Francia24 Breaking news – Rachida Dati, Ministra della Cultura e Candidata a Sindaca di Parigi, Sottoposta a Perquisizioni in un’Inchiesta per Corruzione

Di Redazione Francia24
18 Dec 2025

La campagna elettorale per la Mairie di Parigi potrebbe essere segnata dalle vicende giudiziarie di una delle principali candidate, Rachida Dati (Les Républicains). Già rinviata a giudizio per “corruzione” e “traffico d’influenza” nel caso Carlos Ghosn, la sindaca del 7° arrondissement di Parigi e ministra della cultura è oggetto, giovedì 18 dicembre, di perquisizioni, come confermato dal Parquet national financier in un comunicato, confermando un’informazione del Nouvel Obs.

Questa operazione è in corso presso il domicilio di Mme Dati, al ministero della cultura e alla mairie del 7° arrondissement, nel quadro di un’informazione giudiziaria affidata a due giudici istruttori del polo economico e finanziario del tribunale di Parigi e aperta, il 14 ottobre, dal Parquet national financier (PNF) per “corruzione attiva e passiva”, “traffico d’influenza da parte di un agente di un’organizzazione internazionale pubblica”, “abuso di beni sociali”, “abuso di fiducia”, “distrazione di fondi pubblici da parte di una persona investita di un mandato pubblico”, e “ricettazione e riciclaggio”. Sollecitati, gli avvocati di Mme Dati non hanno reagito.

Focus sulle Attività Europee

Le indagini, affidate all’Office central de lutte contre la corruption et les infractions financières et fiscales, riguardano le attività e le remunerazioni di Mme Dati quando era deputata europea (2009-2019) – al di fuori di quelle legate a Renault-Nissan e al suo ex-PDG Carlos Ghosn – e i suoi presunti legami di interesse con l’Azerbaigian e il Qatar. Un’inchiesta preliminare era stata aperta dal PNF in aprile.

I giudici istruttori si concentrano in particolare sulle remunerazioni ricevute da Mme Dati da parte dell’uomo d’affari Nicolas Sarkis, responsabile legale della società britannica di gestione di attivi AlphaOne Partners. Come verificato da Le Monde nel dossier Carlos Ghosn, M. Sarkis ha riconosciuto in udienza di aver remunerato Mme Dati “300.000 euro da settembre 2012 a marzo 2014”, e “100.000 euro all’anno dal 2010 al 2018, nel quadro di un forfait annuale di consulenza giuridica”, e di aver siglato con lei un “contratto di diritto inglese” firmato nell’ottobre 2009 e entrato in vigore dopo il giuramento da avvocata di Mme Dati, all’inizio del 2010.

Remunerazioni e Credibilità

“Questo reclutamento era giustificato dalla notorietà e dalle competenze dell’interessata, suscettibili di consolidare la credibilità in Francia di AlphaOne Partners, e in nessun modo dal mandato parlamentare di Mme Dati che aveva scoperto dopo aver firmato il contratto con lei”, si legge nell’ordinanza di rinvio del dossier Carlos Ghosn. M. Sarkis precisava che Mme Dati doveva essere disponibile, ma che nessun volume orario né resoconto scritto le erano richiesti.

Le Nouvel Obs ricorda che Mme Dati aveva suggerito, nell’aprile 2016, al fondo sovrano Qatar Investment Authority di investire nella società di M. Sarkis, e rivela che Tracfin, il servizio antiblanchiment di Bercy, ha segnalato altri versamenti di M. Sarkis a Mme Dati, nel 2022 e 2023, per un totale di 50.000 euro.

Il Caso GDF Suez

L’informazione giudiziaria riguarda anche 299.000 euro ricevuti discretamente, nell’ottobre 2010 e poi nel febbraio 2011, in legame con GDF Suez (divenuta Engie), da Mme Dati, attraverso lo studio legale d’affari Sarrau Thomas Couderc (divenuto STC Partners). Due membri fondatori di questo studio, tra cui l’avvocato Xavier de Sarrau, un vicino di Nicolas Sarkozy che ha presentato Mme Dati a M. Sarkis, appaiono anche nel dossier Carlos Ghosn.

Questo dossier “GDF Suez” deriva dalle rivelazioni, nel giugno, del Nouvel Obs e dell’emissione “Complément d’enquête”, che avevano ottenuto la contabilità dello studio legale. Vi appare che quest’ultimo ha riversato 149.500 euro (ricevuti inizialmente da GDF Suez), due volte a Mme Dati, allora deputata europea. Con una menzione inquietante nel libro dei conti dello studio: “Dati onorario GDF Suez”. Secondo “Complément d’enquête”, delle fatture di 125.000 euro esclusa IVA (cioè 149.500 tutte tasse comprese) sono state emesse da Mme Dati, nell’ottobre 2010 e gennaio 2011, all’attenzione dello studio, manifestamente sequestrate dagli inquirenti nel caso Carlos Ghosn.

Transazioni e Domande

Questi 250.000 euro (esclusa IVA) versati a Mme Dati rimandano a elementi ritrovati, nel 2019, dagli inquirenti durante una perquisizione nel ufficio della sua assistente, alla mairie del 7° arrondissement di Parigi. Secondo gli elementi giudiziari presenti nel dossier Renault-Ghosn, due menzioni intriganti apparivano sui quaderni dell’assistente: “250” e “GDF-Suez e Areva sono concorrenti, rivedere contratto ultima pagina”.

Queste transazioni pongono domande, mentre Mme Dati, all’epoca eurodeputata e membro supplente della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo, aveva depositato diversi emendamenti e domande scritte a favore del settore del gas – il lobbying essendo vietato ai parlamentari europei. Alla Haute Autorité pour la transparence de la vie publique (HATVP), ha menzionato 1,16 milioni di euro esclusa IVA di onorari d’avvocato incassati per il 2010 e 2011, ma non ha mai dichiarato alcun legame di interesse con GDF Suez.

Risposte e Indagini Interne

A due riprese, i giudici hanno chiesto a Mme Dati se GDF Suez fosse stato suo cliente. “No”, ha risposto l’eletto, assicurando che i suoi “contratti sono noti” e che la sua assistente “scrive al chilometro”, “fa errori” e ha dovuto prendere “in nota ciò che qualcuno le ha detto per telefono”. Mme Dati è stata pagata per prestazioni realizzate per GDF Suez, lo studio legale confondendo le piste con questo montaggio? Nel giugno, una fonte vicina al clan Dati aveva affermato al Monde che l’eletto era stata remunerata come “apportatrice d’affari”. Secondo il dossier Carlos Ghosn, Xavier de Sarrau aveva riconosciuto in udienza di aver “accompagnato” Mme Dati a una riunione con Gérard Mestrallet, patron di GDF Suez all’epoca. “Non sapeva se questi contatti avevano portato a contratti”, si può leggere.

Da queste rivelazioni, Engie ha lanciato un’inchiesta interna, i cui risultati sono stati comunicati quest’autunno agli amministratori. “Non comunichiamo mai i risultati delle nostre inchieste interne che non hanno vocazione a essere resi pubblici, risponde al Monde Engie. Inoltre, non facciamo mai commenti sugli scambi che hanno luogo all’interno del consiglio d’amministrazione e che sono coperti dalla riservatezza.”

Altri Dossier Giudiziari

Mme Dati è messa in causa in altri dossier giudiziari. Dal 2023, è oggetto di un’informazione giudiziaria condotta dal giudice Serge Tournaire in legame con la detenzione in Qatar, nel 2020, di un ex-amico di Mme Dati, il lobbista franco-algerino Tayeb Benabderrahmane.

Quest’estate, il parquet di Parigi ha inoltre aperto un’inchiesta preliminare per “l’eventuale infrazione di non-dichiarazione di gioielli alla HATVP”: riguarda una ventina di gioielli di lusso che Mme Dati avrebbe ricevuto, dal 2017 al 2023, dall’uomo d’affari Henri Proglio per un importo totale di 420.000 euro, secondo la stima di Libération.