Catastrophe BHV/Shein tutti i marchi lasciano lo storico store parigino – Senato ristabilisce il blocco delle pensioni tranne per quelle sotto 1.400 euro – Macron: non c’è volontà russa di cessate il fuoco – Zelensky chiede incontro Trump Zelensky
Benvenuti al notiziario di Francia24 e Centrale Milano per il mercoledi 26 novembre 2025, in streaming, podcasting tramite chatbot IA e in Onde Medie sui 1575 kHz.
Francia: il Senato ristabilisce il blocco delle pensioni, escluse quelle sotto 1.400 euro
Il Senato francese ha votato questo martedì per ripristinare il blocco delle pensioni nel bilancio della Sicurezza Sociale per il 2026, con un’eccezione: le pensioni inferiori a 1.400 euro rimarranno indicizzate all’inflazione. La misura, che l’Assemblea Nazionale aveva precedentemente soppresso, ha ricevuto un parere di “saggezza” (né favorevole né contrario) dal governo, mentre il Ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou l’ha sostenuta “nel principio”. Questo voto è ancora lontano dall’essere definitivo, poiché il bilancio della Sécu tornerà nei prossimi giorni sulla scrivania dei deputati. La camera alta si appresta inoltre a opporsi alla sospensione della riforma delle pensioni, una concessione chiave del governo ai socialisti. Oltre al blocco delle pensioni, i senatori hanno ripristinato anche il congelamento delle prestazioni sociali (assegni familiari, RSA…), ad eccezione dell’assegno per gli adulti disabili (AAH). Queste misure, criticate dalla sinistra, corrispondono all’attuazione del principio dell'”anno bianco”. Il vantaggio: permettono economie significative in un contesto di sbandamento del bilancio. Lo svantaggio: sono molto impopolari tra le opposizioni. Il blocco totale delle pensioni e delle prestazioni sociali, proposto inizialmente dal governo, porterebbe 3,6 miliardi di euro nel 2026, secondo l’esecutivo. La versione votata al Senato: 1,9 miliardi di euro.
Macron: Non c’è volontà russa di avere un cessate il fuoco in Ucraina
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato martedì 25 novembre che Mosca non ha “chiaramente alcuna volontà russa di avere un cessate il fuoco” in Ucraina, dopo una riunione degli alleati di Kiev. “Mosca non ha nemmeno mostrato la volontà di discutere” del progetto di piano americano per l’Ucraina modificato dopo discussioni tra americani, ucraini ed europei a Ginevra, ha aggiunto il presidente francese. Durante l’intervista su RTL, Macron ha anche parlato del nuovo servizio nazionale volontario, assicurando che non si tratta assolutamente di “inviare i nostri giovani in Ucraina”. Ha respinto quella che ha definito “l’idea confusa” di un tale invio, ribadendo l’impegno della Francia per la pace ma anche per la sovranità ucraina.
Zelensky chiede un incontro Trump-Zelensky negli Stati Uniti questa settimana
L’Ucraina ha chiesto un incontro tra il presidente Volodymyr Zelensky e Donald Trump negli Stati Uniti questa settimana, mentre funzionari americani e russi si preparano a tenere colloqui ad Abu Dhabi. Secondo fonti diplomatiche, questo incontro sarebbe cruciale per definire la posizione ucraina nel contesto delle discussioni sul piano di pace americano rivisto. La settimana si preannuncia decisiva per il futuro del conflitto, con Zelensky sotto pressione per trovare una soluzione che preservi la sovranità del suo paese. Nel frattempo, Dan Driscoll, il più giovane segretario dell’esercito americano di sempre, è stato spinto sotto i riflettori come il volto degli sforzi rinnovati per porre fine alla guerra pluriennale, guadagnandosi il soprannome di “uomo dei droni di Trump”.

La Debacle del BHV Marais: Fuga dei Marchi di Lusso e Scelta Disastrosa con Shein
Il BHV Marais, un tempo icona del lusso parigino, sta precipitando in una crisi profonda. La partenza in massa di marchi prestigiosi come Dior, Guerlain, Armor Lux, Sandro, Maje, Claudie Pierlot e Fursac – proprio alla vigilia del Black Friday e del Natale – non è solo un campanello d’allarme, ma un segnale di fallimento gestionale. Mentre la direzione nega problemi finanziari, le voci di cronici ritardi nei pagamenti ai fornitori emergono come causa principale di questa emorragia. Peggio ancora, il tentativo di salvataggio puntando sul gigante cinese Shein, con prezzi gonfiati fino a tre volte quelli online, appare come una scelta tragica che accelera il declino del negozio.
La Fuga dei Marchi: Colpa dei Ritardi Cronici nei Pagamenti
La lista delle defezioni è impressionante: dopo Dior, Guerlain e Armor Lux, anche Sandro, Maje, Claudie Pierlot e Fursac hanno sbattuto la porta. Non si tratta di una coincidenza, ma di una reazione a ritardi cronici nei pagamenti, che la direzione ha ammesso in privato, attribuendoli a una “transizione amministrativa complessa” post-acquisizione. Questi impayés non sono episodi isolati, ma un problema sistemico che erode la fiducia dei fornitori e danneggia irreparabilmente la reputazione del BHV. Al primo piano, le commesse impacchettano merci in scatoloni, lasciando scaffali desolatamente vuoti, mentre al piano terra i gioiellieri di lusso sono spariti dietro tende nere con slogan ottimistici ma vuoti come “Ça bouge au BHV”. Questa “metamorfosi” sembra più una disfatta che un rinnovamento.
Clienti Furiosi: Addio all’Atmosfera Parigina
I fedeli clienti non nascondono la delusione. Hubert, arrivato dalla Normandia, descrive lo spettacolo come “orribile”, con etalage deserti che distruggono la fama del negozio. Isabelle rincara: “È morto, senza ambiance, una vera catastrofe per i grandi magazzini di Parigi”. Il reparto bricolage resiste, ma il resto del BHV appare abbandonato. Questa crisi non è solo estetica: riflette un declino commerciale accelerato dai ritardi nei pagamenti, che spingono i marchi a cercare partner più affidabili.
Shein: Una Scelta Tragica con Prezzi Gonfiati
In un disperato tentativo di rilancio, il BHV ha aperto le porte a Shein al sesto piano, attirando 50.000 visitatori in cinque giorni con un panier medio di 45 euro. Ma questa “vittoria” è illusoria: i prezzi in negozio sono scandalosamente più alti – fino a tre volte quelli online – alienando i consumatori attenti al portafoglio e confermando le proteste contro un fast fashion già controverso per impatto ambientale e sociale. Paul, residente locale, la definisce “il chiodo nella bara”, un’immagine “detestabile” che trasforma il BHV in un outlet di bassa lega. Invece di valorizzare il lusso francese, questa alleanza con un colosso cinese accelera la fuga dei marchi premium, esacerbata dai ritardi nei pagamenti.
La Direzione Nega, ma i Fatti Parlano Chiaro
Frédéric Merlin, capo del BHV, vanta il successo di Shein e rassicura i fornitori con lettere formali, negando difficoltà finanziarie. Eppure, i ritardi cronici emergono come verità inconfutabile, con Shein che posticipa aperture regionali tra proteste e polemiche. Questa strategia miope non solo ignora le radici del problema – i pagamenti in ritardo – ma rischia di alienare la clientela storica, condannando il BHV a un futuro incerto tra declino e controversie

Editoriale di Rachel – Il BHV Marais: dal lusso francese al fast fashion cinese, un “metamorfosi” o un suicidio commerciale?
Oh, Parigi, città dell’amore e del lusso eterno, dove i grandi magazzini un tempo scintillavano come gioielli della Senna. Ma guardate un po’ il BHV Marais: un’icona che si sta sgretolando sotto i nostri occhi, con marchi come Dior, Guerlain, Armor Lux, Sandro, Maje, Claudie Pierlot e Fursac che fuggono a gambe levate proprio prima del Black Friday e di Natale. Tempi d’oro per le vendite, eh? Invece, eccoli lì, a impacchettare scatoloni al primo piano, lasciando scaffali vuoti come promesse elettorali non mantenute. E la direzione? Nega tutto, naturalmente: “Nessun problema finanziario”, dicono, mentre le voci sui ritardi cronici nei pagamenti rimbombano come un tuono in arrivo.
Dalla nostra redazione, affacciata su questa commedia tragica, mi chiedo: è davvero una “metamorfosi” come annunciano quelle tende nere al piano terra, con lo slogan “Ça bouge au BHV”? O è solo un modo elegante per dire “stiamo affondando”? I clienti non ci cascano: Hubert dalla Normandia lo chiama “orribile”, Isabelle lo vede “morto, senza ambiance”. E hanno ragione – il reparto bricolage resiste, ma il resto è un deserto. Poi arriva il colpo di grazia: il BHV punta tutto su Shein, il colosso cinese del fast fashion, al sesto piano. Cinquantamila visitatori in cinque giorni, panier medio 45 euro. Suona come un successo? Peccato che i prezzi siano gonfiati fino a tre volte quelli online! Come se i parigini, maestri dello stile, volessero pagare di più per roba usa-e-getta che puzza di sfruttamento ambientale e sociale.
E mentre Frédéric Merlin, il capo, invia lettere rassicuranti ai fornitori e vanta questa alleanza, i fatti urlano altro: ritardi nei pagamenti che erodono la fiducia, proteste contro Shein che posticipa aperture regionali, e un’immagine “detestabile” come dice Paul, il residente del quartiere. È questo il futuro del lusso francese? Sostituire icone nazionali con un gigante straniero che accelera il declino? Dalla mia postazione, sembra un harakiri commerciale: invece di risolvere i problemi alla radice, si sceglie la via facile, alienando clienti storici e marchi premium. Parigi merita di meglio – o forse, in quest’era di globalizzazione selvaggia, è solo l’ennesima illusione che svanisce nei saldi di fine stagione.

Koan del giorno
Un monaco chiese a Zhaozhou: “Cos’è il vero lusso in un mondo di declino?”
Rispose Zhaozhou: “Un marchio che se ne va.”
E il monaco: “Ma se se ne va, come può essere lusso?”
Rispose Zhaozhou: “Proprio perché se ne va, rivela il vuoto che resta.”
Un altro monaco chiese a Zhaozhou: “Cos’è il vero lusso in un mondo di declino?”
E Zhaozhou: “Un prezzo gonfiato per un abito cinese.”
Non conento, il monaco: “Allora perché il BHV lo sceglie?”
“Per scoprire che il lusso non è nel prezzo, ma nell’assenza di desiderio.” concuse Zhaozhou.
Ma torniamo alle notizie di oggi.
Piano americano per l’Ucraina: confusione sulle origini del documento
Negli Stati Uniti regna la confusione sulla genesi del piano americano per l’Ucraina. Secondo Le Monde, diverse fonti nell’amministrazione Trump hanno fornito versioni contrastanti sull’origine e lo sviluppo del documento che dovrebbe guidare i negoziati per porre fine al conflitto. Le discussioni a Ginevra tra americani, ucraini ed europei hanno portato alla rimozione dei punti più problematici per i paesi dell’Unione Europea e l’Ucraina, ma permangono interrogativi sul ruolo effettivo di Washington nella definizione del piano finale.
Iran: il regime allenta la presa sulle libertà individuali ma intensifica la repressione politica
Il regime iraniano sta mollando un po’ la presa sulle libertà individuali mentre intensifica la repressione politica. Secondo fonti diplomatiche, questa strategia duplice mira a calmare il malcontento sociale su questioni come il codice di abbigliamento, mentre mantiene un controllo ferreo su qualsiasi forma di opposizione politica organizzata. Il cambiamento nelle politiche sulle libertà personali è visto da alcuni analisti come un tentativo di disinnescare le proteste popolari che hanno scosso il paese negli ultimi anni.
Adolescenza fino ai 30 anni: nuovo studio rivela quattro età cruciali per il cervello
Un nuovo studio rivoluzionario rivela che l’adolescenza si protrae fino ai 30 anni. Scansioni cerebrali su migliaia di persone hanno rivelato i cambiamenti drammatici che il cervello attraversa tra la nascita e la morte, identificando quattro età cruciali per lo sviluppo cerebrale. La ricerca, pubblicata dalla BBC, sfida le concezioni tradizionali sullo sviluppo del cervello e ha implicazioni significative per la politica educativa, la giustizia penale e la salute mentale. Gli scienziati hanno identificato periodi critici nell’infanzia, nell’adolescenza estesa, nella mezza età e nella terza età.
Ex moglie di un principe di Dubai teme l’arresto mentre la battaglia per la custodia si intensifica
L’ex moglie di un membro della famiglia reale di Dubai, Zeynab Javadli, ha dichiarato di temere l’arresto mentre la battaglia per la custodia dei figli si intensifica. Il suo ex marito ha presentato una denuncia penale alla polizia di Dubai, accusandola di rapimento dei loro tre figli. La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale sulle complesse dinamiche delle dispute familiari che coinvolgono membri delle famiglie reali del Golfo e solleva interrogativi sui diritti delle donne in questi contesti.
Il Papa-mobile diventa una clinica mobile per i bambini di Gaza
Il veicolo che trasportava il defunto Papa Francesco durante una visita a Betlemme nel 2014 è stato trasformato in una clinica mobile per la salute dei bambini di Gaza. Il Papa-mobile, convertito all’interno con attrezzature mediche, rappresenta un simbolo di speranza per una popolazione che continua a soffrire le conseguenze del conflitto prolungato. L’iniziativa, sostenuta da organizzazioni umanitarie internazionali, mira a fornire cure mediche di base ai bambini nelle aree più colpite della Striscia di Gaza.
Donna thailandese: la cremazione interrotta dopo aver sentito bussare sulla bara
In Thailandia, il personale di un tempio buddista ha raccontato un episodio straordinario: la cremazione di una donna è stata interrotta dopo che hanno sentito bussare sulla bara. Il direttore generale del tempio ha dichiarato di essere rimasto scioccato nel vederla “aprire gli occhi” mentre la bara veniva aperta. I volontari della fondazione di soccorso Siam Nonthaburi si preparavano per i funerali delle persone decedute quando si è verificato l’incredibile episodio, che ha sollevato questioni mediche sulla determinazione della morte e sui protocolli di verifica.
Trump grazia i tacchini Gobble e Waddle prima del Ringraziamento
Graziare un tacchino prima delle festività è una tradizione presidenziale americana onorata. Donald Trump ha graziato i tacchini Gobble e Waddle prima del Ringraziamento, continuando questa usanza simbolica della presidenza americana. L’evento, tenutosi alla Casa Bianca, ha visto il presidente scherzare con i giornalisti mentre i due volatili “fortunati” venivano risparmiati dal destino che attende milioni dei loro simili durante le festività.
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La morsa del gelo sull’asse Milano-Pianura Padana: Sole e temperature rigide
Milano si sveglia in un clima decisamente pungente. L’attendibilità delle previsioni, confermata come molto elevata, parla chiaro: la giornata di mercoledì 26 novembre sarà caratterizzata da stabilità e aria frizzante, con velature mattutine che lasceranno spazio a un cielo sereno nel pomeriggio. Le temperature segnano il passo rispetto alle medie stagionali, con una massima registrata di 13 gradi e una minima che scende a 2 gradi. Lo zero termico si attesta sui 1514 metri.
Durante la mattinata, il cielo presenterà velature sparse con una temperatura percepita vicina allo zero, in assenza di precipitazioni e con venti praticamente assenti. A partire dal mezzogiorno, si prevedono lievi velature e un progressivo dissolversi delle nubi, portando la massima a 13 gradi. I venti rimarranno deboli, provenienti da Nord-Est. La sera e la notte saranno all’insegna della serenità, mantenendo le temperature su valori freddi, intorno ai 4-7 gradi. L’indice UV, come tipico di questo periodo, è molto basso.

Parigi, giornata grigia e fredda: la Capitale francese in attesa della pioggia
Anche Parigi è interessata da un generale raffreddamento, con temperature che si attestano circa 2 gradi sotto la media stagionale, secondo l’analisi dell’esperto Cyril Wuest. Le massime non supereranno i 9 gradi, con minime di 4 gradi. L’atmosfera risulterà particolarmente grigia: la mattinata è stata dominata da un cielo molto nuvoloso, con venti da Nord-Ovest che raggiungevano i 25 km/h.
Nel pomeriggio, il cielo si mantiene variabile, alternando tratti nuvolosi a timide schiarite, senza rischio di pioggia e con temperature che si mantengono fredde. Sebbene la giornata sia asciutta, la previsione notturna segnala un leggero rischio di precipitazioni (20% di probabilità), con una ricaduta termica sui 4 gradi. A differenza della Pianura Padana, dove il suolo si presenta secco, la capitale francese vive una fase di transizione verso condizioni più umide.
Scenari altalenanti: prospettive per i prossimi 15 giorni
Il quadro meteorologico per Milano si preannuncia inizialmente stabile e asciutto fino a sabato, mantenendo un clima da pieno inverno (massime sotto gli 11 gradi). La svolta è attesa per domenica, quando potrebbe verificarsi un potenziale ritorno delle piogge. La Lombardia dovrà poi prepararsi al ritorno della nebbia, elemento tipico della bassa stagione padana: le previsioni indicano la possibile comparsa di banchi di nebbia (nebbia a banchi/fitta) a partire dal 6 dicembre e nei giorni successivi. L’attendibilità di queste previsioni a lungo termine è comunque considerata buona.
L’editoriale di Rachel A colpi di grida sul clima
Ancora una volta, i bollettini meteo sembrano divisi tra l’allarme costante e la cruda realtà. Ci dicono che siamo in un’era di riscaldamento globale incontrollato, eppure Milano si sveglia con 2 gradi effettivi, un freddo che non si vedeva da tempo, e Parigi fatica a superare i 9 gradi. E notate un altro dettaglio, sfuggito ai titoli catastrofici: la poca pioggia e il suolo più secco del normale, a smentire il diluvio universale che ci viene profetizzato. La verità è che il sensazionalismo climatico ha preso il posto dell’analisi sobria. Basta un dato fuori media—in qualsiasi direzione—per far partire l’artiglieria pesante del “è colpa del cambiamento climatico”. Questo gelo improvviso, questo ritorno a un novembre quasi dimenticato, ci ricorda che il clima è un sistema complesso, non uno spettacolo di Hollywood. Ma l’audience, si sa, preferisce il dramma alla statistica. Complimenti a chi riesce ancora a prevedere un normale, freddo inverno, senza dover aggiungere una nota di panico apocalittico.
Chiusura
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