il presidente francese Emmanuel Macron affronta temi cruciali di politica internazionale, con particolare attenzione alla questione nucleare iraniana, al programma balistico e alla stabilità regionale. Ribadisce la posizione costante della Francia nel promuovere negoziati per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari, regolamentare il suo programma nucleare civile e ridurre le tensioni attraverso un dialogo che coinvolga gli Stati Uniti e gli attori europei. Macron sottolinea l’importanza di evitare azioni militari che possano portare a cambi di regime o al caos, richiamando le lezioni apprese dagli interventi passati in Iraq e Libia, e definisce le priorità per la regione, tra cui un cessate il fuoco immediato a Gaza, la liberazione degli ostaggi e la ripresa degli aiuti umanitari.
Conferenza stampa di martedì 17 giugno 2025
Di seguito la trascrizione completa della conferenza stampa di Emmanuel Macron tenuta martedi’ 17 giugno 2025
(traduzione italiana seguita da versione originale)
Versione Italiana
Posizione della Francia sulle negoziazioni nucleari e baltiche
Domanda: Quali discussioni devono essere riprese riguardo alle questioni nucleari e balistiche?
Risposta: È necessario riprendere al più presto le discussioni per ridare un quadro alla questione nucleare e a quella balistica. È ciò che la Francia fa da dieci anni, e da otto anni è ciò a cui mi sono dedicato. Non cambio idea e confermo quanto detto ieri.
Domanda: Come reagisce ai cambiamenti di posizione degli altri leader?
Risposta: Se alcuni leader cambiano idea, spetta a loro rispondere di questi cambiamenti, non a me commentarli. Il mio ruolo non è commentare l’attualità, ma riaffermare quanto detto, in particolare al presidente Pierre. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti per riportare tutti al tavolo dei negoziati.
Domanda: Quali sono gli obiettivi condivisi riguardo all’Iran?
Risposta: Gli obiettivi sono chiari: impedire all’Iran di acquisire l’arma nucleare, regolamentare il suo programma nucleare civile a livello internazionale, ridurre il suo programma balistico, limitare gli aiuti ai gruppi regionali che destabilizzano, dire no agli attacchi alle infrastrutture energetiche, no agli attacchi contro i civili e no alle azioni militari che porterebbero a un cambio di regime, poiché nessuno può prevederne le conseguenze.
Conseguenze degli interventi passati e sostegno regionale
Domanda: Cosa pensa degli interventi passati in Iraq e Libia?
Risposta: Gli interventi del 2003 in Iraq e nella decade precedente in Libia non sono stati una buona idea. Dobbiamo imparare dalle conseguenze di queste azioni nella regione.
Domanda: Come aiutare i paesi della regione come Iraq e Libano?
Risposta: Bisogna aiutare i nostri amici in Iraq, Libano e altrove a ridurre le minacce alla loro sicurezza. Hanno bisogno di tutto tranne che del caos. La posizione della Francia è chiara, immutata, e la riaffermo con forza: bisogna negoziare.
Domanda: Qual è il suo rapporto con il presidente Trump e la sua posizione sulla pace?
Risposta: Ho ottimi rapporti con il presidente Trump, dal suo primo mandato e oggi. Cerca sempre di ottenere la pace, come dice, e non l’ho mai visto unirsi a operazioni militari. Probabilmente sta esercitando pressione in questa situazione, ma non spetta a me speculare o commentare la sua posizione.
Priorità attuali e cessate il fuoco
Domanda: Come reagisce alle dichiarazioni ambigue del presidente Trump?
Risposta: Il presidente Trump ha usato parole amichevoli, ma ha introdotto ambiguità nella sua posizione, dicendo che non discuterà di un cessate il fuoco. Questo non mi piace, ma lo conosco, e abbiamo un rapporto di lunga data.
Domanda: Qual è il suo ruolo di fronte a queste dichiarazioni?
Risposta: In questo momento grave, il mio ruolo non è commentare queste dichiarazioni, ma spiegare cosa vogliamo e cosa possiamo fare di utile. Si tratta di richiamare le nostre priorità nella regione.
Domanda: Quali sono le priorità attuali nella regione?
Risposta: Le nostre priorità sono chiare: un cessate il fuoco immediato a Gaza, la liberazione di tutti gli ostaggi, la ripresa degli aiuti umanitari e il rilancio di un processo politico, unico futuro per Gaza. In Iran, bisogna riprendere le discussioni, e gli europei sono disponibili con una legittimità nel quadro delle risoluzioni previste.
Versione Francese
Position de la France sur les négociations nucléaires et baltiques
Question : Quelles discussions doivent être reprises concernant les questions nucléaires et baltiques ?
Réponse : Il faut reprendre au plus vite des discussions pour redonner un cadre à la question nucléaire et à la question balistique. C’est ce que la France fait depuis dix ans, et depuis huit ans, c’est ce à quoi je me suis attaché. Je ne change pas d’avis, et je confirme ce que j’ai dit hier.
Question : Comment réagissez-vous aux changements de position des autres dirigeants ?
Réponse : Si des dirigeants changent d’avis, c’est à eux de répondre de ces changements, pas à moi de les commenter. Mon rôle n’est pas de commenter l’actualité, mais de réaffirmer ce que j’ai dit, notamment au président Pierre. Nous avons besoin des États-Unis pour ramener tout le monde autour de la table.
Question : Quels sont les objectifs partagés concernant l’Iran ?
Réponse : Les objectifs sont clairs : empêcher l’Iran d’acquérir l’arme nucléaire, encadrer son programme nucléaire civil de manière internationale, réduire son programme balistique, limiter les aides aux groupes régionaux qui déstabilisent, dire non aux frappes sur les infrastructures énergétiques, non aux frappes contre les populations civiles, et non aux actions militaires visant un changement de régime, car personne ne peut prévoir les conséquences.
Conséquences des interventions passées et soutien régional
Question : Que pensez-vous des interventions passées en Irak et en Libye ?
Réponse : Les interventions de 2003 en Irak et dans la décennie précédente en Libye n’étaient pas de bonnes idées. Nous devons tirer les leçons des conséquences de ces actions dans la région.
Question : Comment aider les pays de la région comme l’Irak et le Liban ?
Réponse : Il faut aider nos amis en Irak, au Liban et ailleurs à réduire les menaces à leur sécurité. Ils ont besoin de tout sauf du chaos. La position de la France est claire, inchangée, et je la réaffirme avec force : il faut négocier.
Question : Quelle est votre relation avec le président Trump et sa position sur la paix ?
Réponse : J’ai d’excellentes relations avec le président Trump, depuis son premier mandat et aujourd’hui. Il essaie toujours d’obtenir la paix, comme il le dit, et je ne l’ai jamais vu se joindre à des opérations militaires. Il met sans doute de la pression dans cette situation, mais ce n’est pas à moi de spéculer ou de commenter sa position.
Priorités actuelles et cessez-le-feu
Question : Comment réagissez-vous aux déclarations ambiguës du président Trump ?
Réponse : Le président Trump a utilisé des mots amicaux, mais il a introduit de l’ambiguïté dans sa position, notamment en disant qu’il ne discuterait pas d’un cessez-le-feu. Cela ne me plaît pas, mais je le connais, et nous avons une relation de longue date.
Question : Quel est votre rôle face à ces déclarations ?
Réponse : Dans ce moment grave, mon rôle n’est pas de commenter ces propos, mais d’expliquer ce que nous voulons et ce que nous pouvons faire d’utile. Il s’agit de rappeler nos priorités dans la région.
Question : Quelles sont les priorités actuelles dans la région ?
Réponse : Nos priorités sont claires : un cessez-le-feu immédiat à Gaza, la libération de tous les otages, la reprise de l’aide humanitaire, et la relance d’un processus politique, seul avenir pour Gaza. En Iran, il faut reprendre les discussions, et les Européens sont disponibles avec une légitimité dans le cadre des résolutions prévues.
