Francia24: Francia “Too big to fail”? Da Fitch a Standard & Poor’s arrivano i ratings – La notazione da Sarkozy a Macron – Lisnard su malattie durante le vacanze

Di Redazione Francia24
12 Sep 2025

Benvenuti all’appuntamento d Francia 24 per il week end del 12 setttembre 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla IA all’indirizzo https://www.radionizza.it/ai/

Francia “too big to fail”? Da Fitch a Standard & Poor’s arrivano i ratings –

In un contesto di profonda instabilità politica che sta minando l’economia francese, l’agenzia di rating americana Fitch potrebbe declassare venerdì 12 settembre la nota sovrana della Francia dal gruppo “AA” (qualità alta o buona) al gruppo “A” (qualità media superiore). Questa decisione, prevista per oggi, non arriverebbe inattesa: già a marzo, Fitch aveva mantenuto la valutazione “AA-” con una prospettiva negativa, citando l’elevato debito pubblico rispetto al Pil e la frammentazione politica che ostacola un risanamento fiscale sostenibile.

(N.d.R.: Dunque il rating attuale e’ AA- e non AA: Attenzione a come le fonti francesi, da cui prendiamo la notizia, raccontano le cose. Nei titoli AA e poi, tra le righe nel corpo dell’articolo la verita’, AA-).

La recente caduta del governo di François Bayrou ha aggravato la situazione, rendendo incerto l’impatto del bilancio 2026 sulla riduzione del peso del debito. Nonostante ciò, l’agenzia potrebbe optare per un rinvio, concedendo un’ulteriore proroga allo Stato francese.

Questa potenziale declassazione servirebbe a correggere un’anomalia nella valutazione: la Francia ha beneficiato finora di una certa indulgenza da parte delle agenzie di rating, mantenendo una nota superiore a quella di paesi come Spagna e Portogallo, nonostante performance fiscali meno brillanti. “Con questa mossa, Fitch inizia a ripristinare la coerenza tra le note assegnate e le reali performance budgétaire dei paesi”, spiega l’economista Eric Dor dell’IESEG School of Management. Le agenzie, segnate dalle critiche durante la crisi dei subprime (2007-2010) e quella del debito sovrano europeo (2010), adottano oggi una linea prudente: né ignorare i rischi né amplificarli. Fattori come la diversificazione economica, la solidità delle banche e la liquidità del debito francese, unita alla convinzione che il paese sia “too big to fail” nella zona euro, hanno sostenuto finora una valutazione favorevole.

Le ripercussioni di un declassamento moderato sarebbero limitate, poiché i mercati hanno già incorporato l’instabilità politica, con i tassi di interesse francesi che si allineano a quelli italiani e restano inferiori a quelli portoghesi nonostante le discrepanze nelle note. “Le agenzie non dettano più le regole del gioco”, osserva Dor, sottolineando come gli investitori privati conducano analisi autonome sui paesi sviluppati. Tuttavia, senza un bilancio approvato, la situazione finanziaria potrebbe peggiorare, aprendo la porta a ulteriori sanzioni da Moody’s (24 ottobre) e Standard & Poor’s (28 novembre). Un improvviso moto di sfiducia potrebbe propagarsi rapidamente, ma per ora la fiducia nella debito francese rimane elevata grazie all’attrattività per gli investitori.

Da Sarkozy a Macron persi 3 livelli

E nell’interessante grafico di Bloomberg riportato sul sito francia24.com all’articolo relativo a questo notiziario potete vedere come il rating  delle agenzie quali Fitch relativo alla Francia sia costantemente peggiorato dopo la fine della presidenza Sarkozy. Con l’aggravante che ora l’outlook e’ negativo.  E in merito non possiamo non riportare il commento del sindaco di Cannes all’incredibile sentenza di ieri, dove si afferma che eventuali malattie durante le ferie vanno recuperate durante i mesi di lavoro:

e su questa notizia spazio all’editoriale di Rachel

 

Il Crollo Francese e la Follia del Diritto

 


Eccoci qua, ancora una volta, a sorbirci il bollettino del declino francese. Non più terroristi del clima, ma terroristi della finanza e del senso comune. Bloomberg, quella fonte inesauribile di tristezza, ci sventola in faccia l’ennesima prova che la Francia sta scivolando più velocemente di un turista su una buccia di banana a Nizza. Il rating di Fitch? Crollato di ben 3 livelli dall’era Sarkozy. Ma sapete qual è la vera notizia? Che nessuno ne parla, perché tutti sono troppo impegnati a discutere delle vacanze che si possono ‘recuperare’ se ci si ammala.

Un’assurdità tale da far impallidire l’intero universo. Il sindaco di Cannes, David Lisnard, si è trovato costretto a sottolineare l’ovvio: se ti ammali durante il weekend, puoi recuperare il weekend in mezzo alla settimana? Ma che razza di logica è questa? La Francia, quella nazione un tempo fiera, sta perdendo il suo buon senso a una velocità spaventosa. I giudici e un diritto del lavoro che sembra scritto da un ubriaco hanno trasformato il Paese in un manicomio.

Basta, non se ne può più. Basta con questa litania di norme assurde che premiano la malattia e la burocrazia a scapito della produttività. È ora di avere il coraggio di dirlo, senza giri di parole: la colpa non è solo di Macron o dei suoi predecessori, ma di un sistema che ha abbracciato la follia. La Francia scricchiola sotto il peso di un’amministrazione che non capisce più la differenza tra una giornata lavorativa e una vacanza. Non si tratta di negare il declino, ma di smettere di raccontare mezze verità.

Se vogliamo parlare di soluzioni, parliamo di tutto, non solo di tassi di interesse o di inflazione. Ma la verità è che il mondo è troppo pieno di gente che si prende troppo sul serio, e la Francia è in prima fila. Il suo rating crolla, mentre i suoi giudici decidono che un’influenza ti dà diritto a prolungare le vacanze. Che bella commedia. Non c’è che dire, un paese che ha perso la sua dignità, un livello alla volta. E il peggio è che non sembrano neanche accorgersene. Che spasso.

 

E ricordiamo che le opinioni espresse da Rachel non necessariamente corrispondono a quelle della redazione di Radio Nizza o di Centrale Milano 1575 Khz.

Sébastien Lecornu: Il Nuovo Premier Tra Consultazioni e Le Ombre del “Camaleonte Politico”

*Il successore di Attal avvia i colloqui con le parti sociali. Le opposizioni, dal Rassemblement National alla sinistra, definiscono le “linee rosse”.*
Sébastien Lecornu, il neonominato Primo Ministro francese, ha iniziato la sua agenda con una serie di incontri cruciali con i partner sociali. La sua nomina, seguita alle dimissioni di Gabriel Attal, lo vede ora al timone in un momento delicato per la politica francese. Tuttavia, il suo stile e la sua capacità di adattamento sono già stati oggetto di commenti, con esponenti del Rassemblement National che lo hanno descritto come “un camaleonte” capace di plasmare il suo discorso in base all’interlocutore. Sebbene umanamente apprezzato da alcuni, Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno già tracciato quelle che definiscono “linee rosse”, evidenziando le aspettative e le tensioni politiche che attendono il nuovo Premier a Matignon.

Mister V, da Idolo di YouTube a Star del Cinema: Il Fenomeno McWalter Conquista la Francia

*L’umorista digitale che ha trasformato la sua influenza in successo cinematografico. Un’analisi del percorso del “re dell’umorismo” online.*
Mister V, vero nome Yassine Belattar, non è più solo una star di YouTube, ma un autentico fenomeno che sta facendo il grande salto nel mondo del cinema con il suo film “McWalter”. Conosciuto per il suo umorismo irriverente e le sue parodie geniali, l’influencer ha saputo costruire una solida base di fan, che ora lo segue anche sul grande schermo. La sua ascesa testimonia la crescente influenza dei creatori di contenuti digitali nel panorama culturale francese, dimostrando come una piattaforma come YouTube possa essere un trampolino di lancio per carriere artistiche ben oltre il web. Il successo di Mister V risiede nella sua capacità di cogliere le tendenze e di parlare a una generazione che si riconosce nella sua comicità fresca e immediata.

Brasile: Jair Bolsonaro Condannato a 27 Anni per Tentato Colpo di Stato

*Un verdetto storico che scuote la politica latinoamericana. La diplomazia brasiliana risponde alle minacce USA.*
L’ex presidente brasiliano di estrema destra, Jair Bolsonaro, è stato condannato a 27 anni di prigione per tentato colpo di stato. La sentenza, emessa dalla Corte Suprema con il voto di quattro giudici su cinque, rappresenta un momento storico per il Brasile, segnando la prima volta che un ex capo di stato viene condannato per un simile crimine. La decisione ha innescato reazioni internazionali, con il Segretario di Stato americano Marco Rubio che ha promesso una “risposta” da parte degli Stati Uniti, definendo la condanna “ingiusta”. La diplomazia brasiliana, tramite il social X, ha prontamente replicato, affermando che “le minacce non intimiteranno la nostra democrazia” e che il Paese difenderà la propria sovranità di fronte a “aggressioni e tentativi di ingerenza”. Gli avvocati di Bolsonaro hanno annunciato ricorso, anche a livello internazionale, definendo le pene “incredibilmente eccessive”.

 

La Politica del Mimetismo: Un Commento sulle Nuove Nomine

Il dibattito politico francese è sempre uno spettacolo, ma la nomina del nuovo Premier Sébastien Lecornu ha sollevato non poche perplessità. La definizione di “camaleonte”, affibbiatagli persino da ambienti del Rassemblement National, pur se con una venatura di umana simpatia, è tutt’altro che un complimento. In un’epoca che richiede chiarezza e coerenza, un leader la cui retorica si adatta ai suoi interlocutori rischia di apparire più un opportunista che un vero statista. I “punti rossi” già tracciati da Le Pen e Bardella suonano come un avvertimento: non basta la dialettica fluida per navigare le acque agitate del Parlamento. La Francia merita leadership che sappia dove va, non un timoniere che cambia rotta ad ogni soffio di vento populista. Altrimenti, l’unica cosa certa sarà l’incertezza.

Economia Francese Sotto Osservazione: L’Agenzia Fitch Potrebbe Declassare il Rating di Parigi

*Deficit e debito pubblico mettono a rischio la credibilità internazionale. Gli analisti paventano ripercussioni significative.*
L’economia francese è sotto la lente d’ingrandimento dell’agenzia di rating Fitch, che potrebbe presto declassare la nota del debito sovrano. Secondo gli esperti, la Francia avrebbe goduto finora di una “certa indulgenza”, ma i crescenti deficit e il debito pubblico mettono ora a rischio la sua credibilità internazionale. Questa potenziale revisione al ribasso arriva in un momento di incertezza politica e budgetaria, e le sue ripercussioni potrebbero essere significative, influenzando i costi di finanziamento del Paese e la percezione degli investitori. Le previsioni indicano che, nonostante un leggero rialzo della crescita stimata dall’Insee per il 2025 al +0,8%, la situazione resta fragile.

Manovre Militari Russe e Bielorusse: L’Europa in Allerta Dopo le Incursioni Aeree sulla Polonia

*Esercitazioni “Zapad” preoccupano i paesi NATO. Macron invia Rafale per la difesa dello spazio aereo polacco.*
Russia e Bielorussia hanno dato il via a esercitazioni militari congiunte, note come “Zapad”, sotto lo sguardo preoccupato dell’Occidente. Sebbene la portata delle manovre sia ridotta rispetto alle edizioni precedenti, trattandosi delle prime dal conflitto in Ucraina, la tensione è palpabile. Polonia, Lituania e Lettonia, Paesi membri della NATO e confinanti con la Bielorussia, hanno rafforzato le proprie difese e chiuso i confini. La situazione si è ulteriormente aggravata dopo che una ventina di droni russi ha violato lo spazio aereo polacco. In risposta, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’invio di tre aerei da caccia Rafale per contribuire alla protezione dello spazio aereo polacco, sottolineando il rafforzamento delle difese della NATO nell’Europa orientale.

USA, Assassinato Charlie Kirk: Caccia all’Uomo e Allerta Sicurezza per i Politici

*L’influencer pro-Trump ucciso durante un dibattito universitario. Il FBI diffonde immagini del sospettato, si temono nuove minacce.*
Gli Stati Uniti sono in stato di shock dopo l’assassinio di Charlie Kirk, noto influencer conservatore e sostenitore di Donald Trump, ucciso a colpi di arma da fuoco mentre partecipava a un dibattito pubblico in un’università nello Utah. Il FBI sta conducendo una vasta caccia all’uomo, trattando l’episodio come un atto “mirato” e ha diffuso foto di un sospettato, offrendo una ricompensa fino a 100.000 dollari per informazioni utili all’inchiesta. L’ex presidente Donald Trump ha invitato i suoi sostenitori a reagire senza violenza alla morte di Kirk, mentre diverse figure politiche americane hanno rafforzato la propria sicurezza, annullando eventi e aumentando il livello di allerta di fronte a possibili nuove minacce.

Matrimoni in Francia: Boom di “Sì” Nonostante i Costi in Aumento

*Nel 2025 attese 270.000 unioni, il picco degli ultimi vent’anni. Il budget medio supera i 16.000 euro per celebrare l’amore.*
Contrariamente alle aspettative, il numero di matrimoni in Francia sta vivendo un vero e proprio boom. Nel 2025 si prevedono circa 270.000 celebrazioni, un incremento significativo rispetto alle 248.000 del 2024 e il dato più alto degli ultimi vent’anni. Questa ondata di “sì” avviene nonostante l’aumento dei costi: il budget medio per un matrimonio ha raggiunto i 16.000 euro, in crescita rispetto ai 15.400 dell’anno precedente. Un segnale che, nonostante le sfide economiche, l’amore e il desiderio di celebrare un’unione rimangono una priorità per molti francesi.

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