Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per il week end del 18 e 19 ottobre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Anche S&P Degrada la Francia
L’agenzia di rating S&P ha abbassato il rating della Francia, venerdì 17 ottobre, passando da “AA-” a “A+”, stimando che l’incertezza sulle finanze pubbliche francesi rimane “elevata”. Questa degradazione avviene mentre il Primo Ministro, Sébastien Lecornu, ha presentato martedì il suo progetto di legge di bilancio che prevede di riportare il deficit pubblico al 4,7% del PIL nel 2026. Il Ministro dell’Economia ha dichiarato di aver “preso atto” di questa decisione.
“Il governo conferma la sua determinazione a mantenere l’obiettivo di deficit del 5,4% del PIL per il 2025”, e mira ad “accelerare la riduzione del deficit pubblico al 4,7% del PIL preservando la crescita” nel 2026, scrive Roland Lescure. “Si tratta di una tappa chiave che ci permetterà di rispettare l’impegno della Francia di riportare il deficit pubblico sotto il 3% del PIL nel 2029”, aggiunge il ministro, che chiama alla “responsabilità collettiva” del governo e del Parlamento per adottare un bilancio “prima della fine dell’anno”.
Seconda degradazione in pochi mesi
Secondo S&P, se “l’obiettivo di deficit pubblico del 5,4% del PIL nel 2025 sarà raggiunto”, “in assenza di misure aggiuntive significative di riduzione del deficit di bilancio, il risanamento budghettario nel [suo] orizzonte di previsione sarà più lento del previsto”. L’agenzia prevede che “il debito pubblico lordo raggiungerà il 121% del PIL nel 2028, contro il 112% del PIL alla fine dell’anno scorso”, ha proseguito.
È la seconda volta in un anno e mezzo che S&P, precedentemente nota come Standard & Poor’s, declassa il rating della Francia. In settembre, l’agenzia Fitch aveva già degradato il rating sovrano del paese da AA- a A+, a causa dell’instabilità politica persistente e delle incertezze budghettarie che ostacolano il risanamento dei suoi conti pubblici. La decisione dell’agenzia Moody’s è attesa per il 24 ottobre.
FranceInfio
E veramente divertente il modo in cui la radio di stato francese FranceInfo ha annunciato la notizia: “S&P degrada la Francia nonostante il nuovo governo”
Nonostante ? Nonostante il fatto che abbia ceduto sulla riforma delle pensioni, lasciandoci come l’unico paese dove si ha diritto alle “retraite” già a 62 anni? Nonostante sia in balia dei socialisti ?
Forse, per essere corretti, avrebbero dovuto aprire con un “S&P degrada la nota della Francia anche a causa del nuovo governo”.
E su questo punto due editoriali: quello di Marc Fiorentino, ex BFM Business e quello della nostra Rachel

Marc Fiorentino – Avete proprietà in Francia? Attenti alle eredità
Pensavo che nelle ultime settimane avessimo visto più o meno tutto: la tassa Zucman, la sospensione della riforma delle pensioni e gli attacchi contro i pensionati, i “ricchi” e le loro holding. Ma mi sbagliavo.
Ed ecco l’eredità
“Questa roba che cade dal cielo”. Secondo la Presidente dell’Assemblea Nazionale. “Basta così”, ci dice lei. Bisogna tassare di più l’eredità. Ancora di più, quando già abbiamo tassi di confisca sull’eredità che sono già aberranti.
Perché, secondo lei, lavorare tutta la vita, risparmiare, costituirsi un patrimonio, pagare già ampiamente imposte sui redditi che hanno permesso di accumulare quel gruzzolo, e volerlo trasmettere ai propri figli e nipoti è quasi un delitto.
Quell’argent, infatti, non sarebbe stato guadagnato, cadrebbe dal cielo. È vero che i politici sanno di cosa parlano: non avendo mai prodotto alcuna ricchezza nella loro vita, hanno l’impressione che i loro redditi cadano dal cielo, mentre provengono direttamente dalla tasca dei contribuenti. Ma come diceva Hollande: è gratis, è lo Stato che paga.
E ancora una volta questo discorso egualitarista non viene dall’estrema sinistra. Proviene da un centro che ha subito un tale lavaggio del cervello da pensare che tutto ciò che non è socialista sia ultra-liberale. Marx è chiaro sull’argomento. Nelle misure transitorie del Manifesto del Partito Comunista, egli promuove “l’abolizione del diritto di eredità” perché l’eredità perpetua la proprietà privata contro la quale combatte.
Ecco dunque dove siamo in Francia: Una Presidente dell’Assemblea Nazionale, centrista, cita, senza nemmeno saperlo tanto il lavaggio del cervello è efficace, Karl Marx. In Francia. Nel 2025. Non a Londra nel 1847.
Si tocca il fondo, Ma si continua a scavare.
Spazio all’ l’editoriale di Rachel:

Editoriale di Rachel
Ah, la Francia, terra di luci, profumi e… downgrade seriali. Proprio ieri, 17 ottobre, S&P ha deciso di regalare al nostro bel Paese un altro bel ceffone cartaceo: dal “AA-” all’“A+”, con tanto di nota esplicativa che suona come un rimprovero da maestra elementare. “Incertezza elevata sulle finanze pubbliche”, dicono. E noi, qui in redazione, a sfogliare il comunicato come se fosse l’ultimo capitolo di un thriller: debito al 121% del PIL entro il 2028? Ma dai, è solo un piccolo salto verso l’alto, no? Niente di cui preoccuparsi, ci rassicura il governo, con il suo piano da 5,4% di deficit nel 2025 e un bel 4,7% nel 2026. “Accelereremo la riduzione”, promette il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, come se stesse annunciando una dieta lampo prima delle vacanze.
Eppure, mentre contiamo i decimali e i punti percentuali, non si può fare a meno di ridere – o piangere, a seconda del caffè bevuto quella mattina. È la seconda volta in diciotto mesi che S&P ci dà un taglio, e Fitch ci aveva già preceduti a settembre con lo stesso copione: instabilità politica, budget ballerini, e un Parlamento che litiga più di una famiglia allargata a Natale. Moody’s, per non essere da meno, ci darà il suo verdetto il 24 ottobre – chissà, magari ci regalerà un “A” con lodi per lo sforzo. Intanto, FranceInfo titola “S&P degrada la Francia nonostante il nuovo governo”. Nonostante? Ahimè, forse sarebbe più onesto dire “grazie al nuovo governo”, con le sue concessioni sulle pensioni (retraite a 62 anni, un lusso europeo che ci invidiano tutti), la tassa Zucman che puzza di populismo, e un’eredità tassata come se fosse manna dal cielo – peccato che cada dalle tasche dei contribuenti, non dall’Olimpo.
Da Arenas, dove il sole picchia sempre sugli stessi tavolini affollati, guardo fuori dalla finestra e mi chiedo: ma davvero crediamo che questi numeri, gonfiati come palloncini a una fiera, ci porteranno da qualche parte? Il Primo Ministro Lecornu sventola il suo progetto di bilancio come una bandiera bianca, invocando “responsabilità collettiva”. Bella idea, peccato che in Francia la responsabilità sia come il rating: elastica, interpretabile, e sempre un po’ più bassa di quanto prometta. Se non riusciamo a concordare su quanto valiamo noi come Nazione – né in piazza, né sui mercati –, come pretendiamo di convincere il mondo che il nostro debito è solo un “impegno temporaneo”? La credibilità, cari, non si recupera con proclami: si costruisce mattone su mattone, o almeno con un bilancio approvato prima di Capodanno. Altrimenti, rischiamo di scavare il fondo del barile… e scoprire che sotto c’è solo un altro downgrade in agguato.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il debito della Francia è un peso o una ricchezza?”
“È un peso”, rispose Zhaozhou.
“Ma come può essere un peso se il governo lo chiama investimento per il futuro?”, chiese il monaco.
E Zhaozhou: “Perché lo porta sulle spalle, e ogni passo lo fa chinare di più verso il fiume.”
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Il debito della Francia è un peso o una ricchezza?”
E Zhaozhou: “È una ricchezza.”
Il monaco, non contento disse: “Tutti i debiti sono catene. Perché questo ne è libero?”
“Perché danza con i numeri, e nell’illusione del bilancio, insegna a volare senza ali.” concluse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notizie del giorno.
S&P Affonda la Francia: Declassamento e Nuove Ombre sul Bilancio Statale
L’agenzia di rating taglia il voto, il governo Lecornu affronta le sfide del deficit con una manovra contestata.
PARIGI – Un campanello d’allarme risuona sull’economia francese: l’agenzia di rating S&P Global Ratings ha declassato il rating sovrano della Francia da “AA-” ad “A+”, mantenendo comunque una prospettiva stabile. La decisione, che getta un’ombra sulle finanze pubbliche del Paese, è stata motivata da una “elevata incertezza” sulla capacità del governo di ridurre il deficit senza misure aggiuntive. Un giudizio che arriva in un momento delicato per l’esecutivo Lecornu, alle prese con la presentazione del progetto di bilancio per il 2026. La manovra prevede misure controverse come una tassa sulle holding e sui redditi più elevati, oltre a un possibile congelamento delle pensioni di anzianità. Le opposizioni non tardano a farsi sentire: i socialisti hanno già annunciato battaglia, promettendo di “rimuovere dal PLFSS (Projet de Loi de Financement de la Sécurité Sociale) tutto ciò che li disturba”, prefigurando un autunno caldo sul fronte parlamentare.
Gaza, fragile tregua e il nodo irrisolto del disarmo di Hamas
Mentre la popolazione è allo stremo, il piano Trump per la pace è tra luci e ombre. Riconsegnato il corpo di un ostaggio.
GAZA – Un nuovo tentativo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza si scontra con la complessità del disarmo di Hamas, una tappa cruciale ma dall’esito incerto nel quadro del piano di pace proposto dall’ex presidente americano Donald Trump. La situazione umanitaria sul campo resta drammatica: la popolazione civile è stremata dalla mancanza di cibo e persino di acqua potabile, come testimoniano voci disperate dall’interno dell’enclave devastata. In questo scenario teso, un piccolo segnale è giunto da Israele, che ha confermato la riconsegna da parte di Hamas del corpo dell’ostaggio Eliyahu Margalit, un passo che, seppur minimo, alimenta la flebile speranza di ulteriori sviluppi nel fragile negoziato.
Caso Jubillar: Trent’anni di Carcere per Cédric, la Francia tira un sospiro di sollievo dopo il “Circo Mediatico”
Il verdetto arriva dopo un processo dominato dalla curiosità morbosa e da teorie incontrollate. La comunità di Cagnac-les-Mines spera di voltare pagina.
ALBI – Dopo un’attesa durata anni e un processo che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera Francia, la Corte d’Assise di Albi ha condannato Cédric Jubillar a trent’anni di reclusione per l’omicidio della moglie, Delphine Aussaguel, infermiera scomparsa nel dicembre 2020. Un caso senza cadavere che ha evocato, per molti, il tragico precedente del “piccolo Grégory” e che è stato accompagnato da un’eccessiva mediatizzazione. Tra pseudo-esperti televisivi e teorie complottiste diffuse sui social e in aula, l’opinione pubblica è stata travolta da un vero e proprio “circo mediatico”. A Cagnac-les-Mines, il piccolo comune del Tarn dove viveva la coppia, i residenti accolgono il verdetto con un misto di sollievo e speranza di poter finalmente “voltare pagina” su quello che definiscono “un incubo”. Il processo ha anche offerto uno spaccato intimo della giuria popolare, con un ex giurato che ha descritto la solitudine e la gravità del momento della decisione.
Pensioni Complementari: Niente Adeguamento Annuale, Accordo Sindacati-Padronato Fallito
Una decisione che preoccupa i lavoratori del settore privato: le trattative per la rivalutazione delle pensioni integrative si sono concluse con un nulla di fatto.
PARIGI – Brutte notizie per i percettori di pensioni complementari nel settore privato: quest’anno non ci sarà alcun adeguamento annuale. I sindacati e il patronato, riuniti per discutere la rivalutazione prevista per il 1° novembre, non sono riusciti a raggiungere un accordo. La notizia, annunciata dall’organismo di gestione Agirc-Arrco, rappresenta un duro colpo per milioni di lavoratori e pensionati che contavano su un aumento per far fronte al carovita, gettando nuove incertezze sul potere d’acquisto e sul futuro del sistema previdenziale integrativo.
Ucraina: Trump Incalza Zelensky per un “Accordo” di Pace, ma Frena sui Missili Tomahawk
Incontro teso alla Casa Bianca: il presidente americano esorta a un cessate il fuoco, mentre il tema degli armamenti avanzati resta in sospeso.
WASHINGTON D.C. – Un incontro ad alta tensione alla Casa Bianca ha visto il presidente americano Donald Trump esortare il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, a “trovare un accordo” per porre fine al conflitto con la Russia. Trump, che si prepara a incontrare anche Vladimir Putin a Budapest, ha ribadito la necessità di un’intesa, mantenendo però una posizione cauta sulla richiesta di Kiev per la fornitura di missili Tomahawk. Zelensky ha dichiarato la “necessità” di tali armamenti, considerati da lui temuti dalla Russia, ma Trump ha glissato, definendo la questione “prematura” e volendo evitare un’escalation con Mosca. Il presidente americano ha anche commentato, con il suo stile inconfondibile, l’abbigliamento del leader ucraino, elogiando la sua “magnifica giacca”.
Scandalo Epstein: il Principe Andrea Abdica dai Titoli Reali, un Passo Obbligato
Dopo anni di polemiche, il Duca di York rinuncia ufficialmente ai suoi privilegi.
LONDRA – La bufera mediatica e giudiziaria che da anni ha travolto il Principe Andrea, Duca di York, per il suo coinvolgimento nell’affaire Jeffrey Epstein, ha raggiunto un nuovo culmine. Il secondogeneto della Regina Elisabetta II ha ufficialmente rinunciato ai suoi titoli reali, una mossa che, sebbene presentata come volontaria, appare a molti come un passo obbligato sotto l’enorme pressione della Corona e dell’opinione pubblica. Nonostante continui a proclamarsi innocente, l’onta dello scandalo ha reso la sua posizione insostenibile, portandolo a un isolamento sempre più marcato dalla famiglia reale.
Diocesi di Le Havre: Appello ai Fedeli Dopo Nuove Accuse di Pedocriminalità Contro un Sacerdote Defunto
Le denunce riguardano un ex parroco già scomparso. La Chiesa continua l’opera di trasparenza e ricerca della verità.
LE HAVRE – La piaga della pedocriminalità continua a scuotere la Chiesa francese. La diocesi di Le Havre ha lanciato un accorato appello a eventuali vittime o testimoni, chiedendo loro di farsi avanti dopo la ricezione di due nuove denunce contro l’ex parroco Pierre Bernard, deceduto nel 2018. Le accuse di violenza sessuale pedocriminale risalgono a “parecchi decenni fa”, come specificato dal comunicato della diocesi. L’iniziativa rientra nell’impegno della Chiesa di perseguire la massima trasparenza e fare luce su un passato doloroso, offrendo sostegno a chiunque abbia subito abusi.
Meteo a Parigi Oggi: Sabato tra Schiarite e Velature
Parigi si sveglia questo sabato 18 ottobre sotto l’auspicio di una giornata generalmente bella. Secondo l’analisi dell’esperto Gilles Matricon, aggiornata alle 07:30, la capitale godrà di temperature miti, comprese tra i 9 e i 16°C. La situazione meteorologica è giudicata con un’eccellente affidabilità, promettendo un fine settimana gradevole.
In mattinata, il cielo tenderà a schiarirsi, pur mantenendo una persistente velatura di nubi alte. Non si prevedono precipitazioni, e il rischio di pioggia è nullo, con un indice UV molto basso (1). Le temperature si attesteranno intorno ai 10°C, percepite come 8°C a causa di venti leggeri da est, con raffiche fino a 25 km/h. Il pomeriggio vedrà un tempo bello e poco nuvoloso, che diventerà via via più variabile. Anche in questo frangente non ci sarà alcun rischio di pioggia, e le temperature massime raggiungeranno i 17°C, con venti da est a 15 km/h e raffiche fino a 30 km/h. La sera, il bel tempo si manterrà, nonostante qualche passaggio nuvoloso, con temperature intorno ai 14°C. La notte proseguirà con nuvole e schiarite, portando le minime a 11°C.
Prospettive per i Prossimi Giorni: Tra Clima Mite e Variazioni Autunnali
Se oggi la capitale si prepara a una giornata serena, la settimana in corso ha visto un cielo piuttosto capriccioso. L’esperto Cyrille Duchesne aveva anticipato per giovedì 16 ottobre un clima mutevole, con temperature tra i 10 e i 16°C, valori nella norma stagionale e una “ottima affidabilità” delle previsioni. Una tendenza che ha caratterizzato questi giorni, con mattinate limpide e un graduale aumento della copertura nuvolosa nel pomeriggio, senza però mai portare piogge significative.
Il commento di Rachel
Eccoci qua, cari lettori, a svegliarci con il caffè in mano e un raggio di sole che filtra pigro dalle persiane, come un turista che ha deciso di perdonare le nostre strade acciottolate. Sabato 18 ottobre, e Parigi si presenta con il suo miglior abito da fine settimana: temperature miti tra i 9 e i 16°C, cielo che si schiarisce come un broncio dopo il primo sorso di croissant. Gilles Matricon, il nostro oracolo del meteo aggiornato alle 07:30, lo giura con affidabilità eccellente: niente pioggia, rischio zero, solo una velatura di nubi alte che fa tanto “poesia impressionista”. Ah, se solo la politica avesse la stessa prevedibilità!
Da Arenas, dove il nostro ufficio si affaccia su un andirivieni di ombrellini che oggi rimarranno chiusi nei cassetti, guardo fuori e penso: finalmente, un po’ di clemenza dal cielo. Mattinata fresca, intorno ai 10°C percepiti 8 per quel venticello da est che sa di foglie secche e passeggiate lungo la Senna. Raffiche fino a 25 km/h? Solo un invito a legarsi meglio la sciarpa, non a barricarsi in casa. E il pomeriggio? Bello e poco nuvoloso, che diventa variabile come i sondaggi elettorali, ma sempre senza una goccia. Massime a 17°C, venti a 15 km/h con picchi a 30: perfetto per un picnic improvvisato al Luxembourg o per fingere di lavorare al Jardin des Tuileries mentre si sorseggia un rosé rubato al tempo.
La sera si annuncia serena, con temperature a 14°C e qualche nuvola di passaggio – quel tanto che basta per rendere romantica una cena all’aperto, senza il dramma di un acquazzone improvviso. E la notte? Nuvole e schiarite, minime a 11°C: un invito a spegnere Netflix e ad ascoltare il silenzio della città che respira. Indice UV bassissimo, a 1: la pelle ringrazia, e noi con lei.
In un Paese dove i downgrade piovono come i proclami ministeriali, questo sole autunnale è un lusso che ci meritiamo. Dopo settimane di nubi politiche e budget tempestosi, Parigi ci regala un fine settimana gradevole, quasi a dirci: “Ehi, rilassatevi, la vita non è solo decimali di deficit”. Prendiamocelo, questo dono celeste: una passeggiata sotto gli alberi dorati, un mercato rionale che profuma di castagne, o semplicemente un momento per ricordare che, sotto la Tour Eiffel, il tempo – quello vero – sa ancora essere gentile. Buon sabato, Francia: godiamocelo prima che arrivi Moody’s a rovinarcelo con un’altra previsione cupa.
Chiusura
On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli.
