Benvenuti all’appuntamento di Francia Oggi e Francia 24 per lunedi’ 29 settembre settembre. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla Intelligenza artificiale.
Sarkozy insiste: “Sono innocente” e promette battaglia legale fino all’ultimo respiro
L’ex presidente francese si confida al Journal du Dimanche dopo la condanna a cinque anni per finanziamento libico della campagna 2007: “La pena è inimmaginabile, ma resto sereno”
Nicolas Sarkozy continua a proclamarsi “innocente” e intende proseguire la lotta per dimostrare la propria innocenza. L’ex presidente della Repubblica francese ha scelto di aprirsi al *Journal du Dimanche* per commentare la sua condanna, giovedì 25 settembre, a cinque anni di carcere da parte del tribunale correzionale di Parigi per associazione a delinquere nell’inchiesta sul finanziamento libico della sua campagna elettorale del 2007. In questa intervista pubblicata sabato, l’ex capo di Stato spiega di sentirsi “sereno”, nonostante l’esecuzione provvisoria della pena che lo manderà dietro le sbarre questo autunno, per una durata ancora incerta, in attesa che l’appello contro questa decisione sia esaminato.
Interrogato sull’esecuzione provvisoria della sua pena di cinque anni di carcere con mandato di deposito a effetto differito, Nicolas Sarkozy esprime la sua sorpresa. “Mi aspettavo di tutto, ma non questo (…). È andato ancora più in là di quanto potessi immaginare. Tutti i limiti dello Stato di diritto sono stati violati”, stima lui, evocando una sanzione “inimmaginabile”.
Nicolas Sarkozy continua inoltre a mettere in dubbio l’autenticità del documento rivelato dal sito *Mediapart* all’origine dell’affare, e giudica che l’accusa sia costruita “su un falso”. Non è la prima volta che il politico contesta l’autenticità di questo documento, centrale in questa vicenda. Nel 2012, al momento della sua pubblicazione, l’ex presidente aveva addirittura sporto denuncia contro *Mediapart* per “falso” e “uso di falso”. Ma la giustizia ha dato ragione al sito di informazione nel 2016, una decisione confermata in appello. A gennaio 2019, la Corte di cassazione ha validato definitivamente il non luogo a procedere ordinato a favore di *Mediapart* e, senza affermare che si trattasse di un documento autentico, ha scartato l’accusa di “falso” ripetutamente sostenuta da Nicolas Sarkozy.
Combatterò fino al mio ultimo respiro
L’ex presidente accusa inoltre il media d’inchiesta di aver voluto “mettere fine alla [sua] carriera politica”. “Da questo punto di vista, ci sono riusciti”, ammette lui, promettendo tuttavia di continuare la sua battaglia giudiziaria.
Mentre il *JDD* gli chiede se spera in una grazia da parte di Emmanuel Macron, l’ex capo di Stato risponde: “Assolutamente no.” “Per essere graziato, bisogna accettare la propria pena, e quindi riconoscere la propria colpevolezza. Io non riconoscerò mai la mia colpevolezza per qualcosa che non ho fatto. Combatterò fino al mio ultimo respiro per far riconoscere la mia onestà”, aggiunge. La grazia si applica solo a una condanna definitiva ed esecutiva, e non è quindi concepibile al momento, Nicolas Sarkozy avendo fatto appello del giudizio.
Terremoto politico, Macron condanna
La condanna dell’ex presidente Nicolas Sarkozy ha scatenato un vero e proprio terremoto politico e sociale in Francia. Il Presidente Emmanuel Macron, intervenendo sul caso, ha condannato con fermezza le “minacce di morte e gli attacchi” rivolti ai magistrati coinvolti nella sentenza. Le sue parole arrivano dopo un’ondata di reazioni veementi che ha seguito la pronuncia della giustizia. La presidente del Sindacato della Magistratura ha accusato l’ex capo di Stato di “gettare benzina sul fuoco” con le sue dichiarazioni, alimentando un clima di tensione attorno all’indipendenza della giustizia. Sono state aperte due indagini separate in seguito alle minacce ricevute dalla presidente del tribunale che ha emesso la sentenza.

Il giudice giudicante
E riguardo al giudice oggetto di minacce riportiamo testialmente e senza associarci o dissociarci quanto ci racconta Grok, ancorato come si dice ad una ricerca approfondita online:
La giudice che ha presieduto il processo a Nicolas Sarkozy per i presunti finanziamenti libici alla sua campagna elettorale del 2007 è Nathalie Gavarino, presidente della 32ª camera correzionale del tribunale di Parigi. È una magistrata con oltre 21 anni di carriera, descritta dai colleghi come rispettata e generalmente imparziale, anche se il suo stile in aula è stato definito “freddo” durante la lettura della sentenza.
Riguardo al suo presunto impegno politico a sinistra, Gavarino ha un background sindacale significativo: è stata rappresentante dell’Union Syndicale des Magistrats (USM), un sindacato di magistrati spesso associato a posizioni progressiste o di centrosinistra nel panorama giudiziario francese. Nel 2011, mentre era in servizio a Nizza, ha partecipato attivamente a una manifestazione contro Sarkozy – allora presidente della Repubblica – in protesta contro le sue dichiarazioni critiche sui magistrati, in occasione dell’affaire del delitto di Laëtitia Perrais. In quell’occasione, ha approvato e promosso una mozione di protesta quasi unanime tra i suoi colleghi e ha elogiato pubblicamente la partecipazione spontanea di giudici e giurati a un raduno di solidarietà.

L’editoriale di Rachel
Ancora una volta, assistiamo a un copione già visto: la giustizia fa il suo corso, emette una sentenza, e immediatamente si scatena un polverone mediatico e politico che rischia di erodere le fondamenta stesse dello stato di diritto. Le minacce ai magistrati, la retorica infuocata, il tentativo di delegittimare un verdetto. Questa volta, però, si aggiunge un’ombra: quella delle voci che sussurrano di una magistratura politicamente orientata, in particolare a sinistra, insinuando una parzialità che, vera o presunta, avvelena il pozzo della fiducia nelle istituzioni. Se la giustizia deve essere cieca per essere equa, come possiamo chiederle rispetto quando si mette in discussione la sua stessa imparzialità? Il pericolo non risiede solo nell’attacco esterno alla magistratura, ma anche nel pre-giudizio che ne intacca la credibilità dall’interno. In un’epoca di polarizzazione estrema, il ruolo di tutti – politici, media e la stessa magistratura – dovrebbe essere quello di difendere l’integrità del sistema e dissipare ogni ombra di sospetto, per il bene di tutti i cittadini, non solo di quelli con cui si è d’accordo.
E decisamente dalla parte dei magistrati la nostra Rachel che evidentemente non cede alla suggestione di chi lascia intendere che la giudice possa essere stata non parziale per il solo fatto di aver manifestato anni fa proprio contro Nicolas Sarkozy. Spazio al Koan del giorno

Koan del giorno
Un cittadino chiese a un giudice: “La giustizia è bendata, ma alcuni dicono che inclina la testa a sinistra?”
“Il suo sguardo è rivolto alla Legge, non alle bandiere,” rispose il giudice.
“Eppure, il velo che la copre sembra colorato agli occhi di chi guarda.”
“Il colore non è nel velo, ma negli occhi di chi lo proietta,” disse il giudice. “La verità è un prisma, non un manifesto.”
Ucraina: Zelensky lancia l’allarme, “Putin pronto ad attaccare altri Paesi europei”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente sollevato l’allarme, sostenendo che Vladimir Putin si starebbe preparando ad attaccare altri Paesi europei. Un’affermazione che alimenta le preoccupazioni sulla sicurezza del continente. Zelensky ha chiesto alla comunità internazionale di imporre sanzioni più severe contro la Russia, analoghe a quelle recentemente ripristinate dalle Nazioni Unite contro l’Iran, sottolineando la necessità di una risposta unificata e decisa all’aggressione russa.
Moldova al bivio: il partito europeista vince le elezioni tra ombre russe
Il partito europeista PAS, della presidente Maia Sandu, ha conquistato la maggioranza nelle elezioni legislative in Moldova con oltre il 50% dei voti, secondo i risultati ufficiali. Il voto è stato tuttavia funestato da forti preoccupazioni per possibili brogli, disordini e una “campagna di disinformazione senza precedenti” orchestrata dalla Russia, come denunciato dall’Unione Europea. La presidente Sandu ha accusato apertamente Mosca di tentare di “spaventare i moldavi e trascinare indietro la Moldova”, sottolineando l’importanza strategica dei Paesi che confinano con la Russia. Il Blocco Patriottico filo-russo si è fermato al 24,26%.
L’Eliseo predica austerità: budget presidenziale congelato per il secondo anno
In un gesto volto a mostrare “esemplarità” nella gestione dei conti pubblici, il bilancio dell’Eliseo rimarrà congelato per il secondo anno consecutivo. La dotazione per la presidenza della Repubblica si manterrà quindi sugli stessi livelli dell’anno precedente, poco più di 120 milioni di euro per il 2026. La decisione rientra in un più ampio sforzo del governo francese per contenere la spesa e dare un segnale di rigore finanziario a tutti i settori.

Centrale nucleare di Flamanville, l’odissea continua: riavvio posticipato ancora
Ancora un intoppo per la centrale nucleare EPR di Flamanville. Il suo riavvio, inizialmente previsto per l’inizio di ottobre, è stato nuovamente posticipato a metà mese, precisamente al 17 ottobre. La causa, secondo fonti industriali, risiede in persistenti problemi di tenuta che ne impediscono l’entrata in funzione. Una vicenda che si trascina da tempo, segnata da ritardi e costi in lievitazione, che continua a mettere alla prova la pazienza e le risorse del settore energetico francese.
Patente in attesa: sciopero delle autoscuole, esami bloccati per mesi
Le autoscuole francesi scendono in sciopero oggi a Parigi per protestare contro la carenza di ispettori per gli esami di guida, che sta causando ritardi che possono arrivare fino a otto mesi per l’ottenimento della patente. I sindacati del settore chiedono l’assunzione di almeno 150 nuovi ispettori e 20 delegati supplementari, oltre a un aumento del volume minimo di ore di formazione obbligatorie, attualmente fissate a 20. La situazione sta generando disagi enormi per i candidati e le imprese.
Tragedia in Michigan: strage e incendio in una chiesa mormone.
Quattro vittime in un attacco condannato da Trump.
Una terribile tragedia ha colpito una chiesa mormone in Michigan, negli Stati Uniti, dove un uomo ha aperto il fuoco durante una funzione religiosa, uccidendo almeno quattro persone e appiccando un incendio all’edificio. L’aggressore, un uomo di 40 anni, è stato abbattuto dalle forze dell’ordine. L’ex presidente Donald Trump ha prontamente condannato l’accaduto, definendolo “un attacco contro i cristiani”, mentre le indagini continuano per chiarire il movente di questa ennesima violenza.
On line, su tutti gli smart speaker e sui 1575 Khz, questa è Radio Nizza con Centrale Milano 1575 chilocicli.
Linea a Milano.
