Dalla condanna del giornalista Gleizes in Algeria al lutto per Nicola Pietrangeli, fino all’allarme batteri che travolge il colosso Perrier. In chiusura, lo sguardo all’India contesa tra Putin e l’Occidente.
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per giovedi’ 4 dicembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz. Da Nizza sono Marco Hugo Barsotti.
Condanna shock ad Algeri: sette anni per Christophe Gleizes
La giustizia algerina ha usato il pugno di ferro contro il giornalista francese Christophe Gleizes, confermando in appello una pesante condanna a sette anni di carcere. L’accusa, controversa e respinta dalla difesa, è di apologia di terrorismo. “Siamo annichiliti, una sentenza che sfida ogni logica”, ha commentato a caldo il fratello del reporter, visibilmente scosso. L’avvocato della difesa ha già annunciato il ricorso in Cassazione, sottolineando come l’accettazione passiva del verdetto equivarrebbe a un’ammissione di colpa inesistente. Il caso rischia di aprire una nuova, profonda crisi diplomatica tra Parigi e Algeri, in un momento già delicato per le relazioni transmediterranee.
Allarme bollicine: batteri nella Perrier, milioni di bottiglie al macero
Ci risiamo, diremmo ormai per la quarta volta ci tocca leggere la stessa notizia: Guai seri per il gruppo Nestlé: circa quattro milioni di bottiglie di acqua Perrier sono bloccate nei magazzini di Vergèze per “scostamenti batteriologici”. L’Agenzia regionale della salute ha imposto lo stop dopo aver rilevato tracce sospette in uno dei pozzi, evocando il rischio di contaminazioni fecali. Mentre l’azienda tenta di rassicurare parlando di “blocco preventivo” e di ripresa della produzione, le autorità sanitarie preparano un decreto che potrebbe ridisegnare il futuro del marchio. Un colpo durissimo all’immagine di “purezza” che l’azienda vende da decenni, proprio a ridosso delle festività natalizie.
Editoriale
Ormai dovremmo averlo capito: la carissima Perrier è da evitare a ogni costo. Lo hanno capito in tanti, qui in Francia, basta guardare la marca delle bottiglie di “minerale” sui tavoli dei tanti ristoranti. Spesso, se non sempre, si tratta della italianissima San Pellegrino (M.H.B. per Francia24)

Editoriale di Rachel – Bollicine impure, o il miracolo dell’acqua che si trasforma in scandalo?
Oh, la Perrier! Quella frizzante icona di eleganza francese, venduta come elisir di purezza alpina, bottiglia dopo bottiglia, a prezzi che farebbero arrossire un diamante. E ora? Quattro milioni di esemplari bloccati nei magazzini di Vergèze, per gentile concessione di “scostamenti batteriologici” – un eufemismo che suona quasi poetico, se non fosse per le tracce sospette di contaminazione fecale. Sì, avete letto bene: fecale. L’Agenzia regionale della salute non ha esitato a imporre lo stop, mentre Nestlé balbetta di “blocco preventivo” e promette una ripresa della produzione, come se bastasse un colpo di spugna per lavare via l’imbarazzo.
Dalla nostra redazione, con un bicchiere d’acqua del rubinetto in mano (che, a questo punto, sembra una scelta saggia), non possiamo fare a meno di sorridere amaramente. Decenni a costruire un’aura di intoccabile raffinatezza – “naturale al 100%”, “sorgente protetta” – e poi, puff, un pozzo traditore rovina la festa proprio sotto Natale. Immaginate i dirigenti Nestlé, con i loro tailleur impeccabili, a spiegare che è tutto sotto controllo mentre le autorità preparano un decreto che potrebbe riscrivere la storia del marchio. Un colpo al cuore per chi ha sempre associato Perrier a cocktail chic e cene stellate, non a rischi igienici da terzo mondo.
Ma la domanda vera è: quanto vale davvero la “purezza” in bottiglia? In un’epoca di marketing iperbolico, dove ogni prodotto è “naturale” fino a prova contraria, questo inciampo ci ricorda che sotto le etichette luccicanti c’è sempre un po’ di realtà fangosa. Forse è ora di rivalutare l’acqua semplice, quella che non promette miracoli ma almeno non nasconde sorprese batteriche. O magari, chissà, Nestlé lancerà una nuova linea: “Perrier con probiotici naturali”. Ah, il capitalismo e le sue bollicine! Sempre effervescenti, anche negli scandali.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “L’acqua pura ha la natura di Buddha o no?”
“Sì,” rispose Zhaozhou.
“Allora perché si è contaminata con tracce fecali?”
“Sapeva cosa stava facendo, ed è per questo che ha rivelato la sua vera essenza.”
Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “L’acqua pura ha la natura di Buddha o no?”
“No.” rispose Zhaozhou.
“E il monaco: Tutti gli elementi hanno la natura di Buddha. Perché l’acqua pura non ce l’ha?”
“Perché sta iniziando a risvegliarsi nel mondo dell’impurità.”, concluse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notizie.
Mistral colpisce ancora: quattro nuovi modelli in un colpo solo
Il 2 dicembre 2025 sono comparsi dal nulla – o quasi – quattro nuovi modelli di Mistral AI. Non uno, non due: quattro. Tra questi spicca un gigante da 601 miliardi di parametri destinato a contendere lo scettro dello “state-of-the-art” e, soprattutto, tre modelli piccoli, tra cui un minuscolo da soli 3 miliardi di parametri capace di funzionare direttamente sul computer di casa, sul Mac o addirittura dentro un browser.
Mistral AI resta l’unica realtà europea che, nei fatti, è riuscita a tenere testa – e in certi momenti a superare – i colossi americani e i nuovi leader cinesi. Basta aprire la classifica più seguita dalla comunità, l’LMSYS Arena (ex “Chatbot Arena”), per accorgersi di una verità scomoda: in top 20 non c’è nemmeno l’ombra di un modello nato nel Vecchio Continente. Infrastrutture? Quasi zero. L’unica eccezione è il supercomputer Leonardo di Cinca, nato per la ricerca aerospaziale e finito a trainare il primo Mistral Large. Tutto il resto è deserto.
Piccolo è bello (e soprattutto privato)
Il vero colpo di scena sono i modelli piccoli. Un AI da 3 miliardi di parametri che gira in locale cambia le regole del gioco per tre motivi semplici:
- Consuma pochissima energia (addio sensi di colpa green).
- Risponde in tempi accettabili.
- È totalmente riservato.
Su un modello locale puoi caricare i documenti aziendali riservati, parlare dei tuoi problemi personali o farti scrivere quel romanzo un po’ audace senza che nessun server, nessun cloud, nessuno Stato – né tramite avvocato né tramite magistrato – possa mai sapere cosa gli hai chiesto.
Extra: da ieri Radionizza usa già il nuovo Mini Mistral
Da giorno 3 dicembre tutti i post dei canali social di Radionizza (Mastodon e Bluesky) vengono automaticamente riassunti e, quando ripubblichiamo articoli di terzi (Le Monde, France Inter, ecc.), verificati in tempo reale proprio dal modello più piccolo, Ministrale 3b. Come potete vedere poco oltre, Non più solo riassunti: ora chiediamo al modello di fare un fact-checking rapido e di segnalare se i grandi giornali raccontano tutta la verità o, come spesso accade, solo la parte che gli conviene.
L’asse Mosca-Nuova Delhi: Putin corteggia Modi tra petrolio e armi
Vladimir Putin è atterrato in India per una visita di due giorni che sfida apertamente l’isolamento occidentale. Sul tavolo non c’è solo la diplomazia, ma la realpolitik più cruda: l’India continua a essere un acquirente vorace di petrolio russo a prezzi scontati e, nonostante l’apertura ai Rafale francesi, il 60% del suo arsenale militare parla ancora russo. Un abbraccio strategico che preoccupa Washington e Bruxelles, dimostrando come la rete di alleanze del Cremlino in Asia sia tutt’altro che sfilacciata.
Tragedia nel Gard: auto nella piscina, tre giovani morti
Una notte brava finita nel modo più tragico possibile. Ad Alès, tre giovani sono morti annegati dopo che l’auto su cui viaggiavano è uscita di strada, finendo la sua corsa in una piscina privata. Alla guida c’era un quattordicenne. Gli inquirenti hanno rinvenuto nell’abitacolo bombole di protossido di azoto, la “droga della risata” sempre più diffusa tra i giovanissimi. Una strage che riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale e sull’abuso di sostanze legali ma letali tra i minori.
La faida miliardaria: l’erede Hermès contro l’impero Arnault
Sembra una sceneggiatura di “Succession”, invece è la realtà della finanza parigina. Nicolas Puech, erede della dinastia Hermès, sostiene di essere stato spogliato di azioni per un valore di 14 miliardi di euro, accusando il suo ex gestore patrimoniale di aver favorito il rivale storico, Bernard Arnault. Il patron di LVMH respinge le accuse al mittente, negando qualsiasi “azione nascosta”. Una guerra legale tra titani del lusso che promette di svelare i segreti più inconfessabili delle grandi famiglie francesi.
Prove di dialogo in Florida: l’inviato di Trump incontra Kiev
Mentre sul campo l’inverno gela il fronte, la diplomazia prova a scaldare i motori in luoghi inaspettati. L’inviato speciale americano Steve Witkoff incontrerà a Miami il ministro ucraino Umerov. Un vertice cruciale per decifrare le reali intenzioni della nuova amministrazione USA e capire se, dietro la retorica pubblica, si stiano gettando le basi per un negoziato o per un ulteriore inasprimento del conflitto.

Bilancio francese nel caos: Lecornu esclude il 49.3, per ora
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu tenta la via del dialogo sul bilancio della Previdenza Sociale, assicurando ai deputati che non intende ricorrere al voto di fiducia forzato, il temuto 49.3. “La responsabilità finale è vostra”, ha tuonato in aula. Ma i margini di manovra sono strettissimi: il deficit della Sécu deve restare attorno ai 20 miliardi, mentre il Senato preme per ridurre i tagli agli enti locali. Una partita a scacchi dove lo scacco matto potrebbe essere la paralisi finanziaria dello Stato.
Inferno di Hong Kong: il senso di colpa dei sopravvissuti
Dopo il rogo che ha devastato il complesso Wang Fuk Court uccidendo quasi 160 persone, le autorità di Hong Kong ordinano la rimozione delle impalcature a rischio. Ma a fare notizia è il dramma umano dei sopravvissuti. “Mi chiamano eroe, ma mi spezza il cuore non aver salvato più persone”, racconta un residente che ha aiutato i vicini a fuggire. Una tragedia che ha messo a nudo le carenze di sicurezza nella metropoli asiatica, dove la densità abitativa trasforma ogni scintilla in una potenziale catastrofe.
Doccia fredda per l’economia USA: il lavoro frena bruscamente
Sorpresa amara dagli Stati Uniti: il mercato del lavoro si contrae inaspettatamente, con 32.000 posti persi nel mese di novembre. Un dato che contraddice l’ottimismo di Wall Street e getta un’ombra sulla ripresa economica americana. Gli analisti ora si interrogano: è un incidente di percorso o il segnale che la locomotiva a stelle e strisce sta finendo il carbone? L’Europa osserva con preoccupazione, temendo l’effetto domino.
Giustizia per “Friends”: condannato il medico di Matthew Perry
Trenta mesi di carcere. È questa la condanna per il dottor Salvador Plasencia, ritenuto colpevole di aver alimentato la dipendenza da ketamina che ha portato alla morte di Matthew Perry, l’indimenticabile Chandler di “Friends”. Un verdetto che suona come un monito severo per i “medici delle star” di Hollywood, spesso pronti a chiudere un occhio sull’etica pur di compiacere celebrità fragili e facoltose.
Giro di vite social: l’Australia caccia gli under 16 da Instagram
Meta gioca d’anticipo e inizia a chiudere gli account dei minori di 16 anni in Australia, anticipando il divieto governativo ormai imminente. Una mossa storica che segna un punto di non ritorno nella regolamentazione del web: i giganti della Silicon Valley sono costretti a riconoscere che i social non sono un parco giochi senza regole. L’esperimento australiano è osservato con estrema attenzione dalle cancellerie europee.
Difesa UE: “Sveglia Europa, o saremo vassalli tecnologici”
Un rapporto parlamentare francese lancia l’allarme rosso: l’Europa rischia di perdere definitivamente il treno dell’innovazione militare. Il documento propone 55 misure shock per creare campioni continentali e smettere di dipendere dalle tecnologie americane come Palantir. Il messaggio è chiaro: la sovranità europea non si costruisce solo con i discorsi, ma con i microchip, l’intelligenza artificiale e un’industria della difesa che parli davvero una lingua comune.
Meteo Parigi Oggi: un giovedì tra grigio e piogge intermittenti
Parigi affronta la giornata odierna avvolta in un’atmosfera decisamente invernale e capricciosa. Stando all’ultimo bollettino diramato dall’esperto Cyrille Duchesne e aggiornato alle 03:45, la Ville Lumière si prepara a un peggioramento progressivo nel corso delle ore. L’attendibilità della previsione è giudicata buona, delineando un quadro di instabilità tipica per l’inizio di dicembre.
Il risveglio sulla capitale francese è stato segnato da cieli variabili che tendono a coprirsi rapidamente. Sebbene le temperature si attestino sui 6 gradi, il vento da sud soffia con raffiche fino a 45 km/h, facendo crollare la percezione termica a un pungente 3 gradi. Nel corso della mattinata, il rischio di precipitazioni sale drasticamente al 90%, con passaggi piovosi deboli ma insistenti.
Nel pomeriggio, il copione non cambia sostanzialmente: la colonnina di mercurio salirà timidamente fino a 9 gradi (con una percepita di 8), ma il cielo rimarrà molto nuvoloso o coperto. Le piogge, seppur deboli, continueranno a bagnare i boulevard, diradandosi solo verso sera. Dalle 20:00 in poi, il tempo concederà una tregua: nuvole ancora presenti, ma con brevi schiarite e assenza di fenomeni rilevanti, mentre la temperatura scenderà nuovamente verso i 6 gradi.
Previsioni per i prossimi 15 giorni a Parigi: calma in vista dopo la perturbazione
Lo sguardo a lungo termine suggerisce una dinamica interessante. Dopo il passaggio della perturbazione odierna e un venerdì che si preannuncia ancora incerto, il fine settimana potrebbe riservare sorprese. I modelli indicano un sabato ancora parzialmente instabile ma con temperature in linea con le medie stagionali, mentre per la prossima settimana si intravede un ritorno a condizioni più calme e asciutte. Nonostante il clamore mediatico su presunti stravolgimenti, i dati attuali mostrano temperature perfettamente nella norma (0 gradi di scostamento dalla media) e un deficit pluviometrico del 20% rispetto al solito. Insomma, un dicembre che fa il dicembre.
Milano Oggi: la classica giornata uggiosa che scivola nella pioggia
Spostandoci sul versante italiano, Milano ci accoglie con quel suo tipico abbraccio grigio e umido. Secondo le analisi di Daniele Berlusconi, aggiornate questa mattina presto, la metropoli lombarda vivrà una giornata a due facce, con un’attendibilità previsionale medio-alta (70-80%).
La mattinata scorre sotto un cielo molto nuvoloso, con temperature che oscillano tra i 9 e i 10 gradi, ma senza fenomeni degni di nota se non una persistente umidità che si attesta attorno all’80%. È nel pomeriggio che la situazione muterà: a partire dalle 16:00, le nubi si faranno più dense e cariche, lasciando spazio a piogge deboli ma continue che ci accompagneranno fino a notte fonda. I venti resteranno deboli, prevalentemente dai quadranti meridionali o occidentali. La serata sarà quindi bagnata, con il termometro che scivolerà lentamente verso i 7 gradi, mentre lo zero termico si manterrà stabile attorno ai 1500 metri.
La Tendenza: il sole torna a baciare la Madonnina nel weekend
Se oggi l’ombrello è d’obbligo, le prospettive a breve termine sono decisamente più rosee. Già da domani, venerdì 5, assisteremo a un miglioramento con schiarite sempre più ampie. Il vero cambio di passo arriverà nel fine settimana: sabato 6 e domenica 7 dicembre si preannunciano giornate stabili e ben più soleggiate, ideali per il ponte dell’Immacolata. Le minime scenderanno leggermente, portandosi sui 3 gradi, ma le massime resteranno gradevoli attorno ai 10-11 gradi. Attenzione solo a qualche possibile banco di nebbia mattutino, classico ospite della Pianura Padana in condizioni di alta pressione invernale.
L’editoriale di Rachel
La catastrofe della normalità
Eccoci qui, puntuali come un orologio svizzero rotto, a leggere i titoli allarmistici della stampa internazionale. A Parigi oggi piove e fa 7 gradi. A Milano è nuvoloso e piove stasera. “Perturbazione!”, “Instabilità!”, gridano dai giornali online, condendo il tutto con quel retrogusto di ansia da prestazione climatica. Ma guardiamo i dati, quelli veri, quelli noiosi che nessuno clicca: a Parigi la temperatura è esattamente “conforme alla norma” e piove addirittura meno del solito (-20%). Eppure, scommetto il mio stipendio che qualcuno sta già twittando che questa pioggerellina di dicembre è la prova inconfutabile dell’apocalisse imminente o della “dolcezza oceanica” assassina. Siamo al 4 dicembre, signori. Fa freddo, il cielo è grigio e l’acqua bagna. Si chiama inverno, non emergenza. Ma capisco che “Giornata tipica di dicembre” non faccia vendere copie né scatenare i profeti di sventura. Godetevi la pioggia, è l’unica cosa onesta rimasta là fuori.
Il Koan del Meteo.
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il cielo di Parigi ha la natura del cambiamento climatico o della catastrofe imminente?”
“Ha la natura di dicembre,” rispose Zhaozhou.
Il monaco, agitando lo smartphone, incalzò: “Ma i dati dicono che l’umidità è anomala e la dolcezza oceanica è sospetta! Non è forse questo il segno della fine?”
E Zhaozhou: “Quando piove, il terreno si bagna. Quando smette, si asciuga. Chi cerca il disastro in una goccia d’acqua, annegherà in una pozzanghera profonda un dito.”
Un altro monaco chiese: “E Milano? Il grigio di oggi è figlio dell’inquinamento o del destino?”
“È figlio delle nuvole,” rispose il maestro.
“Ma le previsioni dicono ‘attendibilità medio-alta’, non è forse una certezza scientifica?”
E Zhaozhou: “La certezza è che se esci senza ombrello ti bagni, e se ti lamenti del freddo in inverno, non hai capito né il meteo né la vita.”
Chiusura
On line, su Telegram e Mastodon, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli. Linea a Milano.
