Outside Source Trent’anni fa, Jacques Chirac annunciava la ripresa degli esperimenti nucleari in Polinesia francese: racconto di un’incomprensione alla francese

Di Redazione Francia24
13 Jun 2025

Radio Nizza Outside Source: (C) la1ere.franceinfo.fr

L’elezione di Chirac e le aspettative sui test nucleari

Il 13 giugno 1995, Jacques Chirac celebrava la sua recente vittoria elettorale. Appena un mese prima, l’ex Primo Ministro aveva conquistato la Presidenza della Repubblica, ponendo fine a quattordici anni di governo di Mitterrand. La destra era tornata al potere. Prima di un viaggio ufficiale negli Stati Uniti, dove avrebbe incontrato il Presidente Clinton, il nuovo inquilino dell’Eliseo convocò i giornalisti per una conferenza stampa sui temi di attualità. Il Front National, lo stato delle finanze pubbliche… Chirac affrontava ogni argomento. Un giornalista dell’AFP interrogò il nuovo capo delle forze armate su un suo impegno elettorale: la consultazione di esperti sulla ripresa dei test nucleari. “Ha preso una decisione e, se sì, quale?”, chiese.

L’annuncio: ripresa dei test nucleari

Con un tono solenne, Jacques Chirac annunciò che la Francia avrebbe ripreso i test nucleari nella Polinesia francese, sospesi dal 1992. Una decisione storica e controversa, che avrebbe scatenato violente proteste a Tahiti.

Contesto storico: le origini del programma nucleare francese

Per comprendere questo evento, è necessario fare un passo indietro. L’avventura nucleare francese iniziò ben prima della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, solo dopo la sconfitta della Germania nazista e l’inizio della Guerra Fredda tra Stati Uniti e URSS, la Francia del generale De Gaulle, assertore della sovranità nazionale, accelerò le ricerche nel campo nucleare. Il 13 febbraio 1960, la Francia fece esplodere la sua prima bomba nucleare nel Sahara, in piena guerra d’Algeria.

Lo scopo dei test nucleari e la ricerca di un sito

Questi test avevano lo scopo di dimostrare la potenza militare francese e l’ingresso del paese nel club delle potenze nucleari. La macchina militare francese si mise subito al lavoro per sviluppare questa tecnologia. Nonostante la guerra in Algeria, i test continuarono nel deserto sahariano. Dopo gli accordi di Évian del 1962, fu necessario trovare un nuovo sito per i test.

La scelta della Polinesia Francese

Diverse opzioni furono considerate: La Réunion, le Isole Kerguelen, ma alla fine la scelta cadde sulla Polinesia francese. L’arcipelago offriva una bassa densità di popolazione, atolli isolati, lontani da altri paesi, e una popolazione ritenuta docile. Il Centro di sperimentazione del Pacifico (CEP) aprì le sue porte a Tahiti, Hao e sugli atolli di Moruroa e Fangataufa nel 1963.

Le conseguenze dei test: contaminazione e proteste

I primi test atmosferici iniziarono nel 1966. Le autorità assicurarono che il pericolo era sotto controllo, ma solo in seguito si scoprì che la popolazione era stata contaminata durante i decenni di test.

L’evoluzione tecnologica e le pressioni economiche

A metà degli anni ’70, si passò ai test sotterranei, meno pericolosi ma costosi. Dopo il periodo di prosperità del dopoguerra, una crisi economica colpì l’economia mondiale, mettendo in discussione la capacità della Francia di finanziare i test. Si cominciò a considerare l’uso di simulazioni informatiche, meno costose e meno inquinanti, ma che richiedevano comunque dati dai test “fisici”.

Il contesto geopolitico e la moratoria di Mitterrand

Negli anni ’80, gli eventi in Nuova Caledonia e l’attentato alla nave Rainbow Warrior da parte dei servizi segreti francesi danneggiarono la reputazione della Francia. All’inizio degli anni ’90, François Mitterrand, sfruttando la fine della Guerra Fredda e la spinta elettorale degli ecologisti, annunciò una moratoria sui test nucleari nel 1992.

Le reazioni alla moratoria e le tensioni politiche

La decisione di Mitterrand colse tutti di sorpresa. Se da un lato alcuni polinesiani furono sollevati, dall’altro si temeva un crollo economico. A livello nazionale, i militari criticarono la decisione, sostenendo che i sistemi di simulazione non erano pronti. Tra il 1992 e il 1995, il Commissariato per l’energia atomica (CEA) e la Direzione delle applicazioni militari (DAM) cercarono di convincere le autorità a riprendere i test.

Chirac e la promessa di consultazione

Politicamente, questo periodo fu segnato dalla sconfitta del partito di Mitterrand alle elezioni legislative del 1993. Jacques Chirac, leader del RPR, promise di consultare esperti sulla ripresa dei test nucleari durante la campagna presidenziale.

Il 13 giugno 1995: l’annuncio di Chirac

Dopo la vittoria di Chirac alle presidenziali, si arrivò alla conferenza stampa del 13 giugno 1995. Il nuovo presidente annunciò la decisione di riprendere i test nucleari.

Le ragioni tecniche e la promessa della fine dei test

Chirac spiegò che, tecnicamente, erano necessari ulteriori test per completare i modelli di simulazione. Annunciò la ripresa dei test, ma anche la fine definitiva della campagna nucleare in Polinesia francese.

La reazione della Polinesia francese e le proteste

La decisione di Chirac fu percepita come una provocazione. I polinesiani ricordarono solo la ripresa dei test. La “decisione unilaterale” del presidente, senza consultazione, scatenò proteste a Tahiti. Le associazioni e le ONG, come Greenpeace, si opposero fermamente.

Le manifestazioni e le rivolte

Tra giugno e settembre 1995, le manifestazioni furono pacifiche, ma la situazione esplose dopo il primo test della nuova campagna. L’aeroporto di Faa’a fu saccheggiato, e gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine raggiunsero livelli di violenza inauditi.

La fine dei test

Le proteste e le pressioni internazionali potrebbero aver costretto lo Stato a interrompere i test prima del previsto. L’esercito effettuò solo sei dei test previsti. L’ultimo test, Xouthos, fu effettuato il 27 gennaio 1996. Il 29 gennaio, Chirac annunciò la fine definitiva dei test nucleari francesi.

L’annuncio della ripresa dei test nucleari da parte di Chirac nel 1995 fu un evento cruciale nella storia della Polinesia francese, segnando un momento di svolta nelle relazioni tra la Francia e il suo territorio d’oltremare. Questa decisione, motivata da ragioni tecniche e politiche, scatenò una serie di proteste e rivolte che misero in luce le tensioni legate all’eredità dei test nucleari francesi nel Pacifico. Le conseguenze di questa scelta ebbero un impatto duraturo sulla popolazione locale e sulle dinamiche politiche della regione.

Articolo basato su contenuti originali apparsi sulla stampa francese, Fact Check by gemini-2.0-flash-lite