Francia24: Crolla la natalità anche in Francia – Meloni e Macron contro il Mercosur – La rivolta dei trattori – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
16 Dec 2025

Dall’asse Roma-Parigi contro il Mercosur alla tragedia di Trévoux, passando per l’attacco antisemita in Australia e il giallo di Hollywood. Spazio anche alle scuse della Première Dame e all’assurda guerra al panino sull’Eurostar.

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Calo della natalità in Francia: il governo lancia un piano nazionale contro l’infertilità

Di fronte al persistente calo della natalità in Francia, il governo accelera il suo “riarmo demografico” annunciando il lancio imminente di un piano nazionale di lotta contro l’infertilità. La ministra della Salute e delle Famiglie, Stéphanie Rist, ha rivelato questa misura il 15 dicembre 2025 durante un’audizione davanti alla missione d’informazione dell’Assemblea nazionale sulle cause e le conseguenze del calo delle nascite.

Stéphanie Rist - Wikipedia

“Circa una coppia su otto o dieci in età fertile incontra difficoltà a concepire un bambino” a causa di fattori multipli, ha sottolineato la ministra. Ha insistito sulla necessità per il sistema sanitario di “prevenire meglio, rilevare meglio e prendere in carico meglio l’infertilità”. Questo piano, promesso da Emmanuel Macron già a gennaio 2024 come un “grande piano di lotta contro questo flagello”, aveva finora tardato a concretizzarsi, suscitando l’impazienza degli specialisti come il professor Samir Hamamah, coautore del rapporto sull’infertilità del 2022, e delle associazioni di pazienti.

Il piano nazionale, che sarà lanciato ufficialmente “nelle prossime settimane”, si basa sulle raccomandazioni di questo rapporto consegnato nel febbraio 2022 dal Pr Hamamah e da Salomé Berlioux. Coprirà quattro assi principali: prevenzione, sensibilizzazione, ricerca e presa in carico. Un comitato di pilotaggio si riunirà a partire da gennaio 2026 per accelerarne l’attuazione, con in particolare la creazione di un sito informativo accessibile a tutti e lo sviluppo dell’offerta di autoconservazione degli ovociti.

Una misura concreta e immediata è stata annunciata: a partire dal 2026, ogni francese di 29 anni riceverà un messaggio personalizzato dall’Assurance maladie sulla propria salute riproduttiva. Questo invio, ispirato a una raccomandazione del rapporto del 2022, mira a informare senza esercitare pressione. “È fondamentale, non per esercitare alcuna pressione, ma per evitare un effetto ‘se l’avessi saputo'”, ha spiegato Stéphanie Rist. Il messaggio includerà anche informazioni sulle opzioni contraccettive per chi non desidera figli immediatamente.

Natalité en France — Wikipédia

Questa iniziativa si inserisce in un contesto allarmante: secondo l’Insee, il numero medio giornaliero di nascite è diminuito del 2,3% nel 2025 rispetto al 2024, confermando una tendenza al ribasso osservata da diversi anni. L’infertilità, che colpisce milioni di persone, contribuisce a questa crisi demografica, accanto ad altri fattori come il posticipo dell’età della genitorialità.

Editoriale

Niente paura, ci ha detto questa mattina BFM: a garantire la stabilità demografica ci stanno  pensando gli immigrati. Stabilità demografica forse: ma per quanti riguarda la stabilità e il mantenimento dei valori di una società che si dice laica non ne saremmo tanto sicuri. (M.H.B. per Francia24) 

Asse Roma-Parigi: Meloni e Macron uniti contro il Mercosur

Si stringe il patto tra il Quirinale e Palazzo Chigi…e scusate l’esitazione ma qui l’agenzia AFP non deve avere le idee chiare: accordo tra l’Eliseo e Palazzo Chigi ci sembra più probabile..
Continuamo: Emmanuel Macron e Giorgia Meloni hanno trovato un’intesa cruciale: entrambi chiedono a Bruxelles di premere il tasto “pausa” sul controverso accordo di libero scambio con il Mercosur. La strategia è chiara: creare una minoranza di blocco. Mentre la Commissione Europea spinge per una firma entro la settimana, forte del sostegno tedesco, Francia e Italia alzano le barricate per difendere il settore agricolo, temendo un’invasione di prodotti sudamericani a basso costo. Polonia, Ungheria e Austria sembrano pronte a unirsi al fronte del “no”, trasformando il prossimo vertice europeo in un vero e proprio ring diplomatico.

Le Monde

Bruxelles tiene il punto: braccio di ferro sul libero scambio

Nonostante le pressioni dell’asse franco-italiano, la Commissione Europea non indietreggia di un millimetro. Per Bruxelles, l’accordo con i paesi sudamericani non è solo una questione economica, ma un imperativo geopolitico per non lasciare campo libero alla Cina. Ursula von der Leyen sembra determinata a portare a casa il risultato entro la fine dell’anno, definendo l’intesa “di massima importanza”. Si profila uno scontro istituzionale senza precedenti: da una parte la realpolitik degli stati membri che temono la rivolta delle campagne, dall’altra la visione strategica, forse un po’ miope sui dettagli sociali, dell’esecutivo comunitario.

FranceInfo

La rivolta dei trattori: vaccini e rabbia nel Sud-Ovest

Mentre a Bruxelles si discute, nelle campagne francesi la tensione si taglia con il coltello. La ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, è volata a Tolosa per tentare di sedare gli animi, promettendo un “muro sanitario” contro la dermatosi nodulare che sta decimando gli allevamenti.

(non e’ la dermatosi a  decimare gli allevamenti: e’ una regola europea che impone di eutanasiare tutte le mucche degli allevamenti dove anche solo una mucca risulti malata. meglio specificarlo bene N.d.R.)

Il ministro ha annunciato la vaccinazione di quasi un milione di bovini, ma per gli agricoltori della *Coordination Rurale* è troppo poco e troppo tardi. I blocchi stradali continuano e la disperazione monta: non si tratta più solo di quote latte o prezzi, ma della sopravvivenza stessa delle stalle di fronte a un’epidemia gestita, secondo loro, con colpevole ritardo.

 

 

 

rachel

 

Editoriale di Rachel – Lettere d’amore dallo Stato, o il promemoria che non vorresti ricevere?

Ah, la Francia che si preoccupa per te. Proprio quando pensavi di essere libero di gestire la tua vita privata come meglio credi, ecco che arriva lo Stato-mamma con un messaggio personalizzato: “Caro cittadino di 29 anni, parliamo un po’ della tua fertilità?”. Dal 2026, l’Assurance maladie ti manderà un gentile reminder sulla salute riproduttiva, con tanto di consigli su come preservare gli ovociti o sugli anticoncezionali, casomai tu non voglia figli subito. Perché, come ha spiegato la ministra Stéphanie Rist con la delicatezza di un elefante in cristalleria, non è per “mettere pressione”, no no. È solo per evitare quel drammatico “se l’avessi saputo”.

Peccato che, mentre il governo si affanna a insegnarti quando è il momento biologicamente ottimale per procreare, qualcun altro – magari su BFM questa mattina – abbia pensato bene di consolarci: tranquilli, la stabilità demografica la garantiscono gli immigrati. Ah, ecco. Quindi i francesi autoctoni possono pure continuare a rimandare, a concentrarsi sulla carriera, sullo stile di vita o semplicemente sul non voler figli: tanto ci pensano gli altri a riempire le culle. È una soluzione pratica, certo. Ma per una società che si vanta di essere laica e repubblicana fino al midollo, affidare il futuro demografico a chi arriva da fuori non suona un po’ come ammettere che il modello interno ha qualche crepa?

Non fraintendetemi: informare è sempre meglio che ignorare. Ma c’è qualcosa di surreale nel ricevere una letterina burocratica che ti ricorda che il tempo scorre, mentre il Paese intero sembra rassegnato a importare popolazione invece di chiedersi perché i suoi cittadini non fanno più figli. Forse il vero “se l’avessi saputo” arriverà tra vent’anni, quando ci renderemo conto che la natalità non si riarma con un SMS, e che una società non resta la stessa se smette di riprodursi da sola.

 

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Yunmen: “Maestro, come si riarmare demograficamente un Paese che non fa più figli?”

Yunmen rispose: “Basta inviare un messaggio gentile a tutti i ventinovenni: ‘Cari francesi, la fertilità scade, affrettatevi’.”

Il monaco obiettò: “E se Macron lo manda e nessuno risponde?”

Yunmen rise: “Nessun problema. Macron ha già pronto il piano B: ringraziare gli immigrati per aver letto il messaggio al posto loro.”

Un’altra volta un monaco chiese a Yunmen: “Se lo Stato deve ricordare ai cittadini di preservare la fertilità, chi ha fallito per primo?”

Yunmen rispose: “Colui che ha promesso il ‘riarmement démographique’ con un SMS, pensando che bastasse un promemoria per riempire le culle vuote.” E poi, concluse Yumen, quanti figli ha fatto Emmanuel Macron?

Le Figaro

Tragedia a Trévoux: due bimbi vittime dell’esplosione

Un boato ha squarciato il silenzio di Trévoux, nel dipartimento dell’Ain, lasciando dietro di sé macerie e dolore. Un’esplosione, probabilmente causata da una fuga di gas, ha sventrato una palazzina uccidendo due bambini. I testimoni raccontano scene di caos apocalittico, con l’odore acre del gas che permeava l’aria già prima della deflagrazione. I soccorritori hanno lavorato tutta la notte tra le rovine, mentre la comunità locale è sotto shock. Un dramma che riaccende i riflettori sulla sicurezza delle infrastrutture residenziali e che lascia un’intera regione a piangere le sue vittime più innocenti.

FranceInfo

Orrore a Sydney: l’addio a Dan Elkayam

Il terrore ha colpito Bondi Beach, ma il dolore risuona forte anche in Francia. Tra le vittime dell’attacco antisemita che ha insanguinato l’Australia c’è Dan Elkayam, ingegnere francese trasferitosi da poco per inseguire i suoi sogni. La comunità ebraica e le istituzioni francesi si stringono attorno alla famiglia, mentre emergono dettagli inquietanti sugli assalitori, padre e figlio, mossi da un odio ideologico cieco. Israele ha diramato un’allerta per i suoi cittadini all’estero, mentre a Parigi si riaccende il dibattito sulla sicurezza delle comunità ebraiche in un clima globale sempre più teso.

Le Monde

Hollywood sotto shock: il dramma familiare di Rob Reiner

Sembra la trama di un film noir, ma è la tragica realtà che scuote Los Angeles. Il celebre regista Rob Reiner e sua moglie Michele sono stati trovati morti nella loro abitazione. La polizia ha arrestato il figlio della coppia, Nick, sospettato del duplice omicidio. Un epilogo orribile per una delle famiglie più iconiche di Hollywood, che getta un’ombra scura sul mondo del cinema. Reiner, regista di capolavori come “Harry, ti presento Sally” e “Misery non deve morire”, finisce vittima di una violenza domestica che lascia attoniti fan e colleghi.

L’editoriale di Rachel

Il Panino della Discordia

Tenetevi forte, perché questa è grossa. In un mondo che va a rotoli, tra guerre, crisi economiche e pandemie bovine, qual è la nuova emergenza che toglie il sonno ai burocrati? Il panino prosciutto e burro sull’Eurostar. Avete capito bene. Pare che il sacro “Jambon-Beurre”, pilastro della gastronomia da viaggio, sia stato bandito dai treni che collegano Londra al continente. Il motivo? Le regole post-Brexit sull’importazione di latticini e carne. Siamo al teatro dell’assurdo: puoi attraversare la Manica, ma guai se il tuo spuntino ha troppo burro. È la vittoria definitiva del timbro sul buonsenso. Immaginatevi la scena: agenti della dogana che sequestrano baguette come se fossero panetti di cocaina. Se questo è il progresso, ridatemi le carrozze a cavalli. Almeno lì, nessuno ti controllava il companatico.

BFM

Brigitte Macron: le scuse dopo la tempesta mediatica

La Première Dame fa un passo indietro. Dopo le polemiche suscitate dal suo commento “sales connes” (stupide stronze) rivolto a delle militanti femministe che avevano interrotto uno spettacolo, Brigitte Macron ha porto le sue scuse. “Mi dispiace se ho ferito le donne vittime di violenza”, ha dichiarato, cercando di spegnere l’incendio mediatico. L’episodio, avvenuto a margine di uno show del comico Ary Abittan, aveva scatenato l’ira delle associazioni, che si sono appropriate dell’insulto trasformandolo in uno slogan di protesta. Una lezione di comunicazione politica: anche all’Eliseo, un microfono aperto può fare più danni di una crisi diplomatica.

FranceInfo

Venti di Pace (o di resa?): Trump e l’Ucraina

Donald Trump torna a sparigliare le carte sul tavolo ucraino. “Siamo più vicini che mai a un accordo”, ha tuonato il tycoon, promettendo garanzie di sicurezza “molto forti” per Kiev. Ma dietro i proclami trionfalistici, restano le incognite: quali territori resteranno in mano russa? E soprattutto, l’Europa è pronta a gestire una “forza multinazionale” di pace, come suggerito da alcune cancellerie? La diplomazia si muove sul filo del rasoio, tra la speranza di far tacere le armi e il timore di una pace che assomigli troppo a una capitolazione.

Le Figaro

Miss Francia: cicatrici e sorrisi in Auvergne

Non è tutto lustrini e paillettes nel mondo delle reginette. Alice De Lima Guimaraes, Miss Auvergne, ha rivelato un retroscena tragicomico della sua avventura verso la corona. Nella frenesia dei preparativi, si è ustionata la pancia cercando di stirare un abito… mentre lo indossava. “Mi terrò una bella cicatrice come ricordo”, ha scherzato la giovane, dimostrando che oltre alla bellezza c’è anche una buona dose di autoironia. Una piccola disavventura che umanizza un concorso spesso accusato di essere troppo artificiale.

Le Monde

Il Louvre chiude le porte: sciopero nel tempio dell’arte

Turisti delusi e cancelli sbarrati al museo più famoso del mondo. Il personale del Louvre ha incrociato le braccia, costringendo la direzione a chiudere l’accesso ai visitatori. Al centro della protesta, le condizioni di lavoro e la gestione dei flussi turistici sempre più insostenibili. Un promemoria che la cultura non vive di sola bellezza, ma anche del lavoro di chi, ogni giorno, vigila sui capolavori dell’umanità.

BFM Business

Vino a un centesimo: lo scandalo dei prezzi stracciati

C’è qualcosa di marcio nel regno della grande distribuzione. La notizia di bottiglie di vino vendute a 0,01 euro ha scatenato una bufera. Un prezzo che non copre nemmeno il costo del vetro, figuriamoci il lavoro dei vignaioli. Le associazioni di categoria gridano allo scandalo, denunciando pratiche commerciali che umiliano i produttori e distruggono il valore del Made in France. Un caso che riapre il dibattito sul vero costo di ciò che portiamo in tavola.

BBC

Spagna e Rinnovabili: dubbi sull’impegno verde

Nubi all’orizzonte per la transizione energetica spagnola. Nonostante gli ambiziosi obiettivi climatici, l’instabilità politica e le pressioni dell’opposizione stanno mettendo a rischio i progetti sulle rinnovabili. Madrid, che puntava a diventare l’hub verde d’Europa, rischia di frenare proprio sul più bello, tra burocrazia e ripensamenti sul ruolo dei combustibili fossili. Un segnale preoccupante per tutto il continente.

Meteo

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Meteo Parigi Oggi: tregua dal grigiore e dolcezza fuori stagione

La Ville Lumière affronta questo martedì di dicembre con un copione a due facce, offrendo ai parigini un risveglio umido ma un pomeriggio decisamente più clemente. Secondo i dati aggiornati da La Chaîne Météo, la mattinata è dominata da una copertura nuvolosa compatta, accompagnata da deboli piogge che andranno via via a esaurirsi, lasciando spazio a un cielo variabile.

La vera notizia, tuttavia, risiede nella colonnina di mercurio: le temperature massime toccheranno i 13 gradi, un valore sorprendentemente mite che si attesta ben 5 gradi sopra la media stagionale. Se al mattino la percezione sarà attorno ai 7 gradi a causa dell’umidità, nel pomeriggio l’assenza di precipitazioni e le schiarite renderanno l’atmosfera quasi piacevole per il periodo. La serata vedrà il ritorno di nubi dense, ma senza il rischio di nuovi rovesci, con temperature che si manterranno stabili sui 9 gradi.

Previsioni per i prossimi giorni a Parigi: mitezza e instabilità

Lo sguardo ai prossimi giorni conferma un trend di instabilità temperata. Mercoledì e giovedì si manterranno su valori termici compresi tra gli 8 e i 13 gradi, con un’alternanza di nubi e passaggi soleggiati, prima di un possibile peggioramento verso il fine settimana. Nonostante l’inverno sia alle porte, il freddo pungente sembra per ora un lontano ricordo.

Milano Oggi: la classica giornata uggiosa meneghina

Spostandoci nel cuore della Pianura Padana, Milano offre oggi uno scenario diametralmente opposto, immergendosi in una giornata dal sapore tipicamente autunnale, se non invernale. Il bollettino di 3B Meteo non lascia spazio a interpretazioni: attendibilità molto alta (oltre il 90%) per una giornata segnata dall’acqua.

Fin dalle prime luci dell’alba, il capoluogo lombardo è avvolto da cieli coperti e piogge deboli ma continue, che si intensificheranno leggermente nel corso della giornata per un accumulo previsto di circa 24mm. Le temperature sono inchiodate su valori rigidi: minime di 5 gradi e massime che faticheranno a superare i 7 gradi. L’umidità, vicina al 94%, acuirà la sensazione di freddo. I venti soffieranno deboli da Nord-Nordest al mattino, rinforzando moderatamente dal pomeriggio, ma senza riuscire a spazzare via la cappa grigia che avvolge la Madonnina. Nessuna allerta meteo critica, ma l’ombrello sarà un compagno inseparabile fino a notte fonda.

La Tendenza: ancora instabilità prima delle schiarite

Il maltempo su Milano e la Lombardia insisterà anche nelle prossime ore. Mercoledì si prevede ancora pioggia, seppur con un lieve rialzo delle massime verso i 10 gradi e possibili aperture nel pomeriggio. Solo verso giovedì e venerdì il tempo potrebbe concedere una tregua più decisa, sebbene in un contesto di cieli che resteranno prevalentemente nuvolosi.

L’editoriale di Rachel

Catastrofismo a 13 gradi

Ed eccoci qui, puntualissimi, con l’ennesimo psicodramma meteorologico. Leggendo i bollettini francesi pare che Parigi stia per sciogliersi come un camembert al sole solo perché oggi, a metà dicembre, si toccano i 13 gradi. “Ben 5 gradi sopra la media!”, urlano le didascalie, con quel sottotesto neanche troppo velato che punta il dito contro l’apocalisse climatica imminente. Ma per favore. Mentre a Parigi si godono questa presunta “anomalia torrida” passeggiando senza cappotto, a Milano piove ininterrottamente con 5 gradi, umidità al 95% e quel grigio che ti entra nelle ossa. Lì non c’è nessuna anomalia, solo il solito, vecchio, deprimente inverno padano che se ne frega delle narrazioni globali. Ma certo, concentriamoci sulla “dolcezza anomala” della Senna e gridiamo al disastro perché non serve il piumino artico. Forse, invece di attribuire ogni raggio di sole fuori stagione alla fine del mondo, dovremmo solo ringraziare di non essere a Milano a cercare un taxi sotto il diluvio.
 

Chiusura.

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