “vicini europei” ci danno lezioni su come formare governi di coalizione. Ma per il nuovo Premier Sébastien Lecornu, sembra che questo nobile concetto si sia rapidamente trasformato in una vera e propria ritirata su tutti i fronti.

Ricordate le promesse di riforme ambiziose? Le voci sull’introduzione di “giorni di lavoro in più” per rinvigorire l’economia? Ebbene, quelle braghe sono già calate. L’idea è sparita dal tavolo, quasi fosse un sogno estivo, prima ancora di vedere la luce del dibattito parlamentare. Un primo segnale chiaro di quanto sia ardua la battaglia contro le pressioni interne.

Lo stesso copione si ripete sul fronte del bilancio. L’iniziale, già tiepida, ambizione di una significativa riduzione del deficit è stata prontamente ridimensionata. Il governo ha accettato una riduzione minore, piegandosi evidentemente alle richieste di chi non vuole uno sforzo troppo gravoso. Non più un braccio di ferro energico, ma un abbassamento delle difese che lascia perplessi sulla reale determinazione a risanare i conti.

E ora, la ciliegina sulla torta, l’indiscrezione che lo vedrebbe addirittura disposto a flirtare con l’idea socialista della “folle tassa Zuckman”, una proposta che, fino a poco tempo fa, sarebbe stata impensabile per la sua maggioranza. Se dovesse accadere, non si tratterebbe più di negoziazione, ma di una totale capitolazione agli umori dell’opposizione, svuotando di fatto ogni pretesa di leadership.

Mentre la deputata de La France Insoumise, Clémence Guetté, ribadisce un intransigente “non andremo all’incontro”, è Lecornu a fare tutte le concessioni. La montagna della stabilità politica è ancora alta, ma il Premier ha già iniziato la discesa, forse senza neanche tentare la vetta. La politica francese ha un suo fascino unico, fatto anche di incomprensioni e veti incrociati, un po’ come un buon formaggio forte: non per tutti i palati. Ma un formaggio che si scioglie al primo sole, beh, quello rischia di non piacere proprio a nessuno, tantomeno ai suoi stessi elettori.

 

Clima, l’Europa fa i Conti: Estate 2025 Costata 43 Miliardi di Euro

Ondate di calore, siccità e alluvioni hanno lasciato il segno, evidenziando la fragilità economica di fronte ai cambiamenti climatici.

L’estate del 2025 ha presentato un conto salato all’economia europea, con un impatto devastante stimato in 43 miliardi di euro. Ondate di calore anomale, periodi prolungati di siccità e gravi alluvioni hanno flagellato il continente, causando danni ingenti e mettendo in luce la vulnerabilità delle infrastrutture e dei settori produttivi. Uno studio economico rivela come queste perdite dirette, tra distruzione di strade, edifici e raccolti, siano solo la punta dell’iceberg, a cui si aggiungono i costi indiretti legati alla ricostruzione, alle interruzioni della produzione e alle purtroppo numerose perdite di vite umane. Un campanello d’allarme che risuona forte, sollecitando interventi urgenti e strategie di adattamento più robuste.

Oltre Ottanta ONG Chiedono lo Stop al Commercio con le Colonie Israeliane

Appello congiunto per porre fine ai rapporti economici con gli insediamenti illegali nei territori palestinesi.

Una vasta coalizione di oltre ottanta Organizzazioni Non Governative, tra cui spiccano nomi come la Lega per i Diritti Umani e Oxfam, ha lanciato una campagna di forte impatto. L’appello è rivolto agli Stati e alle aziende europee, con la chiara richiesta di interrompere ogni forma di commercio con le colonie israeliane nei territori palestinesi occupati. Le ONG sostengono che il mantenimento di tali rapporti commerciali contribuisca direttamente all’aggravarsi della crisi umanitaria causata dall’occupazione, puntando il dito contro marchi e istituzioni che, a loro avviso, sarebbero complici in questa dinamica. Tra i nomi citati figurano giganti come Carrefour, l’azienda britannica JCB e il colosso industriale tedesco Siemens.

Emmy Awards: “Adolescence” Trionfa, un Fenomeno Netflix

La serie drammatica “Adolescence” fa incetta di premi, mentre “The Studio” e “The Pitt” si affermano come migliori commedia e dramma.

Notte di gloria per la serie “Adolescence” agli Emmy Awards, che ha fatto incetta di premi, confermandosi come un vero e proprio fenomeno televisivo. La produzione Netflix, che esplora l’influenza dei social media e dei discorsi maschilisti sui giovani, è stata incoronata migliore mini-serie e ha ricevuto riconoscimenti per la regia, la sceneggiatura e per i migliori attori non protagonisti, Erin Doherty e Owen Cooper. Quest’ultimo, a soli 15 anni, ha fatto la storia diventando il più giovane vincitore maschile di un Emmy. Si aggiungono al palmarès della serata anche “The Pitt”, designata miglior serie drammatica, e “The Studio” come migliore commedia, a testimonianza di una stagione televisiva ricca di produzioni di alta qualità.

SBF 120: Profitti Record per i Dipendenti Francesi nel 2024

Le maggiori aziende quotate hanno distribuito 6,9 miliardi di euro ai propri lavoratori, una cifra senza precedenti.

Un segnale positivo per il potere d’acquisto e il benessere dei lavoratori in Francia: le aziende del SBF 120, l’indice che raggruppa le 120 maggiori capitalizzazioni della Borsa di Parigi, hanno distribuito complessivamente 6,9 miliardi di euro ai propri dipendenti sotto forma di partecipazione agli utili e bonus nel 2024. Si tratta di un importo record, che testimonia un anno di solidi profitti per le grandi imprese francesi e una volontà di condividere parte di questo successo con il personale. In media, ogni dipendente ha ricevuto una gratifica di circa 6.000 euro, un contributo significativo in un contesto economico ancora incerto.

Per concludere, per chi non avesse avuto modo di ascoltarlo domenica, vi riproponiamo l’editoriale di Matt Manenti sulla crisi del debito francese: qui

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