🇫🇷📉 Fitch dégrade la France !
Un pays ruiné par 3500 milliards de dettes, un État obèse, une élite qui préfère financer l’immigration et l’assistanat plutôt que la grandeur nationale.
👉 Sans rigueur ni souveraineté, la France sortira de l’Histoire.#Fitch #Macron pic.twitter.com/wcnKfbESTv
— Julien AMADOR (@Julien_Am_off) September 13, 2025
Un paese rovinato da 3.500 miliardi di debiti, uno Stato obeso, un’élite che preferisce finanziare l’immigrazione e l’assistenzialismo piuttosto che la grandezza nazionale. Senza rigore né sovranità, la Francia uscirà dalla Storia
Bevenuti a francia 24 edizione straordinaria di domenica 14 settembre 2025.
Quello che vi abbiamo letto è uno dei tanti commenti che abbiamo trovato scritti oggi su media tradizionali e social media.
Continuiamo dunque parlare di debito, del debito della francia. Come ormai sappiamo la Francia è appena stata declassata dall’agenzia Fitch e ancora gli effetti reali sulla vita dei cittadini non si conoscono appieno.
Ma forse la stampa interna, quella francese, ha sorvolato sulla gravità della situazione di una nazione che non vuole rinunciare a nulla, nessuno dei privilegi che da anni accorda ai suoi cittadini. Quali, ma e’ solo un esempio, la possibilità di andare in pensione anni prima che in tutte le altre nazioni europee.
per approfondire la questione abbiamo chiesto al nostro editorialista Matt Manenti di fare il punto della situazione
Fitch, la Francia e la questione debito
Di Matt Manenti
La prima pagellina sul debito francese arrivata è quella di Fitch, abbassato da A a- a A più il rating della Francia.
E la prima ne seguiranno altre due, quella di Moody’s e della sorellina Standard & Poor e non saranno di certo entusiasmanti. Ma chiedere il deficit annuale francese al 5,8%, dobbiamo riportarlo alla svelta intorno al 3% se non vogliamo essere inondati da interessi passivi da pagare sul debito. E il debito, lo abbiamo detto, negli ultimi 3 o 4 anni è aumentato a dismisura, è largamente superiore al 100% del prodotto interno lordo.
Tutti dicono bisogna fare, bisogna fare il budget, bisogna fare la manovra, 40, 30, 20, 30 milardi, uno spara la propria cifra.
Ma nessuno ha il coraggio di agire. È facile distribuire soldi, distribuire contributi, distribuire all’occasione, distribuire facendo debito però, ma non è altrettanto facile, al contrario, andare a richiedere dopo alla popolazione i soldi in termini di imposte o in termini di riduzione dei servizi quando si si rende conto che si è esagerato.
Perché vedete l’imposizione fiscale in Francia è già molto alta, almeno nella media della popolazione chiamiamola normale, quella della classe moyenne, quindi non possiamo portare ancora più in alto l’imposizione fiscale. Evidentemente c’è un problema dal lato delle spese, questo è evidente. Ma nessuno vuole toccare i propri interessi, ma attenzione perché lui il debito, lui va avanti, lui aumenta avendo il deficit al 5,8 per cento anche senza fare nulla, nulla, non aumentiamo nulla, lui aumenta lo stesso e se aumenta lo stesso aumentano anche gli interessi sempre, aumenta sempre finché mangerà tutto, mangerà le pensioni perché non ci saranno più i soldi per andare in pensione a 60 ma sarà 62, 64, 66 eccetera come in tanti altri paesi.
Non illudiamoci, da solo il debito non scende.
Quando si fa debito per farlo scendere occorre produrre di più di quello che si spende e non siamo in questa situazione, siamo in quella contraria in cui il deficit è il 5,8, cioè spendiamo ogni anno il 5,8 per cento in più di quello che incassiamo e non si può andare avanti. Agiamo ora perché non sia troppo tardi e forse è già un po tardi. Francia ha dato tante lezioni ad altri paesi in passato, vedi l’Italia, vedi la Grecia, vedi il Portogallo, ah voi non siete, ah voi non siete, adesso tocca alla Francia fare sacrifici, adesso tocca alla Francia far vedere se è all’altezza di una superpotinza
Da Menton per Radio Onizia, Francia 24, in centrale Milano 1575 Kc, sono Matt Manitti.
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