Francia24: Sciopero controllori volo 18 settembre – Blocchiamo tutto 10 settembre, Bayrou in difficoltà – Inflazione a luglio, 2%

Di Redazione Francia24
29 Aug 2025

Benvenuti all’appuntamento di Francia Oggi e Francia 24 per venerdì 29 agosto 2025 con le notizie internazionali e
dalla Francia a cura della redazione di Radio Nizza. Il notiziario è in onda su Radio Nizza e Centrale Milano 1575 chilocicli ed è disponibile al sito francia24.com, in formato podcast e tramite l’interfaccia conversazionale basata sulla IA all’indirizzo https://www.radionizza.it/ai/

Francia paralizzata? Sciopero dei controllori di volo il 18 settembre

*Disagi imminenti per i viaggiatori: il sindacato chiede il “recupero integrale dell’inflazione 2024” sui salari, denunciando il fallimento del dialogo sociale.*
Un nuovo sciopero è stato annunciato dai controllori aerei francesi per il 18 settembre, con il sindacato maggioritario che denuncia “il fallimento del dialogo sociale”. La categoria chiede “il recupero integrale dell’inflazione 2024” sui salari, paventando gravi disagi per il traffico aereo in tutta la Francia e in Europa. Questo preavviso di sciopero si aggiunge a un clima di crescente tensione sociale e riaccende le preoccupazioni per i settori chiave del paese.

 

La protesta si infiamma: “Blocchiamo tutto il 10 settembre” in Ardèche

In Ardèche e non solo, fermenta la rabbia. Cittadini e sindacati si stanno organizzando per il movimento “Blocchiamo tutto il 10 settembre”, una giornata di mobilitazione nazionale contro il bilancio di austerità che si preannuncia “difficile per i francesi”. Lo Snes-FSU, il principale sindacato dell’istruzione, ha già espresso il suo sostegno, dichiarando di essere pronto a “sostenere le mobilitazioni” e “azioni sindacali” per respingere tagli e restrizioni. Anche i “gilet gialli”, movimento storico di protesta sociale (che speravamo morto e defunto, N.d.R.), stanno riattivando le proprie comunità online e sul territorio, richiamando alla partecipazione per quella che si annuncia una giornata di grande tensione e potenziale paralisi per il Paese. La richiesta è chiara: rifiutare un’impostazione economica che rischia di (fare addirittura lavorare due giorni in più all’anno N.d.R.) gravare pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini.

L’editoriale di Rachel

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Sciopero o farsa mediatica?

Ennesimo “blocco totale” annunciato, e come di consueto, l’isteria mediatica sale alle stelle. France Info e BFM Business, in un coro unanime, ci dipingono scenari apocalittici di un paese in ginocchio per il 10 settembre. Ma c’è davvero qualcuno che crede ancora a queste narrazioni gonfiate? I “gilet gialli” che si “riattivano” sembrano più un’eco nostalgica che una forza trainante. Ogni volta la stessa musica: annunci fragorosi, mobilitazioni che poi si rivelano contenute, e il solito copione di un’opposizione che fatica a trovare una vera coesione. Forse, invece di annunciare la “paralisi nazionale” con largo anticipo, i media dovrebbero attendere i fatti. A meno che non si tratti, come spesso accade, di un’altra opera teatrale ben orchestrata per riempire i palinsesti e distrarre dai veri problemi, di cui non si ha mai il coraggio di parlare.

François Bayrou a un soffio dalla crisi: la mozione di fiducia del 8 settembre

Il Primo Ministro François Bayrou si avvicina all’8 settembre, data del voto di fiducia, con pronostici che gli danno solo il 5% di possibilità di uscirne indenne. Le opposizioni, dalla sinistra all’estrema destra, hanno già annunciato il loro voto contrario, rendendo la sua posizione estremamente precaria. Bayrou sta cercando di spingere il suo messaggio sull’urgenza di ridurre il debito pubblico con un “bilancio di rigore”, sperando di ribaltare la situazione o, almeno, di garantire un’uscita dignitosa. Tuttavia, i suoi tentativi di convincere gli imprenditori non hanno sortito l’effetto sperato, con molti che si dicono “per nulla rassicurati”. A infiammare ulteriormente il dibattito, le sue recenti dichiarazioni sul “comfort dei boomer” (riferite al tenore di vita, all’accesso alla proprietà e alle pensioni), criticate da più parti come un tentativo di dividere le generazioni. Nel frattempo, diversi deputati di sinistra si sono preparati durante l’estate per un’eventuale dissoluzione del parlamento, accelerando la campagna sui territori.

Ucraina, dramma senza fine: Kiev colpita, bilancio di 23 morti

Una notte di terrore ha sconvolto Kiev, con nuovi attacchi russi che hanno portato il bilancio delle vittime a 23 morti, secondo l’amministrazione militare della città. Le bombe hanno colpito un condominio, distruggendolo, e causando danni significativi anche agli uffici della delegazione dell’Unione Europea, scatenando l’indignazione dei leader europei. Intanto, il Cancelliere tedesco ha ribadito che un incontro tra il Presidente Zelensky e Vladimir Putin è “ovviamente” fuori questione, data l’attuale escalation del conflitto e la retorica sempre più aggressiva del Cremlino. La guerra in Ucraina continua a mietere vittime innocenti e a sollevare interrogativi sulla possibilità di una via diplomatica.

Inflazione e scioperi: sale la tensione economica in Francia

Il fronte economico francese mostra segnali di crescente tensione. Secondo un’analisi di Deloitte, i salari stanno aumentando, ma a un ritmo inferiore rispetto all’inflazione. Le buste paga di operai, impiegati, tecnici e quadri intermedi crescono del 2,5% quest’anno (rispetto al 3,5% nel 2024), mentre quelle dei dirigenti registrano un +2,3% (contro il 3,4%). Questo divario alimenta il malcontento, che si traduce in nuove mobilitazioni. I controllori di volo francesi hanno annunciato un nuovo sciopero per il 18 settembre, chiedendo il “recupero integrale dell’inflazione 2024” sui salari, dopo aver constatato “l’insuccesso del dialogo sociale”. Intanto, il traffico ferroviario tra Parigi e Lione, fortemente perturbato ieri a causa di un furto di cavi che ha causato ritardi di diverse ore, è tornato alla normalità con i primi treni di questa mattina, grazie a lavori che si sono protratti per gran parte della notte.

Asse franco-tedesco in crisi: tensioni sulla difesa

*Il consiglio dei ministri congiunto a Tolone affronta ritardi e divergenze su progetti cruciali, mettendo a dura prova la cooperazione storica.*
Il “motore” franco-tedesco sembra battere in testa sul fronte della difesa. Il consiglio dei ministri congiunto, in programma venerdì a Tolone, sarà l’occasione per riprendere le discussioni sulla cooperazione nel settore. Numerosi progetti congiunti, infatti, sono bloccati da ritardi e tensioni industriali, evidenziando ambizioni divergenti tra Parigi e Berlino. Questo raffreddamento mette in discussione la solidità di un’alleanza storicamente fondamentale per la stabilità e la sicurezza europea.

 

Tasso di inflazione ufficiale e non ufficiale in Francia nel 2025

Il Wall Street Journal non ha riportato direttamente dati specifici sull’inflazione in Francia per il 2025, ma sulla base delle informazioni disponibili da fonti autorevoli, ecco un’analisi aggiornata dei tassi di inflazione ufficiali e non ufficiali in Francia per il 2025.

Tasso di inflazione ufficiale

Secondo i dati più recenti, il tasso di inflazione ufficiale in Francia, misurato dall’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) e dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA), si attesta a livelli molto bassi nel 2025. In particolare:

  • Luglio 2025: Il tasso di inflazione anno su anno (YoY) è rimasto stabile all’1,0%, secondo Trading Economics e RateInflation. L’IPCA, utilizzato per confronti a livello europeo, è stato dello 0,9% a luglio, invariato rispetto a giugno.
  • Aprile 2025: L’inflazione IPC è scesa allo 0,8%, il livello più basso dal febbraio 2021, grazie alla diminuzione dei prezzi regolati dell’energia, in particolare dell’elettricità. L’IPCA era allo 0,9% nello stesso mese.
  • Previsioni per il 2025: La Commissione Europea prevede che l’inflazione media per il 2025 si attesti intorno allo 0,9%, in calo rispetto al 2,3% del 2024, principalmente a causa della riduzione dei prezzi dell’energia (-5,0%). Per il 2026, si prevede un leggero aumento all’1,2%.

Questi dati riflettono un’inflazione ufficiale ben al di sotto dell’obiettivo di stabilità dei prezzi della Banca Centrale Europea (BCE), fissato al 2%.

Tasso di inflazione non ufficiale (percezioni delle imprese)

Le percezioni dell’inflazione da parte dei leader aziendali, considerate una misura “non ufficiale” poiché riflettono aspettative e sentimenti piuttosto che dati concreti, mostrano una divergenza rispetto ai tassi ufficiali. Secondo l’indagine trimestrale della Banque de France:

  • Primo trimestre 2025: La mediana dell’inflazione percepita dai capi d’azienda è stata del 2%, significativamente superiore all’IPC (0,8%) e all’IPCA (0,9%) di febbraio 2025.
  • Secondo trimestre 2025: La percezione dell’inflazione è rimasta stabile al 2%, mentre l’IPC era allo 0,7% e l’IPCA allo 0,6% a maggio. Anche le aspettative di inflazione a un anno e a medio termine (3-5 anni) si sono mantenute al 2%, in linea con l’obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE.

Questa percezione più alta potrebbe riflettere preoccupazioni per fattori come la crescita dei salari (attesi al 2% nel prossimo anno) o l’incertezza economica globale, nonostante i dati ufficiali indichino un’inflazione contenuta.

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