Benvenuti all’appuntamento di Francia 24 per martedì 9 settembre 2025 con le notizie internazionali e dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla IA all’indirizzo https://www.radionizza.it/ai/
Bayrou si dimette, Macron cerca il nuovo premier
Il Primo Ministro François Bayrou si è recato questa mattina all’Eliseo per presentare ufficialmente le dimissioni del suo governo al Presidente Emmanuel Macron. La caduta dell’esecutivo, avvenuta ieri dopo aver perso il voto di fiducia all’Assemblea Nazionale, segna un nuovo capitolo di incertezza politica per la Francia, la terza crisi di governo in meno di un anno dalla rielezione di Macron nel 2022. Il Presidente ha annunciato che nominerà un nuovo capo del governo “nei prossimi giorni”.
Francia in bilico: L’era post-Bayrou e le sfide di Macron
La caduta del governo Bayrou ha riacceso i riflettori sull’instabilità politica francese, con Emmanuel Macron nuovamente chiamato a fronteggiare una situazione complessa. Dopo aver perso il voto di fiducia, si apre la corsa alla successione, con i principali attori politici che si interrogano sul futuro del paese. Sophie Binet, segretaria generale della CGT, ha avvertito che “non ci sarà stabilità senza giustizia sociale”. Nel frattempo, i dossier cruciali come il bilancio 2026, la programmazione energetica e la riforma audiovisiva restano in sospeso, in attesa di un nuovo esecutivo. Anche i mercati finanziari, pur avendo già “integrato” la potenziale caduta, osservano con attenzione l’evolversi della situazione, sebbene il costo del debito pubblico non dovrebbe subire impennate.
Nota di redazione: la notizia che vi abbiamo letto, originariamente su FranceInfo, sa di velina governativa. Non ci risulta che i mercati siano tranquilli sulla Francia, visto che il rating sta per scendere. In quanto al debito pubblico senza impennate,…wishful thinking.

“Blocquons Tout”: La Francia si prepara a un 10 settembre di proteste
Il movimento “Bloquons Tout” (Blocchiamo Tutto) minaccia di paralizzare la Francia il prossimo 10 settembre con una giornata di mobilitazione nazionale. Dopo i “party d’addio” organizzati davanti ai comuni per celebrare la caduta del governo Bayrou, i manifestanti intendono bloccare il paese, con ripercussioni previste sul traffico aereo, in particolare a Nizza, Marsiglia e in Corsica. La SNCF e la RATP prevedono un traffico “quasi normale” per treni e trasporti pubblici, ma il ministro dell’Interno dimissionario, Bruno Retailleau, ha annunciato la mobilitazione di 80.000 gendarmi e poliziotti. Alcuni ristoratori, inoltre, si uniranno alla protesta offrendo sconti del 10% a chi pagherà in contanti, per boicottare le commissioni bancarie.
Allerta Climatica Globale: Agosto 2025 terzo più caldo di sempre, Francia tra siccità e alluvioni
L’osservatorio europeo Copernicus ha rivelato dati preoccupanti: l’agosto 2025 è stato il terzo agosto più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media superiore di 1,29°C rispetto all’era preindustriale. La Francia, intanto, fa i conti con le conseguenze estreme del cambiamento climatico: tre milioni di abitazioni sono minacciate dalla siccità e dalle fessurazioni del terreno argilloso, mentre il dipartimento della Mosella è ancora in allerta arancione per piogge intense e inondazioni.
E su questa notizia spazio all’editoriale di Rachel

Terroristi del clima e la verità che nessuno ha il coraggio di dire
Eccoci qui, ancora una volta, a sorbirci il bollettino apocalittico dell’osservatorio Copernicus: agosto 2025, terzo agosto più caldo della storia, 1,29°C sopra l’era preindustriale. La Francia? Un disastro. Siccità che spacca case come gusci di noce, tre milioni di abitazioni a rischio per il terreno argilloso che si crepa, e poi la Mosella, annegata sotto piogge torrenziali, tanto per non farci mancare nulla. Ma sapete qual è la vera notizia? Che di un maggio più freddo della media non si parla mai. Niente, zero, silenzio tombale. Perché non fa comodo, non si adatta alla narrazione dei terroristi del clima, quelli che ci vogliono tutti in ginocchio a flagellarci per il nostro stile di vita “insostenibile”.
Basta, non se ne può più. Basta con questa litania di colpevolizzazione, come se ogni occidentale che accende una lampadina o guida un’auto fosse il diavolo in persona. È ora di avere il coraggio di dirlo, senza giri di parole: la colpa non è nostra, non solo almeno. La Terra scricchiola sotto il peso di oltre 8 miliardi di abitanti. Otto. Miliardi. Eravamo 5 miliardi appena ieri, e ora eccoci qui, a soffocare in un pianeta che non ce la fa più. Non è solo il nostro respiro a pompare CO2 nell’atmosfera, ma tutto ciò che serve per tenere in piedi questa massa umana: cibo, case, trasporti, industrie. Ogni nuovo nato è un nuovo consumatore, e non veniteci a dire che il problema è solo l’Occidente “odioso inquinatore”. La verità è che il mondo è troppo pieno, e nessuno ha il fegato di ammetterlo.
Allora, smettiamola con questa farsa. Smettiamola di puntare il dito contro chi guida un SUV o mangia una bistecca, mentre ignoriamo il vero elefante nella stanza: la sovrappopolazione. Non si tratta di negare il cambiamento climatico, ma di smettere di raccontare mezze verità. Se vogliamo parlare di soluzioni, parliamo di tutto, non solo di tasse sul carbonio o pannelli solari. Altrimenti, continueremo a girare in tondo, con Copernicus che ci sventola i suoi dati e i terroristi del clima che ci urlano di tornare all’età della pietra. E nel frattempo, la Mosella affoga e le case si spaccano. Che bella commedia.
Scandalo Epstein: Rivelazioni dalla “lista di compleanno” di Trump
Nuovi documenti legati al caso Jeffrey Epstein continuano a scuotere l’opinione pubblica. Membri del Congresso statunitense hanno reso pubblica una “lista di compleanno” attribuita al defunto finanziere, che include una presunta nota scritta da Donald Trump. La Casa Bianca ha prontamente smentito che il presidente abbia disegnato l’immagine o firmato la nota, ma il dibattito si infiamma nuovamente sulle connessioni tra il jet set e la rete di Epstein. Questo sviluppo riapre ferite e domande su una delle vicende più oscure degli ultimi anni.
Economia Francese: Scossoni ai vertici e allarme immobiliare
Nel mondo economico francese, si registrano importanti movimenti: Luca de Meo, ex Renault, assume l’incarico di direttore generale di Kering (il colosso del lusso), con un’indennità di ingresso di 20 milioni di euro e il compito di rilanciare il gruppo. Intanto, l’impero mediatico di Rupert Murdoch (Wall Street Journal, Fox News) si prepara a passare al figlio maggiore Lachlan. Sul fronte interno, il mercato immobiliare locativo è in “agonia”, con una drastica riduzione dell’offerta e affitti in forte crescita, testimoniata da 1.256 candidature per un solo bilocale a Parigi. Infine, la Renault ha svelato la nuova Clio, l’auto più venduta d’Europa, con un design che potrebbe far discutere, mentre le esportazioni di armamenti francesi registrano la seconda migliore performance storica, con un balzo del 163% a 21,6 miliardi di euro nel 2024.
Cronache Giudiziarie: Pedofilia online e il controverso processo all’anestesista
La giustizia francese è impegnata su fronti delicati. A Bordeaux, un uomo è stato incriminato e incarcerato con l’accusa di aver commissionato online una trentina di stupri di bambini colombiani e malgasci, in un’indagine che evidenzia l’orrore della pedocriminalità digitale. Nelle Hautes-Alpes, un insegnante di un istituto cattolico è stato posto in custodia cautelare per violenze sessuali. Nel frattempo, a Besançon, è iniziato il controverso processo all’anestesista Frédéric Péchier, accusato di aver avvelenato pazienti. Al primo giorno di udienza, Péchier ha continuato a proclamare la sua innocenza, affermando: “Non ho mai avvelenato nessuno”.
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