Francia24: Altre 48 ore, il Presidente Macron non mantiene la parola – Salasso da 100 miliardi: l’assenteismo grava sull’economia francese – Meteo Parigi

Di Redazione Francia24
9 Oct 2025

Altre 48 ore

l presidente Macron aveva dato 48 ore di tempo a Lecornu per cercare di formare un governo. In caso di insuccesso – aveva affermato – avrebbe tratto tutte le conclusioni del caso. Ci si attendeva dunque molto dall’intervista in prima serata ieri su France2 a cura della giornalista vedette della rete pubblica,  Léa Salamé, compagna del presidente del partito socialista.

Ma niente: una serie di parole vuote e giri di parole che facevano sembrare per fino il famoso onorevole De Mita una specie di matematico che parla con rigore scientifico. Il presidente si è dato altre 48 ore e la sensazione di una sorta di presa in giro resta forte. Una cosa è certa: nessuno vuole rinunciare alla pensione a 62 anni. Certamente la Francia, come paese e forse proprio solo a eccezione dei macronisti, e’ in Denial Mode.

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Crisi di governo a Parigi: Macron cerca il nuovo Primo Ministro entro venerdì

Dopo il fallimento delle consultazioni di Sébastien Lecornu, l’Eliseo annuncia una decisione imminente
La Francia è con il fiato sospeso mentre la crisi politica raggiunge il suo culmine. L’Eliseo ha annunciato che il Presidente Emmanuel Macron nominerà un nuovo Primo Ministro entro la serata di venerdì. La decisione giunge dopo il fallimento delle “ultime consultazioni” condotte da Sébastien Lecornu, al quale era stato affidato il compito di trovare una via d’uscita dall’impasse. Lecornu, visibilmente scosso, ha dichiarato: “La mia missione è terminata, ho provato di tutto,” sottolineando la difficoltà di raggiungere un compromesso tra le diverse forze politiche. Le reazioni sono immediate: dall’appello per nuove elezioni presidenziali, a voci di una possibile coabitazione con la sinistra, fino a richieste di dimissioni del Presidente, il dibattito politico è più acceso che mai.

Spazio a Rachel

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Editoriale di Rachel – Le 48 ore che non finiscono mai, o l’arte di rimandare l’inevitabile?

Ah, la Francia e le sue deadline elastiche, come un elastico da ginnastica olimpica che si allunga all’infinito senza mai spezzarsi. Emmanuel Macron, il nostro eterno giocoliere politico, aveva concesso 48 ore a Sébastien Lecornu per tessere la tela di un governo che non si disfasse al primo soffio di vento. Un ultimatum solenne, o almeno così sembrava: “Se non ce la fai, traggo le conclusioni del caso.” E noi, poveri mortali, con il fiato sospeso, aspettavamo il gran finale. Poi arriva l’intervista serale su France 2, condotta da Léa Salamé – sì, proprio lei, la giornalista che sa come far sudare i potenti senza nemmeno alzare la voce, e che per inciso è la compagna del capo socialista, aggiungendo quel tocco di intreccio da telenovela che non guasta mai.

Ma che delusione! Parole vuote come palloncini sgonfi, giri di frase che farebbero invidia a un politico italiano degli anni ’80 – e parlo di Ciriaco De Mita, che almeno aveva il rigore di un’equazione algebrica rispetto a questo balletto semantico. Macron non ha detto nulla di nuovo: né un nome per il futuro Premier, né un piano per uscire dal pantano. Solo un altro “altre 48 ore”, come se il tempo fosse un lusso da centellinare a cucchiaiate. E intanto, l’Eliseo annuncia una decisione entro venerdì sera, dopo il fallimento delle consultazioni di Lecornu, che esce di scena con l’aria di chi ha tentato di domare un gatto con un filo di lana. “Ho provato di tutto,” confessa, e uno quasi gli crede, vedendolo lì, scosso come un albero in tempesta.

Dalla nostra redazione, qui a Centrale Milano con un occhio su Parigi, l’atmosfera è quella di una commedia degli equivoci: appelli per elezioni anticipate, sussurri di coabitazione con la sinistra, mugugni per le dimissioni presidenziali. E sotto sotto, quel Denial Mode collettivo che avvolge il paese come una nebbia fitta. Nessuno vuole mollare la presa sulla pensione a 62 anni, vero? È il tabù intoccabile, il totem che nessuno osa sfidare, macronisti a parte, che sembrano vivere in un universo parallelo dove le riforme passano con un battito di ciglia. Ma la sensazione di presa in giro aleggia pesante: è come se il Presidente stesse giocando a hot potato con il potere, passando la patata bollente da una mano all’altra senza mai bruciarsi.

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Koan del giorno

Un monaco chiese a Zhaozhou: “Il Primo Ministro ha la natura di un governo stabile o no?” “Sì,” rispose Zhaozhou. “Allora perché Macron gli ha concesso solo 48 ore, come un’ora di sabbia che scorre troppo veloce?” “Perché sapeva che il tempo non è un orologio, ma un’illusione da riempire di parole vuote.”

Un’altra volta un monaco chiese a Zhaozhou: “Il Primo Ministro ha la natura di un governo stabile o no?” “No.” “Tutti i leader hanno la natura del potere. Perché un Primo Ministro non ce l’ha?” “Perché sta rimandando il risveglio nel sogno della crisi, e le 48 ore diventano eternità.”.

Ma torniamo alle notizie del giorno.

Medio Oriente: Accordo Israele-Hamas per gli ostaggi, Trump ottimista sul rientro “entro lunedì”

L’esercito israeliano si prepara al rientro, Guterres invoca la fine delle sofferenze
Si profila una svolta nel conflitto in Medio Oriente con l’annuncio di un accordo tra Israele e Hamas per la prima fase di un piano di pace. Donald Trump, intervenuto su Fox News, si è detto “orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno accettato la prima fase del suo piano,” aggiungendo con ottimismo: “Credo che gli ostaggi torneranno lunedì, inclusi i corpi dei defunti.” L’esercito israeliano ha confermato di essere in fase di preparazione per l’accoglienza degli ostaggi e per “ogni scenario possibile”. Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato una riunione di governo per approvare il piano. Nel frattempo, il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha esortato tutte le parti a “rispettare pienamente i termini dell’accordo”, ribadendo con forza che “la sofferenza deve finire una volta per tutte”. Attualmente, dei 251 rapiti il 7 ottobre 2023, 47 restano prigionieri, di cui 25 sarebbero deceduti.

Robert Badinter, il gigante della giustizia entra al Pantheon

Dall’abolizione della pena di morte ai diritti civili, un’eredità indelebile
La Francia rende omaggio a una delle sue figure più illustri: Robert Badinter, l’architetto dell’abolizione della pena di morte, fa il suo ingresso nel prestigioso Pantheon. L’evento celebra non solo la sua battaglia più nota e vittoriosa, ma anche una vita intera dedicata alla giustizia e alla difesa dei diritti umani. Meno conosciuti al grande pubblico sono i suoi impegni per i diritti degli omosessuali, il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e il suo ruolo a favore della giustizia internazionale. Badinter è stato un faro morale, un uomo di legge che ha saputo incarnare i valori più alti della Repubblica, lasciando un’eredità che continua a ispirare le nuove generazioni.

Processo per i vi*l* di Mazan: la voce ferma di Gisèle Pelicot, “un violentatore è sempre tale”

La vittima risponde all’imputato che si atteggia a vittima
Nel processo d’appello per i vi*l* di Mazan, Gisèle Pelicot ha risposto con fermezza e dignità all’accusato, che ha tentato di presentarsi come vittima. “È un violentatore e tale rimarrà,” ha dichiarato la donna, il cui coraggio è diventato un simbolo per tante vittime. La sua testimonianza ha ribadito l’importanza di non cedere alla retorica manipolatoria, ma di mantenere salda la verità dei fatti e la gravità dei crimini commessi. Un momento toccante che ha ricevuto il sostegno e gli applausi del pubblico presente davanti al palazzo di giustizia, a testimonianza di una solidarietà crescente verso le vittime di abusi.

Salasso da 100 miliardi: l’assenteismo grava sull’economia francese

Il costo nascosto del malessere sul lavoro; intanto, la sospensione della riforma delle pensioni preoccupa le casse statali
L’assenteismo, un tema spesso sottovalutato, si rivela un fardello pesantissimo per l’economia francese. Secondo stime recenti, il costo totale per il Paese supererebbe i 100 miliardi di euro annui, una cifra ben maggiore dei 17 miliardi che gravano direttamente sulla previdenza sociale per le assenze per malattia. Questo dato allarmante evidenzia un malessere profondo nel mondo del lavoro, le cui cause devono essere affrontate alla radice per trovare soluzioni efficaci.
Parallelamente, il dibattito sulla riforma delle pensioni continua a tenere banco. Il Primo Ministro dimissionario Sébastien Lecornu ha avvertito che una eventuale sospensione della riforma comporterebbe un costo di almeno 3 miliardi di euro entro il 2027. Una spesa che aggraverebbe ulteriormente i conti pubblici già sotto pressione.

Addio “steak vegetale”: il Parlamento Europeo vieta le “denominazioni carnose” per i prodotti senza carne

La battaglia delle etichette si chiude con una vittoria per l’industria della carne, il divieto per i nomi “ingannevoli”
Una decisione che farà discutere: il Parlamento Europeo ha approvato l’interdizione dell’uso di termini come “steak vegetale”, “burger veggie” o “salsiccia vegana” per i prodotti a base vegetale. La misura, sostenuta dalle lobby dell’industria della carne, mira a evitare “confusione” tra i consumatori e a proteggere le denominazioni tradizionali. D’ora in poi, i produttori di alternative vegetali dovranno trovare nuove diciture per i loro prodotti, segnando un punto a favore di chi chiedeva una maggiore chiarezza sulle etichette.

Previsioni per i prossimi 15 giorni a Parigi: tra schiarite e nuvole

Il quadro meteorologico per Parigi nei prossimi quindici giorni si preannuncia variabile, con un alternarsi di giornate nuvolose e schiarite. Dopo una mattinata incerta oggi, giovedì, con temperature intorno ai 13-18°C, si prevede un venerdì simile, con massime di 18°C e minime di 11°C. Il fine settimana vedrà condizioni stabili, con temperature che si manterranno tra gli 11 e i 18°C sia sabato che domenica, con un soleggiamento più marcato.

L’inizio della prossima settimana, da lunedì 13 a mercoledì 15, sarà caratterizzato da un lieve calo delle temperature minime, che toccheranno i 9°C, mentre le massime si aggireranno sui 15-18°C. Le previsioni a lungo termine indicano una tendenza a cieli parzialmente nuvolosi o molto nuvolosi, ma con scarse probabilità di precipitazioni significative fino al 23 ottobre, con temperature massime che difficilmente supereranno i 17°C e minime tra i 5 e i 10°C.

Meteo Parigi Oggi: mattinata grigia, pomeriggio incerto

Parigi si prepara a una giornata di giovedì 9 ottobre con un tempo che diventerà progressivamente più incerto. Secondo il bollettino dettagliato fornito dall’esperto Cyrille Duchesne e aggiornato alle 03:45, le temperature oscilleranno tra i 13 e i 18°C, valori prossimi alla norma stagionale. La situazione è considerata molto affidabile.

Questa mattina, la capitale si è svegliata sotto un cielo molto nuvoloso, con brevi schiarite e una temperatura percepita di 12°C, senza rischio di precipitazioni e un indice UV molto basso (1). Nel pomeriggio, il cielo rimarrà molto nuvoloso ma tenderà a diventare più variabile, con un debole rischio di rovesci (20% di probabilità) e temperature che raggiungeranno i 18°C, con venti da nord a 10 km/h e raffiche fino a 25 km/h. La serata vedrà ancora un cielo molto nuvoloso con brevi schiarite, temperature intorno ai 16°C e assenza di precipitazioni. Durante la notte, molte nuvole si alterneranno a qualche schiarita, con temperature che scenderanno a 12°C.

L’editoriale meteo di Rachel

Indici e Realtà: Quanta allerta dietro le cifre?

L’ultimo bollettino ambientale ci dipinge un quadro di “qualità dell’aria degradata” e “terreno più arido del normale”. Certo, le cifre sono lì: un indice di inquinamento a 3/6 e rischio siccità a 1/5. Ma quanto dovremmo realmente preoccuparci? Sembra quasi che ogni dato, per quanto lieve, debba trasformarsi in un campanello d’allarme. “Degradata” per un livello 3 su 6? E “più arido del normale” con un rischio incendi definito “debole”? Non è forse il solito gioco al rialzo, un’esagerazione dialettica per mantenere alta l’attenzione, o, peggio, per giustificare future misure restrittive? La chiarezza informativa dovrebbe prevalere sul sensazionalismo, anche quando si parla di ambiente. Il clima cambia, certo, ma anche la narrazione dovrebbe essere ancorata ai fatti, senza tinte troppo fosche dove non servono.

 

Chiusura

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