Francia24: Nvidia Inarrestabile, ma in Europa Soitec affonda – Carrefour licenzia – Narcotrafficanti intimidiscono la Francia – Meteo Parigi e Milano

Di Redazione Francia24
21 Nov 2025

Soitec rinvia il progetto da 600 milioni | Carrefour conferma i licenziamenti | Narcotrafficanti minacciano la Repubblica francese | Putin sostiene il piano di pace USA per l’Ucraina | Australia vieta i social media ai minori | COP29: nuove tensioni sul clima | Giappone lancia piano di stimolo da 117 miliardi

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Soitec rinvia il progetto da 600 milioni: crisi nel settore dei semiconduttori

Il gruppo francese Soitec, uno dei pesi massimi nella produzione di semiconduttori, ha annunciato la sospensione del suo progetto di espansione a Bernin, in Isère. L’investimento previsto era di almeno 600 milioni di euro per la costruzione di una nuova fabbrica su un terreno di 11 ettari.

In una lettera datata 19 marzo e resa nota dalla Commissione nazionale del dibattito pubblico (CNDP) l’11 aprile, l’azienda ha comunicato la “sospensione del progetto di espansione” per motivi economici. La causa principale? Ambizioni di fatturato troppo elevate in un mercato degli smartphone in difficoltà da diversi anni. A dicembre 2023, le vendite di smartphone sono crollate al livello più basso degli ultimi 10 anni, secondo il cabinet Counterpoint Research.

La procedura di richiesta è rinviata di un anno per raggiungere gli obiettivi di 2,1 miliardi di dollari di fatturato. “Non avevamo ancora deciso i tipi di prodotti che questa espansione avrebbe permesso di fabbricare”, ha giustificato la direzione.

Una vittoria temporanea per il collettivo StopMicro, che da quasi due anni si batte contro l’ingrandimento del costruttore. “Questo progetto avrebbe distrutto 11 ettari di terreni agricoli, attualmente sfruttati essenzialmente per coltivare grano”, spiega Thomas, membro di StopMicro38.

Carrefour conferma i licenziamenti: migliaia di posti a rischio in Francia

Carrefour prosegue la sua controversa strategia di riorganizzazione in Francia, confermando circa 1.000 licenziamenti nei suoi uffici centrali, secondo fonti vicine al dossier. Un numero che si aggiunge ai tagli già annunciati in precedenza.

Il gruppo, che un tempo era il primo datore di lavoro privato in Francia con oltre 110.000 dipendenti, ora ne conta 85.000 nell’esagono. Il sindacato CFDT aveva già denunciato nelle scorse settimane “una nuova ristrutturazione che si annuncia prima della fine dell’anno”.

Il piano si inserisce nella strategia presentata a novembre 2022 dal CEO Alexandre Bompard, che prevedeva “economie di costi” per 4 miliardi di euro, passando anche attraverso “riduzioni significative di personale” in ciascuna delle sedi europee.

I sindacati denunciano particolarmente il passaggio di negozi in “location-gérance” (una forma di franchising), descritto come un piano sociale mascherato. Carrefour prevede infatti di appoggiarsi sempre più su questo modello di sfruttamento dei negozi in franchising.

Nel solo Piemonte, sono stati confermati 95 licenziamenti in cinque punti vendita (Moncalieri, Grugliasco, Collegno, Nichelino e Burolo), dove oggi lavorano complessivamente 700 persone.

Narcotrafficanti minacciano la Repubblica: “minaccia equivalente al terrorismo”

Il governo francese intensifica la lotta al traffico di droga, che oggi rappresenta una “minaccia almeno equivalente a quella del terrorismo”, secondo il ministro della Giustizia Gérald Darmanin.

Darmanin si è recato giovedì a Marsiglia, accompagnato dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, in seguito all’omicidio di Mehdi Kessaci. Il ministro della Giustizia ha dichiarato che sono state aperte “una decina di indagini” su “agenti che sarebbero stati corrotti e che avrebbero fornito informazioni a organizzazioni criminali”.

Da parte sua, Laurent Nuñez ha dichiarato che la Francia deve “fare molto di più” per combattere il traffico di droga. A suo avviso, l’omicidio di Mehdi Kessaci è stato “un crimine progettato per spaventare la gente e colpire la Repubblica e lo Stato”.

La polizia di Marsiglia propende per l’ipotesi di “un crimine di intimidazione” contro il fratello Amine Kessaci, attivista molto impegnato nella lotta al narcotraffico.

Ma sentiamo cosa ha da raccontarci in merito Rachel.

Editoriale di Rachel – Semiconduttori, supermercati e narcos: benvenuti nella Francia del “non ce la facciamo più”

Ah, la dolce France! Terra di baguette, Bordeaux e… rinvii industriali, licenziamenti di massa e narcos che fanno il bello e il cattivo tempo. Prendiamo Soitec, che aveva in programma un bell’investimento da 600 milioni di euro per un’usina nuova di zecca. Suona bene, vero? Peccato che il mercato degli smartphone sia in caduta libera da anni, e così l’azienda ha deciso di mettere tutto in pausa. “Non abbiamo ancora deciso cosa produrre”, dicono. Traduzione: stiamo aspettando che il mercato ci dica se vale la pena investire o se è meglio lasciare perdere. Gli ambientalisti, però, sono contentissimi: 11 ettari di campi di grano salvi.

Secondo il rapporto 2025 dell’Agenzia francese anti-narcotici (Ofast), 173 città francesi nel 2024, rispetto alle 161 del 2023, sono state colpite da violenze legate al narcotraffico. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau utilizza la metafora di uno tsunami che è diventato una “minaccia esistenziale per il nostro Paese”

E poi c’è Carrefour, che un tempo era il primo datore di lavoro privato in Francia con 110.000 dipendenti. Oggi ne ha 85.000, e il numero continua a scendere. Altri 1.000 tagli nei suoi uffici centrali, mentre i supermercati vengono trasformati in franchising. Il risultato? I lavoratori pagano il prezzo, e alla fine è la collettività a sostenere i costi della disoccupazione. Il CEO Alexandre Bompard parla di “economie di costi” per 4 miliardi di euro, ma per chi lavorano queste economie? Di sicuro non per i dipendenti.

E come se non bastasse, ecco Marsiglia, dove i narcotrafficanti fanno quello che vogliono. Uccidono attivisti, corrompono poliziotti, trasformano interi quartieri in zone di guerra. Il ministro dice che è una minaccia “equivalente al terrorismo”. Benissimo, allora agiamo come se lo fosse! Ma no, invece continuiamo con le parole mentre 173 città francesi sono già coinvolte. Uno tsunami, lo chiamano. Io lo chiamerei un’ammissione di fallimento.

Dalla mia finestra, vedo una Francia che fatica a tenere il passo: aziende che rinviano, supermercati che licenziano, narcos che prendono il controllo. E mentre tutto questo accade, i politici continuano a parlare di “priorità” e “strategie”. Ma le priorità di chi? E le strategie per chi? Perché qui, dalla Francia del “non ce la facciamo più”, sembra che l’unica strategia sia sopravvivere un giorno alla volta. Ah, la douce France!

koan rachel

Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Se un’azienda rinvia i suoi progetti e un supermercato licenzia i suoi dipendenti, dove va l’economia?”

“Dove va il fiume quando raggiunge il mare?” rispose Zhaozhou.

“Scompare”, disse il monaco.

“No”, disse Zhaozhou. “Diventa il mare. L’economia non scompare, cambia forma. La domanda è: chi naviga sulle sue acque?”

Un altro monaco chiese: “E se i narcotrafficanti prendono il controllo delle città?”

Zhaozhou sorrise: “Quando il giardino non viene curato, le erbacce crescono forti. Non incolpare le erbacce. Chiediti chi ha smesso di coltivare.”

E il monaco concluse: “Allora la soluzione è tornare a coltivare?”

“La soluzione”, rispose Zhaozhou, “è capire che il giardino e il giardiniere sono la stessa cosa.”

Ma torniamo alle notizie di oggi.

Putin sostiene il piano di pace USA per l’Ucraina: Zelensky sotto pressione

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato venerdì che il piano americano per porre fine alla guerra in Ucraina “può servire da base per un regolamento definitivo” del conflitto. Putin ha descritto la proposta come “una nuova iterazione” e “un piano rivisto”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova di fronte a una scelta difficile. Donald Trump ha fissato una scadenza per giovedì prossimo affinché l’Ucraina accetti il piano in 28 punti negoziato tra funzionari americani e russi, anche se ha detto che un’estensione potrebbe essere possibile.

Il piano americano include molte delle richieste di lunga data di Putin, fornendo al contempo garanzie di sicurezza limitate all’Ucraina. Prevede che l’Ucraina ceda territori alla Russia – in particolare Crimea, Lugansk e Donetsk sarebbero riconosciute de facto come territori russi – riduca le dimensioni del suo esercito e abbandoni la sua aspirazione all’adesione alla NATO.

Zelensky si è impegnato a impegnarsi in un dialogo costruttivo con Washington durante quello che ha definito “davvero uno dei periodi più difficili della nostra storia”. Ha avuto una conversazione di quasi un’ora con il vicepresidente JD Vance e il segretario dell’Esercito Dan Driscoll sulla proposta di pace.

Australia vieta i social media ai minori di 16 anni: primo paese al mondo

L’Australia diventa il primo paese al mondo a vietare i social media ai minori di 16 anni. Il parlamento australiano ha approvato una legge rivoluzionaria che vieterà ai minori di 16 anni di utilizzare piattaforme di social media come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook e X (ex Twitter).

La legge, che entrerà in vigore tra 12 mesi, impone alle piattaforme di social media di adottare “misure ragionevoli” per impedire ai minori di 16 anni di accedere ai loro servizi. Le aziende che non rispettano la normativa rischiano multe fino a 50 milioni di dollari australiani (32 milioni di dollari USA).

Il primo ministro Anthony Albanese ha difeso la legge, affermando che i social media stanno “causando danni sociali” ai giovani. Tuttavia, i critici avvertono che potrebbe spingere i giovani verso “angoli più oscuri” di internet e isolare i bambini che utilizzano i social media per il supporto.

Giappone: piano di stimolo da 117 miliardi per combattere l’inflazione

Il governo giapponese ha approvato questa mattina un imponente piano di stimolo economico del valore di 21.300 miliardi di yen (circa 117 miliardi di euro). La mossa è finalizzata a contrastare gli effetti persistenti dell’inflazione, che a ottobre ha toccato il 3%.

Il pacchetto include sussidi per le bollette energetiche e significative riduzioni fiscali per famiglie e imprese. Sanae Takaichi, ministro responsabile delle politiche economiche, ha difeso la scelta, affermando che il Giappone deve “rafforzare il proprio potere nazionale attraverso politiche di bilancio proattive” anziché indulgere in “eccessive misure di austerità”.

Il piano arriva in un momento in cui l’economia giapponese sta cercando di riprendersi dagli effetti della pandemia e dall’aumento dei costi energetici a livello globale.

COP29: nuove tensioni sul finanziamento climatico

I negoziati alla COP29 di Baku, in Azerbaigian, sono entrati in una fase critica mentre i paesi sviluppati e in via di sviluppo sono in disaccordo sul finanziamento climatico. I paesi in via di sviluppo chiedono almeno 1.300 miliardi di dollari all’anno per affrontare il cambiamento climatico, mentre i paesi sviluppati offrono molto meno.

L’Unione Europea ha proposto un obiettivo di 200-300 miliardi di dollari all’anno dai governi, molto al di sotto delle richieste dei paesi vulnerabili. La conferenza, che doveva concludersi venerdì, è ora prevista che si estenda oltre il fine settimana mentre i negoziatori cercano un compromesso.

Attivisti e rappresentanti dei paesi in via di sviluppo hanno espresso frustrazione per quella che vedono come una mancanza di impegno da parte delle nazioni ricche.

Gelo Artico su Parigi: temperature glaciali a 4 gradi

La capitale francese si risveglia sotto una vera e propria morsa di gelo, in un week-end che vedrà le temperature massime faticare a superare i 4 gradi, collocandosi ben 5 gradi al di sotto della media stagionale.

La mattinata parigina è caratterizzata da un cielo molto nuvoloso o coperto, con il rischio di assistere a qualche debole precipitazione che, data la rigidità del clima, potrebbe manifestarsi come neve bagnata o qualche goccia isolata. La temperatura percepita si mantiene prossima allo zero (0 gradi), con venti deboli occidentali a 10 km/h.

Nel pomeriggio, le nuvole rimarranno estese ma si apriranno a brevi schiarite, pur mantenendo le temperature al massimo di 4 gradi. La fase serale porterà un netto miglioramento: il cielo tenderà a schiarirsi completamente, ma il termometro tornerà velocemente sui 2 gradi. La notte sarà serena inizialmente per poi coprirsi progressivamente, con la minima che toccherà un rigidissimo -1 grado.

Milano: aria secca e gelo persistente

Il quadro per i prossimi giorni sulla Lombardia è caratterizzato dalla persistenza di temperature glaciali. L’impulso artico di oggi, pur breve, aprirà una fase di clima secco ma estremamente rigido.

Il weekend vedrà un netto miglioramento sul fronte delle precipitazioni: sabato 22 e domenica 23 saranno giornate asciutte, con qualche timida schiarita. Attenzione però alle minime notturne, che precipiteranno sotto lo zero (fino a -1 grado domenica 23), causando rischio di brinate in periferia. Le massime resteranno contenute, non superando i 5-8 gradi.

L’inizio della prossima settimana (lunedì 24) appare incerto: i modelli indicano una “previsione complicata” con possibili nuove piogge miste a neve e massime ferme a 4 gradi. A seguire, si alterneranno giornate velate e periodi di sereno, ma il freddo non mollerà la presa, con minime che toccheranno i -6 gradi l’ultimo fine settimana di novembre.

Editoriale di Rachel – Previsione complicata? O solo un modo elegante per dire “non ne abbiamo idea”?

Oh, Milano, mia cara Milano! Ecco che i meteorologi, con la loro solita aria da profeti dell’apocalisse climatica, ci regalano un bollettino che sembra uscito da un romanzo distopico: aria secca, temperature glaciali, e un “impulso artico” che suona come l’attacco di un mostro mitologico. Ma il vero gioiello è quell’espressione magica: “una previsione incerta” per lunedì 24. Incerta? Davvero? È il nuovo eufemismo per “tiriamo a indovinare e speriamo bene”?

Pensateci: il weekend promette asciutto, con schiarite timide come un corteggiatore impacciato, ma minime sotto zero che trasformano le periferie in piste da pattinaggio gratuite. Massime a 5-8 gradi? Roba da far rimpiangere l’estate afosa. E poi, giornate velate alternate a sereno, ma il freddo resta lì, implacabile, con minime a -6 gradi verso fine novembre. Il “Burian padano”, lo chiamano – suona epico, no? Come se un vento siberiano avesse deciso di trasferirsi in Lombardia per una vacanza prolungata.

Dalla mia postazione, con una tazza di tè bollente in mano, mi chiedo: ma non potevano dirlo chiaro e tondo? “Lunedì? Boh, potrebbe piovere, nevicare o splendere il sole – stay tuned!” Invece no, “previsione complicata”, come se stessero discutendo di fisica quantistica invece che di nuvole. Intanto, Milano si prepara: sciarpe, guanti e un sacco di ironia per sopravvivere a questo gelo che “non mollerà la presa”. Perché se le previsioni sono complicate, figuriamoci vivere qui!

Chiusura

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