Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per sabato 14 marzo 2026, su Francia24.com, in podcasting, tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Parigi Rachel Costa.
“Tous les intérêts français en Irak et dans la région seront sous le feu de nos attaques”: perché la Francia è presa di mira nella guerra al Medio Oriente?
Mentre fin dall’inizio del conflitto la Francia aveva mantenuto una posizione difensiva, ora appare più esposta. L’episodio più recente: la morte di un militare, giovedì, a seguito di un attacco di droni nel Kurdistan iracheno.
_”Annunciamo a partire da questa notte che tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione saranno sotto il fuoco dei nostri attacchi.”_ La minaccia, pubblicata su Telegram nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo, è firmata dal gruppo armato pro-iraniano Ashab al‑Kahf.
Pur non rivendicando l’attacco avvenuto nella zona di Erbil, nel Kurdistan iracheno, in cui è stato ucciso un soldato francese, il gruppo legato ai Guardiani della Rivoluzione iraniani si rivolge direttamente alla Francia. Nel suo messaggio critica la presenza della portaerei Charles‑de‑Gaulle in Mediterraneo e il suo “impegno nelle operazioni”.
Fino a poco tempo fa, il presidente Emmanuel Macron aveva sempre sottolineato il solo “ruolo difensivo” della Francia nella guerra al Medio Oriente, giustificando il dispiegamento di forze nella regione con la necessità di proteggere gli interessi francesi e quelli dei suoi alleati europei. Ora, però, questa logica diplomatica sembra aver raggiunto i suoi limiti.
_“Il regime iraniano cerca a tutti i costi di colpire gli stati del Golfo e gli interessi occidentali per ampliare il conflitto al massimo,”_ osserva Khattar Abou Diab, consulente geopolitico e specialista del Medio Oriente, citato da franceinfo. _“Il nuovo guida supremo l’ha ripetuto ieri: ‘Vengenza, vendetta!’ È la strategia del caos.”_
> “Il terrorismo è sempre stato uno strumento nelle mani degli iraniani. Prima c’erano attentati suicidi, auto bomba. Ora sono i droni.”
> — Khattar Abou Diab, specialista del Medio Oriente, a franceinfo
Secondo lui, ora _“la protezione del personale francese in Medio Oriente è pericolosamente compromessa, non solo per quanto riguarda i soldati. Tutto ciò che rappresenta la Francia può essere preso di mira.”_
Contattato da franceinfo, Etienne Marcuz è più prudente: _“Non sappiamo ancora qual era il messaggio politico dietro a questo attacco”_, ricorda il ricercatore associato alla Fondazione per la Ricerca Strategica. _“Questa milizia proxy ha agito per eccesso di zelo? L’ordine proviene davvero da Teheran? E poi c’è una terza ipotesi, non da escludere: la milizia potrebbe aver voluto colpire campi di addestramento curdi senza sapere che erano presenti francesi.”_
> “Se la Francia fosse realmente stata presa di mira, sarebbe molto sorprendente. Il presidente Macron ha infatti detto di non voler impegnarsi in operazioni offensive.”
> — Etienne Marcuz, ricercatore associato, a franceinfo
L’attacco con i droni non colpì una base qualsiasi. Situata a Mala Qara, a circa quaranta chilometri a sud‑ovest di Erbil, l’installazione ospita forze francesi impegnate nella coalizione contro lo Stato Islamico, nell’ambito dell’operazione “Chanmal”.
_“Questo improvviso attacco alla Francia sul campo avviene in un momento delicato di transizione per Parigi, nella zona irako‑siria, durante la fase di ritiro militare americano,”_ conferma Le Monde. Erbil è già stata bersagliata in passato da raid di rappresaglia o per inviare un messaggio politico a potenze straniere presenti in Iraq. _“Potrebbe esserci una paura da parte di Teheran che la Francia sostenga i curdi in azioni contro l’Iran,”_ spiega Marcuz. _“Questa offensiva può quindi essere un mezzo di pressione iraniano per dire alla Francia di smettere.”_
Rimane da capire se la morte dell’adjutant-chef Arnaud Frion a Erbil sarà sufficiente a mettere in discussione l’impegno francese nella guerra al Medio Oriente. _“È troppo presto per dirlo,”_ valuta il generale Olivier Kempf, su France Inter. _“Si vede che al momento le autorità sono molto caute. Al quartier generale, tutti i pianificatori devono stare a guardare tutte le opzioni. Credo però che rimarremo su un approccio piuttosto prudente.”_
Per ora, la Francia ha deciso di mantenere centinaia di soldati nella zona di Erbil per proseguire le operazioni anti‑Daesh.
_“Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro Daesh dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq rientra nel rigoroso contesto della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare attacchi del genere,”_ ha scritto Emmanuel Macron su X.
Questo articolo ricostruisce gli avvenimenti recenti legati alla minaccia di Ashab al‑Kahf contro gli interessi francesi in Iraq, fornendo contesto geopolitico e le diverse prospettive degli esperti.
Fact Check by GPT-OSS:20b

Editoriale di Rachel – Difesa che scotta, o la magia del “solo protettivo” che finisce nel mirino?
Ebbene sì, eccoci di nuovo qui, nel fantastico mondo delle posture diplomatiche. Emmanuel Macron ci ripete da mesi che la Francia ha un ruolo “strettamente difensivo”: portaerei Charles-de-Gaulle in Mediterraneo, soldati a Erbil contro Daesh, tutto per proteggere interessi e alleati europei. Niente di più, niente di meno. Un ombrello elegante, aperto solo quando piove.
Poi arriva giovedì notte, un drone colpisce la base di Mala Qara, muore l’adjudant-chef Arnaud Frion e un gruppo pro-iraniano, Ashab al-Kahf, pubblica su Telegram la sua promessa di fuoco: «Tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione saranno sotto attacco». La portaerei? Nel mirino per il suo “impegno nelle operazioni”. La stessa Francia che diceva di non volere guerre adesso scopre che la sua “difesa” è diventata un bersaglio dichiarato.
Dalla nostra redazione ho provato a seguire il flusso, giuro. Ho aguzzato la vista sui dispacci ufficiali e sapete cosa ho trovato? Il solito, placido balletto di comunicati: «Inaccettabile», «rimaniamo», «lotta al terrorismo dal 2015». Nessun fiume in piena di annunci bellicosi, nessun cambio di rotta visibile. Forse i droni si sono teletrasportati da soli? O forse è che quando una posizione non deve solo proteggere, ma raccontare la storia di un paese che resta fuori dal conflitto (e che storia!), si tende a prendere qualche libertà con la realtà sul campo?
E mentre gli esperti si dividono – uno parla di «strategia del caos» iraniano, l’altro di «eccesso di zelo» o errore curdo – ci si chiede: ma essere “solo difensivi” è davvero così innocuo? Un’epidemia collettiva di miopia geopolitica? O forse è che quando gli interessi non devono solo essere protetti, ma devono sembrare neutrali, si finisce per moltiplicare i nemici senza accorgersene?
Perché se non riusciamo a concordare su quanto sia davvero “difensiva” la nostra presenza, come possiamo poi credere a chi ci dice che non rischiamo nulla? La sicurezza, si sa, non si mantiene con un semplice comunicato… almeno non sempre. Ah, la Francia e le sue posture! Sempre una sorpresa.
Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “La Francia ha un ruolo difensivo nel Medio Oriente o no?”
«Sì,” rispose Zhaozhou.
“Allora perché i suoi interessi sono sotto il fuoco dei droni?”
E Zhaozhou: “Sapeva cosa stava facendo, ed è per questo che ha agito da difensore.”
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “La Francia ha un ruolo difensivo nel Medio Oriente o no?”
“No.” rispose Zhaozhou.
“Ma il presidente ha detto che non vuole operazioni offensive. Perché non ce l’ha?”
E Zhaozhou: “Perché sta iniziando a risvegliarsi nel mondo della vendetta.”
Rassegna Stampa francese
Benvenuti alla Rassegna Stampa Francese, da Parigi sono Rachel Costa.
Le Monde – “Brandt chiude i battenti: la giuria decide la vendita a Cafom”
L’offerta del gruppo Cafom è stata accolta dalla magistratura, ponendo fine alla saga del colosso elettrodomestico francese. L’accordo prevede il recupero esclusivo dei marchi e dei magazzini, ma non la salvezza dei dipendenti, che rischiano licenziamenti massivi. La decisione è stata accolta con amarezza dai sindacati, che la definiscono una “lacerazione del Made in France”. Il futuro dei prodotti Brandt entrerà ora sotto il brand Cafom, con un’incognita sulla continuità della produzione in Francia.
BFM Business – “Trump dichiara l’Iran “completamente sconfitto” e minaccia le compagnie petrolifere americane”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha raddoppiato il tono anti‑iraniano durante una conferenza stampa, sostenendo che Teheran è “totalmente annientato”. Ha inoltre avvertito le società statunitensi operanti nel Golfo che, se l’Iran ostacolerà il transito marittimo, saranno “ridotte in cenere”. Il discorso è arrivato mentre l’attacco a Kharg, l’isola strategica per il petrolio iraniano, ha sollevato interrogativi sulla sicurezza del canale del Dattile. Gli alleati europei osservano con preoccupazione la retorica incendiaria di Trump.
BBC – “L’ambasciata USA a Baghdad colpita da un missile, Trump annuncia la distruzione dei bersagli iraniani”
Gli occhi del mondo sono stati catturati dalla devastazione dell’ambasciata americana a Baghdad, colpita da un razzo che ha sollevato nuvole di fumo. Il presidente Donald Trump, dal suo ufficio, ha definito l’attacco “una dimostrazione di forza” e ha promesso ulteriori colpi contro i “bersagli strategici” iraniani. L’incidente ha riacceso il dibattito sul coinvolgimento militare statunitense in Medio‑Oriente e sulla vulnerabilità delle missioni diplomatiche. Le autorità irachene indagano sulla dinamica dell’attacco, mentre le forze di sicurezza aumentano il livello di allerta.
Il “dramma” dell’ambasciata è servito a Trump come spettacolo di fuochi d’artificio diplomatici: un missile, una foto, un tweet incendiario. L’amministrazione sembra più interessata a distribuire caricature di “vittoria” che a gestire la realtà complessa di un conflitto che minaccia i mercati globali. Mentre le potenze si contendono il controllo del petrolio, il vero colpo è l’ennesima narrazione distorta che confonde l’opinione pubblica con effetti da “media storm”. Un esercizio di bravata che mette in discussione la credibilità di chi, in teoria, dovrebbe guidare con prudenza.
FranceInfo – “Il prezzo del Brent supera i 100 dollari: +42% in una settimana”
Il barile di Brent ha raggiunto la soglia dei 100 dollari, spinto da una domanda inflazionata dalla guerra in Medio‑Oriente e da una fluttuazione dell’offerta. Gli operatori di mercato segnalano che il prezzo è sorretto da aspettative di maggiori tensioni nella regione del Dattile, dove il transito del petrolio iraniano è stato interrotto più volte. Le compagnie energetiche europee avvertono di un impatto sui costi di produzione, mentre i consumatori temono l’aumento delle bollette. Gli analisti indicano la possibilità di una “correzione” se le tensioni dovessero diminuire.
BFM – “Il barile di Brent sale sopra i 100 $ – la Borsa francese indebolita”
Il mercato azionario francese ha subito un calo del 1 % a causa dell’impennata del Brent. Gli investitori temono che l’aumento dei prezzi dell’energia possa erodere i margini di profitto delle aziende manifatturiere. Le azioni dell’energia sono state le uniche a guadagnare, mentre il CAC 40 ha chiuso in zona rossa. Il ministro dell’Economia ha promesso misure di sostegno per le imprese più colpite, ma la rafforzata pressione sui costi energetici resta il fattore di incertezza dominante.
FranceInfo – “Danni ai diritti umani in Libano: l’attacco a una sinagoga”
Le autorità libanesi stanno indagando su un attacco a una sinagoga di Beirut, che ha causato la morte di almeno tre persone. Il gruppo responsabile non è ancora stato identificato, ma gli esperti suggeriscono un collegamento con tensioni settarie locali. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla protezione delle minoranze religiose in Libano, già scosse da crisi politiche ed economiche. Organizzazioni internazionali hanno chiesto un’indagine approfondita e il rispetto dei diritti civili.
BFM Business – “Il barile di Brent supera i 100 $: l’impatto sui prezzi alla pompa”
Le pompe di benzina in tutta Europa mostrano un incremento medio di 0,30 euro al litro, a seguito del nuovo picco del Brent. I distributori sostengono che la concorrenza tra fornitori e le scorte strategiche dei paesi membri dell’UE limitano ulteriori aumenti, ma i consumatori segnalano difficoltà a gestire il bilancio familiare. Le amministrazioni nazionali valutano l’opzione di ridurre le tasse sui carburanti per mitigare gli effetti a breve termine.
FranceInfo – “Il ministro della Difesa americano accusa CNN di propaganda sulla guerra iraniana”
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha denunciato la copertura mediatica di CNN sulla campagna militare in Iran, definendola “distorta” e “parziale”. Hegseth ha anticipato che il Pentagono sta valutando l’acquisizione di una nuova rete di comunicazione per garantire informazioni più “accurate” al pubblico. La dichiarazione sottolinea le tensioni tra l’amministrazione Trump e i media tradizionali, in un contesto di crescente polarizzazione informativa.
BFM – “Il nuovo vaccino contro l’influenza: approvazione europea”
L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato un nuovo vaccino quadrivalente contro l’influenza, promettendo una copertura più ampia rispetto ai precedenti prodotti. Il vaccino è stato sviluppato da una collaborazione internazionale tra laboratori francesi e tedeschi, con una produzione prevista per la prossima stagione autunnale. Le autorità sanitarie raccomandano la vaccinazione a tutti i soggetti a rischio, evidenziando la necessità di contrastare la diffusione di ceppi virali mutati.
FranceInfo – “I giovani chiedono più sostegno per la crisi abitativa a Parigi”
Un gruppo di attivisti giovanili ha organizzato una manifestazione davanti alla mairie di Parigi, chiedendo l’implementazione di politiche per l’accesso alle abitazioni a prezzi contenuti. Il protestante ha evidenziato che oltre 300 000 unità rimangono vuote, mentre la domanda supera l’offerta. Il sindaco ha promesso di avviare un tavolo di discussione con i proprietari e le associazioni per individuare soluzioni sostenibili entro la fine dell’anno.
BFM Business – “Il virtuale “Metaverse” attrae investimenti aziendali: il caso di Exail”
La startup francese Exail ha lanciato un progetto di demarcazione del détroit d’Ormuz usando droni autonomi, definendo la soluzione come “un po’ James Bond”. L’iniziativa ha attratto un finanziamento di 15 milioni di euro da investitori europei, interessati alla difesa delle rotte marittime. Gli esperti di difesa sottolineano i rischi legali e tecnologici, ma riconoscono il potenziale di ridurre le vulnerabilità strategiche nell’area del Golfo Persico.
FranceInfo – “Gli sportivi italiani celebrano le Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026”
Le federazioni italiane di sport invernali hanno lanciato una campagna di promozione delle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026, con una serie di eventi nei comuni alpini. Il ministro delle Infrastrutture ha annunciato nuovi investimenti per la riqualificazione delle piste di sci, per garantire strutture di livello mondiale. Gli atleti hanno espresso entusiasmo per l’opportunità di competere sul suolo nazionale, anticipando un “boost” al turismo sportivo.
On line, su X e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
Koan del giorno
Un monaco chiese al Maestro: “Se il fiume è secco, è ancora acqua?”
Il Maestro rispose: “L’acqua è ciò che fluisce, non ciò che contiene.”
Il monaco allora domandò: “E se il flusso è solo un’illusione?”
Il Maestro sorrise: “Allora sei già dentro il Koan.”
FranceInfo, Le Monde, BFM, BFM Business, BBC.
Chiusura.
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